VIAGGIO IN PROVINCIA, di Luca Savarese / QUANDO SANTE GAIARDONI, DA VILLAFRANCA VERONESE, ANDAVA PIU’ VELOCE DI TUTTI NEL VELODROMO OLIMPICO DI ROMA 1960

(Luca Savarese) – Agosto 1960, Roma. La Breccia di Porta Pia ha da poco compiuto novantanove anni, ma un ragazzo su una sella con due ruote dentro una pista, sta per fare breccia nel cuore di molti sportivi, amanti delle storie vere, con i fertilizzanti del sudore, mica dopate o pompate. Questo ragazzo è Sante Gaiardoni, nato a Villafranca Veronese, il 29 giugno del 1939. La spinta gliela dà papà Bepi, che di spinte se ne intende. Infatti di lavoro fa il meccanico: se non riesce a spingere e a rimettere in moto le macchine lui, pochi ci riescono. Segue, spinge e sprona il giovane Sante in quello che al figlio riesce bene: andare in bicicletta, lui è un pistard. Ha lo scatto nelle gambe. Papà Bepi crede in lui e lo accompagna. Dal Veneto si viaggia verso Roma. Non dei giorni qualsiasi attendono il figlio Sante, ma l’Olimpiade, in terra italiana, la XVII delle storia. Sante vuole stupire tutti, per primo il papà. E ci riesce. E’ oro sante gaiardoni e minanella gara del chilometro da fermo, ed è un oro con tutti i sacri crismi, addirittura con record mondiale di 1′, 7”,20. Caspita, papà Bepi lo ha spinto bene! Il genitore quasi non sta più in sé: vuole prendere la medaglia che Sante ha ancora al collo, per baciarla, perché in quell’alloro, c’è anche un pezzo di lui e dei suoi consigli. Sante ha ventuno anni, ma presenta il giusto mix di esplosività fisica e personalità per gestire emozioni e momenti solenni. Il fatto che fosse molto forte, lo si era intuito da tempo e lo si seppe ancor più chiaramente alcune settimane prima, quando a Lipsia, vinse il titolo mondiale su pista, riuscendo ad avere la meglio sul fortissimo padrone di casa Leo Sterckx e mettendo fine alla leadership del connazionale Valentino Gasparella, dietro al quale era arrivato, nelle due precedenti edizioni. Lo sprint del mondiale, lo sprint del padre, ora Sante era pronto per sprintare anche a livello olimpico. Dopo aver portato a casa la specialità del chilometro da fermo ecco anche l’oro nella velocità. Nella finale della prima medaglia iridata, disputata nel bel velodromo capitolino, oggi abbattuto, dopo anni di trasandatezza, Sante, la sera del 26 agosto, partì per ultimo. Sapeva quello che i suoi avversari erano stati in grado di fare. Ora, doveva andare lui. Un piccolo battibecco tra il commissario tecnico ed il giudice di gara su quale sequenza vocale fosse opportuno pronunciare in sede di partenza: “Pronti-via-sparo” o il tradizionale “Attenzione-pronti-sparo”, fece partire con un attimo di ritardo l’atleta veronese, che non si fece poi più di tanto distrarre. Prima fece attecchire le sue ruote sull’asfalto di mogano poi spinse alla grandissima sui pedali e schizzò come un proiettile. Il velodromo, i romani e gli spettatori delle altre nazionalità, rimasero a bocca aperta. Per un minuto non il ponentino, ma il vento forte e fiero di Sante Gairdoni aveva soffiato sulla capitale e sulla sua gloriosa Olimpiade. Non ci fu nemmeno il tempo per accorgersi di quello che gli era accaduto, poiché dopo un quarto d’ora, bisognava disputare le gare valide per gli ottavi di finale della velocità. Sante, per la felicità e l’incosciente consapevolezza di potersela ormai giocare con tutti ed in tutte le prove, sembrava un carillon allegro che non si riusciva più a fermare. Poi, nei giorni successivi, arrivò anche il secondo successo iridato nella velocità. Ma, quel 26 agosto 1960, il giorno della sua prima impresa olimpionica, fu il giorno più lungo e forse anche il più bello per Sante Gaiardoni. E per papà Bepi. Oggi il Villafranca, magari prima di entrare in campo, proverà a pensare per un attimo al concittadino Sante, e chissà, magari, viaggerà anch’esso veloce. Luca Savarese

La foto in evidenza ritrae il ciclista Sante Gaiardoni con la cantante Mina al Velodromo Vigorelli di Milano nel 1962 – (Archivio Toscani/Gestione Archivi Alinari, Firenze)

LE PRECEDENTI PUNTATE DI VIAGGIO IN PROVINCIA, di Luca Savarese

1^ puntata: Arzignano (06.09.2015)

2^ puntata: Villafranca (13.09.2015)

3^ puntata: Borgo San Lorenzo (16.09.2015)

4^ puntata: Valdagno (20.09.2015)

5^ puntata: Budrio-Mezzolara (27.09.2015)

6^ puntata: Correggio (04.10.2015)

7^ puntata: Chioggia Sottomarina (11.10.2015)

8^ puntata: Cervia Milano Marittima (15.10.2015)

9^ puntata: Forlì (18.10.2015)

10^ puntata: Brescello (25.10.2015)

11^ puntata: Romagna (01.11.2015)

12^ puntata: Carpi (08.11.2015)

13^ puntata: Legnago (13.11.2015)

14^ puntata: San Marino (15.11.2015)

15^ puntata: Imola (22.11.2015)

16^ puntata: Rovigo (29.11.2015)

17^ puntata: Ravenna (06.12.2015)

18^ puntata: Bellaria-Igea Marina (13.12.2015)

19^ puntata: San Mauro Pascoli (20.12.2015)

20^ puntata: Arzignano (06.01.2016)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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