IL COLUMNIST / APOLOGIA DEL CARO E VECCHIO “CATENACCIO”: SE NON HANNO REMORE JUVENTUS E NAPOLI, PERCHE’ DOVREBBE AVERNE IL PARMA?

(Luca Russo) – Sia ieri che l’altro ieri, a margine della sfida pareggiata con la Ribelle, si è parlato più della pessima prova offerta dall’arbitro Santoro di Messina, della stravagante e indimenticabile esultanza di Barayeche gli è costata il secondo giallo dopo il primo ricevuto per una simulazione colta solo dal direttore di gara siciliano – e dello sfogo di capitan Lucarelli a fine partita che non della partita stessa. Anche contro i romagnoli si è visto un Parma slegato, che ha attaccato dando l’impressione di non avere uno spartito da seguire e senza la velocità e la precisione delle domeniche migliori. Difensivamente la squadra si è disimpegnata parecchio bene: ok, si è incassato un gol probabilmente evitabile, ma come ci ha ricordato Benassi, se non ci fossero degli errori, individuali o collettivi che siano, tutte le partite finirebbero 0-0. Nel complesso, la fase di filtro, interdizione e chiusura non è stata deludente come quella di costruzione, che invece da qualche tempo a questa parte non distribuisce i dividendi sperati. La sensazione è che i Crociati ogni giornata vadano più piano di quella precedente. Che stiano attraversando un momento di flessione, soprattutto in termini di manovra, ma nelle ultime settimane anche di risultati, mi pare evidente. Al contrario, non molto chiari sono i motivi che lo hanno originato. E tra i tifosi, non tutti per la verità, inizia a serpeggiare un po’ di malumore misto a insoddisfazione per un campionato che “avremmo dovuto distruggere già da un pezzo e che invece è in un modo o nell’altro ancora aperto”. Sul banco degli imputati Luigi Apolloni. La tesi dell’accusa è la seguente: questa rosa sarebbe prima anche se in panchina ci fosse un altro allenatore; di più: se il tecnico laziale non avesse rinunciato a quella del Lentigione, i ‘nipoti’ di Don Camillo e Peppone non sarebbero più su in classifica; va bene che dalle nostre parti sta facendo incetta di record, conservando l’imbattibilità e dominando un campionato che gli basterebbe semplicemente vincere, ma in vista della prossima stagione (che noi tutti ci auguriamo sia in Lega Pro) ce ne serve uno che abbia più carisma e conoscenze tecnico/tattiche e che sappia realmente fare la differenza. Mi vien da dire: ma come? Uno che sta incenerendo la concorrenza, che ha saputo forgiare un gruppo allestito in netto ritardo rispetto agli altri, non potendolo preparare così come han fatto i suoi colleghi con le rispettive truppe, e che ha dato al suo team un equilibrio per cui quando gli va male male al massimo pareggia, non sarebbe idoneo per avere una chance al piano di sopra? Per quanto mi riguarda, lo sarebbe; secondo qualche tifoso gialloblù, no. Diversi gli addebiti sul conto del Rosso di Frascati. Ne cito tre in ordine sparso: scarsa attitudine a leggere le partite, gioco dato alla squadra tutt’altro che riconoscibile, poca propensione a scompaginare i piani e a inventarsi qualcosa che non sia previsto dalla scaletta o dal copione. Sui primi due sono in perfetto disaccordo: a Rovigo come a San Marino, Apolloni con le sue mosse, ha deviato il corso del match, modellandolo a proprio piacimento e in funzione del bene della sua squadra, e i risultati mi pare si siano abbondantemente visti; il gioco, più che poco riconoscibile, mi sembra, all’opposto, accuratamente codificato, tanto che le nostre avversarie son riuscite a decodificarlo, a prenderci le misure, a farci la tara e a capire quali armi sfoggiare per impedirci di sguinzagliare i cavalli di cui è provvisto il motore che è stato messo a punto e ci è stato consegnato dalla casa madre. Sottoscrivo, invece, l’ultimo appunto: difficilmente il mister fa qualcosa di inaspettato. Per carità, domenica Corapi a sinistra è stato un imprevisto, opportunamente calcolato, che, pur se annunciato alla vigilia della partita contro gli All Blacks di Castiglione di Ravenna, abbiamo accolto con estrema sorpresa. Peccato non sia stato granché utile ai fini del risultato. Ecco, mi aspetto che Apolloni provi a sorprenderci con mosse che siano in grado di irradiare i loro benefici fin sulla classifica. Del tipo? Mi piacerebbe che l’attuale canovaccio tattico, ovvero il 4-2-3-1, fosse interpretato diversamente dai calciatori Crociati, e cioè preferendo la strategia della ripartenza a quella per cui tocca a noi, sempre e comunque, rompere il ghiaccio. Del resto è così che abbiam vinto a Valdagno e sbloccato lo 0-0 di partenza con la Clodiense. Il fatto di essere la superpotenza del girone non deve farci credere di essere strutturalmente inadeguati a un gioco del genere: il Napoli di Mazzarri, non la peggiore versione delle varie formazioni partenopee che si sono alternate al San Paolo (e fuori) dal ritorno in A del club del capoluogo campano, ma anzi forse la migliore e indubbiamente quella più divertente (almeno secondo il parere di chi vi scrive), ha costruito le sue fortune sul contropiede, che gli ha permesso di conquistare una coppa nazionale e l’accesso alla Champions League, manifestazione nella quale è riuscito a spingersi fino agli ottavi, venendo eliminato dal Chelsea poi trionfatore di quella edizione; l’altra sera, nell’incrocio ad alta quota dello Juventus Stadium, i campioni d’Italia in carica, proprio al cospetto degli azzurri, han deciso volontariamente di lasciargli il pallino in mano, salvo poi colpirli e affondarli all’ultimo respiro: naturalmente con un attacco che somigliava molto ad una ripartenza. Segno che non è necessario essere i più deboli per essere educati al vecchio e caro, ma estremamente efficace catenaccio (tanto utilizzato, tra gli altri, da Nereo Rocco, che in carriera, ricorrendo quasi sistematicamente a un abbigliamento assai abbottonato, qualche trofeo lo ha messo in bacheca), e utilizzarlo quando s’immagina possa tornare utile. Se lo hanno fatto il Napoli e la Juventus, non le cenerentole del calcio italiano, perché mai non dovrebbe o potrebbe farlo il Parma? Luca Russo

5 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / APOLOGIA DEL CARO E VECCHIO “CATENACCIO”: SE NON HANNO REMORE JUVENTUS E NAPOLI, PERCHE’ DOVREBBE AVERNE IL PARMA?

  • 16 Febbraio 2016 in 23:52
    Permalink

    Si, è una idea pratica e razionale. Comunque aspetterei di vedere come stiamo in primavera. Tanto manca poco più di un mese.

  • 17 Febbraio 2016 in 09:21
    Permalink

    Carissimo Luca Russo scrivi:
    “strategia della ripartenza a quella per cui tocca a noi, sempre e comunque, rompere il ghiaccio.”
    “Il fatto di essere la superpotenza del girone non deve farci credere di essere strutturalmente inadeguati a un gioco del genere: il Napoli di Mazzarri”
    Non puoi paragonare il calcio dilettantistico a quello professionistico, ma chi vuoi prendere in giro?
    Ci vuoi raccontare la favola di Cenerentola??
    BASTAAAAAAAAA FAVOLE….
    Testa bassa e pedalare…questa è la D.
    (sempre se la si vuole vincere)

  • 17 Febbraio 2016 in 11:21
    Permalink

    e noi come dei NADOR…..ma vaffan…..

  • 17 Febbraio 2016 in 17:04
    Permalink

    Avevo parecchi dubbi su Apolloni perchè non mi aveva convinto molto il suo lavoro nelle esperienze italiane precedenti. Detto questo credo che molti di coloro che lo criticano non abbiano mai visto partite delle sue squadre perchè la mia impressione è che il “suo” calcio sia un gioco abbastanza speculativo, basato soprattutto sull’organizzazione difensiva. Quest’anno il mister ha avuto l’intelligenza e quindi il pregio di capire sin da subito quelle che sarebbero state le esigenze tattiche ed ha lavorato su una formazione palesemente offensiva. Non è che si possa scegliere, gli avversari stanno dietro a far falli e perder tempo, cercano di ripartire se possibile e noi le partite le dobbiamo vincere.. L’unica squadra che col Parma se la gioca a viso aperto è l’Alto e a Valdagno abbiamo probabilmente visto il calcio di Apolloni o qualcosa di simile.
    Concludo dicendo che non sono d’accordo sulla questione fisica, il parma è in calo ma a mio avviso più psicologicamente, domenica finalmente non abbiamo buttato il primo tempo e siamo entrati subito in campo col piglio giusto, poi non è andata bene per altri motivi ma se la squadra avesse sempre approcciato in quel modo avrebbe ancora più punti

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