LA SIGNORA CHIARI. O LEIDE, PER CHI OSAVA…

(Maria Sole Casari) – Ha commosso Gabriele Majo sapere con quale modalità ho appreso la triste notizia della morte della sua cara mamma: su Whatsapp, dal gruppo “Cena delle medie” il cui profilo reca una fotografia di noi ex alunni davanti a una torta con la scritta “50”, corrispondente ai nostri anni di età, sulla quale è stampata a sua volta una foto di classe che ci ritrae adolescenti insieme alla la nostra insegnante di lettere, “la signora Chiari” come è per me, oppure “la Chiari” come era per la maggior parte o “la Leide” per quelli che osavano… e credo che a lei piacesse molto.

Sono certa, sapendo quanto era intelligente e vivace, che la signora Chiari non ci avrebbe risparmiato la battuta sul fatto di comparire su una foto di quasi quarant’anni fa, per di più riportata sopra la torta dei nostri cinquant’anni, su un servizio come Whatsapp, segno dell’evoluzione dei tempi.

Il gruppo “Cena delle medie” è stato creato in quanto dalla fine della scuola media ogni anno, in marzo, ci ritroviamo per una cena di classe e sempre con una gran voglia di vederci.

Eravamo una classe molto numerosa delle Orsoline presso il Seminario minore, circa trentacinque ragazzi, maschi e femmine, già all’epoca inevitabilmente diversi tra loro, che poi da adulti hanno avuto i più disparati percorsi. Eppure una sorta di filo conduttore comune ci accompagna ed è il fondamento della nostra autentica, rara amicizia: l’impronta, decisiva per la nostra formazione, che la signora Chiari ha impresso in noi negli anni dell’adolescenza. In questi giorni su quel gruppo è uno scambio continuo, più che di ricordi, di pensieri rivolti a lei.

La Chiari era un’insegnante severa ed esigente, per la quale avevamo molto rispetto e soggezione. Ci ha insegnato con rigore la grammatica e la sintassi, tenendo anche corsi facoltativi di latino nel pomeriggio; in letteratura sapeva trasmettere la passione, che coltivava personalmente, per gli autori e, qualità fondamentale per noi adolescenti, era in grado di adattare le tematiche alla vita e agli interrogativi di noi ragazzi.

Abbiamo avuto il privilegio di essere avviati al gusto per la poesia anche attraverso i versi che lei stessa scriveva: abbiamo così potuto condividere la sua profonda sensibilità, orientata spesso al ricordo del passato che, come diceva sempre, “tinge di rosa” tutte le cose, oppure alle emozioni, alla bellezza della natura, al significato dell’esistenza.

Tutte le sue poesie esprimevano una fede profonda che era motivo ispiratore, oltre che dei versi, del suo ruolo di insegnante e di donna dedita alla vita familiare. Sotto quest’ultimo profilo, ricordo che ci parlava della cura nel tenere in ordine la casa, in particolare il sabato mattina, suo giorno libero, quando sistemava i fiori, dell’amore per i figli soprattutto per il più giovane che sentiva molto simile a sé, Gabriele, del quale ci leggeva con orgoglio i primi articoli come esempio di stile giornalistico.

Le sue lezioni molto impegnative erano pur sempre alleggerite dalla vivacità di carattere e dalla prontezza delle battute nonché da considerazioni riguardanti i rapporti personali con noi alunni, rapporti nei quali l’autorevolezza le consentiva di essere molto diretta e “dire le cose in faccia”: da un lato non mancava di elogiare le nostre qualità e i nostri successi, dall’altro di rimproverare senza riserve i nostri errori e le condotte inadeguate.

Ciò che più mi colpiva era, pur in una classe così numerosa, l’attenzione per ogni singolo alunno: la sua sensibilità le consentiva di penetrare le persone e di fare emergere da ciascuno il meglio. Sono convinta che sia stata proprio tale valorizzazione delle diversità a creare le basi di un’amicizia spontanea che dura nel tempo.

Noi ragazzi sentivamo che la Chiari ci voleva veramente bene e che ci guidava alla vita da adulti, perciò sapevamo di poter contare su di lei per affrontare le incertezze tipiche dell’età.

Terminata la scuola media, alcuni hanno interrotto gli studi, eppure riconoscono ancora oggi che la Chiari ha dato loro una cultura; chi invece ha proseguito ha sperimentato personalmente la qualità e l’importanza dei suoi insegnamenti.

Quando ci ritroviamo ogni anno per la cena di classe mi colpisce il fatto che una nostra compagna porta sempre con sé nel portafogli la poesia che la Chiari scrisse per noi, come saluto, alla fine della terza media: ci consegnava alla vita “che vi afferra e vi porta via da me”, ma ci assicurava che il suo cuore sarebbe rimasto sempre con noi: così è stato e così sarà, ora davvero per sempre. Maria Sole Casari

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 59 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “LA SIGNORA CHIARI. O LEIDE, PER CHI OSAVA…

  • 3 Febbraio 2016 in 13:50
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    Di nuovo condoglianze. R.I.P.

  • 3 Febbraio 2016 in 14:50
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    Buongiorno Direttore, avendo solo oggi appreso la ferale notiziia, le porgo le mie più sentite condoglianze.
    Riccardo da Vercelli

  • 3 Febbraio 2016 in 15:01
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    Condoglianze Majo.

  • 4 Febbraio 2016 in 22:35
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    Condoglianze Gabriele.

  • 7 Febbraio 2016 in 12:49
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    Grazie, Maria Sole,per aver condiviso con noi una parte della tua storia personale. Sei stata molto fortunata ad avere avuto una classe come quella che descrivi e soprattutto una insegnante come la prof. Chiari!
    Buona giornata

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