ANGELLA: “OGGI SU REPUBBLICA UN BELLO SPOT ALLA FAVOLA PARMA CALCIO 1913. MA LA PIAZZA SARA’ ORGOGLIOSA DELLA PROPRIA RIVOLUZIONARIA DIVERSITA’ ANCHE NELLE DIFFICOLTA’?”

slide intorcia repubblica(Michele Angella) – La Repubblica, pagina 57, edizione nazionale. Quella di oggi. Sezione sport. Dopo due pagine dedicate alle Nazionali di Volley e Basket e alle ambizioni olimpiche in vista di Rio e dopo una di immancabile calciomercato, c’è un bel reportage da Parma a cura di Francesco Saverio Intorcia. Un’intera pagina dal titolo: Parma a lieto fine. “Umiliati in serie A, ora un’altra favola”. Nella stessa trova spazio anche una intervista a mister Gigi Apolloni.

repubblica 03 01 2015Complice la sosta del grande calcio, il prestigioso quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, ha posto dunque i riflettori sulla storia della rinascita crociata. Niente di nuovo, nessuno scoop, tutto già noto a noi che il Parma lo seguiamo quotidianamente. Mi sono messo, però, nei panni di un lettore lontano, di Bolzano piuttosto che di Ragusa, che dopo il fallimento, del Parma aveva perso le tracce e che leggendolo, in questo articolo ha potuto trovare informazioni, mescolate a curiosità e emozioni in grado di suscitare apprezzamento e interesse. Eh si perché il Parma non è solo una nobile decaduta rinata dalle ceneri di un crac tremendo. Non c’è solo l’aspetto romantico della risalita dopo la sofferenza. Non c’è solo il ritrovato entusiasmo dei tifosi per il calcio a km 0 o quasi, per il pallone torta fritta e culatello. C’è un fattore strategico di politica societaria che, se le cose funzioneranno nel tempo, è destinato a imporsi nel sistema calcio italiano: la proprietà divisa dalla società, la molteplicità dei soci, la partecipazione di tifosi e sponsor nell’azionariato diffuso.

La storia che racconta oggi Repubblica rappresenta davvero un bello spot per il Parma e anche per un nuovo modo di concepire questo sport.

curva-nord-parma-legnago.jpgQualche giorno fa un amico, parmigiano, critico, mi ha detto: “Lo sai perché c’è tutto questo entusiasmo intorno al nuovo Parma? Perché a noi parmigiani piace primeggiare, noi godiamo nell’andare a vincere contro il Lentigione, nel guardare tutti dall’alto in basso, nel fare i fenomeni adesso che siamo giganti in un mondo di nani. Siamo fatti così da sempre. Ma vedremo che cosa succederà il prossimo anno o negli anni successivi – ha aggiunto – quando questa specie di Truman Show, questo mondo che ci siamo creati ad arte, dovrà confrontarsi con l’esterno e quando ci sarà competizione vera…”.

michele-angella.jpgConsiderazioni in parte legittime. Ecco, a tal proposito, credo proprio che il nuovo corso “biologico” avviato dal Parma Calcio 1913 potrà dirsi compiuto quando anche in futuro e anche di fronte a inevitabili difficoltà che si presenteranno sul percorso, la piazza saprà essere orgogliosa della propria diversità rivoluzionaria, anche non obbligatoriamente vincente. Quando insomma quella che ora viene da molti ritenuta una favola, sarà considerata da tutti, a Parma e non solo, una solida realtà e un modello per il calcio italiano, al di là dei risultati sul campo. Michele Angella

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 pensieri riguardo “ANGELLA: “OGGI SU REPUBBLICA UN BELLO SPOT ALLA FAVOLA PARMA CALCIO 1913. MA LA PIAZZA SARA’ ORGOGLIOSA DELLA PROPRIA RIVOLUZIONARIA DIVERSITA’ ANCHE NELLE DIFFICOLTA’?”

  • 3 Gennaio 2016 in 15:43
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    Ben detto direttore. Purtroppo anche in questi mesi ho visto tifosi passare dall’esaltazione alla critica in poco tempo.

  • 3 Gennaio 2016 in 16:16
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    Ho visto che anche con l’inizio anno continuano le trasmissioni di teleducato con anche il Tg nonostante le notizie ormai certe che indicavano con la fine dell’anno scorso il termine di tutte le trasmissioni e il de prufundis della rete. Ci sono notizie positive in tal senso per un proseguo regolare dell’emittente? Mi auguro come tanti di sì intanto auguro ad Angella e a Majo un felice e sereno Buon Anno e sempre e comunque Forsa Perma e continuiamo con la risalita e la rinascita della Fenice!!!

    • 3 Gennaio 2016 in 17:00
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      Grazie, contraccambio.
      Al momento le notizie su teleducato restano stazionarie nella loro gravità. Come previsto i tg stanno andando ancora in onda dal momento che il licenziamento del l’unico giornalista dipendente ~ Michele Angella ~ è calendarizzato per il 31 gennaio, e fino a quella data è previsto che i tg vadano in onda
      Diverso il ragionamento per calcio e calcio, dal momento che a fine dicembre erano scattati licenziamenti per maestranze tecniche. Penso che sia rimasto un unico operatore, indubbiamente troppo poco per garantire tg e trasmissioni oltre la messa in onda. Quindi che riprenda il talk show lo reputo altamente improbabile per l’impossibilità materiale di farla.
      Che qualcuno si faccia carico del fardello mi pare pure piuttosto improbabile, anche perché certe pretese mi ricordano un po’ quelle del ghiro che ai tempi di taci pretendeva anche la paghetta di buonuscita e non solo che qualcuno ereditasse i suoi debiti…
      Certo lo staff cercherà nei limiti del possibile di dare una continuità al programma con modalità e mezzi alternativi se ci saranno le condizioni.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 3 Gennaio 2016 in 17:53
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    Il punto è questo: meglio vivere al di sopra dei propri limiti per una decina di anni e provare a vincere qualcosina, senza la certezza di riuscirci, poi fallire, e poi ripartire da zero (per poi rifare gli errori fatti in precedenza); oppure darsi un equilibrio, fissare dei paletti, facendo passi non più lunghi delle proprie gambe, e però avere una vita tranquilla, lunga e la possibilità di vincere fosse anche una sola cosa ogni dieci anni? Io in linea di massima preferisco la seconda opzione, perché mi piacciono le costruzioni che durano, non quelle appariscenti ma fabbricate con materiali scadenti.

    Ma la questione è anche un’altra: il nostro modello di gestione sarà rivoluzionario solo se riuscira a rivoluzionare il calcio nel quale speriamo di tornare. Diversamente, saremo destinati ad essere rari…e pure incompresi. E niente altro. E, peraltro, col rischio di essere gli unici a razzolare bene in mezzo a tanti predicatori da prima pagina. Predicatori e basta. Insomma, detto che un senso ce lo avremo comunque, questo senso sarà maggiore, più spiccato solo se cambierà anche il calcio che mi auguro ci ospiterà tra qualche anno. Nel calcio attuale, un modello come quello del Parma non faticherà tanto ad imporsi, ma a generare risultati di un certo tipo sì. E lo dico da profondo ammiratore del lavoro effettuato da Marco Ferrari, Nevio Scala, i Magnifici Sette e tutti coloro che sono alle dipendenze del neonato Parma Calcio 1913. In ogni caso, è meglio essere rari, anche se incompresi, piuttosto che uguali agli altri. Specialmente se gli altri seguono logiche vecchie, irragionevoli, trite e ritrite…

  • 3 Gennaio 2016 in 18:36
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    “Piuttosto che” non è corretto in quella frase, sir. Utilizzi “oppure”…

  • 4 Gennaio 2016 in 21:38
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    Leggo troppe volte che bisognerà vedere cosa diranno i tifosi quando le cose andranno male. Chi pone questa domanda si vede proprio che non frequenta lo stadio di parma oppure lo ha fatto in passato magari solo nelle partite di cartello con Juve o Milan. I tifosi hanno già dimostrato svariate volte come reagiscono ai momenti negativi. Organizzando la festa della squalificazione dalla coppa uefa , accompagnando la squadra in corteo allo stadio quando lottava per la retrocessione oppure non uscendo più da san siro e continuando a cantare dopo una sconfitta che ci era costata la champion. Questi sono alcuni esempi , potrei citarne altri ma mi fermo qui.

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