IL GALLO DI CASTIONE / LA PASSIONE DEI TIFOSI CROCIATI VISTA A BRESCELLO VINCE OGNI COSA. A PARTE LA POVERTA’ E IL MAL DI DENTI…

(Il Gallo di Castione) – Sto giro ne abbiamo da dire tante, sulla trasferta più partecipata (dopo lo spareggio col Bologna) degli ultimi vent’anni, sullo spirito goliardico che ha trasformato una partita in una scampagnata, sul come è andata la partita e di un sacco di altre quisquiglie pallonare che circondano la trasferta in terra appena-appena-reggiana. Ma visto che tutti parlano non di calcio ma del calcetto (vero o presunto) che il Rossi motociclista avrebbe tirato al suo ex fans durante la corsa di Sepang, proviamo a trasporre tal fatto in quel che è successo nella partita col Lentigione. Mia mamma mi ha detto che la collisione fra Valentino e Marquez si poteva evitare se qui due fossero andati più piano. Baroni ni ha detto che quel centravanti lì, come si chiama, se prendeva due zollette col veleno si calmava, che era troppo agitato sin dall’inizio.

IMG-20151025-WA0019Miftah e Mezgour avevano davanti un idolo da sfidare, o almeno da battere, cioè il nostro capitano Lucarelli, perché forse nella loro carriera non han mai giocato e non giocheranno mai più (tolto il ritorno del campionato) contro un difensore di serie A, dovevano quindi segnare il primo gol su azione al Parma e dovevano farlo con le telecamere nazionali accese, occasione forse più unica che rara. L’agonismo ci stava tutto, ma è qui che vorrei accostare Miftah e Marquez. Le scorrettezze continue che volevano provocare l’avversario erano rivolte non già all’agone sportivo per IMG-20151025-WA0006conseguire il risultato ma per far perdere il proprio avversario. Entrambi (seguendo l’improbabile gioco del parallelismo calcio-motociclismo) sono usciti dalla gara per proprie colpe, prima che per l’astuzia dell’avversario, che comunque aveva capito benissimo il loro gioco. La differenza è che il fatto sportivo in serie dilettantistica resta un fatto sportivo, mentre nel magico mondo del Motomondiale girano vagonate di milioni. Che Lucarelli abbia tirato la maglietta a Miftah abbastanza forte da farlo cadere o che il capocannoniere si sia poco abilmente tuffato poco importa. Il ragazzo già doveva girare lontano da Cacioli che nell’intervallo uscendo col Capitano guardava nella sua direzione e confabulava probabilmente indispettito dalle continue «furberie».  Si capiva che non avrebbe finito la gara. Così come Marquez aveva già dato ampia prova di sé nel precedente Gran Premio, nelle qualifiche IMG-20151025-WA0011e nei precedenti sorpassi (aspettando poi Valentino) e controsorpassi. Lascio ad ognuno di voi le considerazioni specifiche, io mi limito a sottolineare che lo spirito sportivo non dovrebbe mai essere volto a far perdere l’avversario ma a vincere la gara. Così come mi sento di condannare gli epiteti e le antitesi del dopo gara tesi a screditare l’avversario. Ed infine ritengo poco equi i giudizi (espulsione per doppio giallo in un caso e partenza da ultimo nell’altro) di chi doveva forse intervenire prima, a gioco in corso. Ecco, il valore negativo sul giudizio cambia però sostanzialmente sia perché l’errore in un caso non ha segnato di per certo il risultato sia perché nel mondo del dilettantismo calciofilo anche l’arbitro è un dilettante (e pare che si sia guardato in televisione nell’intervallo, IMG-20151025-WA0017che meraviglia …), mentre nel magico mondo dei soldoni motociclistici assegnare un mondiale a tavolino non lo posso reputare un errore, ma una scelta. Perché il miglio non è l’unità di misura dei canarini. E se molte scelte, dove gira la grana, van contro lo spirito sportivo allora si capisce perché più di tremila tifosi del Parma si sono trasferiti a Brescello a guardare lo sport. Una carovana gioiosa che è riuscita a festeggiare tre volte, partendo dal pranzo, continuando sugli spalti e finendo allegramente col terzo tempo. Una fiumana arrivata in pullman e in bicicletta, in scooter e in motorino, in macchinate piene e qualcuno anche a piedi. E badate bene, non siamo malati di mente, perché non a tutti piacciono certe caramelle (ai carabinieri la spiego al prossimo esagerato spiegamento di forze dell’ordine), ma malati di un tifo che ci accomuna e che delle volte prescinde anche dalla partita

Sulla gara che posso dire? Più che vincerla il Parma l’ha persa il Lentigione, vuoi per l’occasione sciupata, complice il nostro portierino che sta diventando un portierone come il Fulgoni ci annunciava, vuoi per i due goal merluzzo che son scaturiti dal caso e dall’ingenuità dell’altro custode dei pali. Come han giocato i nostri calciatori ? Robusti, lenti (Miglietta rallentava il gioco anzi che no), in crescita i due terzini di scorta, lottatori gli attaccanti su tutti il doppiettista. Che mi piace e ci piace, e il motivo per cui ci piace, dopo attenta analisi tecnica, l’ho trovato: palle. Perché un centravanti senza palle è come una frittata senza uova. Ma quelli che han vinto davvero, non spiace sottolinearlo l’ennesima volta, son stati gli spettatori, il pubblico, i tifosi, veri campioni di passione che han dato da soli un significato alla partita. Una passione così vince ogni cosa, a parte la povertà e il mal di denti. E non rompano i benpensanti col razzismo o con la becerità dei cori, stiamo ampiamente nei canoni dello sfogo domenicale, che delle volte gli avversari prendono il posto della moglie, del capo, della suocera o delle altre rotture zebedeiche quotidiane contro le quali non si può inveire se non a bassa voce. La funzione propedeutica liberatoria dello Stadio, quando non trascende in violenza (verbale o fisica che sia), assolve da qualche parolaccia e da qualche insulto soprattutto se il provocatore in campo, pur dilettante che sia, diventa legittimo obiettivo di sfogo. Se vinceremo il campionato? Non lo so. Un tempo c’erano domande senza risposta, oggi all’epoca di internet, di Wiky e di Face. di Youtube e di Google, esistono delle risposte per le quali non abbiamo ancora pensato le domande. Il Gallo di Castione

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

24 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / LA PASSIONE DEI TIFOSI CROCIATI VISTA A BRESCELLO VINCE OGNI COSA. A PARTE LA POVERTA’ E IL MAL DI DENTI…

  • 28 Ottobre 2015 in 06:06
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    Vinceremo il campionato? Diciamo che solo noi possiamo perderlo.

  • 28 Ottobre 2015 in 09:41
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    Solo a memoria mi vengono in mente gia due trasferte piu folte negli ultimi 20 anni… spareggio di Verona con Inter 2000 e partita decisiva con Inter a San Siro 2004. Detto questo e’ evidente che il senso di appartenenza e l’orgoglio di appartenere alla cominita crociata ha, come sempre accade nelle disgrazie, subito un’impennata clamorosa aiutato ovviamente anche dai risultati della squadra. Incide molto anche il desiderio e la obiettiva constatazione di essere e sentirsi diversi da tutti gli altri: probabilmdnte un illusione, ma forse anche no. Chi scrive bazzica il Tardini da quasi 40 anni e tutto sommato credo di poter affermare che la diversita sbandierata come motivo di orgoglio effettivamente forse c’e’ o comunque se anche non ci fosse noi ne siamo convinti e questo aiuta a comportarci meglio di altri anche per confermare e ribadire questo mito di tifoseria “speciale”

      • 28 Ottobre 2015 in 12:32
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        La trasferta di Livorno contava circa 1700 tifosi, come si apprende dal sito dei boys “A Livorno, il sabato, vari tifosi sono venuti a raccontarci i disagi subiti. Così come sappiamo di ragazzi che, una volta allontanati dalla biglietteria, hanno dovuto rinunciare alla trasferta. Peccato. Sembra che fossimo attorno ai 1.700. Un buon numero ma potevamo e dovevamo essere di più.”

        • 28 Ottobre 2015 in 13:45
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          Ma Infatti eravamo di Più sicuro

          Poi NON è vero ke i Biglietti a Livorno NON li Facevano

          Un paio di balle dai là

    • 28 Ottobre 2015 in 18:14
      Permalink

      Bologna 2005
      Verona contro Chievo 2007 ?
      Cittadella 2009 ?

  • 28 Ottobre 2015 in 09:55
    Permalink

    Caro Gallo, sei da TSO!!! Ma chissenefrega di quello che scrivi …!!! Invece di stigmatizzare l’operato del Frambo che dal del marocchino di merda a Miftah …! Ma va va …!!! Non avevi smesso di scrivere qui le tue inutili ciance?

    • 28 Ottobre 2015 in 10:12
      Permalink

      Opinione rispettabile, la tua. Ti ringraziò per le inutili ciancie, ma leggi meglio o non leggere affatto. Curioso che tu stravolta i significati e prendi le difese di chi non è stato citato. Frambo è un antico conoscente, sappiamo che è sanguigno ma era in tribuna e io in curva, lo vedo al Tardini che siam di fianco in tribuna ma domenica non ho sentito cosa ha detto. Caro Shelley, io non stigmatizzo. Tu forse si. Ma ti stimò lo stesso. Continua a leggeri.

  • 28 Ottobre 2015 in 12:01
    Permalink

    Non credo di ottenere tanta attenzione da essere, seppur malamente, citato. Comunque, visto che nel mio pezzo pubblicato dal Direttore Majo domenica sera, nel ultimo capoverso, ho scritto “… commenti beceri e razzisti ….” ribadisco che quello che ho ascoltato domenica pomeriggio nella Tribuna che ospitava noi tifosi del Parma erano commenti beceri e razzisti perché ossessivamente reiterati da singoli individui i cui decibel venivano accompagnati da risate scomposte di persone, maschi e femmine, over 65. Se questa modalità di sfogo domenicale è giustificabile ne dissento fermamente e non sono un benpensante o assimilabile a tale categoria.
    Inoltre non credo che ci siano persone che per insultare la propria moglie vogliano gridarle “ negra di merda” o il proprio capo “ marocchino di merda” e per non farlo aspettano la domenica nella speranza che almeno uno della squadra avversaria abbia quello specifico colore della pelle o appartenga a quella popolazione nordafricana.
    Forse c’è stato un groviglio di tasti e le dita sono inciampate tra le parole sbagliate.
    L.T.

    • 28 Ottobre 2015 in 13:15
      Permalink

      Non ti ho citato ma non ho citato nemmeno il Frambo. Lo stadio è da sempre luogo di libero sfogo. Se dici arbitro cornuto non ti riferisci alle attività ricreative della moglie, ma intendi protestare in modo colorito contro una decisione avversa e discutibile subita. Se dici Marocchino di merda (un poco eccessivo, ma in agone calcistico di un semi-derby …..) non intendi sostenere che tutti gli abitanti del Marocco siano tali, ma intendi lamentarti in modo colorito del comportamento di un giocatore che indichi così. Lo Stadio è altro luogo, dove ciò che sarebbe sconveniente in altri ambiti è comunemente accettato. Poi che si possa trovare riprovevole a prescindere una certa terminologia ci sta, ma parlane direttamente con il tuo “imputato”, per me son cose da stadio.

      • 28 Ottobre 2015 in 14:12
        Permalink

        Sono d’accordo in pieno con il Gallo…proprio perché sono appellativi (marocchino, pelato, nano, francese) che vengono usati più per colore che per razzismo.
        Mi è piaciuta la frase “ampiamente nei canoni dello sfogo domenicale” !

      • 28 Ottobre 2015 in 20:43
        Permalink

        A mio parere, gallo di Castione, lo stadio non è affatto un luogo dove chiunque può dare libero sfogo alla propria maleducazione e alle proprie idee razziste, infatti non è un caso che da qualche anno la lega di serie A ha introdotto il “reato” di discriminazione territoriale e già qualche curva è stata condannata e ha subito la chiusura temporanea. Le grida razziste pronunciate dal sig. Frambati Enrico sono pari a quelle rivolte in molti stadi ai tifosi napoletani, tipo: “Vesuvio pensaci tu” – “Forza Vesuvio” – “Vesuvio lavali col fuoco”, che a molti potranno sembrare slogan irriverentie ma simpatici, che rimangono pur sempre slogan razzisti come quelli vergognosamente pronunciati davanti ai figli marocchini del giocatore Miftah…

    • 28 Ottobre 2015 in 21:11
      Permalink

      Personalmente leggo molto volentieri cio che scrivi. Non ero presente ma hai fatto bene a riportate ciò che hai sentito… Bisognerebbe sapersi limitare ed evitare espressioni di cui ci si vergognerebbe se dette davanti ai figli di amici o colleghi…e di bambini allo stadio ce ne sono tanti…

  • 28 Ottobre 2015 in 13:48
    Permalink

    Cos’ha Baraye? Questo attuale Baraye lo vedo assente spento. INUTILE, da genio del gol a quasi brocco, un poco come la trasformazione del Dottor Jekyll e Mister Hide
    A Lentigione spiace dirlo ma abbiamo giocato in undici.
    In undici qualcuno mi dirà è ovvio si gioca in undici
    No, non è ovvio perché potevamo giocare in dodici.
    Baraye come dicevo era assente e con lui in squadra abbiamo giocato in dieci.
    Longobardi ha giocato per due all’attacco e in difesa, un mostro.
    Se la matematica non è un opinione
    11-1= 10 (Baraye nullo)
    10+ 1 ( Longobardi otre che all’attacco anche in difesa) = 11 c.v.d. come volevasi dimostrare

  • 28 Ottobre 2015 in 15:30
    Permalink

    Direttore domani ci sarà uno streaming per sentire la partita su radio parma? Grazie

    • 28 Ottobre 2015 in 17:18
      Permalink

      Lo streaming non saprei, anche perché a regola di briscola non sarebbero consentiti, dal momento che i diritti radiofonici riguardano la sola diffusione via etere terrestre… Poi che li si faccia è un altro discorso…

  • 28 Ottobre 2015 in 17:22
    Permalink

    Gli insulti a sfondo razziale sono sempre da condannare. Non vanno sminuiti perché avvenuti in uno stadio di calcio. La tifoseria del Parma deve essere un esempio positivo.

    • 28 Ottobre 2015 in 19:23
      Permalink

      Lo sfondo razziale lo puoi supporre. Se avesse detto Olandese di merda non sarebbe stato a sfondo razziale. Se avesse detto negro lo sarebbe stato per certo. Chiedilo a chi lo avrebbe detto se c’è l’aveva con lui o con tutti i nord africani. Poi se avesse cantato tutta la curva staremmo a condannare punto. Ma lo ha esclamato (,pare) una persona. Credo che la possiamo chiudere comodamente qua

      • 28 Ottobre 2015 in 22:38
        Permalink

        Mai uscito dal tuo pollaio di Castione , Gallo ? Da come ragioni pare di no. Gli insulti di qualsiasi tipo non hanno ragione di essere quando si assiste ad una manifestazione sportiva. E giustificarli e’ sempre sbagliato.

        • 29 Ottobre 2015 in 01:08
          Permalink

          Non SOPPORTO che si faccia un caso di un esclamazione colorita. Uscita dalla bocca di una persona civile e rispettosa. Un po sanguigna. Se quando piantate un chiodo vi date una martellata sul dito anche voi esclamerete qualcosa, magari di irripetibile. I giudici dalla pronta condanna ricordino che domenica, come sempre, non ci son stati incidenti ne vandalismi ne disordini. I nostri tifosi sono esemplari e sono anni che lo dimostrano. E tirar su dei casi da educande per un fatto non grave mi pare esagerato. Siberia. La tua è una provocazione inutile. Potrei rispondenti sul tuo tono ma evitò. Negli stadi succedono cose ben peggio.

    • 28 Ottobre 2015 in 21:05
      Permalink

      Concordo in pieno e estenderei la condanna a tutti gli insulti..e se di domenica in domenica si peggiora (invece di imparare dagli errori) è preoccupante…

  • 28 Ottobre 2015 in 20:33
    Permalink

    Che negli stadi si sospenda la civiltà e la sportività è proprio il male del calcio. Rende gli stadi luoghi lugubri e pericolisi. Ma non censuro tanto quelli che esprimono tutta la loro frustrata volgarità di fondo bensì quelli, perbenisti, che la giustificano. Sono gli stessi che poi retoricamente affermano che lo stadio dovrebbe essere un luogo per famiglie e che il calcio dovrebbe essere una festa. Qualunquisti bla bla

    • 29 Ottobre 2015 in 01:15
      Permalink

      Varrebbe per te lo stesso discorso di cui sopra. Mi dai del perbenista e del qualunquista e del bla bla. Domenica è stata una festa, io ci ero con due bambini, non giudicò e non condannò, però vedo che il trono di Salomone è molto affollato. Non voglio discutere oltre, la giuria ha già deciso.

  • 28 Ottobre 2015 in 21:59
    Permalink

    E bravo Gallo. Mettili a tacere.

I commenti sono chiusi.

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