IL COLUMNIST / E’ ESTREMAMENTE INGENEROSO METTERE APOLLONI SULLA GRATICOLA…

(Luca Russo) – La pazienza è la virtù dei forti. Così dicono le persone dotate di saggezza. Ma c’è anche un limite oltre il quale la pazienza cessa di essere una virtù, diceva Edmund Burke, statista e filosofo irlandese. Lettura, quest’ultima, che a Parma negli ultimi tempi sta riscuotendo un certo successo dato che, quanto a pazienza nei confronti di mister Apolloni, pare che qualcuno sia già in riserva. Come mai? Beh, il tecnico è finito sulla graticola di alcuni tifosi (non di tutti, sia chiaro, parliamo di una piuttosto ristretta minoranza) perché, cito testualmente un paio degli spunti più ricorrenti che ieri ho intercettato tra le opinioni dei presenti in Curva Nord, 1) i Crociati non sembrano più in grado di sprigionare il calcio spumeggiante espresso ad inizio stagione e 2) siamo a novembre e non abbiamo ancora prodotto il vuoto tra noi e le nostre dirette concorrenti per la promozione. Detto che in materia (e non solo su questa materia) ognuno è libero di costruirsi una propria opinione e di esternarla quando e nei modi che ritiene più opportuni, trovo che le critiche, finora per la verità appena appena accennate, indirizzate al nostro allenatore siano estremamente ingenerose, specie se si considera che da queste parti ad altri tecnici è stato concesso un credito quasi illimitato (ogni riferimento a Donadoni, giusto per fare il primo nome che mi passa per la testa, è puramente voluto). Signori, qui qualcuno sta iniziando a gettare la croce addosso ad un valido professionista della panchina al quale, pur partendo da zero ed essendosi ritrovato in estate con una rosa di calciatori tutti da scoprire – diversamente da ciò che accade in massima serie o cadetteria, laddove grosso modo si sa già in partenza quale materiale umano si andrà a maneggiare -, è bastato poco tempo per impadronirsi del girone e cucire addosso al suo collettivo l’etichetta di squadra da battere. Due cosette non esattamente scontate, sebbene fossimo e tuttora siamo il magico Parma, e che invece qualcuno dava per fatte già prima del semaforo verde di questa stagione. È chiaro che non siamo in serie D per restarci, ma per vincerla e ripartire velocemente verso il cosiddetto calcio che conta. Però tra l’ambire e il fare c’è di mezzo il mare. A chi si aspettava un cammino povero di trappole e ricco di gioie, va ricordato che ad ogni discesa corrisponde una salita, e viceversa; e che forse arriverà perfino il giorno in cui ci toccherà ‘celebrare’ la prima sconfitta in campionato. Non siamo invincibili, e questo avremmo dovuto comprenderlo già da un pezzo. Comunque, sono i numeri fin qui collezionati dai gialloblù a certificare la bontà del lavoro svolto dal loro tecnico. È innegabile che siamo a novembre e non abbiamo ancora fatto il vuoto tra noi e le nostre rivali, ma, volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, che in fondo a me pare pieno ben oltre la metà, per essere solo a novembre la classifica che ci ritroviamo non è affatto male. Al contrario, ci lascia scrutare l’orizzonte senza troppe ansie. Il Parma ha vinto 11 partite su 15, ne ha pareggiate 4 e non ha mai conosciuto il sapore amaro della sconfitta. Primeggiamo anche in termini di differenza reti: 29 quelle realizzate, 4 appena quelle incassate. Tolta la Linea Maginot Crociata, le migliori retroguardie sarebbero del San Marino e dell’Imolese, che la palla in fondo al sacco han dovuto raccoglierla per ben 16 volte. Possono questi numeri invitarci a criticare l’operato di Apolloni? No, è ovvio. Un discorso simile vale anche per le perplessità sorte in relazione al gioco di Lucarelli e soci. La manovra non è più quella veloce, elegante e pungente di inizio anno, è evidente. Ma potrebbe trattarsi solamente di un’involuzione temporanea, fermo restando che l’efficacia sotto porta è rimasta la stessa dell’avvio. Niente può vietarci di pensare che certe geometrie ammirate fino a qualche settimana fa potremmo vederle tornare di moda subito dopo la sosta natalizia o magari anche prima. E poi, considerato che sul rettangolo verde si gioca in 22, nel conto dobbiamo metterci pure gli avversari. Che prima o poi le misure sarebbero riusciti a prendercele. E infatti ce le hanno prese. Ingenuo chi si immaginava che accadesse il contrario. Nessuna squadra può considerarsi al riparo dalle contromosse avversarie. Prima ce n’era una, ed era il Barcellona di Guardiola, che vinceva come e quando gli pareva. Il Parma di Apolloni non è il Barcellona di Guardiola. E deve fare i conti anche con le qualità di chi si trova di fronte domenica dopo domenica, e adottare gli accorgimenti del caso. La primissima parte di stagione ci ha in qualche modo viziati, facendoci abituare a vincere alla maniera della Fiorentina di Sousa, e cioè coniugando i punti col bel gioco. Al netto del mezzo passo falso di ieri contro l’Imolese, ora lo stiamo facendo come l’Inter di Mancini, meno spettacolo ma altrettanta efficacia. Non esiste un modo di vincere che sia più giusto degli altri. Ci si può divertire col calcio propositivo, come quello del Barcellona di Guardiola per l’appunto; ma anche con quello speculativo tutto grinta e ripartenze: il Napoli di Mazzarri era spettacolare almeno quanto lo è stato finora il Napoli di Sarri, e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Io, comunque, non parteggio né per l’uno né per l’altro. Io ‘tifo’ per la vittoria. Che si giochi bene o che ci si metta a specchio rispetto al rivale di turno, poco importa: ciò che conta e che porta in dote punti e autostima, è vincere, e specialmente per una realtà come la nostra, costretta a risalire velocemente la corrente del calcio italiano. Ma la voglia di farlo in ogni circostanza non deve indurci a rifiutare il concetto di sconfitta o quello di pareggio. Perché se è vero che bisogna saper perdere (e aggiungo vincere), è fuor di dubbio pure che si debba saper pareggiare (soprattutto quando è il successo il tuo risultato più frequente). Tenendo comunque sempre a mente che laddove non hanno luogo vittorie, i libri di storia, in questo caso calcistica, presentano pagine bianche. Quindi, posto che non sempre è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca, è meglio vincere da brutti anatroccoli e far capolino nella storia, che essere baciati dal bel gioco e trasformarsi in eleganti ma dimenticati perdenti. Luca Russo

14 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / E’ ESTREMAMENTE INGENEROSO METTERE APOLLONI SULLA GRATICOLA…

  • 23 Novembre 2015 in 21:16
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    Per quest’anno Apolloni va bene…

  • 23 Novembre 2015 in 21:39
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    Se arriviamo secondi poca paura perché verremmo ripescati pagando mezzo milione di euro.
    Quel mezzo milione di euro non sarebbe meglio metterne solo una parte prendendo uno che può far comodo in Lega Pro all’attacco raggiungendo così la Lega Pro senza favoritismi?
    In questo modo si blinderebbe la promozione SICURA.
    Tiri in porta se ne vedono troppo pochi per una squadra che vuole vincere il campionato.
    Fortuna che la nostra difesa capitanata dal fenomeno ZOMMERS non becca mai gol.
    A proposito di ZOMMERS, non lasciamoci scappare questo fenomeno che è bravo quasi come Donnarumma.

    • 23 Novembre 2015 in 23:03
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      I ripescaggi sono stati aboliti. Comunque per tuo sommo dispiacere vinceremo il campionato 😉

      • 24 Novembre 2015 in 10:33
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        Balle, verremo ripescati anche se son certo che vinceremo il campionato.L’avversario è il Forli come dissi a inizio stagoone e fui deriso e sbegfeggiato
        Eccovi accontentati

    • 24 Novembre 2015 in 00:24
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      Comincino le supercazzole a manetta…evvai…

      • 24 Novembre 2015 in 10:48
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        Cibbi, certo cominciano le supercazzole.
        Di la verità, ti mancavano.
        Sono a Tabiano a fare cure inalatorie.
        Dovrebbe venire a farle anche Conte.
        Quando urla gli va via la voce diventa afono.
        Con le cure di Tabiano, ciò non gli succederebbe.
        Non ne hanno bisogno né Donadoni né Apolloni ( fa pure rima) che in panchina non urlano mai

  • 23 Novembre 2015 in 23:17
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    Majo, il tuo amico lancella ha dato uno sgooop di mercato…si parla di un 97 franco/africano esterno destro della primavera dell’entella….tu sai niente?

  • 24 Novembre 2015 in 00:30
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    Massima fiducia in Apolloni.

    Cmq vorrei sottolineare che il Parma femminile, in C, ne ha vinte 7 su 7!
    Grandi ragazze…avanti così !

  • 24 Novembre 2015 in 01:26
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    Attento, Majo che il serpentello non è ancora morto se non lo schiacci subito potrebbe ricominciare a sputare veleno…….

    • 24 Novembre 2015 in 10:39
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      Caro Dante sono più vivo che mai, non sono umn serpentello non sputo veleno, sono tifosissimo del Parma, sono considerato da chi mi conosce serio preparato sul calcoo e guarda un po’, anche simpatico ma quello che dico non penso che possa far inorridire una persona normale, esprimo solo le mie considerazioni che possono essere giuste o sbagliate, certo se tu non sei normale….

      • 24 Novembre 2015 in 14:13
        Permalink

        Basta che non inizi di nuovo con i tuoi deliri su boni o altre cose strane che fanno seriamente accapponare la pelle come i 10 posti di seguito che normalmente scrivevi nel medesimo articolo del sito.

        Se tutti gli interventi che farai sono come quello che hai scritto sopra per me puoi tranquillamente essere reintegrato.

  • 24 Novembre 2015 in 12:47
    Permalink

    In difesa di Apolloni posso dire che il mister ha tante scusanti per quanto riguarda la partita di ieri ma anche le precedenti:

    1. I molteplici infortuni: Ricci stava facendo benissimo ed era il giocatore perfetto per dare equilibrio alla propria fascia di appartenenza ma si è rotto, Longobardi ucciso da un macellaio degno della categoria di appartenza e nostro attaccante migliore, Giorgino giocatore fondamentale per dare equilibrio al centrocampo acciaccato e poi infortunato nell’ultima partita.

    2. Giocatori fuori forma causa preparazione estiva frettolosa (non colpa del mister ma delle vicende societarie che conosciamo bene) Melandri, Baraye e Lauria su tutti.

    3. Esposizione mediatica colossale: il Parma è rimane il Parma e questo ha contribuito a riempire lo stadio ma anche a galvanizzare gli avversari che giocano sempre a mille all’ora quando invece contro squadre come il Forlì magari sono un pò più rilassati.

    Attaccando invece in maniera cotruttiva direi che Apolloni ha fatto spesso scelte discutibili come l’impiego di Vignali nella giornata di ieri o l’attaccamento forse eccessivo al modulo 4-2-3-1 che però posso anche capire visto che la squadra straborda di attaccanti e meno di centrocampisti o ali pure (quindi un 4-4-2 sarebbe proibitivo)

    La squadra è stata costruita frettolosamente ,c’è poco equilibrio, ed è questa la causa delle prestazioni altalenanti ma ripeto, non è colpa di Galassi, Minotti o Gigi quanto del presidente federale che ci ha puniti fino all’ultimo secondo facendoci rischiare anche la non partecipazione alla Serie A dei dilettanti.

    Quindi questo primo posto è già un miracolo sportivo non indifferente e dobbiamo esserne contenti.

  • 25 Novembre 2015 in 20:57
    Permalink

    La circostanza che la squadra sia stata, per forze di cose, costruita frettolosamente è oggettiva anzi, a dir la veritá mi aspettavo un avvio peggiore. Ho sempre pensato, come penso tutt’ora, che le squadre valide si costruiscano in un arco di tempo di qualche anno, pezzo per pezzo, con progressivitá evolutiva.

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