IL COLUMNIST / GASTONE LONGOBARDI & PAPERINO GUAZZO…

(Luca Russo) – Ci serviva una vittoria, per riprendere la marcia trionfale verso la Lega Pro. Siamo stati accontentati con un poker da sballo, almeno nelle proporzioni. E questa è la prima buona notizia di giornata. La seconda è l’aver guadagnato due punti su Forlì e Altovicentino, che si sono frenate a vicenda con un 2-2 che accontenta più noi che loro. L’altra sta nel ritorno al gol di Gastone Longobardi, che al contrario di Paperino Guazzo al quale da un po’ di tempo a questa parte non riescono nemmeno le cose elementari, l’ha messa dentro al secondo tiro in porta e dopo un’assenza e un digiuno forzato di oltre 90 giorni. Giù il cappello dinnanzi a Christian. Evidentemente la fortuna è DSC01170di chi se la cerca, non solo di chi la trova lungo la strada. Per il resto, opinione mia, non è stato un mercoledì da incorniciare, se non per il risultato, appunto. Si è visto il solito Parma delle ultime settimane. Una squadra larga e lunga, quasi sfilacciata, che, nel tentativo di spingere e sbloccare lo 0-0 di partenza, non di rado si è fatta trovare impreparata e in inferiorità numerica, specie nelle prima frazione; e che, quando si è accampata nella metà campo avversaria, ha attaccato praticamente da fermo, spesso spalle alle porta (a danno della pericolosità e in barba al linguaggio del corpo), con poche idee e parecchio confuse. La sensazione è che, perlomeno adesso, i Crociati riescano ad essere più incisivi agendo in contropiede che non manovrando secondo i più diffusi canoni continentali. Come se la squadra avesse bisogno di profondità, di spazio, per sprigionare tutto il suo potenziale. E in effetti il vantaggio è sbocciato da una mezza ripartenza. Arma che avremmo dovuto sfoderare anche successivamente, quando la Clodiense, per cercare di risalire la corrente, ci ha offeso, ma senza buon senso, e cioè scoprendosi fianchi, cosce, gambe e piedi. E invece l’undici Crociato si è incaponito col suo gioco fatto di trame sistematicamente rallentate dal tocco di troppo ed eccessivamente orizzontali. Così il raddoppio ha stentato a materializzarsi. E se lo abbiamo siglato, grazie a Musetti, una parte del merito va ascritta al direttore di gara, che in occasione del contatto tra Baraye e Clede non ha ravvisato gli estremi della carica del primo ai danni del secondo. Che io, per inciso, avrei sanzionato. Ecco, il 2-0, giunto quasi accidentalmente, ha dopato il match, rendendocelo più facile di quanto non lo fosse stato in precedenza. Da quel momento in poi la Clodiense ha perso le staffe e noi, sull’onda dell’entusiasmo, abbiamo messo i tre punti in ghiaccio. Con Baraye, che ha segnato alla sua maniera, e soprattutto con Longobardi, che ci ha dimostrato una volta ancora cosa significhi avere senso della posizione e fiuto del gol. A proposito dei singoli, ho goduto fino a lì la prestazione di Miglietta, che oggi mi ha ricordato il Montolivo non esattamente smagliante del Milan, ossia un giocatore che alterna giocate geniali (tipo la rifinitura al bacio per il rientrante numero 20) a passaggi a vuoto a dir poco preoccupanti (nel primo tempo ho contato almeno 3 o 4 rifornimenti nel nulla da parte sua). Di Guazzo, oltre che la performance, mi è piaciuta poco pure l’uscita dal rettangolo verde: un saluto o un cenno d’intesa con Apolloni gli sarebbe costato troppo? Capisco il disappunto che nutre nei confronti di sé stesso, perché è di questo che si tratta, e non di polemica nei riguardi del tecnico, come qualcuno ha ipotizzato maliziosamente in sala stampa a fine partita, ma un giocatore del suo calibro dovrebbe sempre anteporre il bene del collettivo al proprio tornaconto. Mi hanno invece entusiasmato Mazzocchi, che per un tempo e mezzo ha spinto come un forsennato, Giorgino, che, da buon tuttocampista quale è, ha generato utili sia in fase di costruzione che in quella di interdizione, Longobardi, per la rete e per la sana e genuina foga con la quale ha affrontato il riscaldamento prima di entrare in campo, e Zommers. Sì, anche il nostro baluardo difensivo si è guadagnato la citazione tra i migliori di giornata. E il perché è presto detto: un buon portiere non lo si vede dalla quantità di parate che effettua, ma dalla loro qualità. Il lettone oggi non ha dovuto fare gli straordinari, ma quando è stato chiamato in causa, ha risposto presente, togliendoci le castagne dal fuoco con due interventi non miracolosi, ma decisivi ai fini del risultato. Pure Ricci non mi è dispiaciuto affatto: di certo ha spinto molto di più e con maggiore convinzione rispetto al suo pari ruolo Messina, che sulla corsia opposta mi è parso fin troppo timido e bloccato. Nel complesso, si può sinteticamente affermare che il Parma ha vinto, ma non convinto del tutto. Certo, se si fa bottino pieno o si pareggia perfino a margine di incontri giocati così così, vuol dire che questo è il nostro anno e che questa formazione ha un allestimento di tutto rispetto e mezzi e preparazione da vendere, quantomeno in quarta serie. Quanto al prossimo impegno contro la Ribelle, mi aspetto una squadra grintosa e volitiva come quella di inizio stagione; che sfrutti l’occasione per scaldarsi e trovare il ritmo in vista del delicatissimo confronto di Forlì; che, concedetemi il gioco di parole, voglia ribellarsi alla monotonia e al grigiore delle sue ultime apparizioni; e che, pur senza modificare l’assetto, cambi perlomeno l’approccio al match: vorrei un Parma chiuso a riccio, rannicchiato, che lasci il pallino nelle mani degli avversari, per poi colpirli alle spalle, in contropiede, in perfetto stile italico. È questo il gioco che al momento, secondo il mio modesto parere, gli riesce meglio. Lo pratichi: se non altro a fine campionato potremo dire di aver battuto ed esplorato qualsiasi sentiero pur di arrivare alla tanto desiderata promozione. Luca Russo

15 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / GASTONE LONGOBARDI & PAPERINO GUAZZO…

  • 11 Febbraio 2016 in 08:32
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    Concordo. Ora che servono solo i punti dobbiamo essere pratici e pragmatici, utilizzando il modulo che al momento rende di più.

  • 11 Febbraio 2016 in 09:33
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    Luca Russo concordo in tutto.
    Non è per caso che mi hai letto nella mente?
    Occhio a Mazzocchi.
    È veloce salta l’uomo,è tecnico, è giovane
    Questo elemento è da blindare.
    In settimana la squadra è stata attaccata.
    Ha reagito con intelligenza e ora sotto con la Ribelle.
    L’ho vista giocare ultimamente e mi ha fatto una grande impressione.
    Penso che questa sia la squadra più in forma del Campionato.
    Va presa con le molle.
    Se l’affronti con poca concentrazione può addirittura batterci in casa.
    Occhio.
    Ricordatevi sempre che questo ve B lo dice n uno che di calcio se ne intende….

  • 11 Febbraio 2016 in 12:16
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    Anche a me Mazzocchi è piaciuto molto e anche Miglietta mi è sembrato sul pezzo e ben ispirato. Però giocavamo contro una squadra materasso con 45 punti in meno di noi…
    Adesso che possiamo contare sul Longo, nel senso che sarà marcato stretto, la velocità di Mazzocchi e Baraye dovrebbe fare la differenza. Dai così!

    • 11 Febbraio 2016 in 12:24
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      Proprio i 45 punti rendevano la gara di ieri molto insidiosa

  • 11 Febbraio 2016 in 12:18
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    Purtroppo credo che il problema di guazzo sia una compatibilità con il nostro modulo…credo che lui abbia un altro modo di giocare rispetto al nostro. È ovvio che non possiamo snaturare un intera squadra per adattarla a un singolo giocatore.

    Comunque Majo ti ricordi quando ti avevo suggerito La Camera del Pavia? alla fine è andato in serie b al Como.
    A questo punto per giugno puntiamo sul cavallo di ritorno…Filippo Porcari.

    • 11 Febbraio 2016 in 13:17
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      Ma La Camera è il marito della brava e splendida Monica Bertini, o mi sbaglio?

      • 11 Febbraio 2016 in 14:27
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        Si

    • 11 Febbraio 2016 in 15:51
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      Lui non va bene per nessun modulo perchè al suga par so cont.. Impari da Longobardi che forse è meno dotato di lui ma gioca che par la squadra e i palloni magicamente arrivano

  • 11 Febbraio 2016 in 13:25
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    E voi pensate che i calciatori attulamente in serie B vogliano scendere in Lega Pro col Parma ? giusto perchè siamo belli, simpatici, con uno stadio importante, tifosi idem e Centro di Collecchio super attrezzzato ?
    Certo, uno come la Camera, che peraltro ha sempre bazzicato in Serie C ( marito della giornalista sky Bertini ) ci tornerà già col Como quindi potrebbe essere appetibile, esperto..tosto x la categoria ma Porcari, ora al Bari, dopo tanta serie B, un pò di serie A, vuoi che scenda nuovamente, seppur con Parma, in lega pro ?
    certo se si mette mano al portafogli..tutto può succedere…ma ai miracoli non credo molto..e nemmeno al biologico + di tanto..
    ..
    morosky

    • 11 Febbraio 2016 in 14:30
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      Se alcuni lo hanno fatto dalla C alla D (dove il divario è molto più netto) non vedo perchè altri non possano farlo dalla b alla c dove sono sempre tra i professionisti.

    • 11 Febbraio 2016 in 14:33
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      Porcari potrebbe essere l’uomo giusto per il doppio salto…oramai è un esperto di promozioni. Poi ha 31 anni, è l’età giusta per tornare a casa.

    • 11 Febbraio 2016 in 15:53
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      Secondo me si.
      Piuttosto bisognerà stare attenti a certi profili, a quelli che guardano solo i soldi, ai nuovi Pera diciamo

  • 11 Febbraio 2016 in 16:45
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    Si certo, dalla C alla D, vero, verissimo, ma prova a chiedere loro perché: essi ti risponderanno le solite frasi fatte, retoriche, trite e ritrite: IL PROGETTO, LA PIAZZA, IL BLASONE , LA STORIA,…ed io ribatto con ..gli euro..buoni..tanti oltre i 33.000 e, soprattutto, sicuri…certo..tutti i mesi , anche se piove oppure se cambia il governo, non come la borsa ( del nonno ) che scende…
    o credi ancora alla bella favoletta del biologico ???
    ..
    su la ragass..an diri’ miga dabon..

    • 11 Febbraio 2016 in 22:11
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      Ma infatti io non credo ne al biologico ne tantomeno ai 33.000€ dei nostri giocatori…Però non pensare che Porcari prenda 500.000€ all’anno a Bari…E ovvio che pagando vengono…ma una squadra che punta a salire subito deve investire per forza!

  • 13 Febbraio 2016 in 04:09
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    Infatti io non so quanto percepiscano né Caio ne Sempronio ma, per la gloria non si muove nessuno, ..il dio denaro ha ancora il sul potere e, se parliamo di Pera , credo che a fronte delle proposte rovigotte, si sussurravano 100.000 euro ( centomila / anno ) , sia andato volentieri visto che al momento dei contatti parmensi, i crociati non esistevano nemmeno , ne come società né come squadra né come iscrizione al campionato.

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