IL COLUMNIST / RIFLESSIONI PONDERANDO I NUMERI DELL’ANDATA

(Luca Russo) – Sosta natalizia, tempo di abbuffate, di pomeriggi e serate in famiglia e di numeri. Quelli della tombola, certo – visto che è l’applicazione più scaricata e giocata del momento -, ma non solo. Perché questo è il periodo in cui si è soliti tracciare bilanci, tanta è la voglia di capire dove abbiamo sbagliato e cosa, invece, è andato per il verso giusto. Lo ha fatto anche il Parma Calcio 1913, che nei giorni scorsi sul proprio sito ufficiale ha pubblicato le statistiche individuali e di squadra nel girone d’andata. Numeri che ci raccontano di un gruppo tutto sommato in buona salute (checché ne dica chi lo vorrebbe stravolto nello scheletro e nella muscolatura dal prossimo mercato e quello successivo), lanciato verso la promozione in Lega Pro e incredibilmente superiore, per cifra tecnica e tattica, agli avversari. In termini di presenze, numeri individualii leader sono Lucarelli e Cacioli, che in fondo leader lo sono – vuoi per inquadramento professionale, vuoi per ragioni di carattere anagrafico – anche in campo. Per entrambi, 18 apparizioni e 1.620 minuti giocati. Lì dietro, loro due hanno il posto fisso. O quasi. Chiarissima la filosofia di Apolloni: almeno nel cuore della difesa, scelte nette, gerarchie immodificabili e rarissimo spazio alle rotazioni. Servono affiatamento e abitudine alle lacune del collega di reparto, per poi porvi rimedio con una certa prontezza di riflessi: volendo esagerare, dopo cinque mesi di convivenza sul rettangolo verde, i nostri due centrali hanno più confidenza l’un con l’altro di quanta ne abbiano con le rispettive compagne. In fascia la situazione è diversa. Nessuno è a tempo indeterminato, ma il precariato non ha ancora attecchito. Il ruolo, soprattutto se esercitato nel modulo a trazione anteriore adottato dal Parma, richiede parecchia gamba e altrettanto spirito di sacrificio. Non basta spingere e proporsi, occorre pure ripiegare e coprirsi. Il fiato è un ingrediente di cui non numeri complessivipossono fare a meno coloro che intendono trovare fissa dimora da queste parti. Naturale che si cerchi di spremere il massimo da tutti, non solo da uno o due elementi. Messina (952’ minuti in campo) titolare lo è stato a sprazzi in avvio di stagione, poi lo è diventato stabilmente in corso d’opera dopo aver soffiato il posto ad Adorni (753’), che in precedenza glielo aveva conteso con discreti risultati. Sulla corsia sinistra, Saporetti (642’), centrale adattato a terzino, ha avuto più chance di Agrifogli (376’). Dato sorprendente, se si considera che il secondo nasce terzino, a differenza del primo che il nuovo incarico lo ha subito più che scelto, e ha nel suo curriculum una manciata di minuti disputati in terza serie che il primo non può vantare. In mezzo al campo, a protezione del pacchetto arretrato, fino all’entusiasmante vittoria di Rovigo, e anche per via di alcuni infortuni che hanno limitato notevolmente l’ampiezza del ventaglio di scelte a disposizione di Apolloni, il ritornello è stato sempre il solito: Giorgino (1.391’) e Corapi (1.397’), Corapi e Giorgino, fatta eccezione per le giornate in cui l’uno era fuori o l’altro dirottato su zolle assai diverse da quelle di competenza (vedi Giorgino centrale difensivo contro la Ribelle). E infatti il minutaggio dei due buttafuori piazzati davanti al Capitano e alle spalle della batteria di attaccanti è pressoché identico. A partire dalla gara col Delta, però, Corapi è stato lanciato in ricognizione tra i tre trequartisti con la missione di codificare nuove soluzioni offensive; e così al fianco di Giorgino prima e Miglietta poi, è subentrato Simonetti (315’), una delle note più liete dei nostri ultimi concerti. Tuttavia, il tecnico ha le idee chiare pure in questo reparto: per far legna e allo stesso tempo ricamare, c’è bisogno di gente che sappia trattare la palla quando scotta e gestire i ritmi della partita nel minuto in cui diventa battaglia senza esclusione di colpi, rallentandoli o accelerandoli a seconda del risultato e dell’atteggiamento degli avversari. Giorgino e Corapi interpretano senza alcuna difficoltà sia la parte degli incendiari che quella dei pompieri, non ci stupisce che l’allenatore vi si sia affidato integralmente per dare fosforo alla manovra e solidità alla spina dorsale della squadra. Se difesa e mediana non sono un albergo accogliente per le seconde linee, l’attacco è un resort di lusso per chi suppone, erroneamente, di essere finito ai margini del progetto. Una domenica gioca Tizio tra i trequartisti e Caio come centravanti, quella dopo si invertono di posizione, e quella dopo ancora uno dei due o entrambi non giocano per lasciare la ribalta agli altri interpreti della compagnia. Una centrifuga di uomini e ruoli che fa venire il mal di testa a chiunque meno che ai diretti interessati. C’è spazio per tutti, là davanti: Melandri è stato in campo per 1.211’, Baraye 1.160’, Lauria 1.126’, Ricci 960’, Longobardi 727’, Sereni 644’ e Musetti 378’. A proposito della punta ex San Marino, Sorrento e Cremonese, va detto che tra i terminali offensivi è quello che va a bersaglio con la più alta frequenza, cioè col miglior rapporto minuti giocati/gol fatti: per lui una gioia ogni 94 giri di lancette; seguono Baraye con una rete ogni 116’, Longobardi con una realizzazione ogni 180’ e Melandri che esulta una volta ogni 201’. Per restare in tema, è significativo che su 25 giocatori utilizzati da Apolloni, già 13 siano riusciti a battere con soddisfazione la rotta del gol. Siamo una cooperativa, ma questo lo avevamo compreso ben prima che ce lo dicessero le statistiche. Che qualche indicazione ce la forniscono anche sul rendimento complessivo della squadra. In trasferta, il Parma vince di più (8 a 6) e pareggia meno che in casa (2 a 3). La distribuzione reti fatte/subite tra domeniche casalinghe e quelle trascorse in viaggio segue lo stesso andazzo: sul terreno amico, i Crociati segnano meno reti (18 a 24) e ne subiscono di più (6 a 3) che al di là dei confini cittadini. Non sappiamo se i ragazzi di Apolloni soffrano la pressione del Tardini. Ne dubitiamo, perché una squadra concepita per vincere, nelle difficoltà non trema, tutt’al più se ne nutre per esaltarsi e caricarsi ulteriormente. Ma una certezza questi dati ce la danno: quando sono in tournée, i gialloblù raramente steccano. E allora all’anno che verrà chiediamo un Parma che sia in grado di suonare pure tra le mura domestiche la stessa musica che ci fa ascoltare fuori. Luca Russo

59 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / RIFLESSIONI PONDERANDO I NUMERI DELL’ANDATA

  • 26 Dicembre 2015 in 13:00
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    Va bene l’amore per la statistica ma se il Parma vince la partita della Befana succede che avrà pareggiato una partita invece che vincerla in casa. A parità di partite fatte in casa rispetto a quelle in trasferta. Praticamente uno score uguale. 26 punti in trasferta e 24 in casa. Cioè avrà perso 4 punti disponibili in trasferta e 6 in casa. E se un pareggio il 31 gennaio fosse un risultato utile potremmo rapidamente pareggiare i conti. Io aspetto quella data per fare un bilancio e se per allora avremo ancora sette punti di vantaggio comincerà a pensare al futuro. Il destino è nelle nostre mani. E tanto già lo so che l’anno prossimo …

    • 26 Dicembre 2015 in 14:13
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      Ribaltando i termini della questione, ti dico che se la seconda fosse realmente vicina a noi, e non a 7 lunghezze, staremmo qui a rimpiangere più i punti smarriti in casa che non quelli persi per strada in viaggio. Fermo restando che in trasferta mi pare che la squadra vinca con una facilità maggiore che all’Ennio, almeno nelle ultime settimane.

  • 26 Dicembre 2015 in 14:48
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    OK Luca. Rimaniamo che abbiamo giocato una partita di più in trasferta. E che giocheremo nel ritorno una partita di più in casa. Poi abbiamo un grande bottino di punti. Dopo vale tutto. Era difficile far meglio. Siamo felici.

  • 26 Dicembre 2015 in 14:56
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    E aggiungiamo che se nel ritorno lasceremo dieci punti per strada le inseguitrici ne potranno lasciare solo tre. Compresi gli scontri diretti. E secondo me gli vien ben dura. Quindi mi “basterebbe” ripetere l’eccezionale percorso dell’andata.

  • 26 Dicembre 2015 in 17:22
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    Luca, riprendendo il discorso dell’altro giorno sui marchi, concordo con te che il nuovo logo di quest’anno sia molto accattivante anche perché associato ad un’idea di rinnovamento, tanto che, oltre a non ritenere affatto un dramma un’eventuale rinuncia al vecchio simbolo, auspico che questo nuovo scudetto crociato non venga messo in soffitta nemmeno in caso contrario di acquisizione all’asta del logo storico (A.C. o F.C. che sia), ma al contrario si possa trasformare in un’ulteriore risorsa di marketing…non dimentichiamo che anche squadre come la Roma hanno sottoposto il proprio logo storico ad un restyling…oppure pensiamo al Milan (di calcio ultimamente ne capiscono poco, ma in marketing e in immagine in Italia sono all’avanguardia) che da anni ha sostituito sulle maglie il logo storico con lo scudetto crociato simbolo di Milano…

    • 26 Dicembre 2015 in 20:08
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      Per me il logo del Parma è uno solo…e anche Ferrari stesso lo aveva detto a inizio anno…

      • 26 Dicembre 2015 in 20:13
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        Si è affezionato al nuovo…
        Comunque evitiamo inutili tormentoni…

        • 26 Dicembre 2015 in 22:06
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          E’ inutile Majo, le persone sono legate allo scudo tradizionale, chiedere ripetutamente di non parlarne credo sia fiato sprecato. O si fa outing e si dice chiaramente il motivo per cui non si vogliono spendere i soldi per quel marchio oppure un attrito con i tifosi ci sarà, se pretende di zittire le persone credo che ancora una volta lei sia fuori dal tempo, i social media impongono un confronto.

          • 26 Dicembre 2015 in 22:24
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            Io dico solo che non serve parlarne. Adesso. Quando sarà opportuno (e non lo decide lei) ci si tornerà su. E comunque non sono affatto fuori dal tempo. Ma né io né chi conta si lascia influenzare dai social.

  • 26 Dicembre 2015 in 20:17
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    Credo che facciamo più fatica al Tardini semplicemente perchè gli avversari sono stimolati dalla cornice di pubblico. A volte succede anche così, non vengono solo intimoriti.

  • 26 Dicembre 2015 in 21:22
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    Naturalmente, quando ho detto la mia sul logo del Parma Calcio 1913, ho detto appunto la mia. Nulla di più. La società come è ovvio è libera di far quel che riterrà più opportuno in proposito. Anche consultare i tifosi e scegliere cosa sceglierà la maggioranza. Non è nei miei desideri alimentare un tormentone del tipo di quello del comitato per la maglia gialloblù. Ci mancherebbe…visto ciò che abbiamo appena vissuto, sono altre le sfumature cui dobbiamo prestare attenzione, mica questo, con tutto il rispetto per il logo.

    • 27 Dicembre 2015 in 12:43
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      Non c’è bisogno di leccare il culo, il marchio del Parma è amato dai tifosi, non facciamaoci zittire perchè non facciamo niente di male.

      • 27 Dicembre 2015 in 12:53
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        Nessuno zittisce nessuno. Semplicemente la questione del marchio va trattata con la massima riservatezza. Se lo vuol capire bene, se non lo vuol capire amen

        • 27 Dicembre 2015 in 13:50
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          Leggete tra le righe più se ne parla più il prezzo sale….Enrico Bondi non è proprio il migliore interlocutore con cui trattare….

  • 26 Dicembre 2015 in 22:43
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    Siamo in LUNA DI MIELE con il Parma
    Tutto va bene tutto è OK.
    È la nostra metà sportiva
    Ma attenta società
    Se ci sentiremo traditi…
    M a so che voi non ci tradirete e presto ci porterete….dove ci compete

  • 26 Dicembre 2015 in 23:14
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    si va bene ma siamo piu prosaici logo o non logo basta che ci sia lo scudetto crociato in mezzo non è una sfumatura che puo cambiare la fantasica soria del parma e le sue coppe mi sembra una questione di lana caprina

  • 26 Dicembre 2015 in 23:17
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    i numeri dell andata sono fantastici ma non guardiamo indietro bisogna resettare e ripartire da zero anzi piu sette il pane già tagliato non lo guardo più

  • 27 Dicembre 2015 in 08:42
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    7 punti non sono un cazzo,specialmente se li ha una squadra in netta involuzione fisica tecnica agonistica.
    non mi pare che ad arzignano o col villafranca abbiamo asfaltato qualcuno,vediamo di non farci rosicchiare punti prima di andare a valdagno o dove cazzo si chiama

    • 27 Dicembre 2015 in 09:57
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      7 punti non sono tanti, ma non sono nemmeno pochi. Illuso chi credeva di poter ammazzare il campionato già alla fine del girone di andata. Ci è riuscito il Paris Saint Germain in Francia, che ha già un più che rassicurante margine sulle inseguitrici, ma lì allo strapotere dei parigini si è unita l’imbarazzante inferiorità delle sue rivali. Noi non siamo schiacciasassi come il PSG, e chi ci insegue non ha alcuna intenzione di mollare l’osso. Ma noi abbiamo una marcia in più, ed è per questo che alla fine il campionato lo vinceremo, però sudando un pochino in più di quel che pensavamo ai nastri di partenza.

      • 27 Dicembre 2015 in 12:27
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        ripeto,quando torneremo da valdagno te lo sapro’ dire (cazo)

        • 27 Dicembre 2015 in 15:19
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          Uso personale dello strumento pubblico: quando posso offrirti una birra? A Parma, naturalmente…

      • 27 Dicembre 2015 in 14:47
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        xché scomodare i parigini? ..basterebbe parlare dei cugini piacentini; poche parole e tanti fatti! ..senza sky e senza tanti salamelecchi!

        • 27 Dicembre 2015 in 15:36
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          Scomodo i parigini perché, tolto il Parma che ci è solo di passaggio, non sono solito occuparmi di calcio infer…ehm…minore. Bisogna guardare al top, per sperare di arrivare almeno ai piedi della montagna che conduce al top…

        • 27 Dicembre 2015 in 18:50
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          senza tanti salamelecchi mica tanto…son cinque anni che navigano tra eccellenza e dilettanti…

  • 27 Dicembre 2015 in 09:03
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    Cazzo cazzo cazzo? ?
    Ma scrivi come uno scaricatore di porto?
    VALIUM PLEASE BY

    • 27 Dicembre 2015 in 12:26
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      no, come malesani

  • 27 Dicembre 2015 in 12:41
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    Complimenti Majo per la prepotenza, mi dica pure chi decide quando sui social ne parleremo che ci genufletteremo al vostro volere. Si, lei è fuori del tempo ed inadeguato a questo ruolo perchè se un argomento interessa se ne parla liberamente ed è la costutizione italianache lo decide non certo io e tantomento lei, ma di certo noi tifosi se abbiamo voglia di parlarne non chiederemo il suo permesso o quello della società.
    Io ho fatto uno screenshot della risposta che mi ha dato una perosna della seocietà (lei) su un argomento a cuore di tanti tifosi, che nello specifico mi si dice di tacere e che non posso decidere di parlare. Poi soi che non pubblicherà questo commento che non contiene offese e farò uno screenshot anche di questo e lo pubblicherò. Benvenuto nel 2015,

    • 27 Dicembre 2015 in 12:58
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      Prepotenze? Ma per piacere…

      Non le ho mai impedito di dire la sua, tant’è che scrive da mesi quel che vuole senza censura alcuna e mai mi permetterò. Però, se mi consente, sono libero di non farmi condizionare da quel che scrive lei o qualcun altro. E che sia adeguato o meno al ruolo che rivesto non penso stia a lei stabilirlo.

      E comunque io non ho mai scritto che lei debba tacere o non parlare. Semplicemente dico che ci sono argomenti che è nell’interesse di tutti (società e tifosi) se non vengono tirati fuori a vanvera. C’è gente che ci lavora attorno e non fa proclami, che al momento opportuno parlerà dell’argomento con cose concrete e non con fumo.

      Quindi, a scanso di equivoci, se lei o qualcun altro avete voglia di perder del tempo a scrivere sui social di questo argomento (peraltro senza aver argomenti), liberissimi di farlo: per quanto ci riguarda non credo ci sia molto di più da aggiungere di quello che le ho già ripetutamente scritto e cioè che parleremo al momento opportuno. Senza lasciarci condizionare dalle sue minacce.

      Saluti

      Gmajo

      • 27 Dicembre 2015 in 13:08
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        E per quanto concerne le opere di copia-incollatura non autorizzate da lei fatte non so dove complimenti vivissimi per la correttezza.

        Io non mi sono mai sottratto al dialogo coi lettori, che tengo più che volentieri: ma lo tengo qui, dove posso parlare direttamente e liberamente senza esser interpretato in modo fazioso come ha fatto lei.

  • 27 Dicembre 2015 in 15:18
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    Quando ero bambino, credevo che il calcio significasse solo seguire la propria squadra del cuore, discuterne con gli amici, al bar e leggere qualche giornale sportivo. E’ chiaro che il calcio non è solo questo, però vedere gente che arrivare a remare contro i colori per cui dovrebbe fare il tifo, solo perché quei colori non sono rappresentati da chi vorrebbe fossero rappresentati, mi fa venire il vomito. Siamo rinati, abbiamo dei ragazzi da sostenere…abbiamo un pallone che si spera finisca sempre nella rete giusta…abbiamo degli avversari che, sempre nel lecito, checché se ne dica, ci auguriamo accumulino più pareggi e sconfitte che vittorie…e noi siam qui a litigare/discutere sulle sfumature. Dopo un anno e più a discutere di bilanci, passaggi di mano e soldi più o meno puliti, non sarebbe il caso di goderci il calcio giocato? Litighiamo sui moduli, sui titolari, su un rigore dato o non dato, non su cose che per adesso è giusto che restino nell’ombra.

    • 27 Dicembre 2015 in 18:59
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      ma dai sono 4 forse tre ,disadattati sociali

      • 27 Dicembre 2015 in 20:48
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        …ma possono far più danni questi 3 o 4 “disadattati” che produrre benefici l’atteggiamento della maggioranza silenziosa.

        • 28 Dicembre 2015 in 09:07
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          crearsi un profilo fake solo per perculare il nuovo parma e i suoi tifosi ….manco un reggiano sarebbe arrivato a tanto, e lo dico io che quando c’e’ da legnare sul parma legno,Majo ne sa qualcosa

        • 29 Dicembre 2015 in 11:47
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          Russo il tuo amico gianluca crociato ha detto che sei un disadattato sociale perchè vieni da scampia…

          • 29 Dicembre 2015 in 12:17
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            Ho già scritto che non cadiamo in queste trappole e che non intendiamo in alcun modo alimentare il fenomeno. D’ora in poi ogni commento facente riferimento a questa materia termineranno nel cestino.

  • 27 Dicembre 2015 in 19:00
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    Ma veramente ci sono in giro delle persone stancanti. Che non possono vivere fuori dal fango. Io sportivamente attendo risultati sportivi, tengo le vecchie maglie e le vecchie sciarpe e comunque ne ho già di quelle di quest’anno (maglia, non sciarpa che quella ufficiale non l’ho vista). Il logo fc e quello ac, la crociata o la gialloblu o la gialloblu crociata, l’ape maja, o altre maglie son tutte del Parma, la storia è lunga un secolo, e non si ferma qui. Poi vorrei sapere quanti sono i tifosi così appassionati all’argomento logo, marchio, colore sfumato. E così appassionati all’argomento poi da non poter attendere. Mah. L’uomo che si fa portavoce di se stesso asserendo di avere un seguito stia attento ai social, che danno i verdetti statistici che quelli no che non mentono.

  • 27 Dicembre 2015 in 20:24
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    Io ho votato il logo attuale il più bello e accattivante!e ritengo che questo debba rimanere fino a quando questa società riuscirà a portare avanti il progetto!! Così come penso che questo debba rimanere il nome!
    Nuova società vuol dire nome nuovo e logo nuovo!ciò che è legato al passato lo lascio al passato!!

  • 28 Dicembre 2015 in 06:51
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    Comunque le statistiche sottolineano un fatto importante, diamo tempo a Miglietta… se guardiamo il minutaggio non ha giocato neanche 6 partite.

    Questo era un giocatore fondamentale neanche un anno fa a Novara in Serie C ed è appena tornato da un infortunio di media entità… diamogli tempo e vedrete che sarà all’altezza di Corapi nel giro di un mesetto al massimo.

    • 28 Dicembre 2015 in 09:02
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      si intanto che finisce il campionato,eccola qua mi mancava,siam tornati ai bei tempi

      • 28 Dicembre 2015 in 17:52
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        Ti ricordo che Miglietta è una riserva di Corapi e Giorgino, se loro reggono e nel frattempo lui si riprendere non vedo il problema.

  • 28 Dicembre 2015 in 21:07
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    Veh Nastrolindo, mo co el al “screenshot”? N’etra parola sbaglieda c’me at ne scrit tanti in tal to mesag oppure una parola inglesa? S’le acsì scriva tut in ingles che at fe meno eror anca se mi an capirò miga parchè a son rivè a la quinta elementera.

    • 29 Dicembre 2015 in 07:23
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      Capisco che pensi di essere brillante ma l’ignoranza ti fa apparire come la volpe con l’uva.

  • 28 Dicembre 2015 in 21:34
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    Io personalmente del marchio o del logo …me ne frego….
    Credo all uomo ..alla nuova società.. Alla solidità economica..alla serietà ..alla parmigianita’ ..alla competenza dei ruoli ..ben distinti…
    Io sono nato..calcisticamente ..indossando la maglia bianca crociata…e quella mi provoca sempre brividi e bei ricordi giovanili..calcistici e non …
    Oggi mi intriga questa società. La stimo ..l ammiro e con essa la squadra e lo staff che è stato assemblato ..e, con essi, l indotto che si è creato….
    Ognuno..libero di parlare ..di pensare ..di proporre …deve però rimanere al proprio posto….il presidente faccia il presidente ed il tifoso faccia il tifoso…
    La stanza dei bottoni è partita da zero ..siamo a metà cammino del primo anno zero …e siamo a buon punto …BUON PUNTO .. I numeri parlano a favore… E allora ?
    Basta con le polemiche o coi falsi non prioritari obiettivi….prima la sostanza …vincere il campionato ..poi ..gli accessori …il marchio ..il logo…l impianto di Collecchio….ecc ecc ecc
    ..mettiamoci tutti calmi tranquilli e sereni ..OK ?
    Forza ragazzi ..tutti insieme …d’ accordo ?
    Un caro saluto …mauro morosky

  • 29 Dicembre 2015 in 06:25
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    Se qualcuno sa leggere saprà capire che il discorso del logo è nato in post precedenti, non tirato fuori da me, e ritirato fuori in questo post da Il Linguista seguito da Michele, io in merito ho detto che c’è interesse e non mi sono comportato da capo popolo vantando un seguito su qualche linea come qualche fantasioso leccapiedi ha scritto ma basandomi sui post precedenti scritti da altri ho rimarcato la triste pratica del “state zitti, io so’ io e voi nun siete un cazzo” praticata da Majo, dubito che qualcuno qui possa trovare elementi per dire cosa penso io del logo, il discorso l’hanno fatto nascere e sviluppato altri (tra cui Luca Russo).

    • 29 Dicembre 2015 in 07:09
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      A furia di attribuirmi accuse non veritiere poi mi rompe gli zebedei. Sicché veda di piantarla. Grazie.

      • 29 Dicembre 2015 in 07:30
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        Quello che ha scritto rimane, lo possono e potranno vedere tutti, poi se lo può rimangiare ma fa lei una figuraccia non gli altri, può solo smettere di approvare i miei commenti qui ma di certo non sarà lei a decidere dove, quando e cosa scriverò, perchè lo stato di diritto conta molto mentre la sua prepotenza beh… non conta un c…. signor giornalista professionista addetto stampa biodinamico di Parma Calcio 1913.

  • 29 Dicembre 2015 in 13:38
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    Caro Direttore le vorrei ricordare che il marchio “PARMA AC” per averlo bisognerà “spendere” . Marchio depositato dal Dott. BONDI e non credo proprio al pacco regalo!!! Accontentiamoci di questo o perlomeno dell’Fc che tanto per quello che vale, ma soprattutto per quello che ci costa!!!!!! Vorrei ricordare al gallo di Castione che lei deve solo pensare ad organizzare pranzi o cene al Petitot (è il suo mestiere) e non certo rilasciare opinioni sul calcio giocato, dato che al Tardini non sa nemmeno qual’è il suo posto assegnato in tribuna!!!

    • 29 Dicembre 2015 in 14:37
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      Peraltro leggevo nei giorni scorsi su parmaquotidiano che tutte le società della Galassia Parmalat in Amministrazione Straordinaria hanno cessato l’attività. Per cui gli orizzonti, anche in orbita acquisizione di quel marchio, potrebbero essere differenti rispetto a prima…

      http://www.parmaquotidiano.info/2015/12/27/40699/

  • 29 Dicembre 2015 in 15:36
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    Caro direttore il marchio PARMA AC non è un’azienda fallita!! Si documenti con giornali economici…

    • 29 Dicembre 2015 in 17:14
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      Di solito cerco sempre di documentarmi, anche senza i suoi pretiosi consigli. Tuttavia la materia è sufficientemente complessa e non di semplicistica interpretazione per cui, visto che non è il mio mestiere o specialità, evito di addentrarmi, giacché mi mancano molti elementi per esser preciso e far una adeguata opera di divulgazione.
      Tuttavia non ne vedo neppure l’impellenza dal momento che la vexata quaestio conta zero sul destino del Parma, al di là dei,pruriti di qualcuno.
      Comunque non mi pare di aver mai scritto che il marchio Parma sia un’azienda fallita, come lei erroneamente asserisce. Inoltre se anche il Parma Ac in As dovesse essere tra le procedure a straordinarie chiuse da Bondi (il nome non era citato, ma per associazione di idee deduco di si) gli scenari sul marchio cambiano rispetto a se la procedura fosse aperta.
      Ma visto che la cosa non la si risolve cazzeggiando sul web penso che ci siano pwrsone più qualificate di me o di lei o di altri lettori per sbrogliare la matassa. Poi, una volta che sarà sbrogliata, sarà mia premura cercare di comunicare la lieta novella nel modo migliore possibile, per la gioia dei tanti tastieristi che anziché godere del fatto che nonostante il disastro il Parma sia rinato nel modo migliore, si masturbano cerebralmente a strologare motivi per patire.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 29 Dicembre 2015 in 19:55
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        Nel frattempo mi sono documentato e il Parma AC in AS non risulta tra le procedure straordinarie chiuse da Enrico Bondi pochi giorni fa.
        Cordialmente
        Gmajo

  • 29 Dicembre 2015 in 15:42
    Permalink

    Caro Cuore Crociato. Accetto il tuo consiglio. Continuerò a creare socializzazione fra i tifosi del Parma. Peraltro Associazione Petitot esiste da tanti anni sempre all’insegna del tifo sano e senza polemiche . Per quanto concerne i miei commenti calcistici non sono un giornalista e commento in modo molto personale. L’aspetto polemico (se c’era) lo tralasciò, certo che lei avrà ben altro da leggere che i miei commenti, ma se a qualcuno interessano continuerò a scriverli senza eccessive pretese di competenza, ma dando per l’appunto le mie personali sensazioni.

    • 29 Dicembre 2015 in 16:41
      Permalink

      Colgo l’occasione per informare l’utenza che ho deciso per un certo giro di vite, sicché i commenti che giudichero’ inutimente o peggio strumentalmente offensivi saranno cestinati.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 1 Gennaio 2016 in 14:33
    Permalink

    Io personalmente sono affezionato al vecchio logo (Parma AC) ma ora c’è il nuovo bellissimo logo e la società ha un nuovo bellissimo nome e mi piace così. Buon Anno

  • 5 Gennaio 2016 in 17:58
    Permalink

    L’avevo tirato in ballo io il marchio, prendendo spunto da una domanda rivolta a Carra.
    Non sono in grado di fare considerazioni “tecniche” al riguardo, mi ero limitato ad esprimere una preferenza e dunque un auspicio. Il marchio è un po come la maglia, non si tratta di essere bello o accattivante, ma di rappresentare una squadra e la sua storia. L’attuale, al di là del nome parma calcio 1913, a me non è mai piaciuto perchè è quasi privo di gialloblu. Considerazioni tanto banali quanto personali, opinione da tifoso e non da lettore del sole 24 ore.

    • 5 Gennaio 2016 in 18:28
      Permalink

      Il problema, Gabriele, è poi che ci sono degli “strumentalizzatori” per professione (nel senso che non avendo una Benedetta mazza da fare o da farsi han del tempo da perdere ad infangare la gente accusandola, peraltro ingiustamente, delle stesse nefandezze che compiono proprio loro, del tipo inventarsi nick name a manetta, seminare zizzania, creare assurdi e stupidi muro contro muro, cosa della quale non ho affatto voglia avendo peraltro mia madre ricoverata in gravi condizioni e quindi oltre a non essere mia abitudine non avrei né il tempo né soprattutto la voglia di scrivere cazzate su FB, dove, peraltro non sono neppure presente proprio per scelta personale per evitare stupidi cazzeggi che instupidiscono la mente e basta) che si appiccicano come delle zecche su qualsiasi argomento, anche il più banale, alimentando retropensieri assurdi e accusando il sottoscritto di volerli zittire.
      Orbene: penso in questi lunghi anni di aver saputo accettare il dialogo con chi è diverso da me perché mi piace confrontarmi, arricchirmi di punti di vista e magari cambiare opinione se del caso. Ma con chi non ha altrettanti valori e non persegue le medesime finalità se non gettar merda addosso alla gente non si può avere un confronto costruttivo, per cui è meglio ignorarli.
      Il caso del marchio, come dicevo, è stato fomentato da costoro (o costui), quando le cose sono molto semplici e ben chiare fin dall’inizio: quando il Parma Calcio 1913 riterrà che sia giunto il momento opportuno (alle condizioni opportune) cercherà di riappropriarsi del marchio vecchio – il che non vuol dire della storia, la quale già ci appartiene – così come detto fin dai primi giorni. Per cui è inutile alimentare un dibattito che al momento non può aggiungere niente di più. Senza dimenticarsi che a Parma stiamo vivendo una D “dopata” da “A”, e deogratias che gli industriali di Parma – ben motivati da Ferrari – si son fatti parte dirigente evitando di farci fare la fine della pallavolo, o che tornassimo in mano a qualche simil-Ghiro foresto. Ci sono mille cose da migliorare e da fare, ma rendendoci conto un po’ delle cose.
      Per la cronaca: il vecchio marchio (al di là della dicitura FC o AC: per me il marchio è unico e il proprietario è il Parma AC in AS: quello FC è successivo e per certi versi doppio, ma a suo tempo venne fatto per la società in bonis poi venduta da Bondi a Ghirardi) è del 1968, quindi non è che sia esattamente quello storico o il primo del Parma.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 5 Gennaio 2016 in 18:36
    Permalink

    Eh lo so, ma mica te la prenderai per quei 4 coglioni ignoranti e maligni che scrivono sui social? ne hai sopportate ben di peggio 🙂
    Auguri, ti capisco, buon lavoro

    • 5 Gennaio 2016 in 18:47
      Permalink

      Infatti tendo ad ignorarli e non dedicare loro le mie attenzioni, nonostante mi riferiscano che io sia sempre nei loro pensieri. Ma ci sono momenti in cui il livello di tolleranza si abbassa…

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