11 GENNAIO 1976: AREZZO-PARMA 3-2 – LA PRIMA RADIOCRONACA INTEGRALE DEL PARMA COMPIE 40 ANNI: INTERVISTA AL PIONIERE GIAN CARLO CECI

luca savarese e giancarlo ceci(Luca Savarese) – Ieri, domenica 10 gennaio 2016, la radio, Radio 1 Rai con Tutto il calcio minuto per minuto, ha celebrato le 56 primavere della trasmissione. Festa ricca di successi esterni. Vittoria in trasferta è anche quella colta dal Parma a Villafranca veronese dal Parma, squadra che per la prima volta, alla radio, su Radio Emilia Uno, venne trasmessa per intero l’11 gennaio del 1976. Quarant’anni esatti fa oggi. In quegli anni, dove il sedicenne Tutto il calcio offriva solo aggiornamenti, a partire dai secondi tempi delle sfide, Arezzo-Parma risultò anche la prima radiocronaca integrale di una gara di calcio su una radio libera italiana. Autore, fu Gian Carlo Ceci, che dai banchi della tribuna stampa dello stadio Comunale di Arezzo, raccontò quella sfida. 11 gennaio 1976, da sei anni l’Olanda pratica il suo calcio totale, il Torino di lì a poco, con Gigi Radice in panca, si sarebbe laureato campione d’Italia con i suoi gemelli del gol Graziani-Pulici, capaci di scatenare un delirio totale per i tifosi granata e ad Arezzo, stava per andare in onda il primo racconto vocale e totale dei crociati. Nel pomeriggio di ieri, dopo essersi gustato il Parma vittorioso in Veneto, lo abbiamo sentito per le colonne di stadiotardini.it. La voce, pastosa e colma di desiderio di comunicare la sua storia, propria non solo di un professionista, ma di un amico che ti vuole raccontare la sua vita, tra un microfono e l’altro, con il volume rigorosamente crociato.

11 gennaio 1976. Ad Arezzo, patria di Francesco Petrarca, Piero della Francesca e Giorgio Vasari, Gian Carlo Ceci, dipinge le emozioni di Arezzo-Parma…

“Andai in onda e provai emozione, ma anche tanto desiderio di raccontare quello che stava accadendo. In regia c’erano Fabrizio e Marcello Pallini, fratelli, quest’ultimo titolare della Zodiac, una ditta specializzata in radio telecomunicazioni e nella vendita di trasmettitori e che era una specie di genialoide, perché inventò un traslatore telefonico ante-litteram, che poi molti seguirono. Erano stati fatti degli esperimenti prima, nelle gare precedenti, come per esempio nella gara casalinga, vinta per 1 a 0 la domenica precedente contro l’Empoli, ma quella fu la prima radiocronaca integrale di una partita del Parma e, per me, anche se il risultato non fu positivo, fu una grande gioia, c’ero io e c’era anche, un allora giovane, Stefano Frigeri”.

Provasti dei brividi lungo la schiena?

“Si provai dei brividi, ma adesso mi viene tanta nostalgia, per un mondo che non c’è più, ma io continuo a seguire il Parma al Tardini e, come oggi, attraverso la tv”.

La dimensione di quel Parma degli anni 70′, a livello umano, è simile a quella di questo nuovo Parma?

“Stiamo parlando di due mondi, di due tipi di calcio, assolutamente diversi. Oggi i giocatori sono sempre più inaccessibili. Ieri non era così, c’era tra noi addetti ai lavori e loro correva un rapporto vero, sincero, che coinvolgeva anche il tatto, le pacche sulle spalle, li potevi coinvolgere più facilmente i giocatori e loro erano più a portata di mano e di sguardi. Il Parma si allenava, con Scala, in Cittadella o al campo Stuard e in seguito alla Certosa. Ciò che vedo simile oggi rispetto a quegli anni, sono i campi, in trasferta, sui quali gioca il Parma, quell’anno fu poi una stagione particolare, il campionato lo vinse il Rimini, il Parma arrivò secondo, poi un giocatore proprio del Rimini, che uscì per un dolore alla spalla contro il Parma, dovette purtroppo interrompere la sua vita a causa di una leucemia, una brutta batosta che andò al di là dei termini sportivi”.

Le tue radiocronache che sapore avevano e quelle di oggi come sono?

“Dunque, a me piacerebbe che le persone ascoltassero qualche mia radiocronaca (ad esempio cliccando qui potete ascoltare la radiocronaca dei supplementari dello spareggio Triestina-Parma 1-3del 18.06.1979). Oggi c’è una cosa e non è di poca importanza che ai miei tempi non c’era: l’invasione delle immagini. Da un certo punto di vista, oggi il radiocronista è messo più in guardia rispetto ai miei tempi, perché se dice una castroneria, le immagini sono lì, pronte a inchiodarlo. Mentre io ed i miei colleghi, potevamo dire quello che volevamo e nessuno poteva smentirci. Poi i radiocronisti di oggi non devono fare le fatiche che facevamo noi, pionieri del mestiere. Una volta per seguire un Sampdoria-Parma, siccome non ci fecero entrare allo stadio Marassi di Genova, fummo costretti a trovare una sistemazione precaria, dal balcone di un appartamento, dove vedevamo solo una porta ed il racconto fu quindi parziale. Poi, lasciami dire una cosa, io ho sempre privilegiato il racconto di quello che accadeva in campo, mentre oggi ci sono molti, anche troppi commenti aggiuntivi privi di racconto. Poi io cercavo di parlare veloce, per dare ritmo, che è quello che alla lunga fa la differenza. Il radiocronista deve pensare che la gente che ascolta non è che lo seguirà tutto il pomeriggio senza distrarsi e quindi deve essere bravo a produrre ritmo che genera attenzione”.

Se Arezzo-Parma si giocasse domani, Gian Carlo Ceci, come esordirebbe?

“Buon giorno e buon ascolto da Arezzo”: questo, era il mio classico modo di salutare i radioascoltatori. Ho amato fare le radiocronache ma ho sempre amato anche lo sport come potente veicolo sociale e di istruzione”.

Grazie mille Giancarlo ed un caro saluto.

Ho visto Gian Carlo l’ultima volta sui banchi della tribuna stampa dello stadio Marassi di Genova, in occasione di Sampdoria-Parma, ultima fatica dell’ultimo Parma di Donadoni, il 31 maggio scorso. Era particolarmente triste. Oggi pomeriggio, al telefono, l’ho sentito sereno. Come incide l’andamento del Parma, sull’umore della sua gente, di chi lo ama quasi più della sua vita. Luca Savarese

Questo il tabellino di quella gara storica.

Diciassettesima giornata del campionato di Serie C, girone B.

AREZZO-PARMA 3-2

AREZZO: Giacinti, Zanin (76’Incalza), Marini, Zazzaro, Papadopulo, Benatti, Muiesan, Fara, Tombolato, Odorizzi, Di Prete.

PARMA: Bertoni (46’Benevelli), Fabris, Ferrari, Lodi, Benedetto, Colonnelli, Perotti, Furlan (83′ Montesi), Barone, Torresani, Rizzati.

ARBITRO: Sig. Pieri di Genova.

GOL: 36′ Muiesan, 50′ Perotti, 53′ rig. Muiesan, 63′ Barone, 75’ rig. Muiesan.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “11 GENNAIO 1976: AREZZO-PARMA 3-2 – LA PRIMA RADIOCRONACA INTEGRALE DEL PARMA COMPIE 40 ANNI: INTERVISTA AL PIONIERE GIAN CARLO CECI

  • 11 Gennaio 2016 in 06:17
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    Bel racconto e onore a chi vive il calcio come ancora una cosa genuina.

  • 11 Gennaio 2016 in 10:17
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    diglielo a quei 4 imbambiti che l’anno scorso lo perculavano perche’ in un intervista disse che a comprare il parma in quelle condizioni ci voleva un pazzo.

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