"NIENTE E’ IMPOSSIBILE PER CHI VUOLE VERAMENTE"–INAUGURATA LA TETTOIA DEL SETTORE DISABILI DEL TARDINI, DOPO L’APPELLO DEL 2011 DI FABIO GIARELLI – video e fotogallery amatoriale

_MG_4515(Simona Vitali – www.diumanacucina.it) –  “Niente è impossibile per chi vuole veramente”.
L’hai scritto in “Altalenando”, il tuo libro, Fabio, tosto amico mio.
E forse hai ragione.
Oggi, dopo quasi 5 anni!,
si è concretizzato il messaggio che hai lanciato.
E la lotta che hai intrapreso, non senza spigolosità, per avere una tettoia per i tifosi con disabilità allo stadio Tardini di Parma, è diventata realtà.
Finalmente l’inaugurazione.
Grande orgoglio per te!
E commozione.

DEDICATO A FABIO GIARELLI, IL TIFOSO CROCIATO IN CARROZZINA CHE NEL 2011, ATTRAVERSO STADIOTARDINI.IT, LANCIO’ UN GARBATO APPELLO AFFINCHE’ I DIVERSAMENTE ABILI NON FOSSERO LASCIATI ESPOSTI ALLE INTEMPERIE AL TARDINI.

CINQUE ANNI DOPO, OGGI, DOMENICA 28.02.2016, GRAZIE AL CONTRIBUTO DI CHIESI FARMACEUTICI SPA E’ ENTRATA IN FUNZIONE LA COPERTURA DEL SETTORE DISABILI DELLO STADIO TARDINI, OPERA FINANZIATA DA CHIESI FARMACEUTICI, CON LAVORI ESEGUITI DA PRECAMP E LAVORFERRO.

Erano presenti alla inaugurazione:

  • Alessandro Chiesi, Region Europe Head di Chiesi Farmaceutici Spa
  • Nevio Scala, Presidente Parma Calcio 1913
  • Marco Ferrari, Vice Presidente Parma Calcio 1913
  • Luca Carra, Direttore Generale Parma Calcio 1913
  • Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma

IL VIDEO DI STADIOTARDINI.IT (Riprese di Andrea Concari)

IL VIDEO UFFICIALE DI WWW.PARMACALCIO1913.COM

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

20 pensieri riguardo “"NIENTE E’ IMPOSSIBILE PER CHI VUOLE VERAMENTE"–INAUGURATA LA TETTOIA DEL SETTORE DISABILI DEL TARDINI, DOPO L’APPELLO DEL 2011 DI FABIO GIARELLI – video e fotogallery amatoriale

  • 29 Febbraio 2016 in 07:22
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    Che stadio grezzo.

  • 29 Febbraio 2016 in 09:42
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    importante la realizzazione di questa tettoia/pensilina per agevolare i disabili; è importante che una azienda di parma si attivi in iniziative come questa per la collettività.

    per lo stato del nostro stadio..
    è evidente che questa opera impedirà la migliore visuale per parecchi seggiolini (350 ?!?) posti dietro di essa; quest’anno i distinti sono chiusi quindi il problema non si pone, in futuro potrebbero esserci problemi di vendita tagliandi in quell’area; negli stadi inglesi (con copertura totale) la zona dosabili si risolve togliendo seggiolini con rampe e migliorando l’accessibilità.

    spero che questa sia un opera momentanea in previsione di un rifacimento parziale dell’Ennio (nuovi distinti e copertura curva nord), se non quasi totale.

    direttore, sappiamo che lei per il ruolo che ricopre è sempre abbottonato, ci può anticipare qualcosa riguardo all’idea di ristrutturazione dello stadio?
    se c’è un progetto andrebbe realizzato tra la C e la B.. quindi prima di raggiungere la serie che più ci compete.
    🙂

    • 29 Febbraio 2016 in 11:12
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      Sono d’accordo anch’io che l’opera entrata in servizio ieri – molto essenziale e pragmatica, simbolo, come direbbe il Sindaco Pizzarotti, della praticità dell’attuale gestione, poco avvezza ai rendering, ma a far fatti – sia importante, ancor di più considerando il coinvolgimento di una importante multinazionale del territorio come Chiesi. Debbo anche specificare che, ad oggi, l’impegno di detta industria è circoscritto al contributo erogato per la realizzazione di questa struttura, al di là dei voli pindarici di chi sogna un loro coinvolgimento nel club, dove personalmente ritengo sarebbero i benvenuti essendo piuttosto “commensurabili” agli altri fattori presenti.

      Ho già specificato nei giorni scorsi che l’eventuale riapertura al pubblico dei Distinti o della TCE (che, personalmente, non ritengo imminente) comporterebbe la non messa in vendita dei posti con visuale ostruita dalla “pensilina”. Peraltro la struttura assicura la copertura per quelle che sono le attuali esigenze, ma in caso di maggiore richiesta, comunque, andrebbe ripensata. Però è bene lavorare giorno per giorno, senza progettualità troppo spinte perché bisogna anche saper navigare a vista, adattandosi sempre al momento in cui si vive, mentre noto che c’è una spiccata attitudine a ragionare in là di qualche anno… C’è chi si domanda se il Parma, in A, sarà da 4° posto, 10° o da zona retrocessione… Beh, la strada è ancora lunga, si spera di percorrerla nel più breve tempo possibile, ma è bene restare ancorati alla realtà e ai fatti oggettivi, come, ad esempio, la sofferenza provata ieri nel tornare alla vittoria sul Lentigione, altro che pensare di spaccare le reni alla Juve o alle altre strisciate… Meglio esser pronti sul presente, che aver la testa voltata al passato o tra le nuvole del futuro.

      Lo stesso dicasi per un eventuale progetto di ristrutturazione: penso sia abbastanza chiaro che un conto è coprire, provvisoriamente, il corridoio dei disabili, un conto l’intera curva o ricostruire i Distinti. Se il rattoppo per i disabili era doveroso, considerata anche la relativa semplicità di intervento, diverso è il discorso per una riqualificazione dell’Ennio. che, a mio parere personale, dovrebbe essere totale e non parziale ritoccando qua e là. Però, ripeto, questo è un mio punto di vista molto personale, maturato già nel corso degli anni passati, dopo aver dedicato, attraverso StadioTardini.it, diversi articoli sul tema, dopo aver sentito diverse professionalità qualificate sul tema. In sostanza bisognerebbe passare da una concezione “anni 90” dell’attuale impianto, a quella del presente, con sedute più ampie, maggior comfort e comodità rispetto allo stipare il maggior numero di persone possibili. In una realizzazione del genere potrebbe esser accolto il suggerimento, che sempre attraverso StadioTardini.it lanciò l’ex “agente” provinciale allo sport Valter Antonini, a propria volta diversamente abile, che suggeriva per le carrozzine un inserimento in ogni zona dello stadio, e non ghettizzate solo in un punto.

      Che questa o qualsiasi altro tipo di riqualificazione vada fatta prima del ritorno nella serie che più ci compete penso sia logico, compatibilmente con la volontà di non voler emigrare altrove e continuare a giocare sempre e comunque i match interni al Tardini.

      Cordialmente

      Gabriele Majo

      • 29 Febbraio 2016 in 12:36
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        Beh Direttore questo è sempre un tema molto affascinante eheheh..

        tralasciando anche il fascino..ieri avevo intenzione di venire giu a veder la partita ma con le condizioni meteo…ho desistito (tornare fino a torino zuppo d’acqua non è che sia il massimo della vita)…quindi anche se è velleitario come discorso…un po’ mi tange..

        avendola già stuzzicata sull’argomento “fascinoso” ed avendo già avuto risposte simili sull’argomento le vorrei chiedere….

        l’idea di abbandonare l’ennio lei la prende in considerazione perchè sarebbe meno costoso cotruire un nuovo impianto o perchè ritiene (lei o chi potrebbe essere di questa opinione) che sarebbe un progetto migliore?

        Io onestamente sono molto legato al Parma in quell’impianto…farei fatica a visualizzarlo altrove…sarei per restrutturazione totale XXI secolo ma mantenendo l’ennio….(stile udine..)

        • 29 Febbraio 2016 in 14:03
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          Non vorrei esser stato frainteso: giammai, io, abbandonerei il Tardini! Sarebbe alto tradimento, visto il nome del quotidiano on line di cui resto direttore responsabile e proprietario! Però, per come la penso io, più che “rattoppi” (e per tali intendo eventuali remake dei Distinti o copertura della Nord), io ripenserei interamente l’Ennio rifacendolo ex novo, mantenendo, ovviamente, la porta monumentale, le mura della vecchia tribuna centrale ora nascoste dall’attuale struttura, ma completamente ripensato secondo canoni attuali o meglio ancora futuristici, e non consolidando i canoni del passato (anni 90) in cui si badava ad ammassare più gente possibile… Per questo riterrei anacronistica la copertura. Vedrei meglio un impianto omogeneo, con parcheggio sotteraneo e attività che lo rendano vivo tutto l’anno. Cosa, ovviamente, possibile, solo e unicamente con l’alienazione del diritto di superficie da parte della municipalità per 99 anni, per consentire agli investitori di rientrare dell’investimento. Come direbbe Paola: my opinion… Comunque al Tardini. Non a Baganzola, Moleto, Collecchio o Sant’Ilario (in coabitazione con la Regia…)…

          Cordialmente

          Gmajo

          • 29 Febbraio 2016 in 15:06
            Permalink

            Ci sto. Bella idea, purché si tratti di ristrutturazione 100% stile Udine e non una semplice lavata di faccia.
            Direttore lanci una petizione e continui la sensibilizzazione su questo tema

          • 29 Febbraio 2016 in 15:12
            Permalink

            Beh, capirà, io adesso, rispetto a prima, il mio ruolo propositivo lo gioco direttamente dall’interno e non tramite campagne esterne…

          • 1 Marzo 2016 in 09:17
            Permalink

            Grazie come sempre per la risposta…e non ho frainteso il suo attaccamento all’Ennio…anche perche sono consapevole del titolo della testata online…per questo mi incuriosiva la questione…molto esaudiente come al solito…beh faccio il tifo perchè si possa realizzare qualcosa del genere allora! (ne ho un esempio a pochi metri da casa..ormai lo sanno anche i muli…e sono sicuro che si possa fare di meglio ancora… 🙂 )

      • 29 Febbraio 2016 in 12:43
        Permalink

        Grazie direttore per le risposte.

        io non sono uno che si pone oggi i quesiti se il parma in serie A sarà “da 4° posto, 10° o da zona retrocessione…”
        questo è un nuovo inizio, chissà cosa ci riserverà il futuro.. però è anche vero che questa nuova società sta facendo bene ed è ben guidata dagli artefici (Scala, Minotti, Apolloni, Galassi dietro la scrivania, Lucarelli in campo, Pin, Barone, Morrone nel settore giovanile) degli storici successi passati, quindi oggi, rinati, è vero che siamo in serie D, ma è normale, pur stando coi piedi per terra, sognare che la favola anni novanta si ripeta.

        non abbiamo la controprova (per fortuna), ma molto probabilmente se avesse vinto l’altra cordata (aiuto!!!) le confido che l’umore oggi sarebbe diverso, così come il numero di abbonati, così come i sogni futuri.

        ora, apprendo il suo suggerimento a rimanere coi piedi per terra e vivere giorno per giorno, ok… ma un minimo di programmazione futura pur segreta c’è, giusto?
        i nomi fatti prima, sono tutt’altro che degli sprovveduti, pertanto mi auguro, che Minotti e Galassi stiano già lavorando per il prossimo anno (se non oltre) e non aspettino la fine del campionato o la matematica per guardare avanti.. così come la società immagino e spero abbia già impostato un progetto biennale o triennale a 360 gradi, dalla crescita della squadra alla riqualificazione o ristrutturazione del tardini..

        sarebbe un peccato, in prospettiva, non trarre vantaggio dal ritrovato entusiamo dei tifosi per aumentare gli abbonati abbinandolo alla crescita della squadra al ritorno nella serie che più ci compete in uno stadio moderno e più confortevole.

        FORZA \+/ PARMA

        • 29 Febbraio 2016 in 13:24
          Permalink

          Questa società preferisce annunciare cosa è stato fatto dopo che è stato fatto, e quello della tettoia disabili è solo un piccolo esempio di questa politica: per cui, visto che non è che ci siano proprio degli sprovveduti arrivati da Marte alla guida, è facile comprendere che le cose non siano lasciate proprio al caso… Di qui, però, a dire che è tutto pronto per la A e per il nuovo stadio ce ne corre, no? Ma anche a più breve gittata sarebbe assurdo, da parte nostra, fare proclami prima mettendo in piazza le strategie. Questo vale sia per l’infrastruttura sportiva che per quella dello stadio.

          Cordialmente

          Gmajo

  • 29 Febbraio 2016 in 14:50
    Permalink

    Ma questo coinvolgimento di Chiesi, potra portare ad una possibile partecipazione nella società in futuro?

    • 29 Febbraio 2016 in 15:01
      Permalink

      E’ una domanda molto gettonata, questa. Ma io non posso che rispondere come ho fatto fino ad ora, e cioè che al momento mi risulta questo tipo di investimento, ma non ho idea se sarà propedeutico a qualcosa di più impegnativo in futuro. Indubbiamente nel club ci starebbe bene, ma non ho elementi, ora, per alimentare le vostre illusioni al riguardo.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 29 Febbraio 2016 in 14:52
    Permalink

    Il sindaco ieri ha fatto capire che ce tutta l’intenzione di riqualificare il Tardini…..

    • 29 Febbraio 2016 in 14:59
      Permalink

      Bene, allora speriamo che si snelliscano tutte le procedure burocratico-amministrative di loro pertinenza… Per esempio, per la presente stagione, era stata siglata, se non ricordo male, una concessione annuale con Parma Infrastrutture. Per poter investire servirebbe, se non proprio la proprietà dell’area, almeno la cessione del diritto di superficie per 99 anni, sì che eventuali investitori (sempre ammesso ci fossero, e avessero la volontà di farlo) possano rientrare delle spese sostenute.

      Cordialmente

      Gmajo

      (PS: ci tengo di nuovo a sottolineare, a scanso di equivoci, come l’idea di una riqualificazione totale del Tardini sia mia di carattere personale, maturata nel corso degli anni, e che ora, a domanda di un lettore, ho ribadito. Non ho idea se ci sia o meno un interesse in questo senso da parte della nuova società)

  • 29 Febbraio 2016 in 21:00
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    E per l’anno prossimo direttore ci sarà ancora un contratto annuale ?o magari si proverà già a strappare il famoso contratto di 99 anni? Grazie mille per tutte le risposte

    • 29 Febbraio 2016 in 21:22
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      Magari anche solo pluriennale in attesa che i frutti giungano a maturazione…

  • 1 Marzo 2016 in 00:27
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    ma perche’ quando ghirardi chiedeva maggior coinvolgimento delle forze locali la chiesi non ha detto ci penso io alla tettoia ghirardi non avrebbe detto no anzi ………….non e necessario l imput dell unione indstriali se uno vuole fare opere di bene le fa senza pensare adesso c e ghirardi no a desso manenti allora mno adesso c e barilla allora si ………le opere di bene non si fanno cosi’ ma col cuore e 5 anni fa majo lo chiedeva a gran voce chiesi dove era su maerte ?

    • 1 Marzo 2016 in 02:04
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      Adesso è colpa di Chiesi?
      A suo tempo dubito fosse praticabile una soluzione di questo tipo ma al di là di ciò ghirardi era il presidente e il proprietario, gli altri fan beneficenza se e quando vogliono

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