domenica, Luglio 21, 2024
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IL COLUMNIST / LE TANTE COSE BELLE E LE POCHE COSE BRUTTE DELLA TRASFERTA DI VALDAGNO

(Luca Russo) – Si dice che da Piazzale della Vittoria in Vicenza, la terrazza panoramica ampia e monumentale antistante il Santuario di Monte Berico, nelle giornate particolarmente terse e limpide si possa arrivare a scorgere nientemeno che la punta della Basilica di San Marco, che la sua dimora come tutti sappiamo ce l’ha a Venezia, a una settantina e più di chilometri di distanza dalla città meno amata dai gatti. Non mi è dato sapere quanto fondamento abbia questa storia, che mi è stata raccontata, non senza colore e col continuo rimando ad avvenimenti storici, dal simpatico e gentilissimo tassista che ieri mi ha accompagnato allo Stadio dei Fiori: dovrei verificarlo coi miei occhi al primo fine settimana libero da impegni professionali della primavera che verrà. Ma una certezza, intanto, la domenica in provincia vicentina me l’ha fornita: dai 260 metri sul livello del mare di Valdagno, il Parma ha iniziato a vedere non il celebre edificio della Serenessima, ma la Lega Pro. O quantomeno una sua bozza molto ben riuscita. Non possiamo più nasconderci: checché ne dicano (sempre nel lecito) i diretti interessati e gli addetti ai lavori, con la vittoria ottenuta ai danni dell’Alto per merito delle prodezze di Corapi, Melandri (ventiquattro ore fa nelle vesti di rifinitore alla Saponara) e Baraye, il campionato lo abbiamo ammazzato.
Definitivamente, anche se la matematica in tal senso ancora non ci conforta. Per ovvie ragioni legate al buon senso e alla scaramanzia, è impossibile che siano i Crociati ad ammettere una cosa del genere. Ma che lo abbia fatto ai microfoni d istadiotardini.it Armando Perna, e cioè l’elemento con maggiore esperienza della nostra più agguerrita e valida rivale, è indubbiamente significativo: se pure gli avversari smettono di crederci e riconoscono la manifesta e per certi versi imbarazzante superiorità dei gialloblù, vuol dire che il primo posto lo si può considerare chiuso a doppia mandata, direi blindato. O giù di lì. 10 punti di vantaggio sulla seconda sono pochi perché l’aritmetica ci dia la certezza di raggiungere la tanto agognata promozione, certo, ma abbastanza per mettere sotto i tacchi il morale di chi sta inseguendoci, evidentemente con scarso costrutto, da settembre. Dovremmo perderne almeno tre o quattro di partite da qui in avanti, per dare alla concorrenza l’opportunità di soffiarci il trono. Ipotesi perlomeno remota, visto e considerato che in 23 giornate non abbiamo mai steccato.
Alla vigilia del big match andato in scena nella splendida cornice delle incantevoli colline vicentine, avevo scritto che in caso di vittoria, fosse stata risicata, stentata, sofferta, conquistata col minimo scarto oppure con una prestazione da stropicciarsi gli occhi, non ci sarebbe dovuto importare più di tanto, perché ieri contava solo il quanto, non il come. Cui un minimo di attenzione avremmo dovuto prestarla se invece fossimo stati sconfitti. Un conto era ritornarsene a casa con le pive nel sacco dopo una prestazione gagliarda, un altro farlo senza aver espresso delle trame perlomeno decenti e la grinta tradizionalmente richiesta dagli incroci d’alta quota. Ma questa, per fortuna, è una questione che non ci riguarda, non oggi, perché ieri si è vinto. Non col bel gioco, o il gioco all’europea, come direbbero gli eleganti frequentatori dei salotti televisivi sportivi contemporanei; ma col cinismo e una cospicua dose di praticità. Altro che i ghirigori e i ricami molto (o troppo?) in voga di questi tempi. Il Parma è sceso in campo con in testa l’idea di disputare una gara di governo più che di lotta. E la missione l’ha portata a termine non solo con ottimi risultati, ma anche esibendo un carattere e una personalità degne di categorie superiori.
Al cospetto della prevedibilissima sfuriata iniziale dei padroni di casa, i ragazzi di Apolloni non hanno tremato, non sono andati in panico. Li hanno lasciati fare, consapevoli che prima o poi il varco giusto i vicentini lo avrebbero concesso. E così è stato: non tanto in occasione del vantaggio, propiziato dalla ‘maledetta’ di Corapi (e alla Corapi) e dalla ‘gatta’ (dato che siamo in tema…) del lunghissimo e lentissimo estremo difensore locale Abibi (clicca qui per vedere il video); quanto in quella del raddoppio, che ha visto Melandri sfrecciare come un treno ad alta velocità lungo la corsia di sinistra e confezionare un assist col contagiri per il sempre presente e quasi sempre in gol Yves Baraye.
I padroni di casa ci hanno provato a restare e, a seguito del doppio svantaggio, a rientrare nel match, e in effetti lo hanno controllato di fatto dal principio al triplice fischio, con un predominio territoriale visibile ad occhio nudo e un possesso della sfera che, pur non avendo a portata di mano i rilievi statistici della partita, mi pare sia stato maggiore del nostro. Una supremazia che, però, è stata fine a se stessa, considerato che ieri Zommers, tolte due parate facili facili, ha preso più freddo che tiri in porta. I tifosi e i calciatori valdagnesi sostengono che avrebbero meritato qualcosina in più. Non sono del loro stesso avviso: nel calcio, in definitiva, merita chi la butta dentro, non chi si avvicina al bersaglio con più frequenza. Se è una dote finire in rete, lo è anche evitare che siano gli altri a far centro. Che colpa ne abbiamo noi se in fase difensiva non lasciamo passare nemmeno le mosche e se i terminali d’attacco dell’Alto non ‘segnano manco con la matita’?
Detto ciò, e ribadito che in Veneto contava soltanto vincere, senza dare troppa importanza al come, allo Stadio dei Fiori non sono state tutte rose e fiori. Tanto per fare un esempio, non mi è piaciuta la gestione delle chiusure difensive e quella delle ripartenze. È pacifico che dovevamo fare una partita di amministrazione e non di aggressione, ma nel minuto in cui si imbocca un sentiero di questo tipo, lo si deve fare con decisione. In fase di non possesso abbiamo sigillato ogni spazio, la retroguardia, se si esclude l’occasione del rigore concesso agli arancioni, non si è mai fatta trovare impreparata o eccessivamente fuori posizione; ma ha ‘svirgolato’ o ‘sbucciato’ troppi rilanci, limitando considerevolmente la capacità di imbastire contropiedi della linea mediana. E in alcune delle ripartenze a cui siamo riusciti a dare il là, ci è mancato l’ultimo passaggio, il tocco risolutore o smarcante. Insomma, va bene pianificare una partita di contenimento, però che non si tratti di contenimento ad oltranza.
Anche la temporizzazione, la cadenza e la sostanza dei cambi decisi da mister Apolloni non mi hanno convinto: Mazzocchi – ieri, come contro la Fortis, autore di una serpentina all’altezza, con le dovute proporzioni, di quelle di Ronaldo il Fenomeno (non CR7, che è il suo mito) – non poteva essere lanciato nella mischia in anticipo, così da allentare la pressione a lungo esercitata dalla truppa di Zironelli? Lo stesso interrogativo me lo son posto per Miglietta, che, fosse entrato prima che l’Alto iniziasse ad attaccarci da ogni lato, con la sua spiccata abilità nel dettare gioco e scandire i tempi della manovra, ci avrebbe risparmiato i numerosi affanni degli interminabili minuti finali. Baraye e Melandri, quest’ultimo ieri pomeriggio in versione ‘voladora’, li avrei tenuti in campo fino al tramonto. E Guazzo, col senno di poi, in panca, perché il suo ingresso ha avuto come effetto immediato quello di farci arretrare ulteriormente in un momento in cui eravamo già abbastanza bassi, in apnea e in debito di ossigeno.
A proposito del centravanti originario di Acqui Terme, c’è oggi da domandarsi il perché una radio abbia voluto montare un caso diplomatico sul gesto, palesemente scherzoso, di cui il numero 17 si è reso protagonista durante i festeggiamenti di fine partita a Valdagno. Perché creare una polemica fondata sul nulla? Peraltro, mi suona strano che a queste emittente, in relazione alla ‘ragazzata’ (che peraltro un professionista, sia pure recidivo, avrebbe dovuto aver il buon senso di evitare) dell’ex centravanti tra le altre dell’Alessandria, siano pervenuti – a detta del conduttore – molteplici messaggi da parte degli spettatori, mentre qui su stadiotardini.it, che ha rilanciato il video del sito ufficiale, c’è stata una sola garbata richiesta di chiarimento, del nostro lettore Simone T., cui Gabriele Majo ha fornito un’ampia e dettagliata spiegazione dell’episodio incriminato. Così come su ParmaFans, nota piazza virtuale, della cosa non si è certo dibattuto a lungo visto che chiunque poteva capire che Guazzo non si rivolgeva ai tifosi, ma appunto a chi stava filmando in presa diretta (motivo per cui non sono stati apportati tagli alla video registrazione)…
Per ritornare alle cose che ieri mi sono piaciute poco o per niente, inserisco anche le urla di quei pochi tifosi che ormai abitualmente macchiano e contaminano le riprese di fine partita del nostro Direttore (evidentemente sfortunato quando indossa le vesti del cameraman) etichettandolo con epiteti alla Maurizio Sarri. Che senso ha rovinare attimi di festa ed emozione collettivi con esternazioni assolutamente ‘off-topic’? Capisco la goliardia di alcuni supporter, anche se fatico a comprendere come possano pensare di essere divertenti con una comicità così povera di contenuti e… appunto… di comicità.
Ma lasciamo perdere: si è trattato, a voler porgere l’altra guancia, di sbavature nell’ambito di una giornata dipinta alla perfezione da Apolloni e la sua squadra. Che, come avevo auspicato sabato scorso, in quello che una volta era il tempio della mitica Marzotto Valdagno, ci hanno regalato la fine di un lungo e terribile incubo. Luca Russo

19 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / LE TANTE COSE BELLE E LE POCHE COSE BRUTTE DELLA TRASFERTA DI VALDAGNO

  • Allora sei arrivato con il gentilissimo tassista a Valdagno

    Mi auguro ke il prezzo NON era troppo elevato

    Sul centravanti NON mi esprimo x delle cazzate

    Resta il fatto ke è come il Giovedì è sempre in Mezzo….

    Poi volevo kiederti informazioni sullo Stadio del Sole

    Ma abbiamo il tempo di parlarne più avanti

    Esprimo la mia Solidarietà al Ragazzo Majo Gabriele

    • Luca Russo

      Il prezzo può essere alto o basso a seconda della disponibilità economica del cliente…

  • ancora con guazzo ma che pesi..ogni cosa che fa lo vogliamo far diventare il balotelli di parma…lo lasciate un po in pace….capisco che il gesto non é bello seppur scherzoso ..ma da dipende del parma calcio io non avrei messo in onda il filmato…..

    • Per una cavolata, che,chiunque di buon senso sa comprendere e giudicare, a parte chi vuol creare stucchevoli inutili polemiche, non vedo perché avrei dovuto privare i tifosi della gioia del post partita della gara più sentita della stagione.

      • io avrei tagliato quel pezzo…punto…

        • E io no. Primo perché quando si lavora in presa diretta non si taglia quel che si registra, secondo perché ognuno deve assumersi le proprie responsabilità magari cercando di imparare a stare al mondo.
          Poi se lo avessi tagliato potevo esser accusato di aver censurato…

  • Il Linguista

    La mossa dell’Altovicentino di proclamare la resa io la considero più che altro una piccola bugia valida come ultimo estremo tentativo di farci rilassare psicologicamente…tranello in cui non credo cadremo…ad ogni modo con 20- 25 punti nelle ultime quindici partite credo sia fatta…

  • Tanto per fare un esempio, non mi è piaciuta la gestione delle chiusure difensive e quella delle ripartenze.

    Ieri ha sbagliato Apolloni a togliere subito Baraye.
    P.s: quale episodio di Guazzo?

    • Nel video emozionale a fine gara, per scherzare, mi ha mostrato il dito medio. Poi certuni, non tanto per mettere in difficoltà lui, quanto il sottoscritto che ha pubblicato lo spezzone senza tagli, hanno amplificato la bravata, peraltro con la solita complicità di SMS compiacenti… Ma non credo valga la pena insistere oltre.

      • Se era per scherzare dov’era il problema? Capisco che non gliene passiamo una al povero Guazzo, però ora non esageriamo.

      • si vedeva direttore che guazzo stava scherzando cn lei .nn fatela una tragedia madonna mia . godiamoci la vittoria e spero presto che guazzo si muova a fare gol forza parma…….

        • Infatti io mi ero già dimenticato la cosa e se non me l’avesse ricordata simone non ci sarei tornato su.
          Purtroppo ci sono alcuni che, per rancori personali, invidia e cattiveria, vogliono sfruttare questa bagatella per mettermi in cattiva luce per non aver tagliato il,gesto infelice, perché il loro fine, come si è ben percepito, è quello…
          Cmq anche se era uno scherzo era di cattivo gusto. Ma a me han dato più fastidio i soliti vigliacchi che mi urlano “cula”, perché dopo un po’ lo scherzo deve cessare, mentre qui tutte le volte è la stessa storia…

          • Luca Russo

            Bagatella e luce: elementi decisivi della trasferta valdagnanese. Soprattutto il secondo…….

  • von model

    com vicenza porta fortuna a l parma ha vinto gli spareggi e ieri ha forse che uso come eufemismo chiuso il campionato

  • Ciao Gabriele
    piaciuto il pranzo alla Giarrettiera? siamo quelli a cui hai ceduto il posto
    un saluto Luca

    • Ciao Luca,
      Sì, grazie, a me è piaciuto molto. Cibo buono in adeguate quantità, ottima accoglienza e velocità di esecuzione (dettaglio fondamentale dovendo essere allo stadio circa 90′ prima del fischio d’inizio per evidenti questioni lavorative).
      Insomma: promossi a pieni voti. E spero che anche voi siate stati altrettanto bene.
      Giudizio, questo, in alcun modo condizionato dal piacevole arredamento con le vestigia (anzi, le svestigia) della ex casa di piaceri ora riattata in ristorante.
      Colgo l’occasione per ringraziare per l’assist il figlio di Baistrocchi e anche i gestori per avermi prenotato in over booking.
      Un abbraccio crociato
      Gmajo

  • Gabriele, a proposito di Giarrattiere. .. il termine “bagatella ” l’hai pescato li vero? ? 🙂
    Per me pranzo così così. .. tutto troppo troppo UNTO! !!

    • Io non sono salutista, sicché se è unto ben venga… Così tiene oliato il meccanismo 🙂

      Il termine bagatella appartiene al mio vocabolario da sempre, però, dopo averne visto l’ottimo utilizzo alla Giarrettiera, l’ho rinfrescato 🙂

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