IL GALLO DI CASTIONE / AL MERCATO IO NON COMPREREI PROPRIO NESSUNO: PIUTTOSTO PROVEREI A FAR CRESCERE I GIOVANI CHE PRENDERAN PARTE AL NOSTRO FUTURO

(Il Gallo di Castione) – Parma è una città con lo spirito del paesone, così bisogna accettarne il bello e il brutto. A Parma non scompaiono i tifosi con una retrocessione in serie D per quello spirito che unisce di fronte alle difficoltà, ma non si accettano i torti veri o presunti che attentino al quieto vivere della squadra, siano le maestranze, i giocatori o i tifosi. Un po’ bigotta, un po’ libertina, ma con dei principi che ai più paiono desueti, Parma che fischia tenori famosi alla prima stecca (i famosi loggionisti) non può esimersi dal fischiare un giocatore che non mette il cuore, che si mostri altezzoso e convinto di essere un campione (è vero Palladino ?) soprattutto se non ha ancora dimostrato di essere tale. Il parmigiano d’Oltretorrente se ne potrebbe uscire con un bel «Nelle polemiche ? Ci sguazzo», soprattutto se due giorni prima ha sentito un bel «Ho sbagliato, ma dagli errori si impara». Così come la tifoseria si è innamorata subito di Longobardi, tutto cuore e polmoni,  ha preso di traverso il centravanti «di scorta» che probabilmente in questo ruolo ci vive male.

Ma dopo essere stato indottrinato e mandato in trasmissioni e conferenze stampa, purtroppo si è infortunato (qui gatta ci cova, e gallina ci miagola perché ha giocato il Micio) nell’ultimo allenamento prima della partita col Ravenna. Voci di corridoio ci narrano che stesse calciando le punizioni (non per punizione) quando, mentre narrava ai compagni quanto sapesse di esser forte (e non se ne era mai dimenticato di ricordarlo in settimana) è stato vittima di una distorsione linguale, il che spiega peraltro i lunghi tempi di diagnostica, perché la risonanza (che non è il suono ripetuto delle sue parole) è complessa. Ma dopo un po’ di sarcasmo lo aspettiamo alle prossime prove del campo dove, esultanze e reazioni a parte, sembra decisamente forte.

Come ri-aspettiamo il finalmente esultante Baraye, da amare per i gesti tecnici dei quali è capace e da apprezzare col Ravenna perché ci è sembrato meno innamorato della palla, Baraye che se unisse alle sue indiscusse doti la caparbietà e l’umiltà potrebbe crescere molto e accompagnarci per alcuni anni verso i prestigiosi traguardi che ci attendono. Traguardi di cui non si parla ma che son lì dietro l’angolo, ambizioni non espresse, ma di per certo perseguite nella programmazione e intuibili dalla struttura societaria. Costruire una squadra professionistica (se lo saremo l’anno prossimo) a costo zero partendo dalle rovine di un calcio faraonico sostenuto dai debiti mi pare un’operazione importante, la vetrina è scintillante e i dubbi pochi. Attendiamo il campionato che verrà per nuove certezze, ma le fondamenta paiono salde e possiamo iniziare a costruire (vers. Pizza) o a cuocere i dolcetti con le uova di Rosita, abbiamo una squadra di formula 1, Buongiorno a tutti. Del resto se sentissimo i sette soci far voli pindarici o far dichiarazioni roboanti ci farebbero lo stesso effetto dei leggings fiorati indossati dalle over 100. Siamo campioni d’inverno con largo anticipo e questo ci dà diritto di sognare. Abbiamo due centravanti buoni ma che han subito seri infortuni, Musetti sarà invece presto disponibile. Entrambi avran bisogno di riabilitazione (chi per un verso, chi per l’altro) e son sicuro che abbiamo uno staff di preparatori fra i migliori in Italia, uno staff professionistico. Soltanto se ci saranno degli aggravamenti o il riacutizzarsi del malessere potremmo dover intervenire sul mercato, ma la squadra pare essersi scrollata di dosso anche quel narcisismo che le imponeva di vincere e convincere, così che le 21 partite che ci attendono riusciremo ad interpretarle al meglio. Abbiamo già provato a giocar sulla sabbia, il catch wrestling, l’arrocco difensivo, l’arbitro pornoattore (testa di ……), gli infortuni in serie (Ricci, Longobardi, Miglietta, Sowe, Guazzo, Musetti …. mica poco), gli avversari irresistibili, la/e partita/e decisiva/e, la giornata storta, il fato avverso e la testa in vacanza ed alla fine siam primi con 7 punti di distacco e col calendario in discesa. Siamo quasi la squadra che ha segnato di più (una in meno di AltoVicentino che però ne ha presi 18, tanto per nominare gli inseguitori) e da sempre quella che ha subito di meno, una differenza reti a + 29 e una media inglese a + 10.

Abbiamo dei signori professionisti motivati dal futuro che si prospetta, giovani che crescono alla loro ombra protettrice, campioni un po’ musoni perché ambirebbero a ben altri palcoscenici (ma devono scegliere loro se salire su un treno diretto, su un treno locale si cambia), dei tifosi calorosi e appassionati (e a volte permalosi), una dirigenza che sta dando fatti e non parole. Mi scuserete se non voglio entrare nel dettaglio, così scrivo all’ingrosso, che si risparmian tastiere, Per inciso, sulle voci di un ritorno Amauri, se gli ex fossero sempre qualcosa di buono, Gesù non avrebbe detto “ama il prossimo”, anche se forse non alludeva a un centravanti. Durante il mercato che verrà (dicembre e/o gennaio) io non comprerei proprio nessuno, proverei a far crescere ulteriormente i giovani che posson prender parte al nostro futuro e cercherei di migliorare tutti i meccanismi tattici e tecnici, tanto più che le inseguitrici potrebbero esser tentate di alleggerire gli ingaggi vedendo sfumare la corsa alla lega Pro. Gigi è un allenatore che sta capendo la serie D, che non abdica alle sue idee ma che le adatta alle partite che lo attendono, forse consigliato dal giapponese col computer. Al di là degli schemi e dei numerini 4 2 3 1 oppure 4 3 3, numerini che mi lasciano indifferente, la flessibilità tattica sarà indispensabile per il prosieguo del campionato, perché anche se ci piace vincere facile sarà bello pure vincere risicato, pareggiare se va male e prima o poi, chi sa mai, non ci scoraggeremo per una sconfitta. Certo che se per prendere gol bisogna mettere in porta il secondo portiere, regalare palla all’avversario sul 3 a 0 (o addormentarsi a fine partita) oppure trovare il centravanti che fa la piroetta e ci da di tacco sotto la traversa, allora non ne prenderemo molti, di sti gol, così se la difesa non ne prende l’attacco, male che gli vada, pareggia.  Poca roba per commentare la partita di domenica col Ravenna, una commistione di stati d’animo. Mi sono esaltato venti minuti, e rilassato per mezz’ora, nel primo tempo. Mi sono annoiato come lo doveva essere Dio quando ha messo il pelo intorno al kiwi nel secondo tempo, incazzato e preoccupato nel finale per due minuti. Ma nel complesso la vedo bene: l’importante è che i sogni li facciamo noi tifosi, i giocatori che cantino pure insieme a noi ma restino sul pezzo. Che è ancora lunga. Noi si che mirando Reggiana e derby « ma tanto già lo so che l’anno prossimo …. alè alè oh oh…». Il Gallo di Castione

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / AL MERCATO IO NON COMPREREI PROPRIO NESSUNO: PIUTTOSTO PROVEREI A FAR CRESCERE I GIOVANI CHE PRENDERAN PARTE AL NOSTRO FUTURO

  • 9 Dicembre 2015 in 01:05
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    Gallo buongiorno…parole sante..parole sagge…solidità concretezza..realismo…tutto il resto sono chiacchiere da osteria …concordo sulla linea…e, visto che siamo a buon punto e messi benino..si pensi, giustamente, a rimanere sul pezzo e…chi di dovere cominci a pensare a nuovi tasselli di un puzzle che si chiama Lega Pro ..verso la Serie B ..come Baraye

  • 9 Dicembre 2015 in 04:30
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    Facendo tutti gli scongiuri del caso, in Lega Pro non ci mancherebbero molti elementi: un terzino sinistro, un centrale e una punta.

  • 9 Dicembre 2015 in 09:51
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    Siam più realisti del re. Pensiamo alla prossima a Bellaria,che è importante. Noi a trovare la trattoria per mangiare il pesce, la squadra pensa invece a come vincere contro l’ultima in classifica. Poi nell’ultima dell’andata potremmo allungare ancora. Giro di boa a più nove. Cosi alla fine non mancheranno 19 partite ma 16. Così potremmo perdere gli scontri diretti e arrivare primi ugualmente. Gli inseguitori non si illudano. Abbiamo lasciato per strada otto punti. Che le vincano tutte da qui alla fine. Forse ci prendono. Ma gli verrà il fiato lungo.

  • 9 Dicembre 2015 in 19:06
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    Per fare un campionato di vertice in lega pro la rosa dovrà necessariamente essere rivoluzionata . Grazie e tanti saluti a molti titolari dell’anno corrente e inserimento di calciatori di categoria, possibilmente giovani , senza incorrere nell’errore di ingaggiare qualche vecchia gloria che scenderebbe dalla A . Direi che Ricci, Corapi e Giorgino sono forse gli unici che potrebbero essere titolari anche in una squadra di lega pro che aspiri alla promozione .

    • 9 Dicembre 2015 in 19:11
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      Mi sembra una soluzione un po’ troppo radicale. Ribadisco la mia convinzione che l’attuale rosa potesse già quest’anno in Lega Pro concorrere per i Play Off. L’alchimia e il gruppo sono importanti, fondamentali. Le rivoluzioni non si addicono alle scalate multiple di categoria, a mio modo di vedere…

      • 10 Dicembre 2015 in 11:14
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        Majo con questa rosa in lega pro, sarebbe un successo salvarsi senza play-out

        • 10 Dicembre 2015 in 11:15
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          Forse non hai bene presente la qualità dell’attuale Lega Pro e sminuisci un po’ troppo il valore dell’attuale rosa

    • 9 Dicembre 2015 in 23:50
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      Aggiungerei Zommers, Lucarelli e Baraye

  • 10 Dicembre 2015 in 02:11
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    Io credo che lo spirito di questa squadra vada preservato. Sui Terzini ho qualche dubbio. Ma Agrifogli può crescere. Sui centrocampisti ho qualche dubbio. Il corazziere ci manca o lo possiamo far crescere fra i giovani in rosa. Un attaccante ci manca. Però la metà della rosa c’è la terremo e ai nomi già citati aggiungerei Lauria e Cacioli. Poi che possano essere titolari ne parliamo. Ma son già dei signor professionisti. E non è poco.

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