IL COLUMNIST / SE ANGELLA SI ISCRIVE AL PARTITO DEGLI OCULATI…

(Luca Russo) – Con mio sommo piacere e altrettanta sorpresa, prendo atto del fatto che il partito degli oculati sta raccogliendo consensi a destra e a manca e allargandosi a macchia d’olio. Vi si è iscritto anche Michele Angella, giornalista di Teleducato e conduttore di Calcio & Calcio, che oggi, in un servizio andato in onda nel telegiornale dell’emittente di via Barilli e subito ripreso da StadioTardini.it (clicca qui per leggerlo), ricordandoci che il Siena appena rinato è già a rischio crac; che il Padova non se la passa benissimo sotto il profilo dei risultati; e che due realtà di una certa importanza per la Lega Pro come Pisa e Carrarese rischiano di finire in acque poco navigabili da un punto di vista finanziario, ha così sintetizzato il suo pensiero a proposito del futuro del neonato sodalizio Crociato: “Il angella oculatoParma è giusto che guardi al 2016 con tanto entusiasmo e la voglia di tornare grande, ma anche con i piedi ben piantati per terra. La proprietà è forte, ma prima di tutto ci vogliono idee chiare, organizzazione, competenza e soldi spesi nel modo giusto”. Finalmente, mi verrebbe da dire. Dopo aver concesso asilo politico ad ipotesi tutt’altro che in linea coi propositi della nuova compagine societaria (ritorno in Emilia di Amauri e acquisizione a breve termine del Centro Sportivo di Collecchio da parte del club), la popolare firma spezzina ci ha parlato di oculatezza e soldi spesi come si deve. Non mi aspettavo che gli anticorpi del buon senso attecchissero con un tale rapidità e riuscissero a sconfiggere quasi a mani basse il virus della grandeur. Certo, restano tanti i tifosi gialloblù e gli osservatori ai quali – ancorati come sono al ricordo del Parma che scritturava giocatori pagandoli a peso d’oro – bisogna procurare un biglietto di sola andata per il pianeta terra. Ma intanto la strada intrapresa dall’ambiente nel suo complesso mi pare quella giusta. E, comunque, per svincolarsi da determinate posizioni, un pelino anacronistiche, non è mai troppo tardi. Quando il sottoscritto ha vergato o espresso a voce il desiderio di vedere nel 2016 un Parma rispettoso dei sottili equilibri di bilancio e attento a non compiere passi più lunghi delle gambe di cui al momento dispone, pochi mi han preso sul serio, tanti hanno sorriso, qualcun altro si è spinto oltre, arrivando ad affermare che è meglio vivere una decina di anni ad alto livello, anzi oltre i propri limiti e infine fallire (in barba alle conseguenze sociali che un evento del genere scatena e alla gente comune che vive o sopravvive grazie al calcio); per poi ricominciare, viverne altri dieci allo stesso modo, spendere, spandere e fallire di nuovo (idem come sopra). Un commento con siffatte idee – giustamente subito stigmatizzate dal direttore Majo – è persino apparso poco fa su StadioTardini.it, vergato da tal Russel Nash. Non se ne abbia a male lui e tutti coloro che si rispecchiano in quella convinzione, che io trovo cinica, ma il futuro del calcio non ha più i contorni del suo passato, fatto di conti in disordine, spese astronomiche e costi di gestione fuori controllo. Il futuro sono, per l’appunto, equilibrio, oculatezza, buon senso e scelte dettate dalla ragione, non dall’istinto. Chi pretende una società che agisca di pancia, e non di testa, è pregato di rivolgersi ad un altro civico. Perché si può essere vincenti, o perlomeno lasciare un segno, anche senza buttar via denari. Non è detto che investirne tanti sia garanzia di successi in serie; né che spenderne pochi condanni all’anonimato. Le probabilità di vincere o di ben figurare (e dunque farsi ricordare) dipendono esclusivamente dal modo in cui quei soldi vengono movimentati. E a noi che siam freschi di crac, questi concetti dovevano essere chiari già da un pezzo. Luca Russo

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12 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / SE ANGELLA SI ISCRIVE AL PARTITO DEGLI OCULATI…

  • 29 Dicembre 2015 in 20:28
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    gia’ gli oculati,sembra il nome di una vecchia tribu’ di gente fortunata.

    al mondo esistono due categorie di uomini gli oculati e gli sperperatori,peccato che solo i secondi abbiano i soldi

    • 30 Dicembre 2015 in 00:15
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      Lo dice anche heny wolf

    • 30 Dicembre 2015 in 20:46
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      E qui dimostri che di finanza non capisci una mazza. I veri miliardari i soldi non li buttano nel cesso

      • 31 Dicembre 2015 in 09:29
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        tipo abramovich e thoir ? ,si vede che ne sai un casino te ahahahah,oh ma quanto vale sto cazzo di brand ?

        • 31 Dicembre 2015 in 12:28
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          E allora io ti cito il Bayern Monaco che senza avere miliardari al timone domina da anni il proprio campionato e ha vinto recentemente il triplete.

          Abramovich è un miliardario ma è un petroliere, non vale… Thohir è solo un broker, rappresenta qualcuno dietro di lui e i soldi non li sta buttando… anzi, sta investendo per creare il brand Inter in Indonesia e se tutto va bene il club sarà autofinanziato dal merchandising venduto in Asia nel giro dei prossimi 4-5 anni.

          Buon anno anche a te, mangiapatate

      • 31 Dicembre 2015 in 09:31
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        oltre che non capire un cazzo di aforismi,buon anno siochett 😀

  • 29 Dicembre 2015 in 20:29
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    heny wolf

    • 30 Dicembre 2015 in 09:27
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      mai sentito nominare pero’ aveva ragione 🙂

      • 30 Dicembre 2015 in 17:00
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        è uno dei mille profili fake di m.p. (non lo nomino per intero per non essere bannato). Andatelo a vedere, è molto bello anche quello.

  • 29 Dicembre 2015 in 21:08
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    Ormai tanti hanno perso l’idea che si può anche lavorare x costruirsi un futuro luminoso. I successi si gustano di più se frutto del lavoro certosino e di qualità. Non si può sempre pensare di avere tutto subito senza sforzo, anche se da tante parti ripetono il contrario. Di persone, ancora prima che calciatori, desiderose di lavorare per arrivare al successo ce ne sono e con loro riusciremo ad arrivare dove tutti speriamo

  • 29 Dicembre 2015 in 23:49
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    La mania “City o Chelsea” ha contagiato molti. Sinceramente, mi sentirei malissimo a sapere che 10 anni alla grande potrebbero essere vanificati in un colpo solo per colpa di una gestione poco oculata. Io voglio creare la storia e restarci. Delle gioie effimere non me ne faccio niente.

  • 30 Dicembre 2015 in 22:58
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    Il popolo si divide in due categorie: gli oculati (più numerosi) e gli oculatori (più furbi)

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