venerdì, Luglio 19, 2024
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IL COLUMNIST / SORTEGGIO EURO 2016: POTEVA ANDARCI PEGGIO…

(Luca Russo) – Ieri pomeriggio a Parigi sono stati sorteggiati i gironi di Euro 2016. Gli azzurri di Conte hanno pescato Belgio, Svezia ed Eire. Poteva andarci meglio? Beh, io dico che poteva andarci perfino peggio. E invece tutto sommato ci è andata benino. Non benissimo da stappare lo champagne con diversi mesi di anticipo rispetto alla consegna della coppa, ma nemmeno così male da doverci imbarcare per la Francia col solo bagaglio a mano. Ci servirà anche quello da stiva, perché Belgio, Svezia ed Eire meritano rispetto, ma lo meritiamo anche noi. Siamo pur sempre l’Italia. Non l’Italia che ha vinto il mondiale del 2006, e nemmeno quella che ha solo sfiorato l’oro Euro-2016-744x445all’Europeo del 2012, per carità. Però se noi non siamo felici di incontrare loro, loro sicuramente non sono contenti di doversela vedere con noi. Insomma, le nostre paure sono perlomeno corrisposte. Guai a non rendersene conto e a farci piccoli piccoli al cospetto di avversari che dobbiamo sì tenere nella giusta considerazione, ma non guardare con troppa ammirazione, finendo per idealizzarne i pregi e trascurarne i pur numerosi difetti. Per farla breve, gli ottavi, almeno gli ottavi, sono più che alla nostra porta. Il resto, poi, si vedrà. Sebbene ci abbia sconfitto in amichevole all’inizio del mese scorso, il Belgio non era la peggiore testa di serie che potesse capitarci: avreste preferito una tra Spagna, Germania, Francia e la sempre fastidiosa Inghilterra? E poi non è nemmeno lo squadrone insuperabile che in tanti, sbagliando, immaginano: nel test match dello scorso 13 novembre, ci ha surclassato nel risultato, non nel gioco. Al momento ci mancano le armi per elevarci al loro livello, ma non gli artificieri per disinnescarli. Il talento ce l’hanno, però non ha ancora raggiunto proporzioni e dimensioni tali da non poter essere arginato. La Svezia di Ibra è Ibra e basta. Dietro il poderoso cavallo di Malmoe non c’è una scuderia alla sua altezza: quando il centravanti del PSG non ingrana, la nazionale scandinava smette di incuterci paura, a meno che non abbia in tasca un altro biscotto da farci ingoiare e col quale avvelenarci. E se i gialloblù hanno attaccato l’immagine di Ibra sul parabrezza dell’autobus che li accompagnerà in Francia, l’Irlanda all’Europeo ci arriverà al massimo in autostop. Poche individualità e gioco minimalista: è complicato che faccia strada. Tuttavia, in un torneo allargato anche alle periferie del Vecchio Continente, con una formula che qualifica le prime due dei sei gruppi più le quattro migliori terze, se una tra Belgio, Italia e Svezia farà cilecca, i verdi avranno il loro quarto d’ora di celebrità. Saranno anche poco attrezzati, ma di spirito ne hanno da vendere. È tipico delle nazionali britanniche: quando tecnica e tattica latitano, al traguardo ci si avvicinano col fisico, la forza di volontà e i polmoni. In assenza di fioretto, s’arrangiano con la sciabola. Sono a corto di poesia? Ci provano con la prosa. La qualità scarseggia? Compensano con la quantità. Altro che fantasia al potere: se serve, al governo ci può stare pure la classe operaia. A conti fatti, un girone complesso, non complicato; misterioso, non criptico; affascinante, non fatale. È andata assai peggio alle altre. La Francia, padrone di casa, ha trovato Romania, Albania e Svizzera; la Spagna, bicampione d’Europa in carica, Repubblica Ceca, Turchia e Croazia; l’Inghilterra, che un Europeo non lo ha mai vinto, Slovacchia, Galles e Russia; e la Germania, fresca di titolo mondiale, Nord Irlanda, Polonia ed Ucraina. Solo il Portogallo, che un Europeo lo ha perso addirittura in casa, può sorridere a trentadue denti: l’urna gli ha regalato Ungheria, Austria e Islanda: la strada per gli ottavi sembra spianata e priva di particolari ostacoli. Fateci caso: mentre alle altre big della manifestazione sono capitate nazionali in crescita o di prospettiva, noi, tolto il Belgio, abbiamo trovato selezioni che è già un mezzo miracolo che siano riuscite a superare la fase di qualificazione. Di più: delle quattro squadre che il pass se lo sono guadagnato solamente ai playoff, due, e cioè Svezia e Irlanda, sono proprio nel nostro gruppo. Francia, Spagna e Inghilterra, tanto per capirci, affronteranno avversarie di prima mano, non riciclate o ripescate. Ecco perché in fondo poteva andarci anche peggio. Suvvia, non siamo più quelli di una volta, è vero, ma ci chiamiamo Italia: se dobbiamo avere paura di Svezia, Irlanda e Belgio, tanto vale starsene a casa. No? Luca Russo

3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / SORTEGGIO EURO 2016: POTEVA ANDARCI PEGGIO…

  • Ibra recita da solo, il Belgio fa paura e l’Irlanda è tanta grinta e zero tecnica. Come dice giustamente l’autore, poteva andare decisamente peggio.
    P.s: saranno cacchi marcare Lukaku, che quest’anno sta finalmente mantenendo le promesse del grande talento.

    • Luca Russo

      Il Belgio mi ricorda vagamente l’Olanda del famoso calcio totale. Gioca bene, ci mancherebbe, però rischia di essere ricordata solo per questo, qualora non dovesse riuscire a vincere qualcosa.

      Oltretutto, e qui il Belgio c’entra poco, io non capisco tutta ‘sta voglia di calcio all’europea. “Noi giochiamo all’europea”, “il nostro calcio è un calcio propositivo”, “meritavamo di vincere perché abbiamo avuto più possesso palla e creato 26 occasioni da gol”. Che due palle, se permettete. Come se giocare di rimessa fosse improvvisamente diventato un atteggiamento meritevole della scomunica. Come se segnare due gol tirando solo due volta in porta, fosse un peccato, non un merito. Ripeto: CHE DUE PALLE! Godo l’Inter cinica di Mancini più della spumeggiante Fiorentina di Sousa. Mi piacciono le squadre toste, quelle che anche in mare aperto sanno cavarsela. E non quelle che giocano solo di fioretto…e però quando il fioretto gli viene a mancare, se la fanno letteralmente addosso (vedi il Napoli a Bologna), perché non sanno in quale altro modo arrangiarsi. Abbiamo dato i natali a Nereo Rocco (sempre sia lodato), ma adesso consideriamo legittime solo le vittorie ottenuto col bel gioco. Che poi sia effettivamente bel gioco, è tutto da verificare. Io le vorrei vedere Fiorentina e Napoli contro chi il bel gioco se lo può permettere e lo pratica sul serio, tipo Barcellona o Bayern: secondo mi gli passa la voglia di stare sul campo come ci si sta allo specchio. VIVA IL CALCIO ALL’ITALIANA!

  • Mauro morosky Moroni

    Lukaka..? Chi era costui ?? Si troverà davanti la B.B.C…BARZAGLI BONUCCI CHIELLINI..non credo che si possa divertire molto ….

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