VIAGGIO IN PROVINCIA, di Luca Savarese / QUANDO L’UOMO CAVALLO, ALIAS MIO NONNO, ANDAVA IN BICI DA BORGO SAN LORENZO A FIRENZE…

(Luca Savarese) – Oggi sta esplodendo, con ritrovati all’ultimo grido, l’era della velocità: treni supersonici ti portano in una manciata di ore da una regione all’altra dello stivale, macchine rosse stanno prendendo piede in varie metropoli italiane, griffate enjoy e, buon divertimento. Ieri, siamo negli anni 30 del novecento, si divertiva, a Borgo San Lorenzo, Marino Antonio Materassi, mio nonno materno, che, lì vicino, in quel di Vicchio, valle del Mugello, è nato, nel 1917. Quando viene alla luce, frutto di papà Pietro e mamma Emilia, la Fortis Juventus ha appena otto anni, essendo stata fondata, nel 1909, dal gotha intellettuale di Borgo. Marino Materassi, che qui si fa le ossa, si imagedimostra subito essere un bambino che non sta fermo un attimo; non cammina, corre. Mentre il paese è alle prese con i fatti del primo conflitto bellico mondiale, la sua piccola trincea è costituita da corse continue, da casa al bar, dal bar alla chiesa, dalla chiesa, alle campagne mugellane. 1928. Passano gli anni, e Marino, continua a correre, ad undici anni, lui, va di fretta. La Fortis Juventus, intanto, sta inaugurando il campo sportivo comunale “Romanelli”, il suo palcoscenico attuale, giocando una gara amichevole contro il Dopolavoro Provinciale di Firenze: alla fine ne venne fuori un 3 a 3 pirotecnico. Ma, i veri fuochi d’artificio, li accese lui, quasi inaspettatamente. “Mari, ti garba la Fortis Juventus, la squadra di noi borghigiani? Gli chiesero i suoi amici. “Si, l’è forte, ma io, preferisco solo la Juventus” Fu, lapidaria, la sua risposta. I suoi amici sbiancarono, come la Juventus? Quella di Torino, con la maglia bianconera? Lui, giocando d’anticipo, aveva già le idee chiare: tolse il Fortis, perché forte si sentiva già lui ed accolse la Juventus, nome che divenne la carta d’identità del suo tifo e la sua elegante passione. Gino, Lapo, Carlo, i suoi amici di sempre, storsero parecchio il naso dinanzi a questa scelta bizzarra dell’amico Marino, anche perché, i loro occhi, iniziavano a provare simpatie per una compagine fiorentina, nata diciassette anni dopo la Fortis Juventus, nel 1926 e che si chiamava Fiorentina… Marino però non tornò indietro, le sue scelte erano scelte, mica bolle di sapone. Quando le faceva, convinto, era come se buttasse dei sassolini nel fiume del coraggio. Mentre la sua combriccola continuava a rosicare sul fatto che lui si stesse concentrando di più sulla Juventus che sulla Fortis Juventus, passando dai biancoverdi ai bianconeri, lui se la correva di brutto. Quando lo vedevi, risultava difficile non vederlo correre. Correva con le gambe, due lunghe e rapide leve, termine di un corpo poderoso che iniziava con un volto concentrato lambito da capelli ed occhi da moriscos, correva con la bicicletta, che per non sentire quelli che ancora non si erano fatti una ragione della sua fede bianconera, usava per farsi delle corse divertenti e liberatorie da Borgo San Lorenzo a Firenze. Altro che treni regionali, da Borgo alla città partita, c’era la sua bicicletta che portava ed a lui, andava bene così. Felice, borghigiano e bianconero. La Giglio rosso, una polisportiva locale, rimase impressionata dalle sue doti podistiche tanto da dire, “Questo non è un uomo, è un uomo cavallo”. Lo mise sotto contratto, ma le sue corse furono costrette a traferirsi ben presto in uno stadio glaciale e senza spettatori, il teatro del secondo conflitto mondiale. In mezzo alla neve del Tarvisio, gli servirono eccome quegli scatti imparati a Borgo San Lorenzo. La guerra finì, lui non abbandonò la sua natura corsara: si trasferì a Milano, conobbe Gianna, dalla loro unione nacque Cinzia, il premio più bello a tutte le sue corse. Restò legato all’ambiente della Fortis Juventus, di cui seguiva le vicissitudini attraverso il giornalino Il Galletto, ma la sua Juventus lo accompagnò fino all’ultima curva, al punto da volere che Del Piero gli facesse compagnia nella sua vecchiaia indurita da un ictus. Vita e curiosità dell’uomo cavallo, che, nella sua Borgo aveva, già da piccolo, capito cosa fare da grande. Il 2 marzo 2014 è salito al cielo. Scommettiamo che abbia raggiunto la sua Gianna, convocata nelle alte sfere qualche mese prima, in bicicletta, come quando, baldanzoso e fiero, se la viaggiava da Borgo San Lorenzo a Firenze? Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “VIAGGIO IN PROVINCIA, di Luca Savarese / QUANDO L’UOMO CAVALLO, ALIAS MIO NONNO, ANDAVA IN BICI DA BORGO SAN LORENZO A FIRENZE…

  • 16 Settembre 2015 in 00:33
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    Si ritorna a respirare il profumo di A sfidando i gobbi fiorentini 😀

  • 16 Settembre 2015 in 10:27
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    Giochiamo contro la f. juventus e’ abbiamo un arbitro di torre del greco tocchiamoci le pelotas

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