IL GALLO DI CASTIONE / LA GARA, PER NIENTE BELLA, E’ PASSATA IN SECONDO PIANO GRAZIE A UN CLIMA ENTUSIASTICO DA GEMELLAGGIO INFINITO

(Il Gallo di Castione) – Oggi iniziamo dalla fine. In particolare dalla fine dell’ultimo articolo. «Ma l’onestà, ne son sicuro, andrà di moda, è già sulla bocca di tutti e nei pensieri di molti: peccato che ai più manchi il coraggio di praticarla, ma forse, dico forse, ora andiam meglio, in ambiente crociato». Quello che non avevo pensato, ma che ci ha raccontato un imprenditore che ovviamente studia attentamente il marketing, era che l’onestà fa immagine positiva. Insomma, l’onestà fa marketing, l’onestà fa vendere. Ce lo ha raccontato alla conferenza stampa l’AD di Navigare spiegando il motivo di ritorno al mondo del Pallone. Così il mondo malato del calcio si avvita su se stesso, non solo soffre per gli avventurieri che speculano sui sogni di gloria dei tifosi (e, come chi gioca al ribasso nel mondo produttivo, sulla pelle dei fornitori e dei dipendenti), ma non attrae investitori perché l’immagine del calcio italiano spesso non è commercialmente spendibile. Diviene solo un mondo di speculazione finanziaria e di elusione fiscale, quando non di riciclo di denaro «sporco». Il brand  del nuovo Parma Calcio, che riprende da Ceresini il filo del discorso, è divenuto appetibile perché ci si aspetta che racconti una storia nuova, un avventura che parte da lontano per cambiare il mondo dell’Italico Football. Ora, sul libro bianco di questa favola, abbiamo scritto il titolo e la premessa, ma solo il tempo ci dirà qualcosa sul lieto fine. Di per certo i tifosi pare che vivano dentro questa favola e che si godano, in attesa della meta, anche la strada, come ad esempio quella che porta nel Vicentino, che ripercorreremo altre volte.

Ma dato che oggi mi piace citarmi riporto il titolo di un precedente articolo

IL GALLO DI CASTIONE / QUANDO IL RISULTATO CONTERA’ DAVVERO I MANISCALCHI DEL PALLONE CHE INCONTREREMO SUI CAMPI DI PATATE RENDERANNO DIFFICOLTOSE LE TRAME DI GIOCO STUDIATE PER DIVERTIRE IL PUBBLICO

I miei tre lettori mi contestarono dicendo che in serie D i campi son bellissimi, ed infatti domenica ne abbiamo trovato uno a rotazione agricola, due anni fa ci era il granoturco, l’anno scorso c’era l’erba e quest’anno rimane incolto per riposare. Ed è così che l’allenatore che esortava i suoi di giocare a palla a terra non si aspettava che ci fosse in effetti solo terra, un mondo difficile per chi ha passato l’ultimo mese sui perfetti prati sintetici.

Che partita ho visto? Premetto che la neuro seguiva in curva/tribuna dello stadio (pardon, trattavasi di un romantico campo sportivo) due componenti del gruppo demenziale, gli Stiron River, pericolosissimi perché prima di uccidere mangiano cioccolato (serial Kinder), che il Tarson mancava dai campi da oltre 20 anni e ha così ritrovato più o meno gli ambienti della sua adolescenza. Ho visto altri nostalgici tifosi che eran commossi perché una trasferta così non la vedevano da anni (ne quelli più anziani che han vissuto le serie minori, ne i più giovani che a una trasferta con 1000 persone forse non c’erano mai stati), un tifo bello, coi bambini, le mamme, gli anziani, tutti insieme appassionatamente.

Come vivere un gemellaggio infinito per 50 gare. In un clima entusiastico è passata in secondo piano la gara, per niente bella, il campione col numero nove domenica scorsa (e spero solo quella scorsa) campione di carte al ciapa no, i due giovani terzini ieri meno distanti come prestazione (ma non ha giocato meglio Adorni), Crocifisso che al suo primo corteo sembrava Immobile ma non giocava in attacco, il micio che cercava la sua lettiera e anche il portierino sloveno che sembrava sperso in una porta enorme.

Mica facile, no ragazzi, mica facile. Salvare qualcosa che non sia il tuffo carpiato che ci ha regalato il risultato (ma si, lo so, non ti sei tuffato, si scherza, suvvia) vien davvero difficile, ringraziare l’arbitro non sta bene, che di sicuro si è sbagliato soquante volte, ma non l’ha fatto apposta.

Allora ringraziamo il fato, che ci ha regalato tre punti senza grossi meriti, però pensiamoci, perché così sarà dura fare gli 80 punti per star tranquilli.

E pensiamo cosa succederà quando pioverà per una settimana sulla terra brulla e il pallone non si giocherà più palla a terra ma fango a terra, pensiamo a quando l’agonismo sarà spinto da traguardi da raggiungere, a quelle partite decisive per la salvezza o per i play off, invoco per allora qualche corazziere da battaglia che non vedo in organico. E si torna all’eterno quesito fra il calcio spettacolo o il calcio speculativo, immagino che il calcio biologico (se ne è abusato, in questi giorni, ma qui vien d’obbligo) non preveda la seconda ipotesi, che bisogna vincere e divertire insieme, ma se dovessimo rinunciare a qualcosa, lo dico a Nevio e a Gigi, potremmo entusiasmarci per una squadra guerriera che esce dal campo come a una lotta di catch nel fango, dopo aver dato tutto in una battaglia che ha molto di eroico e poco di bello stile o di begli schemi ma ciò che non vorremmo vedere (ma so che certo non succederà) sono quattro o cinque fuoriclasse (per la serie D) che escono sconfitti senza lottare. Per non smorzare un entusiasmo che è ben saldo e che quasi prescinde dalla partita ma che si potrebbe affievolire se la trama della bella favola annunciata fosse troppo complicata. Perché la gente delle volte fa fatica a capire. A questo proposito avrei un consiglio. Fate attenzione quando leggete libri di medicina.

Potreste morire per un errore di stampa…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / LA GARA, PER NIENTE BELLA, E’ PASSATA IN SECONDO PIANO GRAZIE A UN CLIMA ENTUSIASTICO DA GEMELLAGGIO INFINITO

  • 9 Settembre 2015 in 02:09
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    Se domenica avesse piovuto quel campo sarebbe diventato una risaia.

    • 9 Settembre 2015 in 09:44
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      e avresti giocato lo stesso….prepariamoci perchè quest’inverno troveremo campi ben più brutti di quello di domenica scorsa

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