IL COLUMNIST / “SILACCARE” I GUARDALINEE NON E’ DEGNO DELLA CIVILTA’ E DELLO STILE DEL TIFO DI PARMA

(Luca Russo) – In attesa della sfida che alle 14.30 ci vedrà scendere in campo contro una delle avversarie meno terribili e temibili del mazzo, ossia il Chioggia terzultimo che al Tardini cercherà punti salvezza, vorrei spendere due paroline a proposito dei 1.800 euro di multa che il giudice sportivo ha comminato al Parma per “avere, nel corso del secondo tempo (del match di Correggio, nda), i propri sostenitori in campo avverso fatto oggetto uno degli A.A. del lancio di numerosi sputi che attingevano l’Ufficiale di gara alla testa ed alla schiena. Gli stessi sostenitori rivolgevano al medesimo A.A. espressioni gravemente offensive e minacciose”. Altra intemperanza (precisiamolo: di una ristrettissima minoranza di supporter ospiti accorsi al Borelli), altro salasso per la società, il cui nuovo corso sembra non sia stato sottoscritto da tutti i suoi tifosi. Quando in estate, durante le varie fasi di presentazione del progetto che ci ha restituito una parvenza di calcio, si è adoperato il termine biologico, era stato fatto non casualmente e non solo per descrivere l’innovativa e sostenibile filosofia gestionale adottata dal neonato Parma per darsi un futuro migliore del suo recente passato, ma anche per invitare tra le righe i tifosi Crociati a vivere le partite e il calcio nel suo complesso con un atteggiamento diverso da quello in voga presso altre piazze, ma che anche dalle nostre parti ha purtroppo trovato terreno fertile. L’assist evidentemente non è stato accolto, sebbene fosse di pregevole fattura. E la cosa deve destarci perlomeno un minimo di preoccupazione. Parma da sempre viene descritta o si ‘autocelebra’ come un’oasi, un’isola felice a livello calcistico. Il che in linea di massima corrisponde al vero: da noi il pallone viene vissuto senza troppe pressioni, i giocatori che hanno la fortuna di vestire la casacca gialloblù possono permettersi di girare per strada senza l’assillo, non sempre piacevole, dei fan e i fan stessi solo in rarissime circostanze si sono resi protagonisti di gesti particolarmente violenti. Ma la diversità, di cui tanto adoriamo vantarci, per essere considerata realmente tale, da parziale deve trasformarsi in totale. Sputare addosso all’assistente di gara non è degno della supposta superiorità parmigiana né della sua altrettanto presunta civiltà. E scialacquare 1.800 euro per ragioni del genere, qualche fastidio in coloro che poi materialmente sono chiamati ad allargare i cordoni della borsa può crearlo. Vogliamo distinguerci dal resto della compagnia e fregiarci di una diversità effettiva, tangibile? Dimostriamolo coi fatti, non a chiacchiere. La nuova società, in primis il presidente Scala che poi ebbe a chiarirsi con qualche tifoso influente, già non è che avesse molto gradito l’accoglienza poco ospitale riservata a Vialli in sede di presentazione della squadra in Piazzale della Pace, quando l’ex juventino, proprio per via dei suoi trascorsi, venne ricevuto con insulti e fischi dai presenti all’evento. Certo non è che fosse stata felicissima l’idea di far salire sul palco una delle icone dell’avversaria di A più odiata, e cioè la Juve, ma l’opportunità per mostrare una certa diversità non è stata affatto colta. Tutt’altro. E insistere con comportamenti poco urbani e signorili potrebbe peggiorare le cose e vanificare la certosina opera di mediazione e corteggiamento svolta da Marco Ferrari con i Big, in grado (primo e unico fin qui) di accendere la passione per i Crociati nella crema dell’imprenditoria parmigiana, che mai prima della scorsa estate aveva osato avvicinarsi al locale sodalizio calcistico. Insomma, sarebbe il caso che il tifo Ducale mettesse da parte espressioni becere e manifestazioni fin troppo ‘tradizionali’ e salisse di un gradino, migliorando pure nelle forme e nella qualità e diventando esemplare esattamente come il club per cui parteggia, eliminando le storture. Visto e considerato che a Parma si è deciso di rivoluzionare il modo di fare calcio, ci toccherà necessariamente cambiare anche quello di tifare. Facciamolo alla svelta. Altrimenti sarà un attimo mandare tutto gambe all’aria, se il difficile equilibrio trovato dovesse sobbalzare. Luca Russo

18 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / “SILACCARE” I GUARDALINEE NON E’ DEGNO DELLA CIVILTA’ E DELLO STILE DEL TIFO DI PARMA

  • 10 Febbraio 2016 in 12:42
    Permalink

    Direttore buongiorno, ma come mai non riusciamo mai a dare un posticipo, o un anticipo, come ad esempio giocare la sera, mentre Forli e Piacenza lo fanno senza problemi? A volte a dare troppo i buoni non si riceve nulla

    • 10 Febbraio 2016 in 12:50
      Permalink

      Giocare alla sera comporta spese superiori. Poi fossimo in primavera avrebbe anche un senso.

      E poi quando c’erano anticipi e posticipi tutti invocavano il pomeriggio della domenica…

      Che vi fossero i turni infrasettimanali era cosa nota, e si tratta di adeguarsi. In Lega Pro, che si gioca tutti i giorni e a tutte le ore, sarà peggio ancora, o ci si potrà sbizzarrire…

      Comunque, proprio per venire incontro alle esigenze dei tifosi, il Parma ha avallato la proposta del Romagna Centro di giuocare al Manuzzi domenica 13 anziché nel turno infrasettimanale. Ora siamo in attesa di cosa decide la LND.

      • 10 Febbraio 2016 in 12:57
        Permalink

        In lega pro non giochi il mercoledi alle 14,30….giochi al sabato e alla domenica al massimo al lunedi alle 20.

        Questi orari sono tipici della serie D che essendo dilettantistico non vedono molta differenza per le altre squadre, che tanto avrebbero 100 tifosi in qualsiasi momento.

  • 10 Febbraio 2016 in 13:05
    Permalink

    Si parla di marzo? C’è giocare il 13 invece del 9?

  • 10 Febbraio 2016 in 13:39
    Permalink

    Comunque non richiedere di giocare la sera perché comporta spese superiori non mi sembra un gran biglietto da visita della nuova proprietà. So bene Majo che non sei d accordo, ma è lampante che stasera sarebbe venuta molta più gente rispetto ad oggi alle 14:30.

    • 11 Febbraio 2016 in 09:31
      Permalink

      Io sono dell’idea che sarebbe bene di piantarla di avere delle pretese dalla nuova proprietà che continua per ogni cosa ad esser tirata per la giacchetta.
      La stessa proprietà ha chiarito più volte che demanda la gestione del club al management che ha un budget da rispettare e sul quale sarà chiamato a rispondere. Ed è serio muoversi nell’alveo che ci si è dati, al fine di evitare virtuosismi del passato che ci han portato dove ben sappiamo e credo sia auspicabile non ripetere l’esperienza.
      A parte che non stavamo parlando della finale della Coppa del Mondo.
      Le ragioni economiche sono, poi, anche della squadra avversaria che nel caso specifico non ci ha domandato nulla al riguardo, così come ci sono anche ragioni tecnico-sportive.
      Che ci fossero i turni infrasettimanali lo si sapeva da inizio stagione e non è cwrto una novità. Capisco la lamentite facile, però cerchiamo di tener sempre presente che c’è da baciarsi i gomiti ad avere ancora il calcio in città, giacché con quello che è successo non era per nulla scontato. E come biglietto da visita mi pare già più che sufficiente.
      Saluti
      Gmajo

  • 10 Febbraio 2016 in 13:48
    Permalink

    Chi sputa è proprio un cretino. È il gesto peggiore che ci sia.

  • 10 Febbraio 2016 in 14:09
    Permalink

    Luca Russo questa volta hai ragione da vendere!

  • 10 Febbraio 2016 in 14:32
    Permalink

    Concordo sulla reprimenda per gli inurbani scaracchi e concordo sul “richiamo” a comportamenti quanto più possibile urbani. Trovo però un pelo grottesco metterla sul lato economico (per i 1.800 nicchi euri), così come lo spauracchio di un abbandono della nave da parte dei capitani causa “spud” a guardalinee. Se davvero il progetto G7 fosse davvero legato a sputi altro che basi solide…staremmo camminando su un filo di lana o di catarro. E forse abbiam dato anche troppo risalto a sta cazzata. Ben peggio è stato a mio giudizio quel tale (tesserato e dipendente) che si è distinto per aver insultato la panchina ospite domenica scorsa. Quello si che dovrebbe essere ripreso da Pizzarotti (quello che comanda cit.) e soci in quanto dipendente (quindi pagato e non pagante) e tesserato. E su quello nessun censore moralista ha scritto nulla.Anche perchè oggettivamente 10 coglioni che si comportano da coglioni non possono purtroppo essere previsti nè bloccati in anticipo. E in mezzo a 2.000 persone anche alle nostre latitudini un cretino ci può sempre essere.

    • 11 Febbraio 2016 in 20:50
      Permalink

      E’ chiaro che, quando si fa opera di divulgazione/educazione, si possa cadere in qualche eccesso, al fine di stimolare una maggiore attenzione dellettore. E’ palese che i 7 big non scappano per 1.800 euro (anche se è stupido doverli sputtanare così…), però è anche palese che non fa bene all’immagine del Parma se ci sono dei propri tifosi che silaccano addosso agli arbitri. E non fa bene alla stessa immagine dei tifosi, giacché quella malefatta (peraltro certificata dagli stessi “attinti”, ma di cui non c’è altra prova) ha fatto passare sotto silenzio come in un posto ad alto rischio, in pieno territorio reggiano, non ci siano stati incidenti e sia stata una giornata tutto sommato corretta.
      Tra gli episodi positivi, che sono passati sotto silenzio, o “oscurati” dai “silacchi” ad esempio il buon senso del Dido che in tribuna si è limitato a compatire uno partito in azione solitaria proprio contro di lui, così come la contenuta reazione alle urla “falliti” di qualcuno.
      Preciso, a scanso di equivoci, che se mi sono occupato di questa vicenda su questo sito, nello spazio commenti, è perché da anni, attraverso questo spazio, faccio il grillo parlante, auspicando un miglior comportamento da parte dei tifosi. E non è che debba cambiare il mio modo di essere o di pensare o di pormi solo perché lavoro per il Parma Calcio. Per il bene mio e del Parma Calcio debbo essere credibile: e io i silacchi li stigmatizzo oggi, come allora. Nello stesso tempo non è il Parma Calcio che mi detta la linea, men che meno la proprietà che ha altre cose a cui pensare. E magari non sono neppure così moralisti come me o come Luca Russo…
      Il tesserato, autore di un comportamento non regolamentare (figlio di un altrettanto non regolamentare comportamento dell’allenatore avversario nella gara di andata) nella gara col Mezzolara, ha avuto la giusta reprimenda e punizione.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Febbraio 2016 in 18:17
    Permalink

    Il Parma si è “addomesticato”, traendoseli a sè, i potenziali rompicoglioni tipo Boys, gruppi organizzati vari, Majo e simili, non i megafoni leccapiedi.
    Te lo faccio notare, capisco che pensi di fare bella figura se tutte le volte che dice qualcosa uno della società tu ci fai un pistolotto per ripetere le stsse cose, beh… uè uè di megafoni credo che non ne servano, Ferrari si è attorniato di persone con forte personalità, indipendenza e soprattutto che hanno qualcosa da dare, ossia, capacità ed esperienza in un campo da applicare. Adesso quando la società farà una dichiarazione aspetteremo con ansia il tuo “articolo” al solo fine di far vedere che sei d’accordo e quanto ha ragione ‘a società, però ti prego UE’ UE’ non fare altri 15 articoli per dire che bisogna essere parsimoniosi perchè ormai l’hanno capito tutti dopo che ci hai fatto 9 articoli e 90 commenti, se poi Scala, minotti. galassi, traykov o il baffo lo ribadiscono capisco che ti affretterai a fargli notare di nuovo che sei in completa sintonia e sottomissione .

    W U PRESIDENTE UE’ UE’
    W U BAFFO UE’ UE’
    ABBASSO ‘A VULGATA ‘GNORANTE UE’ UE’

  • 10 Febbraio 2016 in 20:55
    Permalink

    Direttore il mio commento è in moderazione da un bel po’… No così…

    • 11 Febbraio 2016 in 01:07
      Permalink

      Se un commento resta in moderazione per un po’ è perché per rispondere mi prendo un certo lasso di tempo per farlo in tranquillità e non di corsa

  • 10 Febbraio 2016 in 22:04
    Permalink

    Mo basta la stracciare i coglioni per un presunto sputo a un guardalinee. Gesto censurabile ma basta. Cambiare disco Russo. Cagate a cui si sta dando rilevanza inopportuna. Mi sembrate l Italia sul baratro economico che perde tempo invece di parlare di cose serie parlano delle unioni civili

    • 11 Febbraio 2016 in 10:47
      Permalink

      … perchè le unioni civili non sono cose serie????

  • 11 Febbraio 2016 in 11:07
    Permalink

    No direttore, mi spiace ma stavolta non sono d’accordo. Prima di tutto se non ci fosse stata questa proprietà sa meglio di me che il calcio a Parma non sarebbe finito ma saremmo semplicemente andati in mano a qualcun’altro. Sta storia di baciarci i gomiti proprio non mi va giù.
    Poi che anche il sottoscritto abbia esultato quando la contesa l’ha vinta Parma 1913 non lo nego assolutamente, anzi. Ma non ci hanno salvato da nessuna estinzione e questo è bene sottolinearlo una volta per tutte.
    Concordo poi che non stavamo parlando della finale di coppa del mondo e infatti mi chiedo quale decisione sarebbe stata presa se al posto della Clodiense ci fosse stato il Forlì, ma questo è un altro discorso.
    In ogni caso è vero, i turni infrasettimanali si sapeva dall’inizio che ci sarebbero stati, e proprio perchè non sono poi così tanti,anzi direi che nell’arco della stagione sono anche pochi, penso che un piccolo sforzo per almeno, non dico tutti, ma alcuni potevano essere tradotti in serale. Non è questione di polemizzare, ma si sta ragionando, e se accendere 4 lampioni una volta ogni tanto non rientra nel budget dei 7 big, sinceramente la cosa un pò mi preoccupa. Capisco la politica dei costi contenuti, ma penso che un pò di buon senso alle volte ci voglia anche. O tutto o niente mi sembra eccessivo!

    • 11 Febbraio 2016 in 20:27
      Permalink

      L’alternativa alla presente proprietà non so proprio che tipologia di futuro avrebbe potuto garantire, visto che, malgrado il tanto tempo a disposizione e le favorevolissime condizioni create, non seppe salvare la B, obiettivo primario che si era posto. Senza dimenticare certe sguaiate uscite che mi videro “vittima”, a riprova che ci sarebbe stata una certa continuità con altri virtuosi conosciuti in passato.

      In ogni caso ora il Parma (che si chiama Parma Calcio 1913 e non Parma 1913) è di questa proprietà, grazie al capolavoro di Marco Ferrari, ideatore e collante del G7. Grazie a questo assetto dovrebbe esserci per il Parma, finalmente, un po’ di stabilità. Cosa che, a mio avviso, era di difficile previsione qualche mese fa, visto che non era matematico che il Metternich riuscisse a mettere tutti d’accordo coinvolgendoli nel progetto.

      E’ chiaro che tutti abbiamo mangiato un gatto vivo: e questo non va mai dimenticato. Invece vedo sempre gente presuntuosa che pensa che tutto gli sia dovuto e non si rende conto di quel che è stato fatto e che è sempre pronto, magari dopo aver leccato per anni l’ancien regime, a stare col fucile puntato per le minime quisquilie, senza rendersi conto dell’attenzione rivolta ai tifosi nelle cose serie e importanti.

      Quindi se anche non le va giù la storia di baciarsi i gomiti, veda di rifletterci su, perché è appunto la cosa migliore che può fare, anziché lamentarsi del brodo grasso.

      Se al posto della Clodiense ci fosse stato il Forlì magari era un’altra storia, ma se mia nonna avesse avuto le ruote… Che cappero di ragionamento è? Io non sono abituato ai se e ai ma. Mi attengo ai fatti e alle cose concrete. Era la Clodiense e non il Forlì. Punto. Cosa sarebbe stato non conta. Conta che per questa gara c’è stato un management che ha deciso – visto che anche l’avversario non ne sentiva il bisogno – che la decisione migliore, soppesati tutti i pro e i contro, era quella di giocare alle 14.30.

      Però l’attenzione pei tifosi porta a far sì che, pur dovendo rinunziare a qualche giocatore, si sia pensato di aderire alla proposta del Romagna Centro di giocare domenica 13 anziché mercoledì 2, sì da poter riempire il Manuzzi di Cesena in una quasi primaverile domenica pomeriggio, in luogo di un mercoledì.

      Accendere quattro lampioni comporta delle spese che è giusto che vengano soppesate dagli “economi”, e il buon senso è cercare di capire questa esigenza senza tutte le volte tirare in ballo la proprietà (che peraltro non c’entra giacché queste cosucce sono demandate a chi gestisce)-

      Saluti

      Gmajo

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI