venerdì, Luglio 19, 2024
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IL COLUMNIST / SECONDO ME I CALCIATORI DEL PARMA FC NON FECERO “SALTARE IL BANCO” PER TIMORI DI RIPERCUSSIONI DEL SISTEMA PIU’ CHE PER TUTELARE GLI EROICI DIPENDENTI…

(Luca Russo) – A Parma il 13 gennaio non è soltanto la giornata delle scarpette, dolce tipico della nostra terra col quale si celebra Sant’Ilario, patrono della città. Ma anche quella dell’assegnazione dell’omonimo premio, conferito dal Comune alle persone ed organizzazioni che hanno contributo ad elevare il prestigio del Ducato, distinguendosi nel campo delle arti, della scienza, dell’industria, della solidarietà e dello sport. I vincitori del 2016 sono stati: medaglia d’oro al comitato provinciale della Croce Rossa Italia, medaglia d’oro alla memoria a Giuseppe Malpeli; attestati di civica benemerenza a Centro Sportivo Italiano, don Luciano Scaccaglia, Alberto Nodolini, Avis Parma, azienda Mutti, Carlo Magri (Fipav) e Franco del Chicca. Quello Per lo Sport – sotto l’egida dei Veterani –  è stato attribuito a: Lavezzini Basket Parma, squadra atletica Casone Noceto, Guido Pellacini, Giuliano Pugolotti, Andrea Vicini ed Alessandro Lucarelli oltra al Mallozzi ad Edoardo Corvi e Edoardo Acerbi. Nessun giornalista tra i premiati – né dalla Municipalità, né dagli Sportivi del tempo che fu (che fino a qualche anno fa qualche riconoscimento alla stampa a loro avviso meritevole lo avevano assegnato) – nemmeno colui che, da solo o con poca compagnia, con sprezzo del pericolo e restando senza stipendio per sette anni, ed anzi autofinanziando una piccola impresa editoriale, aveva coscienziosamente fatta opera di divulgazione sulla gestione “virtuosa” di Ghirardi e Leonardi. Ogni riferimento al direttore di StadioTardini.it Gabriele Majo è assolutamente voluto. Occasione persa, ci verrebbe da dire. Però possiamo comunque ‘vendicare’, scherzosamente s’intende, la categoria proprio noi. In che modo? Assegnando un Sant’Ilario virtuale a Guglielmo Trupo. Perché? Beh, perché il giornalista di parmatoday.it e collaboratore di calciomercato.com e gianlucadimarzio.it, nel corso della conferenza stampa tenuta da Alessandro Lucarelli – a margine della consegna delle ‘statuette’ da parte dell’Unione Veterani dello Sport di Parma – ha formulato quelle che secondo il mio modesto parere si sono rivelate essere le domande più indovinate, sebbene su argomenti più volte affrontati dal capitano. Quesiti che hanno offerto al líder máximo Crociato il destro per ribadire il suo pensiero in merito a quanto occorso alla nostra squadra del cuore durante la stagione 2014/2015.

Ecco di seguito la trascrizione integrale delle risposte del difensore livornese: “Fermarsi a campionato in corso e far saltare il banco? Visto come è andata a finire, quello che abbiam fatto non è servito a niente, perché poi alla fine siamo falliti. Ma se dovessi tornare indietro, senza sapere come sarebbe andata a finire, rifarei assolutamente mille volte la stessa scelta. Galloppa (che sull’argomento ci è tornato lunedì sera durante Bar Sport, nda) ha ragione: dovevamo fermarci perché le istituzioni del calcio ci avevano abbandonato. Quindi se la decisione doveva essere presa di pancia, assolutamente dovevamo fermarci per fare uno sgarro al calcio italiano. Però poi vai a pesare le conseguenze del nostro abbandonare allora, ed era come dire “chiudiamo subito e tutti a casa”. La nostra scelta sarebbe ricaduta su tutti gli altri. Non dico a malincuore, però sicuramente ci è rimasta la rabbia di non aver fatto del male, tra virgolette, al calcio italiano. Però abbiamo pensato più agli altri (normali lavoratori al soldo della società, nda) che a noi stessi, perché noi a livello professionale non avevamo alcun motivo di continuare a giocare: eravamo retrocessi, falliti e non prendevamo gli stipendi da nove mesi. Quindi, se guardavamo solo a noi stessi, era normale che la prima cosa era smettere di giocare, però non l’abbiamo fatto perché abbiamo pensato più all’interesse generale che a noi stessi. Mariga al Latina? Non è strano solo questo. È strano che Leonardi lavori per il Latina, è strano che tanti direttori sportivi facciano operazioni di mercato con il Latina. Si son riempiti tutti la bocca a dire “mai più casi Parma”, però con chi lo ha causato si continua a lavorare, a scambiare giocatori e ad andarci a giocare insieme. Ma non sono nessuno per giudicare chi è andato a giocare col Latina, perché non mi interessa e perché ognuno si muove secondo la propria coscienza”.

Considerazioni interessanti, quelle del capitano. E che non possono non indurci ad una riflessione profonda su un tema che per la verità abbiamo affrontato già in altre circostanze. Senza troppi giri di parole: secondo l’opinione di chi vi scrive, col senno del poi, e cioè considerato che alla fine ci abbiam comunque rimesso le penne, non aver fatto saltare il banco è stata una scelta poco felice e che ha fatto il gioco solo di quei soggetti, persone fisiche e giuridiche, che avevano interesse a che lo show andasse avanti. Però questa è la convinzione di chi ai tempi (e anche adesso) ha giudicato la mossa di proseguire da dietro una scrivania, un monitor e una tastiera, senza esserne interessato in prima persona. Il coinvolgimento emotivo e il punto di vista della squadra, che le varie tappe del fallimento le ha vissute sulla propria pelle, erano naturalmente differenti. È chiaro che Lucarelli e soci in quel preciso momento hanno ritenuto che quella decisione fosse la migliore possibile. Nessuno può toglierci dalla testa che abbiano agito in buona fede, ci mancherebbe altro. D’altra parte, chi ci assicura che, fermandoci, le cose sarebbero andate meglio o diversamente? Certo, rotto per rotto, ci saremmo tolti lo sfizio di entrare da dietro e a gamba tesa sui poteri forti del calcio nostrano, ma senza la garanzia di ricavarne qualcosa in cambio. Quindi, per farla breve, non è detto che mandare in frantumi il giocattolo si sarebbe rivelata l’alternativa vincente. Classica situazione in cui selezioni un’opzione, e fai male (o anche no); fai l’esatto contrario, e sbagli comunque (o ti dice bene comunque). Difficile non solo uscirne vivi, ma semplicemente uscirne e basta. Tuttavia, il capitano (e insieme i suoi ex compagni) un appunto deve concedermelo: dubito che la squadra dell’anno passato abbia deciso di andare avanti avendo come unico scopo quello di tutelare gli interessi dei dipendenti ‘ordinari’ con gli stipendi e i posti di lavoro a rischio, sacrificando i propri sul loro altare. Che lo abbiano fatto anche per questi ultimi è innegabile. Ed è ammirevole (nel mondo di oggi, e in modo particolare nel calcio di oggi, è complicato trovare qualcuno che abbia la sensibilità e la voglia necessarie per dare voce e visibilità ai problemi di coloro la cui esistenza si sviluppa dietro le quinte). Ma che lo abbiano fatto solo per loro, no…non ci credo. Come i giocatori e i membri dello staff tecnico e dirigenziale, anche gli altri lavoratori del club di fatto erano ‘retrocessi’, falliti e non prendevano lo stipendio da un bel po’, o comunque ammesso e non concesso che lo prendessero, lo prendevano a singhiozzo. Si fosse fermata, la squadra difficilmente avrebbe potuto arrecar loro ulteriori danni rispetto a quelli già generati da Armatore ed Ammiraglio. Suvvia, la questione è un’altra: avessero deciso di piazzare il bastone tra le ruote del sistema, i giocatori quel sistema se lo sarebbero ritrovati contro, col rischio abbastanza concreto di restarne fuori, emarginati. E coi tempi che corrono, a nessuno conviene restare senza un contratto o una pagnotta da portare a casa. Nemmeno ad un calciatore, che nell’immaginario nazional-popolare è un collettore/catalizzatore di privilegi, ma che magari avrà assunto impegni economici in linea col proprio reddito, per cui se gli vengono a mancare gli emolumenti, va in difficoltà così come nei guai si ritroverebbe uno qualsiasi di noi comuni mortali in assenza di retribuzione. Fossi stato al loro posto, probabilmente mi sarei comportato uguale. Ma mi ci sarei dovuto trovar dentro, per avere la controprova. In un paese come il nostro, generalmente sopravvive chi sa farsi concavo o convesso a seconda della situazione, chi insomma ‘sa campare’. Porre questioni di principio o tentare di fare l’eroe, a queste latitudini assicura numerose sventure, e benefici vicini allo zero. Ne sa qualcosa il buon Simone Farina, dimenticato da (quasi) tutti dopo aver denunciato il fenomeno delle partite truccate.

Detto questo, una volta che la maggioranza stabilisce di continuare a giocare, di non fermare lo show, di non far saltare il banco, di andare avanti, si deve andare avanti bene. A gennaio, dopo la bella e convincente vittoria ai danni della Fiorentina, il Parma aveva ancora qualche chance di salvezza. Ma tra una riunione e l’altra, ha perso sé stesso e la concentrazione, finendo per retrocedere con largo anticipo rispetto perfino al verdetto dell’aritmetica. Di più: se fosse partito col piede giusto, e cioè se avesse acceso il motore prima che i nuvoloni all’orizzonte diventassero la tempesta perfetta e rendessero il cielo poco praticabile, data la cifra tecnica della rosa a disposizione di Roberto Donadoni, conservare la categoria non sarebbe stato complicatissimo. E invece è andata come tutti sappiamo. Ci siamo avvitati e fossilizzati sulle difficoltà societarie, trascurando le ben più importanti e strategiche questioni di campo. Siamo falliti sia sul piano tecnico che su quello economico.

Poi siamo ripartiti di slancio dalla D. Alcuni dei dipendenti del defunto Parma F.C. son rimasti senza lavoro. Chi aveva la nobile pretesa di difenderne gli interessi, un contratto nel calcio professionistico o dilettantistico invece lo ha comunque trovato. E uno dei responsabili del crac oggi opera per conto del Latina. A proposito: se siam finiti dove siamo finiti, la colpa non è del solo Leonardi, adesso coperto di improperi dagli stessi elementi che non più tardi di un anno e mezzo fa – tra un insulto e un’offesa al Torino reo, a loro dire, di aver tramato contro i gialloblù per soffiargli il posto in Europa League – lo acclamavano al grido di “andiamocela a riprendere”. Leonardi è uno dei responsabili, mica l’unico. E, secondo me, non è nemmeno quello con le colpe maggiori. Che invece spettano di diritto a Ghirardi. Ma anche all’imprenditore bresciano bisogna riconoscere qualche attenuante: cedendo il Parma a Rezart Taci, credeva sinceramente di averlo lasciato in buone mani. Insomma, se tutti sono peccatori, allora nessuno lo è fino in fondo. Fuor di metafora: smettiamola di cercare il capro espiatorio pronto all’uso e pretendiamo l’individuazione certa dei colpevoli. Diamo alla giustizia il tempo di tracciare con precisione l’identità dei mandanti e degli esecutori materiali del nostro omicidio. Ma solo dopo un’attenta e minuziosa ricostruzione dell’intera vicenda, che ancora oggi presenta numerose zone d’ombra. Senza rimettere insieme i pezzi del puzzle, difficilmente risaliremo ai pesci grossi e alle rispettive malefatte. E allora saremo condannati ad accontentarci dei pesci di piccola taglia. Ma, si sa, chi si accontenta gode solo a metà… Luca Russo

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42 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / SECONDO ME I CALCIATORI DEL PARMA FC NON FECERO “SALTARE IL BANCO” PER TIMORI DI RIPERCUSSIONI DEL SISTEMA PIU’ CHE PER TUTELARE GLI EROICI DIPENDENTI…

  • A costo di sembrare noioso, vorrei sapere come facevano a salvarci con una rosa del genere. è vero che le ultime partite sono state buone, però forse sarà stato perchè non avevamo più nulla da perdere?

    • Eppure era una rosa che induceva a esclamare: “andiamocela a riprendere”

      • quando parlavo di pianificazione per lo sparimento di societa’ calcistica,non e’ che fossi molto trash ad agosto 2014, mentre ti dileggiavi al river 🙂

        • Luca Russo

          La Rosy è la Rosy…anche io ‘mi sarei dileggiato’ per bene, ne avessi avuta l’opportunità.

      • Ammetto che ero uno di quelli che si è fatto fregare, però mi sono accorto subito che la rosa non era buona.

    • Luca Russo

      Abbiamo battuto Fiorentina e Juventus di sicuro, se non ricordo male pure l’Inter, e il Napoli la sua Champions l’ha persa in parte anche all’Ennio col 2-2 che fece tanto infuriare i partenopei. Non mi sembra un curriculum ‘degno’ di una squadra da retrocessione. Poi…che una piccola debba essere grande innanzitutto con le squadre del suo stesso livello, è un altro paio di maniche. Ma ai nostri non mancavano i mezzi per dare di più di quel (poco) che han dato.

      • Russo, nel girone di ritorno hai fatto 17 punti daila’,
        con nocerinovarela lila e rodriguez,non ti salvavi manco con messi e Ronaldo,l’assassinio e’stato compiuto al mercato estivo.

        la sepoltura e’ avvenuta mesi dopo dopo accurata autopsia

        • Non sono d’accordo. Il problema non è stato il calciomercato estivo, quanto l’ubris dell’andiamocela a riprendere. Se si fosse seguito il consiglio del Grillo Parlante, durante il mercato estivo avrebbero dovuto dimettere tutti gli eroi della conquista della mancata Uefa, a iniziare dall’allenatore, sostituendoli magari anche con parte di quelli pescati a strascico, ridimensionando gli obiettivi e facendo cassa con quei giocatori. E’ chiaro che la mole debitoria alle spalle si sarebbe ulteriormente consolidata, però un minimo di ristrutturazione si sarebbe potuta tentare e magari qualche soluzione anche per un passaggio più indolore di proprietà, con il mantenimento della categoria, si sarebbe potuto fare.
          Ma, attenzione bene: a urlare “andiamocela a riprendere” non fu il solo Plenipotenziario (nel frattempo abbandonato a se stesso dall’armatore), ma anche tutti coloro che lo sostenevano, abbagliati dal suo indubbio fascino.
          Probabilmente, però, Parma avrebbe capito ed accettato l’onestà di un ridimensionamento, se spiegato con umiltà e sincerità, magari aiutando fattivamente. Così, invece, la “nostra gente” si è sentita presa per il culo con l’effetto “Piazzale Loreto”, cioè con il passaggio dalla magnificazione alla lapidazione…
          Quindi, assioma, a mio modo di vedere, non è stato un problema di allestimento di squadra, quanto di strategia sbagliata. Tutto questo, sempre, volendo fino a prova contraria concedere la buona fede.
          Cordialmente
          Gmajo

          • Simone B.

            Bravo Gabriele,
            I tifosi e la stampa sono i primi ad aver permesso l’omicidio e poi fatto diventare il LEO l’unico capro espiatorio della stagione nefasta, quando un paio di mesi prima gli battevano le mani e si leccavano i baffi quando lo sentivano parlare!!!!!

          • scusa eh ma hai detto quello che pensavo io e non sei neanche d’accordo 🙂

          • Simone B.

            Assio,
            Per una volta di la verità….quanto ti manca il sigaro del Leo???? Senza parlare della sua gestualità!!!!! €€€

          • Simone B. occhio a dirlo due volte che vado giu’ a latina ad urlarglielo ancora dove se lo deve infilare il sigaro e sempre dalla parte accesa…checche’ se ne dica (prima di parma genoa 2014) 🙂

          • Simone B.

            Proprio in questi minuti a Latina c’è una contestazione davanti all’hotel….sempre nel lecito checche se ne dica..povar Mariga

      • Gatto molle

        Si può vedere i giocatori dell’anno scorso dove sono finiti per capire il valore che hanno per gli addetti ai lavori, perchè non si è fatto saltare il banco l’ha spiegato a chiare lettere Galloppa in un’intervista a Modena, non è saltato perchè la maggior parte dei calciatori voleva continuare a giocare per mettersi in mostra nel campionato di serie A per strappare un contratto l’anno seguente così da ridurre al minimo il rischio di rimanere a spasso. Non capisco perchè a Parma a quell’intervista non venga dato peso, non capisco perchè si continua ad utilizzare la narrativa secondo cui si è continuato a giocare per i dipendenti e per una possibilità di restare in B, Galloppa ha mentito oppure ha mentito chi ha detto il contrario? A me sembra più verosimile la seconda, non è per far polemica però nemmeno fare la figura di quello che crede alle favole ed agli eroi….

  • Gianfranco

    Il problema è stato che seppur la cifra tecnica della squadra potesse ambire quantomeno a lottare per una difficile salvezza, i giocatori e lo staff tecnico si sono ritrovati con una società autodeligittimata a partire da metà novembre. Difficile lavorare in una situazione del genere. Poi, se vogliamo aggiungere che il tracollo è iniziato ben prima di novembre, questo avvalora ancora di più la tesi da molti sostenuta, che per i giocatori sia stato più semplice tirar fuori gli attribuiti (se vogliamo definirli così) a retrocessione certificata quando, senza più nulla da perdere (anzi con l’interesse di guadagnarsi un contratto per la stagione successiva) hanno sfoderato prestazioni di livello contro Juve, Napoli, Palermo e Sampdoria. Tanto, all’epoca, anche una sconfitta di misura era vista come un trionfo. Troppo comodo.

    • Credo sia appunto quello che sostiene anche il columnist…
      Io stesso condivido: ci sono state eroiche celebrazioni, ma all’assassinio, sul piano sportivo, contribuirono pure i calciatori, rendendo ulteriormente invendibile il fardello…
      E anche la tesi sostenuta da Luca Russo circa le ragioni dell’occasione mancata del salto del banco mi pare più veritiera rispetto alla vulgata per cui si sarebbero voluti favorire i dipendenti.

      • esattamente quello che dicevo io mosca bianca mooolto tempo fa,e ci metto anche l’allenatore che ha avvallato scelte tecniche da tso,qui se avessimo avuto una squadra che si fosse salvata sul campo ne avremmo viste delle belle

        • Luca Russo

          E infatti il mio grande rimpianto è non aver visto come sarebbe andata a finire, se ci fossimo salvati sul campo…

  • Ma perchè si continua a battere la testa sui muri!?

    1. Il passato è passato, a questo punto PER FORTUNA.

    2. Quei giocatori che ora vanno a leccare il culo al leo (con la lettera minuscola), tanto non credo che li vedremo mai alle nostre latitudini.

    3. Ma non ne avete le tasche piene di rivangare i discorsi del passato? L’anno scorso è stato VOMITEVOLE. Preferirei lasciarlo dov’è. dell’anno scorso tengo solamente tutto il sistema di campanelli d’allarme, insomma bisogna pur aver imparato la lezione.

    Detto ciò basta..

    Sembra quasi che il filare liscio, il funzionare del nuovo Parma sia un po’ troppo…bello, quasi troppo noioso, per ispirare le parole di un articolo…PER FORTUNA PERO’ NON SIAMO IN UNA CANZONE DI MASINI E QUANDO E’ ORA DI RIDERE, RICORDIAMOCI DI FARLO…d’altronde siamo in credito di soddisfazioni no? …

    Allora su dai, non martoriamoci…non serve.

  • mauro "morosky" moroni

    La rosa, seppur ristretta dalle partenze di Parolo e Marchionni…( pilastri fondamentali del centrocampo ) ha dovuto pagare, oltre ai dissesti economici, anche le seguenti assenze : Cassani e Paletta ..se non ricordo male, tutto il girone d’andata, e Biabiany..tutto l’anno oltre al fatto che, a gennaio 2015, inizio girone ritorno, Cassano..Amauri, Paletta e chi altro ?? sono stati ceduti …
    convengo cmnq…sul fatto che ci si poteva salvare sul campo..
    ma, col senno di poi…..
    ..è andata così..ed oggi..sono felice di essere qui…sempre appassionato ..ma di questa nuova novella relatà sportiva ..a nome ..Parma Calcio 1913….
    un grazie a Majo…a Russo ma, soprattutto a Marco Ferrari…
    ciao
    morosky

  • Ho letto l’articolo e condivido pienamente. Solo una poccola memoria, il campionato della scorsa stagione è iniziato l’ultima settimana di Agosto e fino alla famosa data del 16 novembre, dove tutto ha inizio, nel senso che non sono stati onorati gli stipendi e quindi inizio della discesa, il Parma FC aveva in classifica la “bellezza” di 4 punti, in 10 partite 4 punti. Allora il mio pensiero, seguendo le successive vicissidutini e interviste varie, tutti sapevano che da circa 2 anni antecedenti il Ghirardi (e parlo solo di Ghirardi perchè a più di qualche persona sfogge il particolare che il proprietario e quindi la persona che deve mettere mano al portafoglio era Ghirardi e non l’altro) pagava gli stipendi l’ultimo minuto dell’ultimo giorno, quindi al 16 novembre i nostri “eroi” erano tranquilli della solita storia, quindi non avevano “pressioni” o “pensieri”, e allora mi domando, non potevano pensare prima ai veri dipendenti anzichè entrare in campo come 11 zombi ? 10 partite con disponibilità di 30 punti, raccolti solo 4….noi eravamo già retrocessi in tempi insospettabili. Poi solo due parole, una per il capitano, tutto potrebbe andar bene per quel che ha detto, quel che afferma e quel che ha fatto, però adesso comincia a diventare stucchevole e ripetitivo, ma gli ricordo che lui a differenza di altri giocatori è stato il primo fautore nel far proseguire il giocattolo e stando quotidianamente sotto braccio al Sig. Tavecchio, sempre lui non più tardi di 2 mesi fà ha dichiarato che il Sig. Tavecchio ha fatto il possibile per aiutare il Parma….e adesso ?? Capitano la rispetto ma le chiedo di non prenderci per cogl..ni, la vita è fatta di ipocrisia e trovo del tutto inutile fingersi capo popoli, anche il più cretino tifoso ha capito e sà che lei è rimasto a Parma perchè il suo obbiettivo il prossimo anno è fare il Direttore Sportivo e se così sarà poi come giustificherà la sua dichiarazione di un mese fà dove affermava che questo calcio è sporco ? Io se trovo un ristorante sporco non ci vado a mangiare….a me lei dà l’impressione che parla bene ma poi alla fine razzola male. Consiglio ? Continui a fare il calciatore e domani il dirigente ma almeno con l’accortezza di parlare poco, altrimenti mi diventa ipocrita come tutti. Altra considerazione riguarda Leonardi in serie B. Il mio pensiero è come quello del direttore dove si afferma le responsabilità dello stesso che in primo tempo sembravano superiori al proprietario e invece strada facendo mi stò rendendo sempre più conto che forse se non arrivava Leonardi al Parma, e quibdi a fare delle operazioni di mercato che hanno fatto cassa, il Parma sarebbe già fallito dal 2010, più vado avanti e più mi rendo conto che forse è stato incul…to anche lui dal Ciccio Ghirardi e soprattutto penso dalla famiglia….anzi meglio dire dalla Mamma. Questo ovviamente non toglie le sue responsabilità e il suo comportamento avuto in questi anni, però sarebbe magari ora si rivedere un pochino la storia, poi adesso non mi si dica la storiella del prestito di un milione perchè se non ricordo male ci sono state dichiarazioni di un curatore in conferenza stampa dove alla domanda precisa ha risposto che esiste un credito e un debito e quindi una compensazione dove, se non ricordo male concludeva a favore di Leonardi ma che lo stesso non si era presentato nello stato passivo del debito Parma…e qui ovviamente dico, ci mancherebbe altro. Chiudo la mia nauseante letterina parlando del Latina e di Leonardi, ma forse non si legge che ci sono rinvii a giudizi della procura di Cremona, Catanzaro e Catania con più di 250 tesserati, compreso il nostro allenatore della nazionale (ronviato a gusizio e già per la seconda volta), ma a me non sembra che nessuno urla vergogna, compreso il nostro capitano e magari le procure sopra riportate parlano di calcio scommesse, penso reato ben più grave di un fallimento societario, più grave perchè inserite in un contesto dove l’illecito sportivo è la base di questo e di tutti gli sport….senza contare i milioni di scommettitori che hanno ricevuto un danno da questi bei signori. Allora dobbiamo fare pulizia ? Iniziamo dal Sig. Tavecchio e dal suo mentore Lotito vediamo quante azioni giudiziarie hanno avute ? Poi puliamo chi si vende le partite e poi puliamo chi non è in grado di gestire una azienda. Grazie

    • Luca Russo

      Dovrei risponderti con un quoto, ma non siamo su un forum, bensì nello spazio commenti di un giornale on line. Al di là di questa sfumatura, probabilmente l’investimento Leonardi fu fatto da Ghirardi proprio nell’otticca di avere qualcuno che a furia di operazioni di mercato rifacesse il look al bilancio della società, pesantemente sfigurato dagli effetti della retrocessione. Forse mi sbaglio, ma tra il 2010 ed il 2011, fu proprie grazie al suo lavoro che il Parma chiuse un bilancio col segno più. Però non ne sono sicuro al 100%.

      Questione lider maximo Lucarelli. Come la società avrebbe fatto bene, nell’estate del 2014, ad annunciare candidamente di aver la necessità di ridimensionarsi per tirare a campare, invece che manifestare il proposito, piuttosto inopportuno, di andare a riprendersela (non si sa bene dove né con chi), così il capitano farebbe bene ad evitare di continuare a giustificare la scelta di andare avanti, di non rompere le scatole ai poteri forti del calcio nostrano, con la voglia di tutelare gli interessi degli ‘eroici’ dipendenti: piuttosto che nascondersi dietro una mezza bugia, o una mezza verità che dir si voglia, sarebbe meglio che si rifugiasse nel silenzio, ché l’opinione pubblica ormai ha ben compreso chi ha tratto benefici dalla scelta di continuare a giocare e chi invece ne è stato in qualche modo penalizzato. Ma mi pare di averlo già spiegato nel pezzo…

    • Non sono d’accordo sul discorso stipendi e tranquillità dei giocatori…perché i nostri professionisti venivano dalla grana UEFA e altri segnali della disfatta economica (vi ricordate la lite Leo-Cassano negli spogliatoi?).
      Però è verissimo che eravamo proprio alla disperazione totale in fatto di gioco e grinta ma non tanto diversi dalle altre squadre da salvezza

      • Le turbolenze sugli stipendi era una costante dell’ultima parte della gestione Ghirardi, ma sposta questo, sposta quello, ogni scadenza veniva, con molti versi da gatto, sistemata.
        Quindi da quel punto di vista niente di nuovo sotto il sole. Unico alibi, se vogliamo, l’uscita di scena di tom, con la famosa conferenza show del 30 maggio. Il leo, però, anziché cogliere la palla al balzo come il ghiro, si immolo’ caricandosi il fardello sulle spalle, tentando di fare l’eroe, sopravvalutando se stesso e le proprie risorse creative e pagando anche qualche sfiga (biabiany): incidenti che però van messi in conto quando si continua a fare i funamboli camminando sul vuoto…

        • Simone B.

          aiuto sembri il mio ventriloquo….oppure io il tuo…
          quando torniamo il serie A e c’è bisogno di piu personale fammi assumere…

    • Simone B.

      Sulla questione Leonardi qualunque persona libera di pensare e con un po’ di sale in zucca giunge alle nostre stesse conclusioni!!!! Completamente d’accordo con te!!!!
      Io sostengo da sempre che le colpe sono 95% armatore e 5% ammiraglio….
      Però chissà perché a Parma si vuole a tutti costi metterli sullo stesso piatto…anche dagli addetti ai lavori!!!!

      • Beh, Dio… sulle percentuali mi pari un po’ troppo sbilanciato a favore dell’ammiraglio e contro l’armatore. Al di là delle simpatie o antipatie personali bisognerebbe sempre sforzarsi di essere obiettivi, cosa che personalmente ho cercato di fare, pur tra tutti le diffidenze e i luoghi comuni, in questi anni, senza mai infierire, poi, sull’uomo morto.

        Io resto dell’idea che sia il Ghiro che il Leo possano avere a propria volta subito qualche fregatura: chi vivrà vedrà…

      • Fourth of May

        Ma chi sei Simone B. Il figlio di Leonardi? Ma come si fa a sostenere una tesi del genere? Un buco di centinaia di milioni di € creato in 7 anni a Parma, non a Milano, durante i quali il tuo pupillo non era un dirigentucolo ERA L AMMINISTRATORE DELEGATO o come piaceva chiamarlo a Maio il plenipotenziario. Quindi secondo ti il tuo eroe ha responsabilità risibile nel disastro?
        Aspetto con ansia il Tribunale di Parma. Vedi mai ti faccia scendere dal pero

        • caro Fourth ma perchè prima di commentare non provi a leggere tutto quello che hanno scritto ?? O meglio perchè commenti cose che si dicono al bar e senza informarti ? Prova a vedere i bilanci del parma fc, giugno del 2009 (un mese prima dell’arrivo Leonardi), Ghirardi ha chiuso il bilancio con un debito di 200 ml di euro, l’ultimo bilancio chiuso prima del fallimento ? 200 ml di euro, quindi cosa significa per lei ? Se non lo capisce magari le spiego che il Sig. Leonardi era stato preso proprio per far si che i bilanci diminuivano nella voce debito con operazioni di mercato. Ora basta vedere i giocatori arrivati e venduti e tiri lei le conclusioni….una cosa è certa che il debito quando è arrivato Leonardi era già presente e causato da Ghirardi nel primo anno di A e poi di B….e quando Leonardi è andato via il devito era identico. Poi il Leonardi ha fatto altri errori come esempio fidarsi della famiglia Ghirardi e Paciotti e di non essersi dimesso anche lui a Maggio 2014…
          grazie

          • Simone B.

            Andrea T.,
            I fully agree with you!!!

          • Matteo Allegri

            C è da dire che l’ abolizione delle comproprietà diedero una bella mazzata al Leo e alle sue strategie…

          • Fourth of May

            A.t. ma ci credi davvero a quel che scrivi?
            Comunque senza farla tanto lunga è indagato per concorso in bancarotta fraudolenta. Aspettiamo notizie dal Tribunale di Parma e poi vediamo

          • oh chiunque lei sia,vale la stessa esortazione fatta al dott. Leonardi,mi raccomando dalla parte accesa

  • il Columnist ha scoperto l’acqua calda……

    • Può darsi, ma non mi pare che sia cosi diffusa la sua vulgata. E come lei ha pieno diritto di esprimere il proprio punto di vista, originale o meno che sia…

    • Luca Russo

      Se si trattasse di acqua calda e basta, perché la mia opinione non è diffusa come invece dovrebbe essere? Si ricordi, Attila, che oggi giorno non manca la libertà, mancano solo gli uomini liberi.

  • penso sia stato detto e fatto chiarezza I CALCIATORI NON HANNO CONTINUATO PER I DIPENDENTI … forse una cosa e’ stata dimenticata che hanno continuato perché da marzo o aprile gli e’ stato dato lo stipendio……..e con i contratti che hanno anche il 50 % come accordato si tratta in 3 mesi di circa 100.000 ai 200.000 a testa che non sono pochi gia’ sufficiente per dire che non hanno lavorato per nulla (esempio mirante 800.000 anno netti sarebbero 200.000 netti che abbiano concordato 50 60% ma sono sempre bei soldi )
    POI fino all ultimo loro pensavanoche cosi facendo non falliva il parma e quindi la meta’ li avrebbero recuperati !!!! alcuni come marchionni e amauri addirittura volevano tutto per cui ben gli sta e dove poteva finire uno del genere se nona latina ?

  • Sicuramente i dipendenti sono stati strumentalizzati dai calciatori, che son sempre molto astuti e/o ben consigliati, ma a mio avviso ritirarsi sarebbe stato umiliante e antisportivo oltre che inutile.
    Anche a mio parere la colpa è in gran parte di Ghirardi ma che Leonardi lavori la stagione successiva come se nulla fosse è scandaloso e inaccettabile.
    Comunque inutile rigirare il coltello nella piaga, quel che è stato è stato e abbiamo modo per rifarci con gli interessi.

  • una mosca mi ha detto ..

    direttore, le risulta che Leonardi abbia avvocati parmigiani noti …?

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