IL COLUMNIST / L’AMAURI 4.0 NON S’HA DA FARE

(Luca Russo) – Per favore, no! Amauri di nuovo al Parma a partire dalla prossima stagione, che si spera ci veda in Lega Pro, proprio no! Non si può sentire ‘sta roba! La bomba è esplosa ieri sera durante Calcio & Calcio (clicca qui per vedere la web registrazione a cura di Alex Bocelli, e clicca qui per leggere la recensione di Evaristo Cipriani). E l’ha fatta deflagrare il popolare Saltimbanco Enrico Boni. Del resto, quale addetto ai lavori, se non la simpatica macchietta di Sant’Ilario d’Enza – e cioè colui che in un passato più o meno recente aveva teorizzato dapprima l’arrivo in gialloblù di Macheda e poi quello di Pera, che ovviamente da noi non si sono ancora visti, tralasciando i vari El Shaarawy di turno -, poteva dar credito ad uno spiffero che ha dell’incredibile? A suo dire più di uno spiffero si tratterebbe di una pista di mercato piuttosto concreta: “L’operazione la sta seguendo in prima persona il vice presidente Marco Ferrari: il nome del centravanti ora in forza al Torino è finito sui taccuini dei dirigenti Crociati, che intendono riportarlo in maglia gialloblù in vista del prossimo campionato di Lega Pro. Il contratto che lega l’attaccante alla formazione granata, scade a giugno 2016. Dunque, arriverebbe qui a parametro zero. E con il benestare della famiglia, che a Parma si è trovata benissimo e a Parma avrebbe intenzione di stabilirsi definitivamente”, ha sentenziato il variopinto opinionista reggiano. Gabriele Majo, quale capo ufficio stampa del club dice: “Non è nostro costume smentire ogni stravagante voce di mercato, ma nel caso specifico trovo fastidioso che sia stato tirato in ballo a vanvera il vice presidente della società Marco Ferrari, il quale, non si occupa di questioni tecniche che sono lasciate completamente a Minotti e Galassi i quali rendono conto a Nevio Scala, senza alcun tipo di ingerenza. Purtroppo gli amici di Calcio & Calcio, e la cosa mi dispiace visti i lunghi anni trascorsi insieme sotto gli stessi riflettori, non hanno ancora capito che gli antichi schemi stantii, ormai piuttosto superati, non si addicono a questa nuova società, e sarebbe bello se ne rendessero conto, senza esporre bufale sugli scaffali. Purtroppo, invece, sul mercato e dintorni si divertono a far circonvenzione di incapaci: un modello di fare giornalismo, se proprio così lo vogliamo chiamare, decisamente superato e nel quale non mi riconosco e che rovina quella credibilità costruita insieme negli anni scorsi”.  Io, come ho già fatto ieri sera durante Calcio & Calcio di cui sono stato ospite, boccio senza mezzi termini l’ipotesi Amauri. E da un punto di vista per così dire etico, e sotto il profilo tecnico. Il Parma venuto alla luce dopo il default finanziario della precedente compagine societaria, e costretto a ripartire dalla D perché non c’erano le condizioni necessarie per restare nel calcio professionistico, se è realmente biologico come stanno raccontandoci dallo scorso mese di luglio, dovrebbe astenersi dall’imbastire un’operazione del genere. Amauri è (o quantomeno sarebbe) espressione, più o meno consapevole, di un Parma vecchio e di un modo di fare calcio, assai lontano dall’essere geneticamente non modificato, che a Parma ha fatto danni ingenti (per ricorrere ad un eufemismo). Ok, è vero che adesso in rosa abbiamo Alessandro Lucarelli, uno della vecchia guardia, e che a livello di staff, parlo dello staff del neonato Parma Calcio 1913 naturalmente, ci son stati riproposti elementi che già facevano parte della precedente compagine societaria. Ma sia in un caso che nell’altro si tratta di gente che, nei limiti delle proprie possibilità, si è sbattuta affinché il vecchio Parma non saltasse per aria. Lo stesso non si può raccontare di Amauri. Il quale, al contrario, ai tempi in cui i Curastars stavano adoperandosi per abbattere quasi militarmente il debito sportivo generato dal Parma FC
durante la reggenza Ghirardi-Leonardi, temporeggiò a lungo prima di rassegnarsi all’idea di veder significativamente ridimensionate le proprie spettanze nei confronti del club, accettandola e sottoscrivendola solo in extremis. Non voglio dire che Amauri è stato la causa del nostro (nostro si fa per dire) fallimento, ci mancherebbe. Né che sia stato un traditore: chi fa il calciatore, ‘bandiere’ comprese, lo fa per soldi, non per la gloria. Ma, insomma, una grossa mano per evitarlo, l’italo-brasiliano non ce l’ha mica data, eh. Detto questo, sono anche e in modo particolare tecniche le ragioni che mi inducono a respingere con fermezza l’ipotesi di un Amauri 4.0. Da quando è nel Bel Paese, e cioè dal 2001, il centravanti ora sotto contratto col Torino non ha ‘stretto amicizia’ con categorie diverse dalla serie A e B (col Messina nella stagione 2002/2003), quindi, tenendo presente che solo i campioni sono in grado di fare la differenza ovunque e in qualsiasi serie giochino, chi ci garantisce che Amauri anche in Lega Pro, ossia in una serie che di fatto non conosce, possa cavarsela come in A?; e, sopratutto, non è mai stato un bomber, come invece ieri sera lo ha definito (a mio modo di vedere impropriamente) Enrico Boni: nei suoi anni migliori, quelli di Palermo, limitandoci ai dati relativi al solo campionato, Amauri ha realizzato 23 reti in 52 incontri; col Chievo, prima del trasferimento in rosanero, 17 in 90; al Parma, altra squadra che ha beneficiato di un Amauri tutto sommato in forma, di gol ne ha fatti 18 in 65 esibizioni. Tralasciando le stagioni juventine e la pessima esperienza con la maglia della Fiorentina, non ci sembrano i numeri di un attaccante con uno spiccato fiuto per il gol. Direte voi: segna poco, però gioca e si muove per la squadra. Obiezione respinta: questo discorso un senso ce lo aveva qualche anno fa, quando Amauri era ancora un calciatore affidabile sotto il profilo fisico. Ora, vuoi per qualche infortunio che ne ha segnato la parte finale della carriera, vuoi per l’età che avanza inesorabilmente anche per lui, non lo è più. E al Parma, capiamoci al Parma in Lega Pro, servirà un attaccante a posto fisicamente, possibilmente di categoria, che di gol ne faccia a grappoli, non col contagocce, e che la porta avversaria la veda da vicino, non col binocolo. Di nomi di facciata non ne abbiamo bisogno. Saranno anche utili a racimolare qualche abbonamento in più, forse. Ma difficilmente sapranno garantirci quel salto di qualità necessario per sopravvivere alle sabbie mobili della terza serie. In altre parole: l’Amauri 4.0 non s’ha da fare. Luca Russo

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36 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / L’AMAURI 4.0 NON S’HA DA FARE

  • 8 Dicembre 2015 in 15:46
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    Meglio che vada a svenare un qualche sceicco…

  • 8 Dicembre 2015 in 16:58
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    Ve lo do io un nome. Infantino

  • 8 Dicembre 2015 in 17:00
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    Amauri torni in Brasile.. A noi servono giocatori molto più giovani e bravi. Amauri ormai come calciatore è finito

  • 8 Dicembre 2015 in 17:22
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    Ma Boni non lo dovete prendere sul serio.
    Non dovete credere a quello che dice.
    Lui fa l’istrione.
    Lui fa spettacolo e su questo è inimitabile.
    Ultimamente poi ha firmato il suo personaggio
    Trasandato, vestito sempre più in peggio, capelli unti, barba incolta
    Un saltimbanco clochard.
    A me Boni piace perché sorrido delle due bonibombe.
    Cazzate come le dice lui non le ha mai dette nessuno
    Sono tutte balle per fare ridere.
    Mi viene da ridere quelli che s’incazzano
    Ma allora non avete capito il personaggio.
    Per me Boni è un grande
    Dice bestialità e pur sapendo che sono bestialità, qualcuno s’incazza, perché le prende sul serio
    Boni è come un buffone di corte, detto in senso buono, quello che veniva invitato alle feste che senza sarebbero state feste anonime per mettere buonumore,
    Ma vi immaginate calcio e calcio senza boni?
    Sarebbe di una noia pazzesca.
    Sarebbe peggio di bar sport
    Per questo Boni è un saltimbanco e quello che dice va preso come una provocazione per farvi schiattare e voi ci siete caduti.
    VEDETE NON SI PARLA ALTRO CHE DI BONI E AMAURI COME SE LUI FOSSE LA BOCCA DELLA VERITA’
    E’ QUELLO CHE LUI VUOLE E VOI CI SIETE CASCATI……come galline da brodo
    come un ” grammi 4,8 “

    • 8 Dicembre 2015 in 19:06
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      No, Velenoso. Non parlarne equivarrebbe a dargli ragione e ad assecondare le sue bufale. Parlandone, non vogliamo dargli visibilità, anche perché non è che abbia bisogno della nostra; no, semplicemente manteniamo un presidio, marchiamo il nostro territorio, che è quello delle opinioni dettate dal buon senso e delle notizie documentate, separandolo dal suo, che invece spesso si rivela essere quello delle invenzioni.

      • 8 Dicembre 2015 in 22:22
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        Si ma tu ti sei scagliato conto Amauri -che in questo caso non c’entra nulla- facendo pasare in secondo piano la sparata di Boni… Dai hai attaccato Amauri come se fosse il diavolo… Fammi un articolo su Cassano dicendo quanto NON è stato utile al Parma l’ultimo anno, poi ne riparliamo…
        E tanto non torna nessun Amauri…le caxxxate di Boni non andrebbero neanche considerate…

        • 9 Dicembre 2015 in 10:02
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          Intanto le sue boiate Boni le spara pubblicamente. Per cui, proprio perché pubbliche e dunque non potendo ignorarle, come tali vanno affrontate e trattate. Detto che ho lasciato intendere di non dar troppo credito all’ennesima sparata del
          Variopinto, poi ho voluto parlarne come se fosse vera. E ho spiegato, mi pare senza mancare di rispetto al diretto interessato, i motivi per i quali non gradirei un ritorno di Amauri al Parma.

  • 8 Dicembre 2015 in 18:38
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    Il prossimo anno verrà a Parma MESSI.
    BONI NON VE L’HA DETTO e visto che quello che dice non si avvera mai, qualche speranza l’abbiamo……

  • 8 Dicembre 2015 in 18:40
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    Non credo che venga gratis qui da noi. Vorrebbe un ingaggio comunque importante per la Lega Pro, perciò è un no secco.

  • 8 Dicembre 2015 in 19:02
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    ————————LETTERA APERTA A BONI————————–

    Tutti ormai ce l’hanno con lei, penso che l’avrò capito.
    Questo è palese e per lei molto preoccupante in prospettiva
    Quello che dice fa incazzare tutti ma proprio tutti.
    Ci sarà un motivo.
    Si dia une regolata
    Faccia solo il saltimbanco clochard
    Non si lavi i capelli.
    Non si vesta bene.
    Non si tagli quell’orribile barba
    Se lo facesse, sarebbe questa una resa.
    Giovedì deve inventarsi qualcosa
    Qualcosa di eclatante
    Da qualche puntata, sta dicendo cazzate su cazzate
    Le sta dicendo in modo ormai industriale.
    Deve togliersi da quella melma in cui s’è cacciato.
    Faccia l’istrione
    Smetta di dire che arriverà questo o arriverà quell’altro perché tutti hanno capito che sono tutte balle con la B MAIUSCOLA.
    RITORNI QUELLO CHE MANGIAVA I PASTICCINI DALLA FELICITA’ PUR AVENDO IL DIABETE.
    E’ QUESTO IL BONI CHE VOGLIAMO
    VOGLIAMO IL PAGLIACCIO
    Stupisca me
    Stupisca tutti
    Stupisca il suo nemico storico Majo
    Stupisca anche lui, divenendo simpatico ai suoi detrattori
    E’ LA SUA ULTIMA CHANCE.
    TIRI FUORI LE PALLE DA ISTRIONE QUALE E’ LEI
    L’aspetto Giovedì a duellare.
    O LA VA O LA SPACCA.
    Se fallirà, il suo destino sarà segnato.
    SARA’ ROTTAMATO.
    Arrivederci
    VELENOSO.

  • 8 Dicembre 2015 in 19:33
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    Ricordate Maurizio Mosca con le sue bombe e le sue sceneggiate al processo del lunedi ?? Boni ne è il miglior erede ! anche ieri sera ha sparato grosso con un copione studiato ad arte per creare curiosità e tenere alta l’audience di un programma che altrimenti sarebbe spento come un lumino della villetta .
    Boni il nuovo Mosca , ed è un complimento …

    • 8 Dicembre 2015 in 20:30
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      Sì, ma che sparasse tutte le corbellerie che vuole, rendendosi ridicolo, se proprio lo gradisce, ma senza far danni ad altri. La misura è ricolma: non si può sempre far finta di niente. E quindi dopo una serie lunghissima di notizie false e tendenziose arriva anche il momento di dire chiaramente basta.

      • 8 Dicembre 2015 in 20:41
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        Buonasera Direttore, la “leggo” particolarmente arrabbiato in riferimento alla boutade di Boni. In più di un commento fa riferimento a danni ingenti (alla società presumo) che vengono causati da “sparate” come questa. Si può spiegare meglio?

        • 8 Dicembre 2015 in 21:42
          Permalink

          Per i danni mi riferivo a precedenti esternazioni, tipo le illazioni destabilizzanti su Guazzo. Quella di amauri mi ha fatto innervosire perché tutte le volte ne strologano una. Anziché far gli inventori, da giornalista, auspicherei dell’altro.
          Cordialmente
          Gmajo

      • 8 Dicembre 2015 in 22:11
        Permalink

        Io dicevo le stesse cose un anno o due fa, e lei mi apostrofava dicendo che era un male necessario. Adesso è diventato superfluo? Cosa è cambiato…?

        • 8 Dicembre 2015 in 23:36
          Permalink

          Per l’audience è un male necessario. Ma io ce l’ho più con Mangiafuoco che con Pinocchio. Il Grillo Parlante

    • 8 Dicembre 2015 in 22:23
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      Blasfemia pura….lascia stare il povero Mosca che è meglio……

      • 10 Dicembre 2015 in 15:58
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        Mosca le sparava uguali se non peggio Cibbi…

        • 10 Dicembre 2015 in 21:50
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          Si vabbe…ciao……
          L’hai mai visto in tv col crocefisso ad augurare la sconfitta a una squadra (per di più la sua?!)…. Pagliacciate cosi si permette di farle solo Boni…

  • 8 Dicembre 2015 in 21:36
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    Majo tempi di recupero di Borgo Guazzo? Torna dopo natale? Quindi per la prima di ritorno?

    • 8 Dicembre 2015 in 21:38
      Permalink

      Giù di lì…
      Cmq trattasi di una lesione meno grave del temuto

      • 8 Dicembre 2015 in 21:43
        Permalink

        Si ma con il Baraye del primo tempo di domenica, se giocasse sempre così ci porterebbe per mano in serie A.
        Quando fa il centravanti e gioca come sa giocare non fa rimpiangere nessuno.
        Certo, se non ha continuità la cosa cambia ma vedo che anche da quello che dice sta maturando.
        Buon segno.

      • 8 Dicembre 2015 in 22:12
        Permalink

        Peccato

      • 9 Dicembre 2015 in 10:40
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        secondo me questo “infortunio” lo accompagnerà al mercato in uscita di dicembre o gennaio, senza alcuna presenza in campo.

        • 9 Dicembre 2015 in 11:37
          Permalink

          Le ricordo che è meglio se torna a chiamarsi Roberto lasciando perdere quel nick name antipatico e molesto nei confronti di un calciatore che, le piaccia o no, milita nella squadra per la quale fa il tifo, cioè il Parma e che come tale dovrebbe sostenere.

          Secondo: eviti l’uso di virgolette a proposito dell’infortunio, come voler sottendere che lo stesso fosse “diplomatico” o finto. Purtroppo, come acclarato anche dalla ecografia eseguita ieri, giorno dell’Immacolata, nello studio radiologico Pasta, il forte attaccante crociato si è procurato nella rifinitura precedente la gara una lesione tra il primo e il secondo grado, quindi niente di immaginario. Dunque eviti inutili dietrologie, grazie. L’infortunio, immagino con suo scorno, è per fortuna meno grave del previsto: egli, infatti, si è procurato questa lesione che potrà far guarire durante le vacanze di natale. Se proprio doveva capitare meglio adesso che in un altro momento, considerata la ravvicinata sosta di Natale e gli incontri relativamente non proibitivi che nel frattempo il calendario propone.
          Vedo, tra l’altro, che su TuttoSport il responsabile dell’area tecnica Minotti, non tanto a sorpresa come titola qualcuno, ha giustamente chiuso le porte in entrata sul mercato: questo gruppo va tutelato per quello che è, senza pericolosi ulteriori innesti. Grazie a chi c’è – e che merita di restare fino in fondo – il Parma Calcio 1913, sul campo, ha raccolto un discreto numero di punti creando già un solco sulle inseguitrici. Probabilmente potrebbe esser giusto iniziare a inquadrare una punta per l’anno prossimo, senza, però, rovinare l’alchimia dell’attuale campionato.
          Purtroppo Guazzo è stato sfigato: dopo un notevole lavoro collettivo per recuperarlo alla causa, questi si è fatto male proprio quando avrebbe potuto cercare di spaccare il mondo. Peccato.
          E comunque di presenze in campo ne ha fatte, sia pure poche.
          Saluti
          Gmajo

          • 9 Dicembre 2015 in 12:03
            Permalink

            Guarda Majo che possiamo già iniziare a lavorare per Giugno senza doverli far venire a Parma a Gennaio…per esempio si può cominciare a contattare giocatori in scadenza e sentire se sono disposti a venire…Io per Gennaio starei fermo cosi…per Giugno comincerei a muovermi già adesso.

          • 9 Dicembre 2015 in 18:18
            Permalink

            il nick name è un legittimo auspicio di un tifoso nei riguardi di un calciatore di cui si può già fare sicuramente a meno dal punto di vista tecnico ed umano.

          • 9 Dicembre 2015 in 18:21
            Permalink

            Mi faccio promotore per un incontro ravvicinato con i piedi sotto il tavolo in cui presentarle Guazzo. Così, tanto da avere qualche elemento di giudizio in più, senza esser prevenuto…

          • 9 Dicembre 2015 in 18:44
            Permalink

            volentieri, quando vuole.
            Così potrà spiegarmi il nostro campione, senza virgolette, cosa volesse dire con BASTARDi rivolti a noi tifosi, senza nessuna censura da parte dell’Ufficio Stampa che ha consigliato di ridimensionare e di negare sempre anche in presenza di esplicite immagini televisive.
            Una volta soddisfatta la mia curiosità potrò togliere il BASTARDO dal nick name

          • 9 Dicembre 2015 in 19:04
            Permalink

            Il giuocatore ha già esplicitato il suo esser stato in quel mentre in trance agonistica: sostanzialmente non sapeva bene che cosa stesse facendo. Criminalizzarlo per questo lo trovo oltremodo esagerato.
            A parte che, personalmente, non ho alcuna prova che abbia detto “bastardi”. E anche qualora lo avesse detto penso che i destinatari fossero stati coloro che lo avevano criticato a scatola chiusa. Lei, forse, si sente tra quelli?
            Saluti
            Gmajo

  • 8 Dicembre 2015 in 21:38
    Permalink

    Ma no Majo, se escludiamo i famigerati “grammi 4,8” TUTTI ma proprio TUTTI prendono sul ridere tutte le cazzate di Boni.
    Eppure confrontate l’audience di BAR SPORT con quello di CALCIO E CALCIO.
    Non c’è partita.
    Vince nettamente quasi per KO calcio e calcio grazie al duo delle meraviglie ANGELLA E BONI.
    Angella è la spalla comica di Boni
    Voi non ci crederete ma guatdando Bar Sport non ce l’ ho fatta una volta che è una a non addormentarmi e a seguire tutta la trasmissione.
    UNA TRASMISSIONE PESANTE COME UN MACIGNO
    BONI È UN ISTRIONE anzi UN SIGNOR ISTRIONE.
    UN vero BUFFONE MODERNO.
    UNO SFOLGORANTE E UNICO BUFFONE SPORTIVO
    Criticarlo per le cavolate che dice è assurdo.
    NESSUNO MA PROPRIO NESSUNO CI CREDE.
    È questa la sua forza
    Se fossi un emittente di una tv locale, farei carte false per accapparrarmi il duo ANGELLA BONI.
    Boni da giornalista sportivo fa schifo ma da saltimbanco è STREPITOSO e poi ora che si veste come un vero clochard è diventato MITICO.
    UN ECCELLENZA IN AMBITO SPORTIVO
    A me è simpatico perché ho capito la sua essenza il suo fine ma è un vero BUFFONE SPORTIVO e buffone è detto come un complimento, UN GRANDISSIMO COMPLIMENTO.
    Il vero comico deve essere un buffone altrimenti non è un comico
    BONI È UN COMICO TRA I PIÙ BRAVI D’ITALIA.
    Qualcosa mi dice che prima dell’oscuramento di TELEDUCATO farà qualcosa di eclatante PER FARSI RICORDARE e farsi ricordare nel tempo.
    Non un SUICIDIO IN DIRETTA ma qualcosa del genere.
    LO SENTO.
    Di quello che farà ne parleranno non solo giornali locali ma anche nazionali e Boni presto lo vedremo alla DOMENICA SPORTIVA
    Fa parte del personaggio circense.
    Si l’ho detto.
    Avessi una Tv, sarebbe quello del duo ANGELLA BONI il primo acquisto che farei.
    L’audience è tutto e con Boni l’audience è in cassaforte.

  • 8 Dicembre 2015 in 22:17
    Permalink

    Ve digli a Ferrari che se ha voglia di andare a convincere qualcuno che vada a Bari a convincere il nostro Porcari a tornare a Parma…preferirei si facessero sacrifici per riportare a casa ragazzi del nostro territorio invece di mercenari da 4 soldi.

    • 8 Dicembre 2015 in 23:35
      Permalink

      Come ho già sottolineato la gestione tecnica della squadra è affidata operativamente a Minotti e Galassi con la supervisione di Scala. Ferrari non ha influenza sulla gestione tecnica

      • 9 Dicembre 2015 in 08:46
        Permalink

        Majo la mia era una battuta anche per far capire che tipo di giocatori dovrebbe cercare il nuovo corso…Lo so che Ferrari ha altro da fare…

    • 9 Dicembre 2015 in 16:24
      Permalink

      L’idea mi piace assai anche se hai cannato l’interprete del calciomercato Michele.

      Sarebbe bello costruire una bella squadra di Parmigiani per la C avendo questa volta il tempo di farlo… un qualcosa stile Athletic Bilbao ma a livello regionale se non proprio di cittadina.

  • 9 Dicembre 2015 in 09:48
    Permalink

    Mi sapete dire la marca dello spumantaccio da discount che esibiva Boni?Ingrandendo l’immagine mi sembra di notare che si trattasse di una bottiglia omaggio. Probabilmente era addizionata di etanolo,metanolo e altre sostanze allucinogene.

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Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

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Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
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