IL COLUMNIST / FACCIAMO FINTA CHE L’ALTOVICENTINO LE ABBIA GIA’ VINTE TUTTE E SIA GIA’ A QUOTA 94…

(Luca Russo) – Non ricordo con precisione se all’aneddoto che sto per raccontarvi il là fu dato dalla stampa locale o dal tecnico che quattordici anni fa sedeva sulla panchina della Salernitana. Ma ai fini di questa composizione non importa poi più di tanto. Ciò che conta è recepire la filosofia che c’è dietro questa storia. Correva l’annata calcistica 2001/2002. La formazione granata militava in serie B e il suo allenatore era nientemeno che uno specialista del bel gioco come Zdenek Zeman. Quella squadra alternava prestazioni da 30 e lode a partite giocate così così. E infatti non riusciva ad ingranare. Fu per questo motivo che, ad un certo punto della stagione, a qualcuno (ripeto: non ricordo se agli operatori dell’informazione della città oppure al boemo), evidentemente sconfortato da una classifica che non rispecchiava le ambizioni di promozione della piazza, venne in mente un’idea perlomeno bizzarra e stravagante: assegnare virtualmente alla Salernitana tutti i punti a disposizione da quel momento in avanti e dunque far recapitare alla squadra un messaggio del tipo: adesso fate come se foste primi, pertanto in campo andateci con lo spirito della capolista che deve difendere con le unghie e coi denti la vetta, faticosamente conquistata, dagli assalti di chi vi sta inseguendo e vorrebbe soffiarvi celebrità e copertine. Il giochino non riuscì perché la Salernitana concluse quell’edizione della cadetteria al sesto posto con 53 punti a -14 dall’Empoli, ultima delle squadre che vennero promosse in massima serie. Ma, a ben vedere e coi dovuti accorgimenti, potremmo replicarlo – chiaramente al contrario – qua a Parma per darci l’illusione che il campionato non sia stato definitivamente finito a Valdagno e che l’Altovicentino sia ancora in corsa per il trasloco tra i professionisti. Come? Così: diamo per vinte tutte le partite che giocheranno Perna e compagni da domenica prossima alla fine delle ostilità: in totale fanno 45 punti, che sommati ai 49 fin qui collezionati dai ‘magnagatti di collina’, diventano la bellezza di 94. Ecco, ponendo che gli arancioni facciano sempre bottino pieno da qui al termine della stagione, noi che siamo a 59 punti, per avere la certezza matematica di essere promossi in terza serie, dovremmo racimolarne ben 35 nelle prossime ed ultime 15 giornate. Va da sé che, per festeggiare il ritorno tra i pro’, di punti molto probabilmente ce ne serviranno anche meno; e che Apolloni e la sua squadra mai e poi mai si sognerebbero di pensare che il sipario sul girone D sia calato due giorni fa in provincia di Vicenza, per cui non è che abbiamo bisogno di queste ‘diavolerie’ per proseguire la cavalcata verso la promozione con gli stessi stimoli e lo stesso atteggiamento che hanno avuto dallo scorso mese di settembre ad oggi. Ma con l’illusione appena descritta, potremmo aggiungere un ulteriore obiettivo a una stagione che ce ne sta offrendo svariati: dal toccare e superare quota 100 punti al concludere il campionato senza incassare sconfitte, passando per la voglia di far meglio del Piacenza, dominatore incontrastato del raggruppamento B, del quale è leader con 60 punti a +15 sulla coppia Lecco-Seregno. E poi, appunto, quello di doppiare l’Altovicentino con la classifica ‘dopata’ dal trucchetto che a Salerno, tre lustri orsono, non sortì gli effetti desiderati. Luca Russo

23 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / FACCIAMO FINTA CHE L’ALTOVICENTINO LE ABBIA GIA’ VINTE TUTTE E SIA GIA’ A QUOTA 94…

  • 27 Gennaio 2016 in 17:03
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    Conti alla mano, abbiamo la possibilità di fare tre partite a vuoto, pareggi o sconfitte, speriamo, se proprio necessario, di farle a campionato matematicamente vinto… eh…:)

  • 27 Gennaio 2016 in 18:09
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    L’obiettivo devono essere proprio i 100 punti, in modo che la tensione resti sempre alta fino alla fine. Sarebbe un’impresa storica.

  • 27 Gennaio 2016 in 19:58
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    c’e’ poco da scherzare 90 li fanno di sicuro

    • 27 Gennaio 2016 in 20:50
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      Tu dici, Assio? Non credi possano soffrire l’effetto rimbalzo?

  • 27 Gennaio 2016 in 20:16
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    Il ns. obiettivo ora deve essere di non perdere nemmeno una partita

  • 28 Gennaio 2016 in 06:52
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    giusto tenere alta la tensione ma durante la pausa per il torneo di viareggio le squadre che dovranno fare i play off caricheranno nella preparazione…dalla settimana dopo il gap che avremo aumenterà a dismisura…un buon giornalista sportivo queste cose dovrebbe dirle..scorso anno l’ato vinse lo scontro diretto ocn il padova e si trovò a -2…a fine campionato fu a -12…..

    • 28 Gennaio 2016 in 08:40
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      Sarebbe dovuta accadere la stessa cosa in occasione della sosta natalizia, e invece l’Alto ce lo siamo tolti di dosso solo quattro giorni fa…ogni campionato è diverso da quello precedente. Di questo passo, l’Alto ne vincerà altre di partite e il loro distacco da noi a fine torneo potrebbe anche non essere così alto come crediamo.

      • 28 Gennaio 2016 in 12:46
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        Scusate, ma i falsi trionfalismi vanno bene quando il gatto ce lai nel sacco.

        Piedi in terra e correre, i conti si fanno alla fine.

        A proposito, ma Teleducato che fine fa?
        quanto ci manca il siur Boni………I

  • 28 Gennaio 2016 in 09:51
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    e qua che sbaglia..nella sosta natalizia..l’alto non ha caricato perché doveva puntare su di noi..ora invece ha 11 punti (e non 10!!!) di distanza…in quanto a parità di punti mi sa che lo scontro diretto e ha nostro vantaggio…arriviamo bendati (come dissi che mi legge da settembrw) a fine campionato con almeno 15 punti…dissi (e il direttore puo testimoniare)che avremmo vinto bendati questo campionato..potevamo avere provlemi all’inizio..infatti ne abbiamo avuti..dopo a regime quello che noi abbiamo (staff struttura etc etc )gli altri se lo scordano..al contrario di molti che qua scrivono..io della lega nazionali serie d..un po di esperienza l’ho avendola già vissuta altrove…per quello ero tranquillo fin dai primi giorni…poi..se volete fare come boni fate pure…

    • 28 Gennaio 2016 in 19:48
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      Io ho visto il Parma volare all’inizio, di certo non negli ultimi tempi. È dalla fine di novembre che vedo una squadra più frenata, meno straripante, salvo alcune partite in cui è stata devastante. Per cui non so quanto regga il suo teorema. Carichi a dicembre e a marzo sei cotto? Mah, non mi convince. La pausa natalizia non di rado è usata per fare richiami di preparazione. Per permetterti di caricare a marzo, a marzo devi arrivarci in una posizione di classifica consona alle ambizioni di inizio stagione, e se non hai caricato prima, marzo potrebbe essere troppo tardi.

  • 28 Gennaio 2016 in 09:51
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    se carichi a dicembre..a marzo sei cotto..se carichi a marzo..le gambe a giugno..volano..domandatevi come mai il delta ha investito su ricchiuti ora….

  • 28 Gennaio 2016 in 10:01
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    Ciao Luca. Ormai le squadre del girone non fan più la corsa su di noi. Chi lotta per non retrocedere non darà più l’anima contro di noi. Le squadre di vertice baceranno ai loro scontri diretti nell’intento di arrivare seconde contando nel ripescaggio in lega pro sapendo che alcune società rinunceranno alla categoria per problemi economici. Chi punta ai play off starà bene attento a non sprecare energie e a non prendere squalifiche.
    Io conto di giocarci la promozione quasi matematica contro il Forlì. I quindici punti di vantaggio a dieci turni dal termine sarebbero tombali perché poi vincere 5 gare su dieci sarebbe matematico. Vincere insomma le prossime cinque partite. Poi pensare all’anno prossimo

  • 28 Gennaio 2016 in 18:21
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    Concordo con quello che ha scritto “il Gallo”, delle prossime 15 partite, il Parma rischia di perdere punti, secondo me, solo nelle trasferte di Correggio, Forli, Imola e Legnago (mi era piaciuto nel primo tempo).
    Poi se il Parma gioca come contro la Sammaurese può rischiare anche con il Bellaria, ma non credo che ci saranno altre prestazione del genere, almeno lo spero.
    Per quanto riguarda la prossima stagione, lo staff tecnico ha cinque mesi per prepararla e credo che avranno solo l’imbarazzo della scelta per trovare i giocatori di valore adatti, con la crisi economica attuale del calcio italiano dal prossimo 2 febbraio a Collecchio credo che ci sarà la fila.

    • 28 Gennaio 2016 in 19:55
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      Ok, ma chi verrà a Collecchio immaginando di avere a che fare con delle macchinette sputasoldi, secondo me sbaglia di grosso. Non scordiamoci che se siamo qui, tanto se non tutto lo dobbiamo a Marco Ferrari, che ha saputo fare da collante tra i diversi grossi imprenditori del territorio, che a.F. (avanti Ferrari) e in occasione dell’altro fallimento non si erano fatti vedere. Ci è voluto appunto Ferrari per metterli insieme. A proposito: badate bene che se fallissimo, tecnicamente, coi G7 alle spalle, e se questi decidessero dunque di mollare al lume di questo ipotetico fallimento, dopo il calcio a Parma sì che dovremmo scordarcelo.

      Quindi, chi si mette in fila a Collecchio, sappia fin d’ora che “cca nisciun è fess”. Qui di soldi non se ne regaleranno.

      • 29 Gennaio 2016 in 10:08
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        Ha ragione, ma credo che anche gli operatori del settore sono a conoscenza di come è strutturato il nuovo Parma, se leggo che lo staff tecnico non può stipulare in autonomia (giustamente) contratti superiori ai 100 mila euro senza l’approvazione del CDA, lo sapranno sicuramente anche gli operatori di mercato e credo pure che il prossimo anno pochi giocatori raggiungeranno questa cifra.
        Però si sa già che dal prossimo 30 giugno, tra scadenze e fallimenti, non meno di 300 giocatori professionisti saranno senza squadra, per cui ci sarà tutto il tempo per valutare il rapporto utilità/prezzo.

  • 29 Gennaio 2016 in 11:20
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    Molti giocatori non hanno visto onorato il loro contratto. Non si tratterà di cifre ma di stabilità e di prospettive.
    Insomma i giocatori verranno volentieri a Parma come vetrina e per conquistare col Parma la serie B. E chissà. Molti sognano la prima serie.
    Prendiamo tre casi. Zommers Corapi e Melandri. Tre giocatori che l’anno prossimo potrebbero tranquillamente trovare un ingaggio in serie A\B. Grazie alla visibilità che gli ha dato il Parma.
    Quante carriere compromesse da infortuni fallimenti o procuratori vorrebbero questa chance ? Quanti Baraye ci sono in cerca di autore ? Quanti Ricci vorrebbero crescere all’ombra protettiva di Lucarelli ? Quanti Longobardi vorrebbero un pubblico come noi ?
    Non credo che la discussione sarà economica. Quest’anno (penso io) solo Pera ha scelto altro per soldi. Chissà se ora è convinto della sua scelta …

  • 29 Gennaio 2016 in 12:14
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    figa Luca Russo, siamo appena usciti da un tragico fallimento e tiriamo ancora in ballo quella orrenda parola? Cerchiamo di vivere sereni, senza fare ipotesi di questo tipo per cortesia, almeno adesso che stiamo vivendo un momento splendido. Di se e di ma ci si riempie troppo la bocca e nessuno potrà mai dare una risposta precisa a nessuna supposizione, ma la parola “Fallimento” in questo momento la lascerei perdere, almeno per qualche anno suvvia!

    • 29 Gennaio 2016 in 16:22
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      Forse mi sono espresso male: parlavo di fallimento tecnico, di Lega Pro o B masticate più del dovuto…

      Però, poi, io vorrei sdoganare un concetto: se una società è realmente virtuosa, sa esserlo in A, in B e in Lega Pro indistintamente. Certi principi, certi vincoli devono essere validi a prescindere dalla categoria di appartenenza. Al contrario, vuol dire che si è dipendenti dagli introiti garantiti da questa o quella serie. Uno può contenere le spese anche se incassa 50 milioni di euro da Sky, è il metodo che deve cambiare: le campagne acquisti non vanno fatte solo in proporzione a ciò che si incassa, ma seguendo anche una ben precisa filosofia: nel nostro caso, questa filosofia potrebbe sintetizzarsi nell’arrivare in anticipo, e cioè quando costano poco, ai giocatori buoni. Con un gran lavoro di scouting. E non comprare il meglio che c’è solo perché quest’anno ci siamo qualificati in Champions. E la ragione è semplice: una volta che compri uno forte, poi dopo devi pagargli lo stipendio per due o tre anni almeno. Ed è lì che casca l’asino, cioè quando inizia a lievitare il costo del personale…

  • 29 Gennaio 2016 in 17:05
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    Perfettamente d accordo!a questo punto però mi chiedo se il nostro nuovo modo di fare calcio sia attuabile in un sistema come il nostro. Ad oggi in Serie A siamo l unica società fallita, quando penso sia chiaro a tutti che ci sono altre società che ad oggi avrebbero dovuto chiudere baracca e burattini. E parlo anche di società molto blasonate. Ebbene,mi chiedo se nel nostro calcio, dove deve pagare sempre il pesce piccolo, e i presupposti x un cambiamento ad oggi non ci sono, mi chiedo appunto se la nostra nuova filosofia può competere in un sistema dove non ci sono regole chiare e si competitivo solo se tu comporti in maniera poco limpida o sei un pesce grosso e magari hai la maglia a strisce verticali. La mia paura è che nel calcio professionistico ad alti livelli, non ci sia posto x gente onesta. Questa è solo una mia impressione ovviamente…

    • 29 Gennaio 2016 in 17:54
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      Non credo si possa ridurre il tutto alle maglie a strisce verticali. Ci sono squadre con maglie diverse che pur essendo comunque in perdita continuano a spendere a spandere, accrescendo in questo modo il famoso costo del personale. Che poi si tratti di soldi virtuali, di rateizzazioni a cinque o dieci anni e di pagherò in senso stretto, questo è un altro di quei fatti oscuri del nostro calcio che andrebbero approfonditi. Perché qui i bilanci qualcuno li tiene in ordine con la FUFFA, mica coi FATTI CONCRETI. Io dico che ci vogliono più attributi ad essere onesti in un mondo di squali che a cercare di vincere comportandosi alla loro stessa maniera. Testa alta e schiena dritta CONTRO IL VENTO. Sempre, altrimenti non saremo che una delle tante società che predica bene e razzola male.

  • 29 Gennaio 2016 in 19:11
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    Lasciamo perdere per un attimo le plusvalenze e ragioniamo su quest’anno di Parma. Se potremo tesserare i dieci giocatori che val la pena di tesserare avremo un capitale di venti milioni di euro in giocatori.
    Se immetteranno dieci milioni di euro per gli acquisti d’obbligo implementeremo probabilmente il valore della neo società professionistica.
    Un bilancio di una squadra di calcio come quello di un azienda è fatto appunto di produzione e immobilizzazioni.
    Qualora i proprietari volessero vendere l’azienda il valore supererebbe gli investimenti. Anche l’acquisto del centro sportivo di Collecchio, la ristrutturazione del Tardini con un contratto di utilizzo nel lungo termine rendendo la struttura produttiva, l’eventuale titolo sportivo FC andrebbero visti in un ottica di investimento nel lungo periodo. O anche nel breve, se l’intenzione fosse la cessione.
    Ma più sarà limpida la gestione più sarà semplice valutare la reale valenza della società-azienda.
    Concetti che dovrebbero essere banali ma che nell’attuale mondo del pallone sono disattesi.
    Molte società compreso il Parma FC erano realmente inaquistabili come aziende. E non avevano quindi nessun valore. Il Parma Calcio 1913 rispettando quelle banali regole potrebbe essere un gioiello raro sul mercato Internazionale.
    Questo è il nuovo modo di gestire le società di Calcio, quello che all’estero viene applicato a tutte le aziende.

    • 30 Gennaio 2016 in 15:26
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      D’accordo in linea di massima, tranne che sulla questione di giocatori. Il loro valoro è un qualcosa di estremamente variabile, lo stabilisce il campo. Se quest’anno compro Tizio a 10 milioni, e durante quest’anno non si esprime secondo le attese, di certo non posso immaginare che Tizio corrisponda ad un capitale o patrimonio di 10 milioni. Prendi Kondogbia dell’Inter: mi pare sia stato preso per 30 milioni, finora ne ha indovinate poche: pensi che valga ancora 30? E che ancora rappresenti un capitale di 30 milioni?

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