LA FABBRICA DI SOGNI SI ALIMENTA DI VITTORIE, MA PER TENERE IN PIEDI LA BARACCA SERVONO I CONTI IN ORDINE. PERO’ DOPO LA SCORSA STAGIONE POTER ANCORA SOGNARE NON E’ ROBA DA POCO…

(Andrea Belletti) – Se riavvolgiamo un attimo il nastro e pensiamo al Parma Calcio dell’anno scorso ci ritroviamo catapultati in una realtà distante anni luce da quella che i tifosi gialloblu stanno vivendo oggi. Sembra quasi che tutte le angherie del passato insieme alle percosse dei vari mangiafuoco che si sono succeduti purtroppo in regolare sequenza (Ghirardi, Taci, Manenti, ecc. ma la lista è lunga )siano servite per dare una nuova verginità a tutto il sodalizio più rappresentativo della nostra città. Nessuno vuole più rivivere la farsa dell’anno scorso, un teatrino penoso di cui il calcio già ampiamente scosso al suo interno dai vari scandali, non ne aveva assolutamente bisogno. Va dato merito a tutta la città, ai tifosi e al nuovo corso societario di aver realizzato un nuovo progetto fatto di sport allo stato puro. E’ vero che è difficile parlare dei massimi sistemi in un ambiente in cui il dio denaro la fa da padrone, ma a Parma forse hanno capito che se il calcio non veicola anche valori importanti, storie da ricordare e successi insperati, perde gran parte del suo sapore. Anche per questo oggi vediamo al Tardini 10.000 persone pronte a incitare la propria squadra contro la Fortis Juventus. Sono d’accordo però con Luca Russo quando scrive che di questi tempi un anno fa si poteva far saltare il banco. In un calcio inquinato in cui sguazzano e la fan da padrone fantomatici furbetti del quartierino, si poteva sfruttare l’occasione di bloccare la regolarità del campionato fino a che non si fosse smesso di nascondere la polvere sotto il tappeto. In realtà non è andata così il Parma è fallito ugualmente, ma la vita va avanti e adesso godiamoci questo sogno. Tante sono state le pene passate quanto radioso il futuro che ci aspetta. Non perdiamo questa occasione. L’occasione di chi vuole essere d’esempio, l’occasione di chi vuole dimostrare la sostenibilità dei conti e di chi vuole mettersi in gioco in un progetto vincente. Perché è vero che per tenere in piedi la baracca servono conti in ordine, ma è altrettanto vero che la fabbrica dei sogni si alimenta di vittorie. In questa stagione il Parma sta facendo più che bene: sembra quasi che stia passeggiando in un campionato che gli va stretto, ma che nessuno si aspettava così privo di scossoni. Campionato già chiuso quindi? No di certo, ma chi vivrà vedrà… Chi seguirà la gara di domenica contro l’Altovicentino potrà azzardare una previsione abbastanza attendibile sull’esito finale della stagione. Già: perché in caso di vittoria dei ducali il Parma sarà chiamato esclusivamente a gestire il vantaggio. Il che vista la qualità media degli avversari non dovrebbe essere un rompicapo. Se gli uomini di Zironelli vestiranno i panni con cui si sono presentati al Tardini all’andata non dovrebbe essere un problema per i ragazzi di Apolloni fare un sol boccone degli avversari. Se il Parma dovesse pareggiare o addirittura perdere allora va valutata la tenuta mentale della truppa di crociata chiamata a continuare la corsa con i veneti visibilmente minacciosi dagli specchietti. Adesso sembra girare tutto bene e i crociati si presentano al big match con il vento in poppa. Grazie ad Apolloni, uno che martella i suoi sull’atteggiamento da tenere in campo ben consapevole che in una scienza inesatta come il calcio la pur minima distrazione rischia di essere pagata a caro prezzo. Indipendentemente da quello che sarà il risultato della gara c’è da essere fiduciosi e concedere credito a questa società che sin qui ha lavorato tanto bene. Il Parma Calcio 1913 si sta rivelando un progetto ambizioso sano e vincente. E questo non è che l’inizio. La valanga gialloblu ha come primo obiettivo quello di poter disputare ancora il derby con i cugini l’anno prossimo per poi poter arrivare a fare la voce grossa anche ai piani più alti. Quando si darà fastidio al Palazzo e ai poteri forti e quando molte società saranno costrette a prendere come modello proprio quello del Parma per non abbassare la saracinesca. Con la speranza che l’essere partiti in anticipo possa darci la possibilità di sbaragliare la concorrenza per poter puntare sempre più in alto. Sto vaneggiando? Forse sì, forse cambiare il mondo del calcio può rivelarsi una lotta contro i mulini a vento. Ma sarebbe importante che un segnale forte arrivasse da Parma. Intanto noi oggi possiamo ancora sognare. E non è poco. Andrea Belletti

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 pensieri riguardo “LA FABBRICA DI SOGNI SI ALIMENTA DI VITTORIE, MA PER TENERE IN PIEDI LA BARACCA SERVONO I CONTI IN ORDINE. PERO’ DOPO LA SCORSA STAGIONE POTER ANCORA SOGNARE NON E’ ROBA DA POCO…

  • 20 Gennaio 2016 in 18:00
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    Volevo sapere un paio di cose sulle biglietterie ducali

    Devo kiedere al Responsabile Corrado Sani

    O posso disturbarti Majo sulla questione

    • 20 Gennaio 2016 in 18:05
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      La vendita dei biglietti per le trasferte è a cura del Centro coordinamento parma clubs

      • 20 Gennaio 2016 in 18:22
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        NON è x i biglietti Direttore o il ccpc

        Riguarda la struttura in sè e altri motivi

        Ne riparleremo più avanti ke è meglio

  • 20 Gennaio 2016 in 18:20
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    La vendetta è un piatto che va servito freddo 😉

    • 20 Gennaio 2016 in 21:05
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      La vendetta è un piatto che va servito dopo averlo riscaldato col microonde.

  • 20 Gennaio 2016 in 23:56
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    La vendetta è un piatto che avvolte è difficile da digerire, molto peggio dei peperoni.

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