venerdì, Luglio 19, 2024
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IL COLUMNIST / L’ESERCIZIO DELLA RIMONTA RICHIEDE CAPACITA’ DI LOTTA, QUELLO DELLA FUGA CAPACITA’ DI GOVERNO. E FARE OPPOSIZIONE, SI SA, E’ ASSAI PIU’ SEMPLICE…

(Luca Russo) – Premessa: la serie D è assai meno complicata e contorta dalla serie A. Non lo si può negare. Pertanto, se si è quasi al giro di boa e in massima serie, la seconda può legittimamente immaginare di rosicchiare sette punti alla prima; ma se si è in quarta, la capolista difficilmente può temere di perderne altrettanti rispetto alle inseguitrici e subirne il sorpasso, specie se la capolista è stata progettata per disintegrare il campionato, invece che per tenerlo aperto fino all’ultima giornata. Però, io il finale col Ravenna, che ha visto il Parma passare il cosiddetto brutto quarto d’ora, non lo sottovaluterei più di tanto. Qualcuno sostiene che i due gol subiti al tramonto del match coi romagnoli, in realtà ce li siamo fatti da soli. D’accordo. Tuttavia avrei preferito incassarli per meriti degli ospiti, non per demerito ‘nostro’. Un conto è doversi piegare alla superiorità schiacciante dei rivali, un altro è restare preda dei propri limiti. Se nel primo caso possiamo trarne lezioni buone per il futuro, e adottare le dovute contromisure, nel secondo non sempre troveremo avversari disposti a perdonarci e condonarci i nostri cali di concentrazione. E son convinto che anche Apolloni sia dello stesso parere. Non si tratta di falsa modestia né di un eccesso di prudenza: credo realmente che il campionato ci stia sorridendo e che il Parma sia con almeno un piede in Lega Pro. Diciamo pure uno e mezzo. Ma non facciamoci prendere dai facili entusiasmi: chi ci (in)segue, non ha ancora alzato bandiera bianca. E me ne sarei meravigliato, se fosse successo. Del resto, se io stessi nei panni dell’Altovicentino o in quelli del Forlì, dopo aver visto il Parma vacillare al veemente ritorno del Ravenna, un pensierino ad una rimonta che comunque avrebbe del miracoloso, lo farei. In A, tanto per continuare coi paralleli, l’Inter ha tratto più benefici ed autostima dalla sconfitta immeritata di Napoli che non dagli striminziti 1-0 grazie ai quali aveva scalato la classifica fino ad occuparne, in solitaria, il vertice: segno che nel mare in tempesta ci sa stare e non se la fa addosso; al contrario, se la truppa di Sarri è evaporata sotto i colpi di un Bologna tanto coriaceo quanto coraggioso, lo ‘deve’ proprio agli ultimi venti minuti di puro terrore e da pericolo scampato vissuti contro i ragazzi di Mancini. Simili, grossomodo, a quelli che quattro giorni fa ci ha imposto l’undici del bollente Mosconi. Venti minuti che i partenopei hanno sofferto anche nei primi trenta della sfida del Dall’Ara: inseguire e far da lepre non sono due arti della stessa medaglia. Chi eccelle nell’una, potrebbe zoppicare nell’altra. E viceversa. L’esercizio della rimonta richiede capacità di lotta, quello della fuga capacità di governo. E fare opposizione, si sa, è assai più semplice che tenerle testa. Dunque, ribadendo il concetto per cui al momento il Parma è quello che nel ciclismo si suole definire un uomo solo al comando, padrone della corsa e quindi del suo destino, proprio perché gradiremmo che il suo destino seguitasse a restare nelle sue mani, vorremmo che i Crociati non confidassero troppo nelle lacune dei loro prossimi avversari e che non ne sottovalutassero i pregi. Evitando, però, di cadere nella tentazione opposta, e cioè quella di sopravvalutarli. Come potrebbero rischiare di fare col Bellaria. Per carità, squadra rispettabilissima, quella romagnola. Ma se è quasi in fondo alla classifica, un motivo deve pur esserci, no? Noi non crediamo alla favoletta in base alla quale “questa formazione non si merita la graduatoria che ha”. All’opposto: la classifica non è che lo specchio di ciò che si semina. Lontano dalle mura domestiche l’andamento dell’undici di Montalti non sarebbe nemmeno tanto malvagio: una vittoria, tre pareggi, quattro sconfitte, dieci gol fatti e quattordici subiti. Non saranno numeri da grande squadra, capiamoci. Ma nemmeno da buttar via. È in casa che i biancazzurri, almeno fin qui, hanno deluso. E nemmeno poco: nessuna vittoria, tre pareggi, sei sconfitte, appena sei reti realizzate e addirittura ventuno quelle incassate. Domenica si giocherà allo stadio Nanni di Bellaria; ma visti e considerati questi numeri, per il Parma, che fuori casa rende un pelino di più che dentro, sarà come essere all’Ennio e partire con un gol di vantaggio e in superiorità numerica. Tenete pronta una bottiglia di quello buono. Luca Russo

4 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / L’ESERCIZIO DELLA RIMONTA RICHIEDE CAPACITA’ DI LOTTA, QUELLO DELLA FUGA CAPACITA’ DI GOVERNO. E FARE OPPOSIZIONE, SI SA, E’ ASSAI PIU’ SEMPLICE…

  • Stiamo enfatizzando troppo i 2 gol del Ravenna. Non saremo né la prima né l’ultima squadra ad avere cali di tensione tra un tempo e l’altro.
    Attenti si, impauriti no.

  • Federico

    Bravo Russo, ottima analisi che condivido in Toto.
    Anche perchè vincere non è mai facile in nessuna categoria.

  • von model

    io francamente non vedo rivali al parma solo sparring patners

  • von model

    questo parma in lega pro si salverebbe in pantofolr

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