domenica, Luglio 21, 2024
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IL COLUMNIST / SULLA VIA EMILIA LA GIORNATA DELLE RIMONTE MANCATE

(Luca Russo) – Ieri lungo la Via Emilia evidentemente doveva essere la giornata delle rimonte mancate. Se al Dall’Ara il Bologna a momenti stava per farsi riprendere dall’ex capolista, il Napoli di Sarri in grado di rientrare sul 3-2 e far temere ai felsinei di poterli inchiodare sul pari dopo esser stato a lungo sotto per 3-0, al Tardini il Parma, impegnato nel non complicatissimo match contro il Ravenna, non è stato da meno. Identico lo sviluppo delle due partite, sovrapponibili anche in termini di risultato finale: 3-2 a Bologna, 3-2 a Parma. Se del primo dei due incontri ci importa fin lì, dato che al momento la Serie A ci precede di tre categorie, del secondo ovviamente ci interessa eccome. Chi si aspettava un Parma imparentato con quello ammirato domenica scorsa a Rovigo, non è rimasto deluso. Non dopo il primo tempo, che ha visto i Crociati dominare l’avversario, per la verità venuto al Tardini in assetto da terza categoria (copyright del tecnico ravennate Mosconi) e non da guerriglia urbana come certe trasferte vorrebbero, e dimostrarci, una volta ancora, che nel calcio di oggi non è lo spartito consegnato a una squadra a renderla più o meno intraprendente, ma lo spirito col quale l’orchestra, l’undici in campo lo esegue. E nei primi quarantacinque giri di lancette, la formazione allenata da Apolloni è stata un’orchestra che forse nemmeno quelle dirette da Riccardo Muti. Ma attenzione: prima di lanciarsi in affermazioni del tipo “il Parma del primo tempo è stato fin qui il più convincente della stagione”, bisogna un attimino considerare la forza degli avversari che aveva di fronte. Il Ravenna non ci è parso granché organizzato e provvisto delle qualità necessarie per piazzare qua e là qualche nuvola nel pomeriggio senza rovesci del team gialloblù. E del resto i Crociati lì abbiam visti altrettanto pimpanti e frizzanti anche al cospetto di rivali ben più solide
dei romagnoli. Fatta questa doverosa tara, resta la sensazione che metà del Parma che ci siamo goduti ieri, e cioè quello della prima frazione di gioco, sia davvero troppa roba per tutte le altre formazioni del girone D. Squadra compatta e votata all’attendismo più che all’interventismo (sebbene la disposizione tattica fosse la stessa delle domeniche precedenti, nel corso delle quali, tolto il blitz del Gabrielli, i gialloblù han preferito esibirsi con fare propositivo più che conservativo), distanze tra i reparti minime quanto basta per non farsi schiacciare e garantirsi la possibilità di riproiettarsi in avanti come molle, terminali d’attacco attivi pure in fase di filtro, linea mediana efficace sia in copertura che in cabina di regia e retroguardia impeccabile in qualsiasi situazione di gioco. Per la gioia della tifoseria, divertita, direi anzi entusiasmata da tanta grazia: si può esser belli e regalare sorrisi anche giocando di rimessa, mica solo col calcio ricercato. E il Parma messo a punto per le ripartenze e non per il tiki taka di ‘guardiolana’ concezione, sì che ha rallegrato gli infreddoliti ai limiti dell’ipotermia spettatori ieri presenti all’Ennio. Il 3-0 dell’intervallo ci è sembrato addirittura poco generoso coi Crociati, che alla ricreazione avrebbero potuto arrivarci con un vantaggio se possibile molto più marcato. A proposito di reti: prima della vittoriosa trasferta di Rovigo, il popolare Saltimbanco Enrico Boni si è inventato il caso Guazzo, e Guazzo ha castigato il Delta; poi la simpatica macchietta di Sant’Ilario d’Enza ha dato alla luce il caso Baraye, e ieri Baraye ha messo il sigillo sulla nostra vittoria. A ‘sto punto mi auguro che Enrico dia vita anche ad un caso Russo: così, visto e considerato l’andazzo, magari faccio il 6 al Superenalotto (ma onestamente mi accontenterei anche di un onestissimo 5+1). Detto questo, la ripresa, complice tutto quanto accaduto in precedenza, è stata un lungo e a tratti noioso allenamento. Che il Parma, però, vuoi perché convinto di averla fatta franca, vuoi perché forse un pelino affaticato, stava per riconvertire in partita aperta: le due reti del Ravenna, giunte quando i tre punti ormai già pendevano dalla parte di Corapi e compagnia, ci hanno fatto temere il peggio. Non che il calcio sia pieno di Milan-Liverpool da 3-0 a 3-3 nel giro di soli sei minuti, ma insomma lo spavento è stato grosso. Guai a sedersi a partita in corso di svolgimento (e a toccare la coppa ancor prima di averla vinta). Ci serva da lezione, la rimonta quasi riuscita dei giallorossi: parafrasando il buon Boskov, partita finisce quando arbitra fischia tre volte. Non prima. Lo stesso dicasi per il campionato: ci tranquillizza, e non poco, il fatto di disporre di ben 7 punti di vantaggio sulla seconda, ora di nuovo l’Altovicentino che ha ‘controsorpassato’ il Forlì, ma prima di travestirci da reginetta del girone, sarebbe il caso di avere in mano la corona. Luca Russo

35 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / SULLA VIA EMILIA LA GIORNATA DELLE RIMONTE MANCATE

  • io sta paura non lho avuta..diciamo la verità..i due gol ce li siamo fatti da soli….tra mani ..e liscio di cacioli…oltretutto in pieno recupero…ci sta che dopo 45 minuti si tirino i remi in barca sopratutto quando sai che di gol ne hai presi fino a quel momento 4 di cui 2 rigori….giusti i cambi…nn troviamo la polemica quando non c’e’ motivo….il secondo tempo é stato un buon defatigante…giusti i cambi…avanti cosi..ora vincere a bellaria e in casa con sammaurese…secondo i miei calcoli chiuderemo a + 8 il girone d’andata…direi un ottimo bottino visto dove eravamo il 3/8

    • Concordo. Anche nel secondo tempo il Ravenna non ha creato quasi niente E il 3-2 è avvenuto a circa un minuto dalla fine.

  • Questo ci serva d’ esperienza.Sul 3- 0 dopo 20 minuti per poco non ci facevamo rimontare.Sul 3-0 come il Bologna abbiamo subito pure un palo. Poteva essere goleada invece per poco non pareggiavamo una partita STRAVINTA.
    Primo tempo perfetto 3-0
    Secondo tempo svagato 0-2
    Nel primo tempo concentrati e cinici, una vera
    ARMATA INVINCIBILE
    Nel secondo tempo molli e deconcentrati, una vera
    ARMATA BRANCALEONE

  • Non si può NON essere d’accordo con Velenoso, almeno questa volta

  • ma voi siete fuori..scusate mi dite quante parate ha fatto zommers…ma andate a vedere il lentigione..sempre critiche solo critiche..e manco andate allo stadio …veramente e lo dice un oche ha fatto 4 abbonamenti (e ne usa si e no due) ed e socio di questo parma…voi fate passare la voglia di investire!

    • Ecco, caro Lorenzo, avere acquistato 4 abbonamenti e usarne solo 2 non è un motivo di vanto. La società aveva posto in vendita gli abbonamenti a 25 euro non perché qualcuno ne facesse incetta e poi non li utilizzasse, anche perché se tutti avessero fatto come Lei, in Nord dei 6.000 aventi diritto ce ne sarebbero si e no 3.000 ogni partita (cosa, peraltro, che era il mio timore iniziale, fortunatamente smentito dai fatti).

      Non è una elemosina di 100 euro di cui ha bisogno il Parma Calcio 1913: gli abbonamenti a 25 euro, esattamente al contrario, erano uno sforzo immane della società (una vendita, come la definii all’epoca “sottocosto”) per accontentare il maggior numero di tifosi. Ma averne acquistati in un numero superiore al necessario non è stato certo un bene per la società e per i tifosi.

      E magari tra la gente che fa critiche (lasciamo perdere se a sproposito o meno) magari c’è pure qualcuno di quelli che avrebbero voluto abbonarsi e non hanno potuto perché c’è stato chi, come lei (ed è pure socio di PPC) ha fatto incetta di abbonamenti.

      E poi tralascerei il verbo “investire”, eh…

      Cordialmente

      Gmajo

      • Majo una risposta a Lorenzo che condivido in pieno.
        Cose giuste e sacrosante.
        Se fosse una donna mi verrebbe voglia di baciarla
        BRAVO
        CHAPEAU.

      • In effetti, e lo notammo in molti da subito, correva lo slogan “sosteniamo” il Parma nella campagna abbonamenti e lì per me c’è stato un fraintendimento.. moltI hanno creduto, certo a torto, di sostenere il parma comprando gli abbonamenti. Le colpe sono state di tanti, criminalizzare (verbo un po forte, lo ammetto) qualcuno non è Cmq bello.. My opinion

    • Luca Russo

      Però a parti invertite, con noi in quelle del Ravenna, senza alcun dubbio avremmo detto o scritto di una reazione da grande squadra. Siamo comunque il grande Parma, ma per crescere, e farlo in fretta, credo sia indispensabile guardare con attenzione il bicchiere mezzo vuoto piuttosto che quello mezzo pieno…

    • Non te la prendere, te lo dico amichevolmente, fosse per me i 2 che non usi te li farei mangiare. Speriamo che rivedano la formula l’anno prossimo, per riempire davvero la curva

      • Gabriele, al di là delle ultime gare, la Curva, comunque, si è riempita. La percentuale di non uso era sensibilmente bassa e comunque ben lontana dalle mie aspettative. Io ero convinto che al massimo ci fossero 3.000 spettatori sempre, invece, finora sono sempre stati di più.

        Però, purtroppo anche per qualche limite nostro, l’offerta “sottocosto” non era stata calibrata in modo ottimale prima del successo ottenuto, andato ben oltre le aspettative. Magari anche senza cattiveria c’era stato chi, pensando di agire a fin di bene, per il bene del Parma, aveva sottoscritto un certo numero di abbonamenti per aiutarci. Però non era quello lo spirito dei 25 euro…

        Cordialmente

        Gmajo

        • Chi ha preso tre o quattro abbonamenti usandone poi solo uno, pensando con poche decine di euro di aiutare il Parma Calcio 1913 ma non pensando invece che il rubare abbonamenti a chi invece sarebbe entrato tutte e le domeniche a tifare, INDEBOLENDO in questo modo IL DODICESIMO UOMO IN CAMPO che è l’arma in più di questo Parma, è senz’ombra di dubbio, certificato dallUSL’ un ” grammi 4,8″

  • Egr Adetto stampa…ho preso 4 abbonamenti perche a volte andiamo in 3 a volte in 2 e a volte lo regalo a persone che non sempre possono venire….ah per lei aver messo 500 euro non é un investimento…be..comliment..sa cosa faccio con oggi chiudo con sto sito…visto che si da sempre voce a chi critica un progetto serio ed ambizioso..vedi velenoso e boni…che parlano solo per parlare…io mi sono fatto tutte le trasferte…altro che vederle in casa…il sig velenoso come boni non fa altro che criticare il parma..ma il sig velenoso era come me ad agosto a collecchio a vedere gli allenamenti? era a vedere il colore dell’erba di collecchio?..facile crticare..E ORA DI TIFARE..buon lavoro! a lei a boni e autta la gente che non vede l’ora di dire che gli imprenditori di parma (perche come tale sono) hanno il braccino corto….abbiamo tutti il braccino corto…ma 500 euro poi…non e’ un investimento!saluti a.ds.

    • Mah, guardi, accetto il suo sfogo, ma mi pare davvero fuori luogo. Qui ognuno è libero di esprimere le proprie idee, e il sig. Velenoso è stato bannato alcune volte e non lesino critiche a Boni quando se le merita. Detto questo: se lei ha fatto 4 abbonamenti e ne usa 2 non ha certo aiutato il Parma. E i 500 euro della quota di partecipazione non credo siano da intendersi un investimento. O lei vuol guadagnare dall’essere socio PPC?

      Saluti

      Gmajo

      • No Majo lei. mi ha bannato solo una volta non altre.
        Sono l’ unico su questo sito ad essere stato bannato.
        Nessuno c’è riuscito prima di me.
        Lei che è persona calma l’ho fatta schiattare.
        Me ne renda merito.
        HO FATTO UN CAPOLAVORO
        In quanto a coloro che si fanno belli con tre o quattro abbomamenti avendoli rubati ai veri tifosi sento solo pena e disprezzo.

        • No. L’ho bannata già tre volte. L’ultima a lungo, ma altre due volte anche prima

          • Allora sono il recordmen?
            Ora capisco perché in certi periodi non venivo pubblicato
            Ora capisco ero bannato ma non lo sapevo.

    • Cmq chi ha messo 500 € non ha messo poco, almeno per me 500 € sono una cifra. E non mi vergogno di dire che non me li posso permettere, per cui massimo rispetto per chi li ha versati. Non so cosa siano se un investimento o no, saranno andati al Parma suppongo…

      • Sono andati a Parma Partecipazioni Calcistiche. Ma penso che non sia giusto che qualcuno si allarghi tirano a mano ogni due per tre quell’investimento…

        • Parlavo in generale, poi non l’avevo sentito prima di ora.. chiedo venia

  • lorenzo se per te investire è sganciare 100 Euro x abbonamenti + 500 Euro per la quota per un totale di 600 Euro…
    lorenzo…piociòn!!!!!

    • curiosita tu quanto hai cacciato?..quante trasferte hai fatto?..cosi curiosita sai..perche parlare lo fanno tutti ..fare e un altra cosa…

  • ma io infatti ho mica detto che ho investito…e andare in trasferta non è tecnicamente investire. E’ spendere soldi x stare vicino alla squadra del cuore.
    Ma se vuoi mi do del pioccione da solo non ho problemi. Anche perchè chi non è pioccione in questa città scagli la prima pietra…non saremmo in D se non avessimo un DNA pioccione, anzi pioccion/retorico.

    • Sul fatto che non saremmo in D se non avessimo un DNA piocione io mi permetto di dissentire.

      Purtroppo ci troviamo in D per la gestione non virtuosa da parte della vecchia proprietà del Parma FC e anche perché c’è stato chi – e non certo per piocioneria – pur avendo promesso mari e monti per cercare di salvare il salvabile alla fine non ce l’ha fatta al di là di tanta prosopopea…

      Basta rileggersi il cammino dell’esercizio provvisorio per capire come certe illusioni avessero contagiato anche degli insospettabili. Io stesso, pur nella mia frigidità, mi ero a lungo illuso che alla fine il calcio professionistico si sarebbe salvato dopo i versi da gatto che erano stati fatti. E invece siamo finiti in D perché chi voleva salvarci in B non ne aveva, evidentemente, le possibilità, specie se commisurate al buco. Anche se non va mai dimenticato che la bacchetta magica dei Curastars aveva di gran lunga abbassato il debito (pur con dei fisiologici rischi di azioni legali successive).

      L’attuale compagine, invece, aveva battezzato da subito l’impossibilità dell’impresa: e non era certo per una questione di “piocioneria”: per quale motivo avrebbero dovuto sputtanare milioni di euro per saldare debiti non loro? Si potrà imputare alla classe imprenditoriale parmigiana di non aver preso in mano il Parma dopo il crac Parmalat, ma stavolta la parte positiva ha saputo fare sistema (grazie all’ideologo e “collante” Marco Ferrari) dando vita a un interessante e innovativo progetto che non a caso viene visto con favore anche dalla stampa nazionale e internazionale come modello, stavolta sì, virtuoso.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Ho visto Pera contro di noi.
    Per fortuna non l’abbiamo acquistato.
    Per non essere venuto si mangerà ancora le mani
    Il Parma l’aveva scelto e lui ha rifiutato
    Quel treno non passerà più.
    Si deve rassegnare e segnare con il Delta Rovigo per salvare la categoria.
    Noi non lo rimpiangiamo
    Lui sono certo che invece lo farà.
    Ben gli sta.

  • Alziamo l’asticella DELLA CONCENTRAZIONE
    Poniamoci nuovi obiettivi.
    Ormai non guardo più chi è dietro di noi.
    Nemmeno se ingaggiassero Messi potrebbero riprenderci.
    Tra noi e le altre squadre c’è UN ABISSO.
    Ora l’obiettivo è riprendere il Piacenza che ha un punto più di noi

  • Majo come ti dissi alla marcia tardini -casa Leonardi ,ci vedremo
    a Bellaria !

  • bravo Velenoso , ben detto : il divario con le altre è enorme e il primo posto sarebbe a rischio solo se a Parma scoppia un’epidemia e i giocatori vengon messi tutti in quarantena !!

    • Il divaro tra noi e le altre è semplicrmente PAUROSO.
      È da fantascienza prima della fine del campionato perdere anche solo.una partita ma dobbiamo giocare SEMPRE CON LA MASSIMA CONVENTRAZIONE perché gli avversari con noi giocano la partita della vita con tanto di SKY e VENDEREBBERO l’anima al diavolo pur di battetci per prime.

      OCCHIO QUINDI AI CALI DI TENSIONE
      OCCHIO AGLI OCCHI DI TIGRE DEGLI AVVERSARI
      OCCHIO AL PARMA IL NOSTRO VERO AVVERSARIO.
      SOLO NOI POTREMMO PERDERE UN CAMPIONATO GIÀ STRAVINTISSIMISSIMISSIMO.

  • Il Piacenza ha 11 punti di vantaggio sulla seconda

    • Ma ha un solo punto di vantaggoo su di noi.

      PRENDIAMOLO.

  • Dottor Davide, un avaro di Reggio Emilia è un piocion (a volte anche dimondi) così come uno di Modena, un avaro di Parma centro è invece un piociò, senza n. Quantomeno io quella “n” non la pronuncio affatto nè sento pronunciarla manco di striscio qui dedlá da l’acqua. A sò un capanò (e miga un capanon). Niente fraseggio ondoso ma secco e duro, spesso scettico ma sempre disincantato. Mi perdoni dottore per questa decisa affermazione di identitá. Va bè, andrò dal Barber…. ma miga da col d’Anedda o ed Giuly, a vag da col ed Boni e Ravanet (indiris?)

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