venerdì, Luglio 19, 2024
ColumnistNews

IL COLUMNIST / MEGLIO GODERSI I CROCIATI DI OGGI MENO CHIACCHIERONI E APPARISCENTI E PIU’ OPEROSI E RESPONSABIBILI DI QUELLI DI IERI

(Luca Russo) – “Intervengo da Verona per segnalarvi la fine del match tra l’undici di Mandorlini e il Parma. Gli scaligeri hanno battuto gli emiliani con un sonoro 3-1. Padroni di casa in vantaggio grazie a Sala. Lodi ha realizzato la rete del pareggio per gli ospiti. Toni quella del nuovo sorpasso veronese. E Valoti ha chiuso le danze nei minuti di recupero. Dal Bentegodi ho terminato, linea allo studio”.  Deve essere stato grossomodo questo il commento di chiusura dell’inviato di Tutto Il Calcio Minuto Per Minuto a margine del Verona-Parma dell’11 gennaio 2015. È passato già un anno, eppure sembra ieri, come si usa dire in casi del genere. Al termine di quella domenica i Crociati erano ultimi in classifica con soli 9 punti in saccoccia (1 di penalizzazione, 10 fatti sul campo) a pari (de)merito col Cesena, a -6 dal Cagliari, a -8 dalla coppia Atalanta-Chievo e a -9 dallo spumeggiante Empoli di Sarri. Avevamo più di un piede in serie B, sebbene il ritardo dalla zona salvezza fosse ancora accettabile. C’era un intero girone di ritorno da disputare, e alla squadra di certo non mancavano i mezzi per potersela giocare contro chiunque e su qualsiasi campo. Del resto eravamo reduci dalla convincente vittoria sulla Fiorentina. In più qualche tempo prima avevamo superato nientemeno che l’Inter. E dopo sarebbe toccato anche alla Juve di capitolare dalle nostre parti. La rimonta? Complicata, probabilmente miracolosa, ma possibile. Il guaio era che a quel Parma mancava la concentrazione necessaria per sprigionare il potenziale, non trascurabile, di cui disponeva. Troppo distratti da vicende extracalcistiche, i gialloblù di dodici mesi fa. Fossero stati capaci di isolarsi rispetto alle calamità finanziarie che stavano colpendo la società, la permanenza in A l’avrebbero conquistata non dico in scioltezza, ma soffrendo il giusto. E invece tra una riunione e l’altra si sono persi, facendoci finire prima in B e poi, date le pessime condizioni in cui versava il club, in bancarotta. Storie di un anno fa, che stiamo rivangando un po’ controvoglia, ma senza farci spettinare dal magone. Perché un anno dopo, per merito dei Magnifici Sette che ci hanno restituito la verginità economica e insieme una formazione vincente, ripensare a ciò che stava accadendo un anno fa, fa meno male di quel che si crede. Certo, nella testa ci son rimaste le istantanee di una stagione drammatica (sportivamente parlando), trapunta di umiliazioni, povera di soddisfazioni. Ma che, volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, ci è servita per rinascere più belli e più forti di prima. Il Parma di questi giorni non è più il Parma di quei giorni, è assai diverso: se dodici mesi fa eravamo allo sbando, adesso siamo sul pezzo. In ogni senso. La nuova compagine societaria gira che è una meraviglia. Il collettivo alle dipendenze di Apolloni, idem. Tutto sta funzionando alla perfezione. E la classifica è lì a raccontarcelo senza peli sulla lingua: siamo primi con 53 punti, a +7 sulla seconda e a +11 sulla terza. All’Ennio nessuno riesce a batterci; e in trasferta sovente straripiamo: chi cerca di arginarci, finisce per essere travolto dalla nostra furia. Se pensate che sia tutto troppo bello per essere vero, siete fuori strada. Perché è tutto incredibilmente bello e pure incredibilmente vero. Come è lontano quel freddo pomeriggio al Bentegodi. Come è sfuocato il ricordo di quel gruppo che, mentendo prima a sé stesso e poi a noi, ci assicurava di voler far saltare il banco del calcio italiano. Meglio godersi i ragazzi di oggi. Meno chiacchieroni, meno appariscenti, più operosi e più responsabili dei Crociati di ieri, che avrebbero potuto dare e darci di più invece che scegliere di tirare remi in barca molto tempo prima che i nuvoloni all’orizzonte diventassero la tempesta perfetta. Luca Russo

49 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / MEGLIO GODERSI I CROCIATI DI OGGI MENO CHIACCHIERONI E APPARISCENTI E PIU’ OPEROSI E RESPONSABIBILI DI QUELLI DI IERI

  • “Il Parma di questi giorni non è più il Parma di quei giorni, è assai diverso: se dodici mesi fa eravamo allo sbando, adesso siamo sul pezzo. In ogni senso.”
    A parte che siamo in serie D. Non penso sia un particolare “tarscurabile”.

    • Caro amico, anch’io pensavo che ci dessero la “promessa” serie B, ma se la situazione era tale per cui nonostante la bacchetta magica dei Curastars, la vidimazione del Tribunale, il supposto compratore non ha ritenuto ci fossero le condizioni per acquistare il fardello non credo sia colpa di Luca Russo… Quindi se anche siamo in D (una D dopata, come la definisco io, perché non stiamo affatto vivendo una realtà da D, grazie ai 10.000 abbonati, a Sky, etc. etc…) ringraziamo Iddio, poiché se non ci fosse stato un Ferrari in grado di fare il promotore collante motivando i 7 big a questo punto avremmo in mano, nella migliore delle ipotesi, una D alla Fidenza, e poi e poi…

    • Luca Russo

      Ribadisco il concetto espresso nel pezzo: la squadra dello scorso anno aveva i mezzi per salvarsi. E salvandosi avrebbe potuto garantirci un futuro ancora nel professionismo. Ho la sensazione che un compratore serio ed affidabile, come quelli che ci hanno fatti rinascere dalla D, lo avremmo trovato, se avessimo conservato la categoria. Detto questo, a quella squadra non perdonerò mai la mancanza di impegno e concentrazione palesata lungo tutto l’arco del campionato passato.

      • Sono d’accordo in parte. È vero che quella squadra avrebbe potuto e dovuto fare sul campo decisamente di più (e prima), ma il discorso del compratore serio è più complesso. Appunto perché serio un imprenditore non poteva prendere in considerazione di rilevarlo…

        • Luca Russo

          La potatura dei curatori, se applicata ad una società in A e con ricavi da massima serie, secondo me qualche imprenditore con un pizzico di sana follia lo avrebbe calamitato dalle nostre parti. È una mia considerazione che non si fonda sulla conoscenza di qualche retroscena particolare. Penso che un club di A con introiti da A avrebbe fatto gola a qualcuno, sempre tenendo in considerazione il lavoro di giardinaggio effettuato dai curatori.

          • Oltre ai ricavi, peraltro già spesi con due anni di anticipo, andrebbe tenuta in considerazione la mole debitoria e soprattutto l’alto rischio di rivalsa da parte dei creditori da ristorare.
            Senza dimenticare che quei tagli così hard avrebbero potuto causare azioni giudiziarie degli aventi diritto. Altro che sana follia…

  • A costo di sembrare incontentabile, dico che questo Parma è solo a metà dell’opera, può ancora migliorare tanto, sia dal punto di vista della lettura della partita, sia sotto l’aspetto della manovra, a tratti lenta e prevedibile. Ci tengo però a dure che sono molto tranquillo, perché vedo nel mister l’ambizione di voler creare una squadra forte e bella da vedere. Forza Parma!

    • Mah, io sono perplesso su queste letture (troppo) critiche della partita, e ricordo anche che presunzione e ubris, anche di certi tifosi, sono state “complici” di certe malefatte della precedente gestione.

      L’umiltà, viceversa, dovrebbe cercare di accompagnarci in questo lungo e tortuoso percorso intrapreso…

      Lettura della partita? Manovra lenta e prevedibile? Ma per piacere… Capisco che abbiamo l’occhio sulla A (a parte che a me la A degli ultimi anni non ha entusiasmato per nulla circa la qualità del gioco visto) ma non va mai dimenticato che siamo in serie D: per cui trovo veramente risibili coloro che si preoccupano per due rinvii non perfetti, o che npon si entusiasmano per il gioco. Siamo in serie D, bellezze: luogo incerto nel quale non c’entriamo una benedetta mazza, dove c’è chi sgonfia i palloni o ricorrere ad altri tatticismi non convenzionali per arginare la superiorità tecnica della corazzata. Altro che manovra lenta e prevedibile, dailà…

      Capisco anche che con 16 vittorie e 5 pareggi non ci sia molto da dire per cui ci si lamenta del brodo grasso…

      Cordialmente

      Gmajo

      • Per carità direttore, non volevo intendere che dobbiamo giocare da serie a. Mi rendo conto che siamo in serie d e che i ragazzi hanno i loro limiti. Però io Le chiedo, come pura opinione personale : questa squadra ha già raggiunto il massimo del suo potenziale? Per me no, siamo forti, possiamo esserlo ancora di più con i giocatori già in rosa! recuperiamo al meglio guazzo e poi ne riparliamo

        • Messa giù così è un po’ diversa rispetto a prima. Ma nel risponderle, come spesso accade, ho allargato un po’ l’orizzonte prendo spunto dalle sue parole, ma considerando anche altri giudizi (ingenerosi) da me riscontrati.
          Cordialmente
          Gmajo

  • Mi dispiace, ma credo che sia un paragone improponibile.

    Stiamo paragonando due realtà che non hanno il benchè minimo comune multiplo…

    “Limitiamoci” ad essere contenti di ciò che sta nascendo, direi che ce n’è già abbastanza 😉

      • beh ad essere più chiari, stiamo paragonando una palata di merda al ristorante dei ricchi in confronto ad un kebab dal porcaro sulla statale, è ovvio che sia meglio il porcaro in ogni caso.

        Figurarsi se la prospettiva è quella di tornare al ristorante dei ricchi e poter mangiare come si deve…

        il paragone in ogni caso non ha nessun senso logico.

  • godiamoci l’Oggi e poi pensiamo al domani questa è una società seria fatti da 7 big, cm ha detto il nostro direttore dobbiamo ringraziare marco ferrari che ha dato l’entusiasmo di dare vita a questo progetto direi fantastico . adesso si respira aria pura cm nn accadeva da anni un giorno torneremo anche noi importanti…………

    • Qualche giorno fa se non ricordo male proprio l’autore di questo articolo che stiamo commentando (ma se non fosse lui mi scuso) mi disse: forse sarebbe stato meglio fallire direttamente nel 2007 che Bondi vendesse a Ghirardi: gli imprenditori si sarebbero magari fatti avanti salvando la serie A.

      Io non sono per nulla d’accordo con questo tipo di ragionamento: ogni frutto ha la sua stagione. Se dopo diversi mesi di amministrazione straordinaria (forse anche più del previsto) il Commissario vendette la società in bonis a Ghirardi (con nel cassetto 11 milioni di euro) fu perché non c’era in questo tessuto nessuno pronto a subentrare.

      Stavolta se parte della imprenditoria locale si è messa in gioco nella partita calcio è perché c’è stato chi (Marco Ferrari, a propria volta con un certo spirito di rivalsa nei confronti di chi lo aveva preso per i fondelli per anni, spillandogli non pochi quattrini) ha saputo trovare gli argomenti giusti e toccare adeguatamente le corde. E ci leggo anche una sorta di contrappasso proprio per quello che era stato prima…

      Cordialmente

      Gmajo

      • Luca Russo

        No, non sono stato io a dirti quella cosa. Al contrario, ai tempi fui contento che trovammo qualcuno disposto a rivelarci, ma deluso dal fatto che non fosse uno del nostro territorio. Però va anche detto che se chi compra ha la sue buone ragioni per farlo, ce le ha pari pari anche chi non compra.

        • In effetti Alessandro Dondi ha rivendicato la paternità di quell’affermazione. Mi scuso con entrambi

      • Bravo Direttore,

        senza dimenticare che fino quando non s’è palesata la realtà, ci si divertiva tutti al tavolo della brigata bresciana, logicamente questo non vale per chi la foglia l’ha mangiata prima…ma tant’è.
        Non rinnego di essere stato tifoso anche di quel Parma, Felicissimo di essere tifoso di questo. In nessun caso cmq sono riuscito ad augurarmi il fallimento.

        • In effetti alla b ci avevo fatto la bocca pure io, nonostante non rientrassi nei piani di quei gestori.

          • Da Tifoso…credo sia giusto

      • Gentile direttore,
        La seguo sempre con notevole interesse, ma sul punto della Cessione fatta da Bondi a Tommaso Ghirardi la contesto fortemente e le spiego le diverse ragioni: 1) la modalita di cessione un’Asta privata che di fatto non era un’Asta poichè l’allora venditore poteva decidere di accettare o meno per cui non vinceva chi offriva di più… Il sospetto che fosse di fatto pilotata o in qualche modo influenzata e destinata ad UN UNICO compratore è forte
        2) Il fatto che Bondi si sia tenuto il Marchio “Parma AC ” stranezza non da poco
        3) La vicenda Sanz, in tutto questo marasma anche un imprenditore ex presidente del Real Madrid si mangia dei soldi in maniera a dir poco stupida
        4) nella famosa asta 9 e ripeto 9 erano le offerte ricevute di cui guarda a caso non si è saputo niente piú…
        5) in base ai fatturati era quanto meno singolare che una ditta che fatturava 1/3 in meno del Parma Fc avesse le possibilità di comprarlo e mantenerlo…
        Tutti quesiti senza risposta che Magari nel 2016 potrebbero trovare soluzione

        • Caro Federico, essendo passati quasi dieci anni da allora non mi ricordo diversi particolari, ma mi sentirei di escludere categoricamente che ci fossero state nove offerte all’asta.
          Peraltro secondo me non ci furono aste.
          Circa sanz non farei dietrologie: se uno non rispetta i termini contrattuali la caparra confirmatoria viene incamerata.
          Così come quello del marchio – peraltro clonato uguale, col solo cambio da una vocale a una consonante – mi parse una semplice mossa per favorire l’acquirente, anche per evitare ritorsioni.
          Ricordo bene le imnediate perplessità di qualche organo di stampa sullo scarso fatturato dell’allora acquirente del parma fc
          Cordialmente
          Gmajo

  • Come diceva mia nonna l’è mej ciucer un os c’un baston. Quindi certo sono d’accordissimo con Lei. E siamo tutti felici e tifiamo per Ferrari e soci. Mi sono permesso solo di chiosare sul fatto che i paragoni in positivo vanno fatti certamente, però al netto della tara rappresentata dalle 4 categorie di differenza e che ci vedono nel calcio dilettantistico, tutto qui. E che le iperboli su classifiche, distacchi, etc. devono tenr conto di questo. Se vado a mangiare da mia nonna mangio bene e sono felice, ma se vado all’Enoteca Pinchiorri mangio meglio e dire che da mia nonna si mangia come da Pinchiorri e che è pure gratis e c’è il rutto libero penso sia un pò riduttivo. Infatti concordo sempre col Direttore quando afferma tutto bello ma stiamoci il meno possibile..

    • Stesso mio ragionamento.

  • Direttore ma l’ottuagenario dove ha messo poi i soldini che avrebbe dovuto dare al Korra per divertirsi?Ha news al riguardo?

    • Non ho notizie, ma capisco anche un certo astio per il business non andato a buon fine…

  • …Direttore il filippino è arrivato?
    Se si è già allenato che impressione le ha fatto?

    • E’ arrivato oggi. Poi giudicherà chi ha occhi migliori dei miei… Io non me ne intendo.

      Però posso dire che dal punto di vista regolamentare non è immediatamente tesserabile poiché proveniente da federazione estera (mercato chiuso il 31.12): sicché se dovesse essere un simil-Messi semmai lo valuteranno per il futuro e non certo per il presente.

      Intanto un po’ di réclame non fa male…

  • Se come credo i 7 big capitanati dai Carra e dai Ferrari stan preparando piano tecnico e economico per il prossimo anno ma lo fan di nascosto per non distrarre la squadra allora andrem bene. Non è mai facile ma programmando per tempo si ottimizzano le risorse e si consolida il collettivo. Poi siamo insieme fortunati e penalizzati a chiamarci Parma. Perché anche in serie C (come ha detto l’altro Lucarelli) saremo la partita della vita per i nostri avversari. Ma in molti (come ha detto il NS. Stopper) vorranno venire a Parma a prescindere dal grande ingaggio. We are Parma

  • Bastava cacciar fuori la pila tra un cambio di catetere e un altro..astio verso chi?Verso se stesso forse…

  • Ma vi ricordate la nostra rosa dello scorso anno? Non avevamo attaccanti che la buttassero dentro e centrocampisti in grado di costruire gioco. Dai, al massimo arrivavamo terz’ultimi. Poi sinceramente di riesumare un passato brutto e non troppo lontano non mi va proprio. Godiamoci l’attualità e il futuro.

    • Quella squadra avrebbe potuto anche salvarsi, specie in quel campionato. E poi, come ricorda spesso l’amanuense Assioma, quella dell’anno scorso era la stessa squadra che aveva conquistato l’Europa meno Parolo…

      • E Gargano e Biabiany dove li mettiamo?

        • Biabiany, sia pure non utilizzabile, era in rosa… Cmq la citazione di assioma era relativa a un best seller donadoniano…

          • Alex De Rosa

            Sia pure non utilizzabile… dici poco, aveva fatto 6 goal la stagione prima e una bordata di assist.
            Senza dimenticare anche Amauri che comunque i suoi 8 golletti li aveva fatti e Parolo era il miglior centrocampista d’Italia insieme a gente come Pirlo e Pogba, Molinaro è sempre stato utile quando chiamato in causa… la squadra era nettamente più forte Gabriele, non scherziamo.

          • Eppure volevamo andarcela a riprendere e in un certo senso siamo stati accontentati…

      • e dopo che li ho visti a carpi prima dell’esordio a cesena ho capito che avevo ragione sui suoi tempi di reazione agli eventi 😀

  • Il Linguista

    Lasciando stare la squadra di quest’anno,a mio avviso un confronto mai troppo approfondito e sviscerato, forse perchè argomento troppo scomodo o doloroso, è quello tra il gruppo del primo crac Parmalat, guidato da Prandelli, gruppo dal grande spessore morale che una volta liberatosi di alcune mele marce, (anche al costo di un notevole indebolimento tecnico) , aveva fatto di tutto per raggiungere un posto in Champions (gruppo conscio dell’importanza economica, per la società e per le loro tasche, di quell’obiettivo) e il gruppo dell’anno scorso, composto a mio avviso (a parte alcune eccezioni tra cui Lucarelli) da persone molto piccole che oltretutto, precludendosi la possibilità di lottare per la salvezza fino alla fine, hanno anche sbagliato molti calcoli a livello economico, visto poi come è andata a finire…certo, anche l’anno scorso le mele più marce sono quelle che la nave l’hanno abbandonata per primi, ma francamente sono molto contento che nessuno di quel gruppo sia entrato nella nuova compagine e spero che la nostra strada non torni ad incrociarsi con loro mai più…

    • Certi comportamenti e certe scelte non mi sono parse condivisibili, anche se poi ci furono celebrazioni un po’ esagerate, sempre effetto di una certa superficialità e voglia di spettacolo anche dei media…

      • Il Linguista

        Una delle poche eccezioni nel mio discorso dell’anno scorso riguarda ovviamente Donadoni…

    • Luca Russo

      Ottima osservazione. Di quel gruppo, apprezzabile per l’impegno che profuse sul terreno di gioco a dispetto delle mille e più difficoltà societarie, se ne è parlato in un libro, Una squadra e la sua gente, scritto da Giovati, Cola e Squarcia. Quasi quasi uno di questi giorni mi metto a rileggerlo…

        • Direttore visto che siamo in tema, magari una chiacchierata con Morrone e Cardone, per meglio comprendere il significato di “Umiltà”

  • Luca Tegoni

    Il gruppo di Prandelli prendeva lo stipendio. Quanto a società non è mai mancata anche se i Bondi’s capivano poco di calcio, un’azienda la sapevano gestire.
    L’anno scorso zero soldi, zero società, i curastars hanno ovviamente fatto attività fallimentare senza ambizioni di gestione. c’è un po’ di diversità,. i valori morali vanno aiutati ad emergere

    • Non è proprio così.
      Intanto il paragone è col gruppo Prandelli e non con quello successivo dei bondi-angioliniani.
      I prandelliani non mi pareva non prendessero i soldi, visto che fatta qualche dismissione anche importante Adriano) qualche soldo per la gestione c’era.
      Che bondi e angiolini non capissero di calcio è stata la fortuna del parma, una volta tentato gestito bene e anche con risultati (d’accordo, complice le punizioni di calciopoli) visto che andammo persino in europa, con l’allenatore che costava meno… Frase per la quale angiolini venne criticato… Questo perché c’è una mala cultura che pirta ad apprezzare chi spende e spande e non chi agisce con buon senso.
      L’anno scorso il gruppo, poi esaltato anche troppo, condusse, sportivamente parlando, una ingiustificabile prima parte di stagione indecente, anche perché il problema stipendi deflagro’ solo a novembre, prima era lo stesso tran tran. E intanto ci fu l’ignomimiosa sconfitta di torino…

  • Luca Tegoni

    infatti ho detto che i prandelli’s prendevano lo stipendio.
    l’anno scorso, se non sbaglio, da luglio non prendevano lo stipendio, infatti fioccarono punti di penalizzazione. Famosa fu una frase di Ghirardi, colta durante un’intervista forse a Radio Parma , che sostenne che pagare gli stipendi con il Parma in vendita non era un buon investimento.
    Comunque mi pare che durante l’ultimo anno di Prandelli, 2004, Bondi diventò presidente del Parma in gennaio.continuando a garantire gli stipendi durante il commissariamento. La famiglia Tanzi venne azzerata,
    solo per dire che a chi prende lo stipendio (nel calcio) viene più facile avere alti valori morali. (poi se uno non si diverte a giocare a pallone può sempre fare un altro mestiere)
    Con il solito rispetto

    • In effetti nel rispondere avevo dimenticato la gestione di bondi nella conclusione della stagione 2003-4, pensando solo a quelle successive e chiedo scusa per la svista. Per il resto, mi pare, siamo piuttosto allineati…
      Sul discorso stipendi calciatori, al di là delle dichiarazioni frasi infelici di ghirardi, ribadisco che la consapevolezza si non riceverli i giocatori la ebbero solo dopo che non vennero saldate le obbligatorietà del mese di novembre, con gran parte della stagione compromessa, sul piano sportivo, ben prima. Che ghirardi facesse fatica a pagare gli stipendi era noto per lo meno da dodici mesi prima. Fatti i consueti versi da gatto per saltarci fuori il 22 novembre 2013 alla Feltrinelli fece dichiarazioni inquietanti del tipo godetevi questa stagione del diman non c’è certezza. Dunqie fino a novembre 2014 la possibilità che sia pure con la consueta fatica il ghiro pagasse gli stipendi c’era.
      E l’unico dei giocatori che ebbe i maroni per attaccare ghiro e leo, come riferitomi da diversi testimoni fu Cassano, che non a caso poi salutò la compagnia…
      Cordialmente
      Gmajo

  • Luca Tegoni

    Storie di umana tristezza …

    Buona notte Direttore

I commenti sono chiusi.