CARMINA PARMA di Luca Savarese / DALLA SUA MATTONELLA CORAPI ROMPE GLI SBADIGLI VILLAFRANCHESI

(Luca Savarese) – Inverno e foschia sul campo di pallone di Villafranca Veronese. Pomeriggio più da tepore, calduccio e cioccolata che da pantaloncini e tacchetti. Primi venti minuti di studio accorto tra le due squadre, dove il gioco è spesso interrotto da falli e falletti vari. Più che un poema dal verso libero, un enjambement: calcio spezzato, calcio singhiozzante, calcio che non riesce ad essere armonioso. Più che un viaggio dritto in autostrada, una contorta partita a ping pong, dove la pallina, continua a cadere già dal tavolo. Così la prima mezzora va via tra sbadigli e freddo ed il Villafranca cova piccole speranze di farla franca. Anche le macchine che passano nello spazio dietro allo stadio, non che siano più di tanto invogliate a fermarsi. Partita tentennante, poche occasioni, spettacolo assente. Dopo il caviale e lo champagne del 6 gennaio contro l’Arzignano in casa, pagnotta poco croccante e piuttosto indurita, ma la fame per i nostri portacolori è assai maggiore di quello che propone, di volta in volta, la mensa di questo torneo. Dietro la porta occupata nel primo tempo da Zommers, ci sono delle macchine ferme, coperte da un cartellone blu, con scritto in bianco: “Tutto all’asta”. Nelle vecchie edizioni della coppa Intercontinentale la macchina, a Tokyo, la regalavano al migliore in campo; in serie D, le macchine, probabilmente, le mettono all’asta. Quanto vale, invece, questo primo tempo? 5, 6-, chi offre di più? Il più intraprendente, in avvio di secondo tempo, si dimostra Giulio Mulas che va al tiro con una certa disinvoltura. Sentori punizione corapiche qualcosa sta cambiando. Poi, non un sentore, ma la conferma. La magia di Ciccio Corapi che sblocca l’apatia di Villafranca e fa esplodere i tamburi dei tifosi emiliani. Punizione alla Pirlo, no alla Corapi, demiurgo silenzioso del Parma apolloniano e piede apollineo. Sesta perla per il tuttocampista calabrese, che spesso, quando le situazioni si fanno intricate, tira fuori una mattonella amica. Mattone su mattone viene su una grande casa, ma mattonella su mattonella di Corapi cosa viene su? 6 più 6 cosa fa? 12. Ecco, prontissimo come una iena, Yves Baraye, che fredda sul primo palo Cantamessa e canta, con la dodicesima biografia stagionale, una piacevolissima messa per il popolo crociato sugli spalti del Comunale di Villafranca. Miglietta serve, Baraye conclude. Quanta energia ha acceso la rete di Corapi. Cosa vuol dire sbloccare il risultato nel calcio. Avanzi viene espulso, la squadra di Sauro Frutti (non in panchina e neppure il suo vice, per via di una forte forma d’influenza: il coach lo ha fatto il direttore sportivo) non sembra dare i suoi frutti, il Parma, lo spigliato Parma del secondo tempo, non vuole lasciare nemmeno le briciole. Su una di questa si avventa di testa Corapi, che alla mezzora della ripresa, va ad alleggerire a Zommers. Robe da centrale di difesa non certo da trequartista, e gesto che denota i mille polmoni del piccolo grande tuttocampista o trequartista anomalo, come lo ebbe a definire Sandro Melli durante la telecronaca di una gara del girone d’andata. Entra Sereni che rileva Baraye, per gli ultimi dieci minuti. Ma, dopo un secondo tempo acceso dal motorino di Corapi, siamo tutti un po’ più sereni. E, cosa non indifferente, anche oggi Zommers non ha dovuto raccogliere palloni nel proprio sacco. Berger di Pinerolo, dopo aver estratto il rosso a Fochesato e a Musetti, rei di essersi scambiati un paio di complimenti poco ortodossi, fischia la fine. Il viaggio in provincia, o la restituzione del Parma ai suoi tifosi, ai suoi amici, alla sua gente, sulle tribune da loro fatte vibrare degli stadietti d’Italia, continua. Luca Savarese

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “CARMINA PARMA di Luca Savarese / DALLA SUA MATTONELLA CORAPI ROMPE GLI SBADIGLI VILLAFRANCHESI

  • 11 Gennaio 2016 in 06:08
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    Mi stupisco di come Corapi non abbia mai giocato almeno in B. Questo è davvero forte.

  • 11 Gennaio 2016 in 09:30
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    Ieri guardando la partita in Tv mi sono stupito del fatto che non ci fosse nessuno a guardare la partita “a macca” nè alle finestre nè ai balconi delle case sul lati opposto alla tribuna, peraltro vicinissime al campo. In questi mesi ho notato che nella stragrande maggioranza dei casi questo campionato non suscita nessun interesse, comprese le partite nelle quali il Parma è ospite di lusso, dove sono presenti pochissimi tifosi di casa. Forse i prezzi per una partita di serie D di 15 euro come costo minimo anche per squadre di medio bassa classifica contribuiscono ad allontanare il pubblico. E’ un fenomeno che colpisce anche la serie B. Basta vedere qualche partita al sabato e le tribune di Chiavari, Vercelli, Como, Lanciano, Terni ecc appaiono desolartamente vuote, oltre che vecchissime e fatiscenti. Scusi Majo erano solo riflessioni personali. Forza Parma

    • 11 Gennaio 2016 in 10:46
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      Questa è la diretta conseguenza del calcio venutosi a formare negli ultimi anni, in cui l’accesso al successo è riservato sempre e solo alle solite quattro o cinque squadre, peraltro abbondantemente indebitate (e però poi le prossime a saltare devono essere solo Sampdoria e Genoa). È chiaro che se le prime piazze sono monopolizzate sistematicamente dalle solite, i tifosi delle altre alla lunga si stancano. E non parlerei nemmeno di stadi o strutture fatiscenti: quando c’è realmente la competizione, la gente allo stadio ci va. Non smetterò mai di dirlo: guardate quanti ‘padroni’ ha cambiato l’NBA negli ultimi venti/venticinque anni. Mica è solo e sempre Juventus, Milan, Inter, Lazio, Fiorentina e Napoli. I Warriors fino a qualche anno fa erano il nulla, adesso sono il meglio. Domandatevi perché…e chiedetevi se un giorno in Italia sarà possibile vedere quelle sei nei bassifondi della classifica.

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