SCALA A RADIO 24: “E’ RITORNATO LO SPIRITO DEL PARMA CHE SI ALLENAVA IN CITTADELLA E CHE NON NASCONDEVA NIENTE A NESSUNO: E’ QUESTO IL MESSAGGIO NUOVO CHE LA GENTE HA APPREZZATO”

(Luca Savarese) – “Qual è la cosa più bella e quella più brutta di quest’anno di sport che vi portate via?” Inizia così pochi minuti dopo le 14 di oggi, giovedì 31 dicembre 2015, la diretta di Tutti convocati, su Radio24, emittente del Sole24 ore. Forse per i tifosi del Parma, nello stesso anno, c’è stata la cosa più brutta e quella più bella, il fallimento e la rinascita. La trasmissione fa sentire la famigerata frase il “Parma non fallisce…”, il Manenti dixit. Effettivamente una cosa brutta, bruttissima; poi come un contraltare ben strutturato ecco la voce di Nevio Scala, ieri sulle colonne di Tuttosport, oggi sulle onde di Radio 24 (clicca qui per ascoltare l’intervento), perché il suo verbo ed il Vangelo del suo nuovo Parma, non possono tacere e tutti vogliono sentire, annotare come le ceneri, sono diventate fuoco di un Nuovo Inizio.

Mister, l’ultimo dell’anno dello scorso anno, 2014, dov’era e si immaginava tutto questo?

“Abbiamo un gruppo di amici con i quali festeggiamo, ci vediamo o a casa mia o a casa loro, ci divertiamo tra di noi con grande successo: assolutamente no, non avrei mai immaginato un rientro così importante, visto che mi sento pieno di responsabilità”.

Com’è la vita da presidente, lei che ha vissuto il calcio sia da giocatore che da allenatore?

“Non pensavo mai di vivere un’ emozione ed una tensione così grandi, un conto era la vita da giocatore, poi quella di allenatore, ma essere presidente è un’altra cosa: ho scelto io gli uomini ed ho accettato di guidare la società, questo mi ha riempito di responsabilità nei confronti di chi ho scelto e nei confronti dei tifosi, che hanno risposto con grande affetto alla chiamata, perché avere 10.500 abbonati nei dilettanti, non è una cosa semplice, questo mi dà un’ emozione incredibile”.

10.500 abbonati tra i dilettanti, un record ed una responsabilità’?

“Si è un’analisi vera e cruda, mi sento responsabile di ognuno di quei 10.500 tifosi, che hanno dato tempo e denaro per dare un appoggio al nuovo Parma ed un calcio al passato, del passato si è parlato anche troppo. Ora viviamo questo momento magico, è successo tutto in pochissimo tempo, se pensate che il 3 agosto, quando abbiamo iniziato, c’erano appena cinque giocatori, lo stadio era chiuso, il centro sportivo di Collecchio era sotto sequestro, i miei uomini ed i magnifici sette hanno fatto un grande lavoro, possiamo dire che abbiamo rasentato il miracolo”.

Quest’estate siete partiti con meno di zero?

“Eravamo ad aprile quando ho avuto i primi contatti, mi telefonarono: “Mister abbiamo bisogno di parlarle”, andai a Parma, dove il ghota degli industriali mi disse: – Mister, se ci sarà lei, ci saremo anche noi – Non ho potuto dire di no, e poi abbiamo stilato le prime cose, ma il motore di tutto, è stato il vicepresidente Marco Ferrari, il suo tifo e il suo amore per il Parma ha coinvolto un po’ tutti, il discorso finanziario io non lo voglio toccare perché voglio essere coinvolto solo nella parte tecnica, ma se ognuno di noi lavora nel proprio settore con grande chiarezza, allora noi ritorniamo ad essere una squadra grande e credibile”.

Dietro i 10.500 abbonati c’è anche la voglia di riscatto della città?

“E’ vero, abbiamo anche lanciato un messaggio che da tempo che nel calcio non si leggeva, vogliamo fare un calcio pulito, senza privilegi, se riusciremo a tornare nel grande calcio, lo faremo solo con i nostri mezzi, con le nostre capacità e la gente lo ha capito ed è tornata allo stadio coi bambini, con le famiglie: vogliamo incentivare il settore giovanile, privilegiare i ragazzi che gravitano intorno alla città ed alla provincia e Fausto Pizzi, responsabile del settore giovanile, sta lavorando con grande intensità giorno e notte”.

C’è un parallelo tra questi giorni nuovi ed il suo Parma?

“C’è una specie di continuità, il fatto di essere tornato, con un ruolo diverso, con il mio ritorno, con Apolloni, Minotti, Galassi e Pizzi, è ritornato lo spirito di quel Parma che si allenava in Cittadella, che non nascondeva niente a nessuno, ecco il messaggio nuovo, che la gente ha apprezzato molto. La gente ha bisogno di cose pulite, dopo scandali e scandaletti, cose delle quali le persone ne hanno le scatole piene, il fatto che questo Parma pur partendo dai dilettanti, stia dando prova di un qualcosa di nuovo, la gente lo ha apprezzato ed ha voglia di dare un calcio al passato e di vivere cose nuove”.

Fa la formazione qualche volta ad Apolloni?

Gigi Apolloni mi chiede sempre -mister venga a trovarci-, io sono spesso con loro, ma non ho mai chiesto chi gioca domenica, perché mi dava fastidio quando qualcuno mi chiedeva, quando allenavo, chi far giocare. Ho una grande fiducia nel grande Gigi, e non mi sono mai permesso di chiedere la formazione, la leggo la domenica, la leggo attraverso i comunicati che il nostro addetto stampa distribuisce”.

Non sa se è l’ultima esperienza nel calcio, ma di sicuro tornerà a fare l’ agricoltore?

“E’ vero, è una cosa che ho nel sangue, sono nato da genitori agricoltori, i miei figli stanno cambiando e rinnovando la nostra azienda agricola, quando feci l’esempio del calcio biologico veniva dal fatto che loro non vogliono più usare veleni, diserbanti, ma cose pulite, così come questo nuovo Parma, che quando riuscirà a camminare da solo, io mi tirerò in parte; io del futuro non ho mai ipotecato nulla ed è difficile immaginarmelo, però è chiaro che non mollerò, ma quando le cose cammineranno da sole, ci sarà un altro presidente, magari più giovane, con altre idee, ma la cosa importante è che il nuovo Parma non morirà mai perché non è di uno solo, è della gente e dei tifosi, in questo contesto il nome dell’allenatore e del presidente non saranno così importanti, ma è fondamentale che il Parma rinasca nella maniera giusta”.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “SCALA A RADIO 24: “E’ RITORNATO LO SPIRITO DEL PARMA CHE SI ALLENAVA IN CITTADELLA E CHE NON NASCONDEVA NIENTE A NESSUNO: E’ QUESTO IL MESSAGGIO NUOVO CHE LA GENTE HA APPREZZATO”

  • 31 Dicembre 2015 in 17:05
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    Gnaro di un busgnò e vegliò in cò lè là tò fèstahahahah

    FORZA PARMA Avanti Tutta Crociati

  • 31 Dicembre 2015 in 21:04
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    10.500 abbonati tra i dilettanti, un record ed una responsabilità’?
    “Si è un’analisi vera e cruda, mi sento responsabile di ognuno di quei 10.500 tifosi.

    Non si può non amare una persona del genere. Grande immenso Nevio!

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