IL COLUMNIST / IL CASO TEP E LA PESCA A STRASCICO: QUANDO STADIOTARDINI.IT ACCESE I RIFLETTORI SU DUE STRANI FENOMENI…

20151125_110721_resized(Luca Russo) – “Il caso Tep, con la denuncia dei mancati pagamenti del Parma da parte del presidente Rubini, avrebbe potuto (dovuto?) aprire gli occhi a molti su quella che era la vera natura della gestione Ghirardi-Leonardi. Invece filò via senza lasciare traccia, esattamente come la denuncia sulla pesca a strascico di Leonardi. Tutti sintomi di un sistema malato”. Questi concetti sono stati vergati da Paolo Emilio Pacciani in un breve editoriale pubblicato ieri sulla Gazzetta di Parma. E 20151123_153818_resizedrestituiscono le luci della ribalta (in questo caso per la verità tutt’altro che nobili) a due delle svariate pratiche border line o quantomeno poco ortodosse ideate e messe in atto dal tandem che fino a qualche mese fa era al timone del Parma. Della serie: certe storie, portate a galla da pochi e non di rado isolati grilli parlanti (da queste parti ne avevamo uno che il suo naso non aveva paura di piazzarlo un po’ ovunque), fanno dei giri immensi, poi sprofondano nel dimenticatoio…e infine 20151123_152518_resizedritornano. Quando meno te lo aspetti. O, per esser più precisi, quando il giornale locale per cui uno scrive o che uno legge passa nelle mani di un nuovo direttore responsabile. Tre giorni or sono la Gazzetta di Parma ha incoronato Michele Brambilla quale suo nuovo monarca. Il fatto che il corsivo di Pacciani – assieme ad altri analoghi tra cui quello di Gian Luca Zurlini in prima pagina, ma su altro argomento – sia stato concesso alle stampe appena quarantotto ore dopo il suo insediamento, imageè un evento da interpretare come perlomeno non casuale. Ma anche assai positivo: senza nulla sottrarre ai meriti del predecessore, è un bene che un nuovo direttore imprima immediatamente la sua mano sul foglio che è chiamato a condurre. Pesca a strascico e caso Tep, si diceva. Due capitoli, della non felicissima ultima parte della guida Ghirardi-Leonardi, che secondo Pacciani avrebbero potuto e dovuto aprire gli occhi a molti su quella che era la vera natura della gestione del duo di cui poco sopra; e suggerire alla nutrita schiera di creditori di “farsi avanti per esigere il dovuto”, così da permettere al marciume di emergere prima. Invece, secondo l’editorialista della GdP, tutto filò via senza lasciare traccia. Beh, condivido la sostanza del suo ragionamento, ma non la ricostruzione cronologica che lo ha ispirato, dal momento che è stato dimenticato che il nostro direttore responsabile, Gabriele Majo, quei due sintomi –  e non solo quei due sintomi – riuscì a individuarli e intercettarli, al contrario di altra ben più attrezzata e ramificata stampa locale, nazionale o internazionale intervenuta quando i buoi erano già scappati. Di più: a proposito del caso Tep, Majo seppe addirittura convincere uno degli allora direttori sospesi dall’azienda di trasporto, l’ingegner Mauro Piazza, a squarciare il silenzio da imagecui quel caso era circondato, in ossequio al principio secondo il quale su queste pagine mai sarà dato (e mai è stato dato) spazio ad illazioni se non comprovate dai fatti. Pertanto, qualcuno che si fece avanti, pur se non nelle vesti di soggetto che doveva farsi avanti per esigere il dovuto ma in quelle di dirigente interessato a chiarire i contorni di una storia fin troppo nebulosa e a lungo ignorata (più o meno volontariamente) dagli ‘addetti ai lavori’, ci fu. Una vicenda che, ricordiamolo, vide la Tep procedere alla sospensione e poi al licenziamento del secondo, e a un ricollocamento in una controllata del primo di Mauro Piazza e Paolo Vicari, perché ‘colpevoli’ di non aver dato corso ad una delibera del Cda con cui si decideva la sospensione della fornitura dei servizi alla società di calcio, esposta per una cifra ragguardevole (oltre 100.000) nei confronti dell’azienda trasporti. Una vicenda che stadiotardini.it definì kafkiana, perché mentre ai due dirigenti venne contestata la mancata interruzione del servizio al Parma Calcio, tale servizio fu regolarmente proseguito, probabilmente con almeno il benestare di chi si fece promotore della sospensione, per poi essere effettivamente interrotto pochi giorni dopo la deflagrazione del caso, ma per scelta del Parma, visto che Leonardi fece l’offeso e scelse un altro vettore (peraltro poi a propria volta assai danneggiato dal crac) in Val d’Enza. Ma al di là di quelli che furono gli ulteriori sviluppi di questo affaire, mi preme e non poco ribadire ciò che vi ho già lasciato intendere tra le righe: e cioè che, insomma, almeno da queste parti (e per queste parti intendo stadiotardini.it) ci fu qualcuno che molto tempo prima del decesso della nostra squadra del cuore cercò, peraltro con significativi successi (o insuccessi, dipende dai punti di vista), di indagare e far venire a galla la vera natura della gestione Ghirardi-Leonardi. E lavorando sul caso Tep; e mettendo a fuoco i lati più oscuri della pesca a strascico di leonardiana concezione; e infilando il proprio naso in numerose altre vicende all’origine della scomparsa del Parma Football Club. Scordarselo non è un peccato imperdonabile, intendiamoci; ma significa non riconoscere a Cesare ciò che è di Cesare. Fuori di metafora: chi ha freddato il Parma F.C., non lo ha fatto col silenzio assenso (o la complicità che dir si voglia) di stadiotardini.it e del suo direttore. Luca Russo

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17 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IL CASO TEP E LA PESCA A STRASCICO: QUANDO STADIOTARDINI.IT ACCESE I RIFLETTORI SU DUE STRANI FENOMENI…

  • 27 Novembre 2015 in 09:19
    Permalink

    Ciao Luca buongiorno, …mi sento onorato di scrivere su questo sito..anche se non è molto che lo bazzico ( luglio 2015 circa ..) : seguivo
    però la trasmissione di Tele Ducato…Calcio & Calcio ++++++++++++++
    …vuoi x Boni ( gran affabulatore egocentrico ma simpatico, colto e competente…checchè ne dicano i suoi ..tanti o pochi detrattori….)
    vuoi x Gabriele Majo, che conoscevo solo televisivamente.
    Ero a conoscenza, sulle generali, delle sue vicissitudini in seno al defunto Parma ( era Tommaso & Pietro ) e lo seguivo, nell’ambito della trasmissione, compiaciuto ed ammirato..1) x il suo look “stravagan frikkettone trendy” e…2) ..per il suo fluente eloquio forbito, composto e misurato ma, non x questo, meno pungente, preciso e ….”non mollo l’osso”
    ..
    lungi da me sviolinare su queste righe il Direttore ed infatti qui mi fermo…
    col rinnovato piacere nel leggerti ( mai banale ) e nel seguirti su queste pagine..
    ciao…buon lavoro…continuazione e …sei un “grande” …ciao Luca..

    con simpatia
    Mauro morosky Moroni

    • 27 Novembre 2015 in 14:01
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      Grazie…anche se il grande spero e credo sia indirizzato al direttore. Ciò detto, a quali due calciatori assomiglio abbastanza? Sul mio posto di lavoro mi ripetono con una certa frequenza che ricordo vagamente Menez, paragone questo che è venuto fuori anche l’altra sera mentre ero ospite di Calcio & Calcio, e Ilicic…

      Mi compiaccio dei confronti, un po’ meno del fatto che la somiglianza sia limitata ai volti e non anche ai conti correnti dei due calciatori in questione 🙂

      • 27 Novembre 2015 in 14:11
        Permalink

        Grazie, mauro, anche da parte mia. Mi fa piacere che ci sia chi, come te e luca, abbia saputo cogliere il senso della mia opera.
        Cordialmente
        Gmajo

  • 27 Novembre 2015 in 09:58
    Permalink

    Qui da noi tutto si lega e i giornalisti invece di svolgere il loro lavoro di pulce del potere, sono il suo cane da guardia.

  • 27 Novembre 2015 in 13:09
    Permalink

    Sai a quali due calciatori assomigli …abbastanza ??

    ..vediamo se li ricordi …

  • 27 Novembre 2015 in 13:33
    Permalink

    Da quanto ricordo, il Parma di ghirardi aveva debiti con tanti fornitori, banche e professionisti. Penso che nonostante i dubbi, i creditori abbiano fino all’ultimo sperato che la famiglia ghirardi cacciasse la pila e saldasse tutti i debiti per intero, da qui nasce il silenzio di molti creditori ed editori ( a parte il direttore, of course).

  • 27 Novembre 2015 in 16:14
    Permalink

    Il grande, in questo caso era x te…sul Gabri ..ci sono i fatti che attestano il suo spessore morale ed umano ,nonché la grande competenza e professionalità facenti parte del suo bagaglio tecnico..
    ..io direi che tu ..potresti assomigliare sia ad Antonelli cosi come a Giovinco….di viso ..ci trovo una certa assonanza…
    Che dici ??

    • 27 Novembre 2015 in 19:57
      Permalink

      Spero per loro di no 🙂

      Comunque grazie per le parole di stima 🙂

      • 27 Novembre 2015 in 20:17
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        Invece il nostro direttore è una fusione di CR7 e Graziano Pellè 😛

  • 27 Novembre 2015 in 17:18
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    Una delle pagine più tristi di Parma… E soprattutto dei parmigiani! Pochi hanno pagato, spero che il tempo e le fiamme Gialle facciano giustizia.

  • 27 Novembre 2015 in 18:37
    Permalink

    A quell’epoca si pensava che la società non pagasse puntualmente i fornitori solo per trarre il massimo vantaggio dai pagamenti posticipati…in pratica che fosse solo una pessima abitudine, ma non il sintomo di un’insolvenza generalizzata. Invece sarebbe bastato che Federazione e Lega avessero fatto i controlli dovuti. Ghirardi e Leonardi potevano essere fermati ben prima della voragine. Mettiamoci nei panni delle squadre arrivate terz’ultime nel 2012-2013 e 2013-2014….

    • 27 Novembre 2015 in 20:16
      Permalink

      Però…la butto lì…a naso direi che in serie A si conceda molto credito a qualcuno e se ne dia molto poco a qualche altro soggetto…

      Non credo che le attuali prime tre formazioni della massima serie possano considerarsi esemplari da un punto di vista finanziario, a prescindere dai buoni propositi e dalle buone gestioni che vanno in giro a sventolare…e lo stesso dicasi per qualche altro club che staziona nella pancia del gruppo. Si era convinti che il Parma fosse solo il primo club a saltare per aria e che al Parma sarebbero dovuti seguirne altri. Io sono di un parere assai diverso: ai poteri occulti del calcio italiano, un altro caso Parma non interessa, non converrebbe e non farebbe bene. Pertanto, chi ora naviga in acque perlomeno agitate, avrà tutto il tempo per risistemare i propri conti, sempre che non siano messi veramente male.

      Poi, che il duo che fino a poco tempo fa si preoccupava di curare i nostri interessi (oddio…) ne abbia combinate e di cotte e di crude, non sarò certo io a negarlo.

  • 28 Novembre 2015 in 00:53
    Permalink

    majo ha avuto intuizioni rare da navigato giornalista leggendo tante situazioni in anticipo che molti addetti ai lavori non vedevano perche in malafede poi molti giornalisti sono saliti sul carrozzone alla fine vizio tipicamente italico ma come spesso succede nella nostra penisola si è perso di vista il noccilolo cioè che è stato il direttore a fare da apripista diamo a majo quel che è di majo

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