IL COLUMNIST / QUESTO NUOVO PARMA ILLIBATO, EFFICIENTE ED EFFICACE FA GOLA A TANTI: MA NON VEDO PERCHE’ I GRANDI 7 DOVREBBERO LIBERARSENE PER TORNARE AL CLASSICO PRESIDENTE PADRONE

(Luca Russo) – Luca Baraldi è ritornato a farsi sentire: lo ha fatto a inizio settimana durante Bar Sport, il talk show sportivo di Tv Parma, nel corso della quale ha parlato del recente passato e del futuro a medio e lungo termine del club Crociato, condotto al fallimento da Ghirardi e Leonardi prima e Taci poi; e riportato alla luce dalla certosina opera di mediazione / intercessione / conciliazione di Marco Ferrari, dall’intervento provvidenziale dei Grandi 7 e quello non meno importante di Parma Partecipazioni Calcistiche. Il giudizio dell’ex amministratore delegato gialloblù su ciò che è occorso alla nostra amata squadra esattamente un anno fa, è tranciante, anche se non aggiunge nulla di nuovo a ciò che già sapevamo: “Era impossibile salvare il Parma. Al di là del sottoscritto, anche altri hanno provato a vedere se si potesse fare qualcosa. È stato uno scempio per noi amanti del Parma vedere quello che è successo. Si è provato a fare il possibile per tenere in vita il club, ma non c’erano le condizioni per rilevarlo. Era troppo grande il debito per giustificare la B, ma forse anche la A”. Molto più interessanti sono state le sue parole – sempre certosinamente trascritte, sia pure con qualche giorno di ritardo sulla messa in onda, da Vito Aulenti di ParmaLive – a proposito di ciò che a suo dire ci aspetterà negli anni a venire: “In caso di Lega Pro, dal punto di vista tecnico, la squadra andrebbe rifondata completamente. È un campionato diverso, e poi non dimentichiamo che il Parma ha ambizioni importanti. Ci sono persone capaci nella parte tecnica, staranno studiando già la situazione. Tra l’altro non è detto che si debba spendere tanto: si può costruire una squadra di buon livello con meno soldi di quello che si possa pensare. Tuttavia gli incassi non sono sufficienti a coprire le spese, perciò presto gli azionisti dovranno mettere mano ai portafogli. Però la capacità patrimoniale degli azionisti c’è, devono avere solo la volontà di andare avanti tutti insieme. In B cambierà la musica: allora servirà un leader o un gruppo ristretto di leader. In A è ancora un altro paio di maniche, ma fino ad allora bisognerà mettere soldi. Il Parma ha azionisti e competenze tecniche per tornare nelle serie che gli competono, e poi in Emilia i giocatori vengono volentieri. Se io fossi calciatore, ad esempio, a Parma verrei anche con un euro in meno rispetto a quanto richiesto”.

Dunque, procediamo con ordine. Resto dell’idea che, nell’ipotesi di promozione in terza serie, la rosa attuale non vada stravolta, ma al massimo migliorata. Nel calcio che conta ci si può rientrare pure facendo leva sullo zoccolo duro che è ripartito dal basso, apportandovi migliorie di stagione in stagione, appunto. Mi piace e mi torna utile fare gli esempi di Chievo, Sassuolo, Carpi e Frosinone, che a certi livelli ci sono arrivate lasciandosi orientare dal principio per cui “squadra che vince, non si cambia; tutt’al più la si perfeziona”. Per carità, non è detto che sia questa l’unica ricetta possibile o vincente, ma avendo scelto di intraprendere un percorso gestionale diverso da quello piuttosto malato e altrettanto in voga ad altre latitudini, mi sembra che una soluzione del genere, accattivante e indubbiamente romantica già sulla carta, meriti perlomeno di essere presa seriamente in considerazione e testata sul campo, con eventuali aggiustamenti in corso d’opera.

Quanto alle prospettive societarie, beh, ritengo che uno dei pochi soggetti che sia qualificato a parlarne è Marco Ferrari, ovvero colui che ha dato il là al nuovo inizio del Parma. Chi meglio di lui può immaginare o semplicemente pronosticare gli sviluppi del modello che lui stesso ha cucito addosso al club Crociato risorto dalle ceneri del fallimento? Non se ne abbia male l’ex dirigente, tra le altre, della Lazio, ma non avendo partecipato o contribuito fattivamente alla genesi della neonata compagine societaria, non può disporre delle informazioni necessarie per prevederne il futuro. Inoltre non capisco in base a quale criterio la nostra attuale filosofia gestionale debba andar bene per la serie D ed essere invece inadatta ai campionati professionistici; né perché la proprietà diffusa, della quale ogni singolo componente avrebbe le risorse necessarie per garantire al Parma un futuro all’altezza (se non addirittura migliore) del suo glorioso passato, una volta ritornati nell’olimpo del calcio, dovrebbe disfarsi del proprio gioiellino, cedendolo a qualcun altro e ricondannandoci così alla logica del presidente-padre-padrone. È evidente che questo Parma, illibato, efficiente ed efficace, faccia gola a tanti, ma non vedo per quale motivo i Grandi 7 debbano liberarsene. Di norma, se un imprenditore è titolare di un’azienda che genera utili su utili, più che offrirla a chicchessia, cerca di farla rendere ancor di più e meglio. Ci si libera di un fardello, non di un gioiello. Ecco perché, al contrario di quanto asserito dall’ex consigliere delegato del Padova, credo che dopo essere ritornati nel calcio che ci compete e che meritiamo e nel quale, a differenza della quarta serie, non risulteremmo ingombranti, si possa addirittura immaginare o ipotizzare un ampliamento della proprietà diffusa, estendendola a soggetti simili a quelli che già ne fanno parte, più che un suo restringimento. Come canta Raf, anche se siamo venuti al mondo ‘ventiquattro ore fa’, conosciamo d’istino la ragione per cui siamo qua, che è quella di provare a rivoluzionare, in silenzio e a fari spenti, il calcio tricolore. Siamo nati ieri, e dunque nei primi tempi potrà capitarci di peccare di ingenuità, ma presto impareremo a restare in piedi e a camminare senza più cadere. E proprio perché siam nati ieri, abbiamo grandi desideri, mica desideri da grandi che al momento non possiamo permetterci. Un esempio? Essere per il pallone italiano ciò che il cavallo di troia è stato per la celebre città ellenica, conquistandolo a sorpresa, trasformandolo da dentro, penetrandone le difese e disarmandone gli anticorpi, addestrati al rigetto di qualsiasi cosa faccia rima con novità, buon senso, trasparenza e correttezza. Il gioco, insomma, è appena cominciato; ma comunque vada, il nostro sarà un grande viaggio. Luca Russo

34 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / QUESTO NUOVO PARMA ILLIBATO, EFFICIENTE ED EFFICACE FA GOLA A TANTI: MA NON VEDO PERCHE’ I GRANDI 7 DOVREBBERO LIBERARSENE PER TORNARE AL CLASSICO PRESIDENTE PADRONE

  • 6 Febbraio 2016 in 14:30
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    Perchè in serie A non riesci a mantenere una squadra tirando fuori 200.000€ a testa,e nella nostra società ci sono persone che non hanno tutti le stesse risorse economiche. Ci sono 2 grandissimi industriali come Barilla e Pizzarotti,hai degli industriali di medio livello per arrivare all’avvocato malmesi( che non è un industriale)…è ovvio che come si salirà di livello l’assetto societario cambierà…questo non vuol dire vendere tutto e tornare al presidente padrone!

  • 6 Febbraio 2016 in 14:37
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    Sto salvando tutti i suoi articoli carissimo Sig. Luca Russo.
    Sono tutti uguali. Di una fantasia unica e rara.
    l’imparzialità è il suo piatto forte.
    Si ricordi che giugno non è poi così lontano..
    …e a giugno tutto può accadere….

    • 6 Febbraio 2016 in 15:18
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      Se sono tutti uguali, non capisco perché abbia deciso di salvarli uno ad uno: è un esercizio inutile, nonché uno spreco di tempo, oltre che una scelta poco logica.

      Quando arriverà giugno, parleremo di giugno. Non ho i mezzi per prevedere il futuro, e del resto non è questo ciò a cui ambisco. Intanto mi godo il calcio giocato, dopo un anno trascorso tra tribunali e letture di bilancio. Quel calcio giocato che ci è stato negato dai Taci, dai Piazza (e dunque da Baraldi) e dai Corrado, i quali, considerando il nostro debito troppo grande per giustificare una B o una A, han pensato bene di lasciarci sprofondare fino in quarta serie. Il presente e il futuro sono di chi se li prendono: onore ai Grandi 7 e a PPC per avercene garantito uno. Quanto al presente: le cose funzionano, girano che è una meraviglia, non vedo perché l’attuale compagine societaria dovrebbe cedere il passo a qualcun altro.

  • 6 Febbraio 2016 in 14:50
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    Ciao Luca, di fronte ai tuoi articoli sono sempre felice e spesso d’accordo sulla linea di pensiero: ciò che mi intristisce è che, + l articolo è pregno di contenuti, meno commenti i ferventi ci sono,,e questo è tristemente significativo,,,ho detto tutto..credo..ciao e domani sono a Correggio..:-)

    • 6 Febbraio 2016 in 15:20
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      Grazie, domani per me niente Correggio. Spero di esserci con la Clodiense e successivamente anche con la Ribelle, prima della grande trasferta di Forlì, cui sicuramente prenderò parte.

  • 6 Febbraio 2016 in 15:08
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    Sign. Giacomo. Attenzione a traversare la strada e a far le scale. Tutto può accadere. Ma che discorsi sono. Perché dovremmo temere Giugno. Ma sto disfattismo da profeta catastrofico da dove le esce, a cosa le serve ? Oppure sa qualcosa che non ci dice su quello che potrebbe accadere ?
    Ma cosa è, siamo specializzandi in “adesso va tutto bene, ma non durerà, non può mica durare ?”
    A giugno potrebbe succedere
    – che il g7 non caccia la grana e che non facciamo ma squadra competitiva, nel qual caso ci fanno brutta figura
    – che tutti i g7 si ritirano e siamo in braghe di tela
    – che vendano al Manenti di turno
    – che torni Ghirardi
    – che un tremendo terremoto abbatta il Tardini
    Oppure
    Che i proprietari portino avanti i loro progetti allestendo una squadra competitiva. Non riesco a fare altre ipotesi. Giugno è vicino. Ci dica lei che succede

  • 6 Febbraio 2016 in 15:31
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    sinceramnete mi sembra che baraldi abbia detto una cosa reale e giustissima , non scommetterei un cent che la compagine dei 7 arrivi alla serie A uniti , ma per ovvi motivi piu’ si sale e piu’ bisogna metterci soldi non e’ detto che tutti possono salire in cima !!! a parte la famiglia pozzo non mi risulta che nessuno nel calcio ci guadagni veramnte se non come immagine, per cui se devi continuamente ogni anno mettere soldi puo’ capitare che qualcuno si tiri indietro…..speriamo non siano barilla e pizzarotti !!!!.la serie C e B e’ matematico chiudere il budjet in perdita sopratutto se li uoi vincere per cui chi ci mette i soldi ? Sse sei singolo hai un ritorno d immagine ed ha senso metterci soldi , il ghirardi nessuno sapeva chi fosse ma dopo tutti lo conoscevano (anche prima del botto ) andava alla domenica sportiva e sedeva con agnelli e moratti …….l avvocato malmensi non so chi fosse e non lo so tuttora come il ferrari eccc nel senso che poi essere in tanti non hai reali vantaggi ne ritorno d immagine . Poi credimi russo molte aziende non arrivano alla seconda generazione perche’ litigano tra fratelli figurati in 7 persone diverse 7 personalita’ diverse con nessuno che puo’ comandare ma tutti debbono solo tirare fuori soldi ……..per cui e’ chiaro che ci sara’ una selezione magari invece di 7 diventeranno 10 o magari 2 ma sicurmnte cosi non arriveranno in fondo ……..
    Altra cosa la squadra va rifatta gia’ per la lega pro se la vuoi vincere su non scherziamo a parte lucarelli guazzo giorgino e corapi gli altri non possono andare oltre …….questo se vuoi vincere la lega rpo se vuoi salvarti allora il discorso di tenre la squadra e aggiungere 3 buoni giocatori vale ma non se vuoi vincere, capisco che ci si affeziona ai gioctori ma sarebbe un errore imperdoabile ………se non vinci subito in lega pro ecco caro russo gia alla fine del anno in C ci sara una grossa selezione tra i soci per cui va bene sognare tutti assieme fino alla serie A ma se poi dcii che la squadra va tenuta in blocco con qualche aggiunta allora tu condanni i magici 7 alle pene dell inferno perche’ se rimangono in lega pro piu’ di un anno e’ finita ……………con tutta l aspettativa che c’e ……..gia’ adesso contesatano apolloni figurati se non vengono promossi ……….per cui le fanrasie lasciamo da parte non eì parma che cambiera il calcio

  • 6 Febbraio 2016 in 15:39
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    LA squadra in lega pro va cambiata su basta con le favole se sanno di calcio sanno che debbono cambiarla con saporetti messina sereni miglietta lauria ma lo stesso logobardi o musetti !!! melandri e baraye( ce gia stato in lega pro non ha combinato nulla ) non vinci in lega pro !!!!! faccimocene una ragione lasciamo l affetto altrove se vogliamo vincere il campionato tutto al piu’ alcuni li possiaimo tenere nella rosa come riseerve ma aparte corapi e lucarelli ci vogliono gli altri 9 titolari forti per la categoria ………….e puoi tenere longobardi e giorgino cacioli come riserve ……stop

  • 6 Febbraio 2016 in 15:45
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    Tutto può succedere caro Gallo di Castione!
    Si ricordi che il tempo è galantuomo.
    E si godi Correggio domani…perché del futuro non c’è certezza.

  • 6 Febbraio 2016 in 16:33
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    Gentile Russo, complimenti per l’articolo perchè lo trovo veramente azzeccato per tempistiche e larga parte dei contenuti.
    Sulla squadra mi trovi d’accordo al 100%, io esprimo dubbi su Apolloni a cui quest’anno si può imputare poco perchè poco è stato il tempo in re-stagione di provare a fare gioco…quello che mi sento di dire è che però l’anno prossimo non basterà un’atletismo superiore (che raramente sarà così marcato come quest’anno perchè dall’anno prossimo sono tutti professionisti) o molte squadre e giovani saranno messi in soggezione dai Boys o dal Tardini perchè saranno abituati a giocare in stadi seri; per cui dovrà per primo dimostrare di meritare la panchina Luigi.
    Per quanto riguarda il discorso societario dal punto di vista nostro io ti giro la domanda se Barilla o Pizzarotti avessero voluto fare calcio ad alti livelli che bisogno c’era di aspettare Ferrari?
    Guido era rimasto scottato dalla esperienza Roma datata 1990 e c’era entrato non per motivi di tifo o sport…Pizzarotti è tifoso milanista sfegatato abbonato in tribuna d’onore a San Siro per anni. Gandolfi avevano cercato di tirarlo dentro per ilParma ma lui come azienda non può perchè lavora con tante altre realtà e sa come il calcio sia pericoloso,gestisce il Colorno e guarda cosa sta succedendo con Mastaj…
    Dei G7 Ferrari,Dallara e Malmesi sono veri tifosi e ti dico per certo che fosse per loro sarebbe A subito gli altri sono in società per dovere civile nei confronti della città. E la cosa per quanto mi riguarda gli fa ancora più onore.
    Questo per spiegarti che allo stato attuale delle cose la società non ha fretta di salire e fare progetti di un certo tipo; nulla vieta che se l’appetito vien mangiando tutti si innamorino della crociata.
    Per come la vedo io noi siamo un’ibrido che può come non può funzionare nel senso che 51% dipenderà da noi, 49% dall’ambiente Calcio, e quest’ultimo aspetto a me spaventa non poco. I giocatori vengono se tu hai amici i procuratori,i presidenti etc etc…e come avevo già scritto un conto è avere delle idee un conto è la realtà e in Italia in particolare le regole non scritte valgono di più di quelle scritte. (Es: i giocatori del Parma l’anno scorso…idealmente bisogna fermarsi poi chissà il perchè si è continuato a giocare avendo come interlocutori Giampy,Lotito,Tavecchio…etc insomma gente dalla credibilità opinabile)
    Ecco perchè secondo me Ferrari ,persona arguta ed intelligente, ha pensato ad una struttura societaria mobile a piú configurazioni che laddove fosse necessario o conveniete possa tornare al modello classico. Questo però è un discorso molto primordiale da fare nel senso che secondo me qua Baraldi ha ragione è dalla B che si vedrà cosa o no si possa fare.
    Io ho fiducia e speranza che il Parma possa diventare una realtà societaria di industriali 100% italiani o aziende italiane che faccia giocare ragazzi italiani di talento; chiaramente questa è l’idea che abbiamo tutti sul Parma è realizzabile? Francamente non lo so…
    Poi ti dico sul discorso competitività e sportivo ad oggi il sistema funziona in maniera diversa come tutti sanno, e ho seri dubbi che mai qualcuno faccia saltare il banco perchè il calcio da voti politici: prova solo ad immaginarti se le società dovessero pagare con soldi veri i debiti, quante ne restano? Chi è al governo quando mai verrebbe rieletto? La gente andrebbe in piazza perchè l’IMU va bene, ma inter e Milan in D no.

  • 6 Febbraio 2016 in 17:07
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    Abbiamo un’altro Brillante Professore ke ci insegna

    Ci dice ke in Giugno tutto può accadere…. fa tì

    Spero ke NON sei Satana si no altro ke atti impuri Majo

  • 6 Febbraio 2016 in 18:47
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    Concordo per quanto riguarda la Lega Pro, però quando torneremo in A un mino di spese sono da fare, dai. Lo fanno tutti, anche le piccole come Chievo e Frosinone. Il pauperismo eccessivo è dannoso.

    • 6 Febbraio 2016 in 19:16
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      Ma che ragionamento del cavolo. Ma che pauperismo! Dai non veicoliamo delle corbellerie, per piacere!

      • 6 Febbraio 2016 in 20:17
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        Qui mi sembra che l’autore propugni investimenti 0 anche in A (magari sono io che mi sbaglio, eppure mi leggo sempre tutti i suoi articoli dall’inizio alla fine).

        • 7 Febbraio 2016 in 09:09
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          Per una realtà delle nostre dimensioni, i soldi da diritti tv e sponsorizzazioni, bastano e avanzano per fare ciò che sarebbe giusto fare. Questo naturalmente non deve chiudere la strada a possibili investimenti, ma anche questi che siano fatti con razionalità e solo se in grado di farci immaginare dei benefici futuri. Ma guai a spendere solo per spendere o perché così fan tutte. È questo il senso di fondo del mio discorso. Tu hai visto quante squadre di A pur spendendo, a loro dire, montagne di soldi, poi hanno vinto pochissimo o niente? Gli investimenti, di norma, vanno fatti per avere un ritorno, non per rimetterci. Ecco perché i nostri successi ce li dobbiamo fabbricare a Collecchio e nel tempo e non spendendo una montagna di soldi in un sol colpo. Una squadra costruita anno dopo anno, prima o poi qualche possibilità di vincerla ce l’avrà, esattamente come una squadra imbottita improvvisamente di top player, ma almeno non sarà stato necessario buttar via valanghe di soldi per renderla competitiva.

          • 7 Febbraio 2016 in 13:24
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            Per quanto riguarda il discorso vincere, potremo avere risultati importanti solo fino alla serie b inclusa. In serie a, puoi vincere solo se le squadre politicamente forti dovessero fallire…

  • 6 Febbraio 2016 in 19:45
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    A giugno andrà tutto bene, i magnifici 7 andranno avanti, avanti e avanti e ci porteranno dove ci compete. Punto.

    Vale questo come dire che non accadrà.

    La sostanza è : ma che gusto c’è a farsi tutte ste “seghe” (scusate) mentali sulle catastrofi che possono accadere?

    E se esplode il super vulcano dei campi flegrei ?

    Mah.. forse è un modo per esorcizzare la paura.

    • 6 Febbraio 2016 in 19:50
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      Appunto, perché preoccuparsi del futuro quando il presente è ancora in costruzione?

      • 6 Febbraio 2016 in 20:04
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        Certo, e non solo è in costruzione, ma sta venendo proprio bene, no?
        Per me chi passa il tempo ad immginare il futuro a tinte fosche si sta perdendo questa splendida rinascita dagli inferi del calcio che si sta attuando.

        Parafrasando Rossella O’Hara in Via col vento: troveremo un modo per riconquistare la serie A. Dopotutto, domani è un altro giorno!

  • 6 Febbraio 2016 in 20:25
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    A sentire gli esperti non c erano neppure abbastanza soldi x la d.. Comunque è sempre interessante sentire il parere di chi fa le analisi meglio di barilla. Serie a cosa che andiamo a Correggio? A tempo debito valuteranno se c è bisogno di nuovi soci, l azionariato diffuso è quello. Il migliore però è baraldi: se sapesse programmare le sue cose come quelle degli altri forse avrebbe avuto qualche processo in meno

  • 6 Febbraio 2016 in 21:38
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    Io trovo l analisi di Ugo azzeccatissima in ogni suo punto e la condivido pienamente. Complimenti vivissimi!

  • 6 Febbraio 2016 in 22:09
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    La paura di sperimentare qualcosa di nuovo è tipica delle persone povere di spirito. Il Parma ha cambiato e sta continuando a cambiare pelle, peccato che una parte dei suoi tifosi non lo stia seguendo in questo processo di rinnovamento e che seguiti a restare ancorata alle logiche di un calcio che si è dimostrato tutt’altro che sostenibile.

  • 6 Febbraio 2016 in 23:17
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    Il problema Luca Russo è noto che fatichi ad accettare altri punti di vista e tendi a voler imporre il tuo. Io non ho problemi ad accettare la tua fiducia cieca nella nuova proprietà e anzi spero con tutto il cuore che rimarranno tutti fino alla serie a e oltre, se mai ci arriveremo. Ma se permetti siamo fortunatamente liberi di esprimere quelle che sono le incertezze del caso, anche perché come dici te è una novità, e come tutte le novità si portano con sé anche le inevitabili incognite,.saremo poveri di spirito, ma almeno non andiamo avanti con i paraocchi come taluni,che tendono ad esaltarsi solo con la parola “novità”

    • 7 Febbraio 2016 in 00:42
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      Innanzitutto non è nel mio stile imporre il mio punto di vista e rifiutare quello degli altri. Il direttore di questo giornale online non sono io, per cui, se per assurdo non volessi concedere spazio a opinioni differenti dalla mia, non avrei né il titolo né gli strumenti per farlo. È comunque non lo farei: la diversità di vedute è un elemento che arricchisce la discussione, mica la zavorra.

      Non è l’effetto novità che mi fa supporre un futuro roseo per la nostra squadra del cuore, bensì il fatto che l’alternativa a questa novità sia il solito modello di presidente-padrone che a più riprese ci ha dato prova di essere poco vincente e altrettanto sostenibile. Il solo fatto che i Grandi 7 abbiano deciso di adottare una filosofia gestionale diversa da quella tanto in voga altrove, mi mette di buon umore, perché semmai dovessimo saltare per aria di nuovo, lo avremmo fatto non replicando gli errori del passato, ma battendo una nuova rotta. E se invece dovesse dirci bene, proprio per le stesse ragioni la soddisfazione sarà elevata all’ennesima potenza.

  • 6 Febbraio 2016 in 23:18
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    Sì chiama razionalità

  • 7 Febbraio 2016 in 00:53
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    E poi, permettetemelo, la cosa che più di ogni altra mi restituisce buone impressioni sul conto del modello innovativo adottato dal Parma, è il vissuto professionale del suo ideatore, cioè Marco Ferrari. Forse non ci si è ancora resi conto pienamente di cosa abbia fatto in passato il nostro attuale vicepresidente, non tanto e non solo a livello calcistico, ma anche in altri ambiti. Uno che ha successo oltre il rettangolo verde, è in grado di ottenerlo anche dentro. Solo questo dovrebbe bastarci a guardare al nostro futuro a breve termine con moderato, ma convinto ottimismo. Poi, se ci aggiungiamo i nomi del resto della compagnia, e se ne analizzano le carriere una ad una, la paura non dico che passa, ma quasi.

  • 7 Febbraio 2016 in 02:17
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    Ognuno la pensa come vuole. Io ho abbastanza anni per sapere che conviene non fasciarsi la testa prima di essersela rotta,
    Chi vuole essere lieto lo sia, chi vuole preoccuparsi lo faccia, io preferisco godere di quello che ho ora, perchè quello che ho ora è reale e lo vedo, invece che soffrire per quello che temo possa succedere ma che ancora non è successo e non so se mai succederà.

  • 7 Febbraio 2016 in 07:56
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    Baraldi ha detto cose banali e scontate, già l’anno prossimo ci sarà bisogno di soldi per trattenere chi gioca qui. Baraye, Corapi, Guazzo e compagnia bella quest’anno sono soggetti ad un tetto che hanno accettato in previsione dell’anno prossimo, in caso di Lega Pro il monte ingaggi sarà superiore anche se non si prende nessuno e rimaniamo con questa rosa, quindi immagino che sia già preventivato un’immisione di denaro per l’anno prossimo.
    Qui possiamo vedere qualche valore http://www.transfermarkt.it/jumplist/startseite/wettbewerb/IT3A

    Per la serie B gli otto milioni dei diritti televisivi sono insufficienti per garantire la permanenza in categoria
    http://www.transfermarkt.it/serie-b/startseite/wettbewerb/IT2/saison_id/2015/plus/1

    Per a seria A quest’anno per il solo monte ingaggi il Frosinone ha speso 12 Milioni lordi ovvero quasi il doppio.

    Sostenere che si può fare anche senza soldi perché gli altri sono sperperoni e noi furbi credo sia una cazzata, può capitare che un’alchimia ti consenta di fare un gran campionato con una squadretta ma programmarlo non è possibile. Altrimenti sarebbe come dire che sono tutti dei cretini e noi furbi. Non ho idea di quale sia il piano della società, magari immetteranno sempre capitali per cercare di vincere o magari non lo faranno e navigheremo in lega pro per anni ed anni ma di certo non è quello di vincere senza soldi perché noi siamo più furbi degli altri.

    In società i grossi capitali si sa ch. ce li ha.

    • 7 Febbraio 2016 in 08:38
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      E tu credi che 7 imprenditori di quel calibro si siano ‘consorziati’ per farsi anni e anni di Lega Pro? E poi: se serve che ogni anno si immettano capitali freschi per fare mercato, e a tuo dire si sa già chi tra i 7 è quello con più soldi, gli altri che ci stanno a fare? Se uno da solo potrebbe dare al Parma una dimensione simile a quella di una delle tre strisciate, perché mettersi insieme in 7? Per carità, tutto può succedere negli anni a venire: anche che il modello attuale per un motivo o l’altro venga soppresso a favore di vecchi schemi. Ma al momento ne dubito assai. Se 7 grossi imprenditori han deciso di consorziarsi per fare calcio insieme qua a Parma, è perché l’idea di Marco Ferrari li ha attratti ed evidentemente convinti, appunto, che un altro modo di far calcio è possibile qua in Italia. Ripeto: come modello si pensi al Parma di Scala, non a quelli successivi. Si pensi ad una società che i giocatori della prima squadra se li cresca in casa, che faccia un gran lavoro di scouting e che cammini lungo la strada della sostenibilità: una volta ritornati in B o A, credo che i soldi che finiremo per spendere per mettere in pratica questi due o tre principi, saranno quelli dei diritti tv e delle sponsorizzazioni. Una parte per rinforzare, intelligentemente, la squadra, l’altra per mantenerla e coprirne i costi di gestione. Il resto in cassaforte, a mo’ di tesoretto o ciambella di salvataggio se e quando i tempi dovessero peggiorare. L’idea di fondo, a mio avviso, in vista di un ritorno nel calcio che conta, è quella di allestire una squadra giovane, con età media realmente bassa, che abbia come primo obiettivo quello di divertire, divertirsi e conservare la categoria senza affanni, se poi dovesse arrivare una qualificazione in Europa League, una Coppa Italia o una stagione alla Leicester di Ranieri, tanto di guadagnato. Ma la nostra grande missione sarà quella di consolidarci a certi livelli, di diventare una presenza stabile a certi livelli. Il successo non lo si può preventivare: guarda Fiorentina e Napoli quanto hanno non vinto pur avendo movimentato non pochi quattrini. Noi dovremo cercare di spendere il giusto, cioè molto meno di quello che ci entra, e provare a stupire.

      Detto questo, spero che il Parma riesca a essere rivoluzionario anche su altri terreni, e cioè sottraendosi alla logica dei procuratori intesi come male necessario per stare nel professionismo, a quella dei debiti pagati con soldi finti come fanno grossa parte delle società di A e a tante altre.
      Intanto vediamo di ritornarci lì dove meritiamo di stare.

      E poi: in caso di Superlega Europea, al lume di ciò che abbiamo vinto in ambito internazionale, credete che il Parma non abbia nessuna carta da giocarsi? È prematuro discuterne, ma un paio delle squadre che ne sarebbero coinvolte, avrebbero di che preoccuparsi se il Parma, quando e se arriverà il momento, decidesse di farsi valere, battere i pugni sul tavolo o mettere i puntini sulle i. Vedrete…

  • 7 Febbraio 2016 in 08:25
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    Baraldi è meglio ke si faccia gli affari suoi e NON del Parma

    Poi perkè tutto questo Pessimismo intorno al G7 mah

    In Società abbiamo dei Professionisti molto invidiati

    Etor ke canelì ragass….FORZA PARMA Vinci x Noi

  • 7 Febbraio 2016 in 09:14
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    Russo,cosi’ per curiosita’, e a chi farebbe gola ? per caso a un fondo canadese ? no perche’ in tal caso calma & gesso

  • 7 Febbraio 2016 in 10:40
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    Quant’è bella giovinezza
    Che si fugge tuttavia
    Chi vuol esser lieto sia
    Del domanda non v’è certezza

    Ma se non godiamo quello che abbiamo ora
    Non riusciremo men che meno a godere il domani.
    La supposta (che è una presa per il culo) del domani
    È l’incapacità di godere il presente.
    Ora siamo la squadra più forte e più invidiata della serie D.
    Se vinciamo le prossime 4 partite potremo serenamente programmare la lega pro. Che peraltro potremmo saltare ed essere ripescati in serie B.
    Ma tutto ciò solo se vinciamo le prossime 4 partite. Che sono ancora da giocare. E in un momento decisivo per il futuro della squadra queste discussioni non mi danno fastidio. Avrei voglia di fare uno scherzo di Carnevale a Russo e i suoi accoliti che discutono di serie A e di qualificazioni europee. Ho l’impressione che abbiate scarsa ossigenazione. Fatevi un bidè con l’aceto. Respirerete meglio.

  • 7 Febbraio 2016 in 10:48
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    Essendo un modello nuovo in Italia è naturale come ho già detto che porti con sé una serie di punti interrogativi, e anzi troverei poco costruttivo accettare tutto con esaltazione senza analizzare quelli che possono essere i pro Windows contro. Se tutto dovesse funzionare sono il primo ad essere felice, ci mancherebbe altro. Ma i famosi g 7 in fin dei conti ci sono? Barilla non ha bisogno di prestazioni,ma di soldi nel calcio sappiamo tutti che ne metterà il minimo indispensabile. Dallara stesso discorso. Pizzarotti più o meno uguale… È gli altri? Ferrari che stimo tantissimo perché è considerato un biglietto?l’avvocato malmesi chi è? E il resto delle componenti? Sia chiaro, non voglio screditare nessuno, ma vorrei capire

  • 7 Febbraio 2016 in 10:49
    Permalink

    Non volevo scrivere biglietto ma big.. Sorry

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