IL RITRATTO DI CORAPI DEL PITTORE TRUPO…

(di Guglielmo Trupo, da gianlucadimarzio.com) –  “Se penso che ho cominciato a giocare quasi per caso mi viene da ridere…”. Ciccio Corapi con il pallone ci sa fare eccome, lo tratta come se fosse il suo migliore amico. Forse non sognava neanche lontanamente di approdare un giorno al Parma, ma alla fine ci è arrivato. Apolloni lo ha eletto a geometra del centrocampo, “sono innamorato del suo modo di giocare a calcio”, ha detto il tecnico in una conferenza stampa.

francesco corapiMercoledì ha segnato su punizione, quelle punizioni che ha imparato a calciare da piccolo: “Stavo sempre a giocare, a scuola ci andavo ma non mi piaceva, non ero predisposto mentalmente a studiare, ma il diploma, che non mi serviva a niente, l’ho preso”. E non era nemmeno “scarso” con i voti. All’istituto per Ragionieri di Catanzaro Lido, Ciccio era uno che faceva il suo, che andava puntuale alle interrogazioni e si portava a casa la pagnotta, ma solo per dovere, “perché se no mia madre non mi faceva giocare a calcio. O studiavo o studiavo, e a un certo punto mi sono pure stupito dei voti…”.

A Catanzaro ‘Il Ragioniere’ ha cominciato a prendere a calci qualche pallone sgonfio, di quelli che si usano tra amici. Da quelle parti il calcio è quasi tutto. “Sono nato tifoso del Catanzaro, mio padre mi portava con lui a seguire la squadra dappertutto e io non mi stancavo mai di vedere partite. Ho avuto una famiglia che non mi ha permesso di uscire fuori strada, tanti miei amici hanno lasciato lo sport io no. Perché francamente non avevo neanche un piano B. O giocavo e diventavo calciatore, o non so cosa avrei potuto fare nella vita. Non lo so proprio, anche ora che ci penso non mi viene in mente nulla. E poi sono stato sempre un ragazzo con sani principi. Andavo d’accordo con i compagni ed ero tutt’altro che ingestibile. Mica potevo fare il bullo? Sono alto un metro e cinquanta e fisicamente non me lo potevo permettere (ride ndr)”.

Eppure nel calcio che conta ci si è trovato, non certo per volontà sua: “Nemmeno per merito. Ero un ragazzo e quando ho debuttato in B con il Catanzaro non mi sono nemmeno reso conto. Eravamo già retrocessi in C e io e altri miei amici abbiamo giocato nelle ultime due partite, una cosa che è venuta per caso. Il Catanzaro aveva vinto il campionato di C1 con Braglia in panchina che però durò poco. Venne esonerato e al suo posto ci fu Cagni che, ahi lui, fece la stessa fine. Devo ringraziare la contingenza del momento e mister Bolchi se sono andato tra i professionisti.  E’ arrivato quando le cose erano già decise e ho iniziato a giocare da lì”.

“Prima ero a  Catanzaro Lido – continua Corapipoi nella Scuola Calcio Pesce, un ex giocatore di Lazio e Catanzaro che aveva aperto una scuola affiliata alla Juventus. Ci venivano a vedere i tecnici del settore giovanile, perché eravamo un vivaio florido. Io sono stato a un passo dal trasferirmi a Torino.  Ogni anno i migliori andavano al Delle Alpi a giocare e io avevo superato la fase regionale dei provini, mi ero piazzato nei primi posti anche nelle fasi nazionali. Insomma stavo per approdare nel settore giovanile della Juventus tanto che, al paese, il giornale parlava di me e mi aveva reso anche celebre. Dava per fatto l’affare. Ma poi niente, le voci che correvano erano due: la Juventus mi aveva scartato perché troppo piccolo fisicamente, l’altra invece era basata sulla richiesta esosa del mio allenatore. Fatto sta che non sono andato”.

Occasione persa, ritorno a  Catanzaro con un periodo “abbastanza brutto perché ho giocato in B,  ho rischiato di segnare e li dovevo essere riconfermato.  Il direttore sportivo poi è cambiato, è arrivato uno nuovo e sono stato fatto fuori. Sono andato in D a Sapri”.  Dal sogno Juventus al Gela, a Vibo, poi a Benevento, “dove mi volevano da prima. Io non volevo andarci, perché mi trovavo bene con compagni e allenatore, sapevo che il Benevento stava stravincendo il campionato di C2 e che non avrei giocato. Non ho fatto neanche un secondo, solo in coppa Italia dove abbiamo perso la finale. Avevo sei  mesi più due anni di contratto ma ho chiesto di essere ceduto in prestito. Sono tornato a Catanzaro, a casa mia. Ma il  primo anno è stato brutto, mi sono rotto il crociato. Nel secondo invece è andato tutto bene e grazie ad Auteri che mi ha cambiato ruolo e da esterno offensivo a mi ha messo a centrocampo, dove sono esploso”.

E qui, il ragazzo di vent’anni, si è fatto un attimo da parte nel mondo del calcio, ha pensato di dover smettere.Mi ero rotto le scatole. Perché? Da li la squadra mi ha prestato al Siracusa, dopo il fallimento del Catanzaro, ho scelto la Sicilia più per una questione economica, non ci pagavano. Sono andato in C1 e l’anno dopo sono tornato a Catanzaro, dove speravo di rimanere. Non si potevano firmare i contratti in quel periodo e con il presidente attuale, (Giuseppe Cosentino ndr),  non ho avuto buoni rapporti. Sono andato via perché mi ha messo la piazza contro a causa delle mie richieste che tra l’altro, non avevo mai fatto. Mi ha presentato un’offerta che non potevo accettare e me ne sono andato a casa. Sono andato a Soverato, e qui, a casa mia, mi ha chiamato una squadra di Eccellenza, dove io e mio fratello giocavamo e lavoravamo. Ho pensato di lasciare il calcio perché ero deluso. E avevo trovato un posto presso la torrefazione del caffè Guglielmo. Stavo dicendo basta con il pallone, ma con quel lavoro io non avevo nulla a che vedere, non avrei mai preso in considerazione di dover lavorare alla torrefazione, ma mi serviva”.

Insomma, stava per lasciare Ciccio, fino alla chiamata della Nocerina. “Sono arrivato dall’Eccellenza, diciamo che c’era un po’di scetticismo perché avevo fatto solo sei mesi, di calcio vero, ma mi sono fatto volere bene dalla gente. Abbiamo perso contro il Latina la semifinale dei playoff. Ero tornato a fare il calciatore, mi sentivo bene. Non volevo altro che giocare, fino alla chiamata del Parma che mi ha cambiato la vita. Questa è un’avventura fantastica. Sono arrivato in D ma solo sulla carta, ho cambiato il mio modo di guardare le cose e dico grazie alla gente che mi sostiene.”

“Qua c’è tutto per fare bene. E’ un’oasi questa, quando sono entrato in questo centro sportivo ho pensato: ‘ma dove cacchio sono capitato? Sicuro che siamo tra i dilettanti?’. Vi racconto una cosa. Durante i primi giorni di allenamento, ho ricevuto una botta sui denti, una pallonata che mi ha fatto saltare la capsula. Mi ha impressionato il fatto che qui c’è una organizzazione fantastica, perché dopo dieci minuti ero dal dentista, sul lettino. E poi, vedere Scala che ti sostiene, Lucarelli che è diventato mio amico, Apolloni che ha fatto la storia, Minotti… . Mamma mia che emozione. Quando sono entrato a Collecchio ho avuto una sensazione stranissima. Ero un po’ scettico perché comunque ero sceso di categoria, ma quello scetticismo mi è passato dopo una mezzoretta. Ho parlato con il presidente Scala e ci ho messo un minuto per firmare”.   Chiamatelo Ciccio, chiamatelo RagioniereGuglielmo Trupo (da gianlucadimarzio.com, articolo pubblicato il 13.11.2015)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “IL RITRATTO DI CORAPI DEL PITTORE TRUPO…

  • 16 Novembre 2015 in 14:33
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    Grande Ciccio, artitsta e proletario del Parma. Una sicurezza.

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