giovedì, Luglio 25, 2024
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IL COLUMNIST / CORAGGIO CROCIATI: DOMANI, A UN ANNO DI DISTANZA DAI FATTACCI CHE CI HANNO CONFINATO NELLA PERIFERIA DEL CALCIO ITALIANO, REGALATECI LA FINE DI UN INCUBO…

(Luca Russo) – Qualche anno fa – eravamo in serie B con in panchina Guidolin -, prima del Bari-Parma che ci avrebbe definitivamente proiettati verso la promozione in A, scrissi che finalmente ritornavamo a respirare l’atmosfera di un match da campo centrale. Di quelli che a Tutto Il Calcio Minuto Per Minuto sono i primi in scaletta e hanno la precedenza su tutti gli altri collegamenti. Il San Nicola, quel giorno, considerata l’importanza della partita, accolse la bellezza di 50.000 spettatori. In maggioranza ‘galletti’, naturalmente. Il resto eravamo noi Ducali. Pochi, ma buoni.

C’ero pure io: ricordo ogni istantanea di quei novanta minuti tanto lunghi quanto snervanti e, col senno di poi, gioiosi. Dopo il nostro vantaggio, firmato da Vantaggiato (e bissato da Paloschi), preso dalla tensione, iniziai a sventolare un bandierone di dimensioni notevoli, e smisi – stanco ma completamente appagato – solo al triplice fischio del direttore di gara. Più che voglia di tifare, nei frangenti che ci separavano da una vittoria fondamentale per il prosieguo della stagione e per il nostro futuro, avevo la necessità di offrire una scappatoia, una via d’uscita alla tensione solitamente generata dal vivere, nelle vesti di protagonista o in quelle di semplice spettatore, incontri di cartello. Domani, a Valdagno, rivivremo (e rivivrò) sensazioni del genere. Con le dovute differenze, ovviamente. Questa volta non ci giochiamo il riapprodo in massima serie, ma “solo” quello tra i professionisti. Vincere o pareggiare vorrebbe dire ipotecare l’accesso alla Lega Pro. Una sconfitta riaprirebbe sì il campionato, però solo in linea teorica. Quattro punti di vantaggio, e cioè il margine che conserveremmo in caso di passo falso allo Stadio dei Fiori, sarebbero comunque un bottino in grado di garantirci una certa tranquillità. Non sono dalla parte di coloro che credono che uno stop possa spezzarci le gambe e favorire in modo significativo la clamorosa rimonta dell’Alto. Certo, riuscissero a batterci, i veneti ne ricaverebbero un bel po’ di coraggio e autostima. Ma poi ci toccherebbe perderne altre da qui in avanti, per cedergli il trono. Possibilità perlomeno remota. Al contrario, mi schiero con Minotti, il quale in settimana ha dichiarato esplicitamente che quello di domani sarà un ostacolo che, avessimo la capacità di superarlo senza incorrere in penalità, ci spianerebbe la strada verso il professionismo. Oltretutto, dovesse dirci male, prima di aprire lo stato di crisi, ci sarebbe da capire in che modo si è perso. Un conto è uscire sconfitti dopo una prestazione gagliarda ed essendo stati all’altezza degli avversari; un altro è ritornarsene a casa con zero punti a margine di un duello in cui ci si è espressi male e con scarsa combattività. Se invece fosse vittoria, che sia stentata, ottenuta col minimo scarto, frutto della buona sorte o di una performance da stropicciarsi gli occhi, ci importerebbe fino a lì. Perché tra meno di ventiquattro ore conterà il quanto, non il come (tranne che in caso di batosta); e l’unica cosa che potrà risarcirci di questo “piacevole” ma terribile anno di D, saranno i tre punti. Oppure un pareggio con vista aperta sulla terza serie. Coraggio Crociati: domani, a un anno di distanza dai fattacci che ci hanno confinati nella periferia del calcio italiano, regalateci la fine di un incubo. Luca Russo

8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / CORAGGIO CROCIATI: DOMANI, A UN ANNO DI DISTANZA DAI FATTACCI CHE CI HANNO CONFINATO NELLA PERIFERIA DEL CALCIO ITALIANO, REGALATECI LA FINE DI UN INCUBO…

  • Se segnamo per primi loro crollano. La chiave sarà questa.

    • Luca Russo

      Aspettiamoci la loro sfuriata iniziale. Gestiamola senza farci prendere dal panico, non bruciamo inutili risorse nel tentativo di ribattere colpo su colpo ai loro attacchi. E affondiamoli quando la benzina inevitabilmente gli finirà. Ecco, io farei una gara di governo più che di lotta. La interpreterei come una corsa a tappe più che come una grande classica. Guai a sperperare energie fisiche e nervose senza che ve ne sia motivo. Questa è una crono: non toccherà a noi cercare di imporre grossi svantaggi ad ogni intermedio, ma ai nostri avversari. Il che comunque non è detto che non si verifichi: chi attacca a testa bassa prima o poi riceve il conto dalla fatica.

      • Buongiorno direttore,

        non le sembra questo giorno una domenica dell’amore verso una grande squadra, una fede con la CARICA DEI MILLE?
        Sappiamo tutti come è andata quella carica e allora forza grande società tutta l’Italia ti guarda.

        Grazie

    • Luca Russo

      Io stavolta non pronostico il risultato finale. Ma dico che vinciamo, e almeno un gol sarà segnato da Alessandro Lucarelli.

  • mariliana

    Ragazzi, stringere i denti uniti,
    combattere e vincere, fatelo per quei mille, e per tutto il popolo crociato.
    Vi vogliamo così.

  • 0-2 Corpi e Guazzo nel finale

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