VIAGGIO IN PROVINCIA di Luca Savarese / QUANDO L’ALTOVICENTINO SI CHIAMAVA AC MARZOTTO E SI FACEVA ONORE IN SERIE B

(Luca Savarese) – “Si può essere portieri come Combi oppure come Anzolin Roberto da Valdagno. La differenza, è molto poca, a seconda dei punti di vista. E non c’è dissacrazione o irriverenza di sorta all’indirizzo del leggendario Giampiero della gloria quinquennale e dei trionfi azzurri. Combi è modello di grandezza classica, di stile impeccabile. E’ retaggio di passato lontano e glorioso. Anzolin è concentrato di tempi moderni, di gloria poca e passeggera, di sudore domenicale molto e non sempre ricompensato da adeguate soddisfazioni sul campo”. Con questa elegante ed eloquente descrizione, Gianni Giacone, sulle colonne di Hurrà Juventus nell’agosto del 1976, delinea, in poche ma decisive battute, il DNA di Anzolin Roberto, portiere che visse, tra i pali di madama, nove stagioni, dal 1961 al 1970. “Nove anni di servizio onorato, spesso incorniciati da prestazioni di tono araldico, quasi sempre conditi di piglio risorgimentale”, continua il ritratto. Già, la signora, che i guanti di Anzolin conobbero dopo l’esperienza con la maglia del Palermo. Ma dove iniziò tutto? A Valdagno, nella sua Valdagno, dove nacque nell’aprile del 1938. Oggi, la cittadina in provincia di Vicenza che vanta 26.650 abitanti segue le gesta dell’Altovicentino (nato nell’estate del 2014 dalla fusione del Trissino- Valdagno con il Marano Vicentino). Ieri, accompagnava le piccole grandi imprese dell’A.C. Marzotto, squadra nata sotto l’egida della celebre industria tessile, lì sorta nel 1836, fiore all’occhiello della piccola Valdagno e che, per quasi tutti i cinquanta, disputò e per nulla alla carlona, la serie cadetta. 1951, i biancoazzurri, guidati dal magiaro Imre Senkey, vincendo lo spareggio ai danni del Palazzolo, si ritrovano in B. Mica una toccata e fuga, tutt’altro. Con una tavola apparecchiata di sacrifici, unghie acuminate e coltelli tra i denti, la manterranno per ben 10 anni consecutivi, arrivando, al termine della stagione 1957-58, quarti, con vista serie A, che fu raggiunta dalla Triestina, con otto lunghezze dall’A.C. Marzotto. La classifica dei cannonieri però sorrise al Marzotto Valdagno, questo l’altro nome del team allora, grazie alla vena prolifica di Pietro Biagioli, autore di 19 segnature. Lo stadio dei Fiori, campo da gioco contemporaneo e tempio di quei fasti, fu protagonista, mica tanto silenzioso, di quelle annate. In quella temporada, da menzionare anche l’andata ed il ritorno contro il Parma. Il 29 settembre 1957 vittoria emiliana casalinga, un secco 3 a 0 grazie a Convalle, Dell’Omodarme e Voltolina. Gara di ritorno a Valdagno, 9 febbraio 1958, vinta per 1 a 0 dai padroni di casa grazie a Novali. Alla fine della fiera, valdagnesi in festa per un quarto posto più unico che raro e ducali che, ultimi, non precipiteranno in C poiché, dalla stagione seguente, la B verrà estesa a 20 squadre. Oggi è un’altra storia, Altovicentino e Parma sono in testa in serie D e vorranno, già tra poche ore, fare di tutto, per continuare a viaggiare ad alta quota. Chiudiamo con le mani di Anzolin, che nella succosa articolessa apparsa, nel mese di aprile, sul pregevole ilpalloneracconta.blogspot.it rivela: la parata più bella? Non una con la Juve, ma una con la maglia della sua Marzotto Valdagno, «La più significativa e forse anche la più bella è stata quando militavo nel Marzotto Valdagno e   abbiamo giocato a Venezia: c’è stata un’azione da parte dei lagunari, hanno tirato alla mia destra ed io ho sfoderato una grandissima parata, respingendo la palla, ritornata al limite dell’area; al volo, l’attaccante del Venezia ha calciato nuovamente il pallone, io l’ho abbrancato in presa diretta, in direzione opposta a dove mi trovavo. È quella che ricorderò sempre». Insomma, Parma, tra poche ore giochi contro una squadra, dal passato, di tutto rispetto e dal presente, pieno di vitalità. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “VIAGGIO IN PROVINCIA di Luca Savarese / QUANDO L’ALTOVICENTINO SI CHIAMAVA AC MARZOTTO E SI FACEVA ONORE IN SERIE B

  • 20 Settembre 2015 in 01:39
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    Grande!!

  • 20 Settembre 2015 in 07:40
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    Vinciamo questa e per me diamo un grosso segnale al campionato. Forza crociati!

    • 20 Settembre 2015 in 12:59
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      Va bene anche un pareggio oggi…

  • 20 Settembre 2015 in 13:05
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    Direttore forte guazzo?

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