lunedì, Maggio 20, 2024
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UN LUOGO INCERTO, di Luca Tegoni: “SE CI FOSSE STATO LO SPEAKER DELL’ALTRA VOLTA AVREMMO VINTO LA PARTITA…”

(Luca Tegoni) – Mezzolara, pausa di Crozza/DeLuca, con quel sorrisetto, Mez-zo-la-ra, scandisce Crozza/DeLuca, squadretta! sentenzia Crozza/De Luca, picchiettando i polpastrelli sulla scrivania, nervosamente, come se cercasse di astenersi dall’esagerare.

Un po’ così, pensavo, ieri, ascoltando la radio cronaca che disegnava una squadra impotente, il Parma, afflitta dall’assenza di spazi. Irritante condizione che indispone psicologicamente e porta a cercare il colpevole. Noi, i migliori, loro, quelli scarsi ma decisi a non prendere nemmeno un goal. Per il Mezzolara l’obbiettivo era quello di giocare il meno possibile a pallone, giusto quei due passaggi per allontanarlo agevolmente. Il Parma è stato al gioco e ha dimostrato che se vuole può anche non giocare e riuscire a non perdere.

A memoria in tutto il primo tempo ho avvertito un sussulto radiofonico verso la mezz’ora allorquando Guazzo guizza verso la porta ma non piazza, Corapi raccoglie ma la mira sbaglia.

Purtroppo la formazione iniziale è apparsa molto statica e quindi facilmente contrastabile soprattutto se l’avversario si schiera, come suggeriscono dalla regia, con un bel 8-1-1. Nella ripresa nemmeno l’ingresso di Melandri sortisce effetti positivi, tantomeno quello di Sereni e, soprattutto, l’uscita di Baraye, anzi l’ingresso di Musetti. Le poche volte che il Parma non ci saltava fuori abbiamo invocato il colpo individuale da parte di chi ha più tecnica o più estro che, puntualmente, ci meravigliava regalandoci la soddisfazione del goal. Ieri sembravano a riposo sia la tecnica che l’estro e le altre doti non hanno supplito.

GOL ANNULLATO A MUSETTIUltimo corner, tempo quasi scaduto, all’incrocio tra la Nord e la Petitot, la tensione è massima. Parte la parabola. Corta, a ridosso dell’area piccola, una zucca crociata si alza più alta delle altre e prolunga la traiettoria. La palla sorvola lenta e inesorabile tutto lo schieramento difensivo e si indirizza , come calamitata, alle tempie di Musetti in agguato che, con sapiente impulso, modificano il tragitto e la costringono in rete. Eccolo il momento, eccolo quel gesto! Se lo speaker fosse ancora quello della partita contro la Fortis, avremmo vinto la partita! Fischio finale tutti a casa! Purtroppo non è così. E l’arbitro disorientato dalla mancanza di quel riferimento, annulla. Zero a zero.

Già sentivo i valorosi ragazzi di Budrio intonare “ Oggi è uno di quei giorni in cui ti prende la malinconia” per giustificare il loro disappunto.

E invece gioiscono e corrono a salutare i loro supporters “assiepati” e festanti in Sud.

Tardini ancora inviolato. Sempre molto primi e una gara in meno da giocare. Una gara in meno da giocare anche per certi giocatori che proprio non ce la fanno a dimostrare di essere di categoria superiore. Quando là saremo, son sicuri di esserci anche loro? Io tifo per il Parma e non per i giocatori. Luca Tegoni

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

23 pensieri riguardo “UN LUOGO INCERTO, di Luca Tegoni: “SE CI FOSSE STATO LO SPEAKER DELL’ALTRA VOLTA AVREMMO VINTO LA PARTITA…”

  • Uno spartito ke condivido e sottoscrivo L.T.

    Soprattutto io tifo Parma e NON x i giocatori

  • Luca Russo

    Però, che lo si voglia o no, sono i giocatori a fare il Parma. E i giocatori di adesso a fare il Parma di adesso. Quindi se si tifa realmente il Parma, bisogna fare il tifo anche per chi ne è giocatore.

      • Luca Russo

        Anche quando andavamo in 50 a Milano, non a Reggio Calabria, si tifava per la maglia e non per la squadra che la indossava?

      • Maglia, giocatori… che concetti sofisticati! Io tifo Parma che non è un concetto astratto, ma è composto da giocatori che formano una squadra, quindi tifo anche i giocatori. Tifo e amo tutto del MIO Parma! Mi godo quello che abbiamo in questo momento. Non mi perdo in rimpianti inutili ormai (ma se eravamo in serie A!), non mi perdo in sogni futuri, del domani non c’è certezza, c’è poco da fare. Questo abbiamo, questo che abbiamo è la realtà, e poi trovo altresì inutile trovare sempre il pelo nell’uovo, un giorno sono da lega pro, il giorno dopo sono quasi tutti dei cessi, oggi uno è da tenere in lega pro, domani non va bene nemmeno bene per l’oratorio. Poi questo varia al variare di chi commenta. Quello che va bene per uno infatti per un altro è orrido. Io la prendo su dolce, mi godo il momento, critico il giusto ma non vado ad infilarmi in iperboli nè in un senso nè nell’altro. Equilibrio, credo sia il concetto, gli assolutismi espressi sia in positivo che in negativo non portano da nessuna parte. My opinion.

    • Luca Tegoni

      mi stai insegnando un sacco di cose! non mi ero accorto che sono più di quarantanni che tifo per una squadra senza giocatori, sentitamente grazie
      LT

  • Secondo me è proprio questo il problema il fatto di essere di categoria superiore!it fatto è che guazzo si sbatte!!
    Ho visto sbagliare a tanti attaccanti anche a quelli più forti palle come quelle di ieri quindi non mi voglio accanire contro guazzo come ho visto fare ieri a certa gente in curva!
    Rimane comunque un giocatore del Parma e fino all’ultimo sarò dalla sua parte!

    • Luca Russo

      Io non parlerei affatto di smontata. Marco Ferrari e coloro che lo hanno seguito in questo nuovo inizio, sono stati chiari fin da subito: si cercherà di fare qualcosa di diverso, ma scordiamoci i fasti dell’epoca tanziana e i passi più lunghi delle gambe da un certo punto in avanti della reggenza Ghirardi-Leonardi. Loro ce lo hanno spiegato, forse è stata una parte della tifoseria a non aver afferrato immediatamente il concetto.

      Parliamoci in maniera chiara: una realtà come quella di Parma, per dimensioni paragonabile a Bergamo e dunque all’Atalanta, come può sperare di competere, ora come ora, e per come oggi è strutturato il calcio italiano, in cui le risorse sono distribuite in modo poco equo, con società come Juventus, Napoli, Roma e via dicendo? E’ semplicemente impossibile. Se la Serie A fosse un mondo organizzato secondo il modello della NBA, allora sì che una volta ogni tanto potremmo sperare di arrivare al successo. Ma dalle nostre parti, e per nostre parti intendo calcio italiano, non si parla di tetto salariale né di playoff scudetto né di ultime classificate da privilegiare in sede di calciomercato.

      La nostra unica speranza, al lume di ciò che le ultime inchieste stanno facendo emergere sul conto del calcio nostrano, è che il sistema venga azzerato nel minuto in cui il Parma sarà ritornato in massima serie. In quel momento, di default, sì che il nostro modello innovativo potrà realmente attecchire e noi diventare la società calcistica leader in Italia.

      • Gatto molle

        Carra ha dicharato testualmente negli studi di tv Parma, alla domanda “In caso di promozione in Lega Pro quale sarà l’ambizione del Parma?”

        La risposta è stata, ripeto testualmente e non a memoria:

        “Ogni partita ed ogni campionato giocheremo per vincerlo”

        Premetto che non ci credo, credo che l’ambizione sia di arrivare velocemente in A per non svenarsi, ed una volta messe le mani sui 30 milioni dei diritti tv vedere se sarà sostenibile la categoria, questo perchè nessuno ha la palla di vetro per sapere cosa sarà la A tra 5 o 6 anni.

        Però dichiarazioni di quel tipo non andrebbero fatte mai perchè i tifosi ci credono vedendo nomi tipo Barilla, Pizzarotti, Dallara e compagnia bella.

        • Luca Russo

          Le risposte vanno anche interpretate…

    • Scala è molto sincero, come sempre…anche in questo è da apprezzare

  • Mi sa che a Valdagno abbiamo lasciato molte energie psicofisiche. Ecco spiegato il pari di ieri.

  • Mauro morosky Moroni

    Pure io ammiro i giocatori …non essendo “‘tifoso assatanato” di nessuna squadra ( bruciavo un po x l inter da ragazzo ma mi è passata , x il fatto di avere ampliato la visione ) …
    Come in tutte le squadre e relative tifoserie ci sono giocatori amati e altri no…guazzo sereni e miglietta non se li fila nessuno..ma a me poco importa di ciò che scrivono i giornali così come di ciò che pensano le masse dei tifosi..
    Sono perfettamente in grado di vedere e giudicare da solo senza timore di pensarla in modo contrario al di fuori del coro..
    ..esempio : guazzo domenica scorsa è entrato nel momento in cui il parma si è ritirato in trincea pago dello 0-2…non ha mai visto palla in un tempo di partita adatta ad un contropiedi sta veloce ..domenica precedente ha cannato un rigore ..ieri il portiere gli ha chiuso la porta rinpallandolo e nella altra occasione ha strozzato la palla.. In una domenica in cui hanno giocato normalmente 3/4 undicesimi su 14….
    Partite e giocate molli.. Come ci sono spesso anche in serie A…
    ..
    Morosky

  • Simone T.

    io non è che spero di poter vincere il campionato di serie A, ma mi piacerebbe poter sperare di rivivere i fasti del Parma proprio di Scala, Minotti e compagnia bella…come obiettivo non sarebbe male. Certo è che se non ci diamo nemmeno quell’obiettivo, beh…la vita si fa molto piatta

  • Simone T.

    E comunque questa frase “Per loro sono una figura di riferimento perché sono stato tra gli artefici del grande Parma degli anni Novanta, una squadra che non si rivedrà mai più” è purtroppo molto indicativa…nemmeno il Parma di Scala sarà più riproponibile, e non stiamo parlando di fenomeni. A questo punto mi chiedo che senso ha tutto questo…

    • Luca Russo

      Prima che il Parma di Scala diventasse il Parma di Scala, si poteva pronosticare che lo sarebbe diventato? Io credo di no, ma è successo ugualmente. Quindi è questa la nostra prospettiva: lavorare bene, contenere i costi di gestione e vedere se il campionato ce la manderà buona. Le vittorie non può programmarle nessuno, come vedi nemmeno la Juve che quest’anno sta dannandosi l’anima pur di riappropriarsi del primo posto, e ancora non ci è riuscita.

    • Certo quel Parma fu un miracolo in tutti i sensi, una fantastica alchimia di uomini, giocatori, allenatore, una squadra totale come se ne vedono poche..I miracoli difficilmente si ripetono, però ci si può avvicinare. I tempi sono nel frattempo cambiati e forse troppo. Quel Parma si recava in Cittadella ad allenarsi, a bordo campo si intrattenevano anziani e bimbi spesso intenti a fare altro. Ricordo l’arrivo di un pulmino pieno di giocatori, forse un ducato.. guidato da un Asprilla col sorriso di chi l’aveva fatta grossa..insomma altri tempi. Non torneranno. E con loro anche quel fantastico Parma, quello di un Brolin che prima del ritorno di coppa (andata persa 3 a 0) ad un Cattozzi (giornalista indimenticato) che gli chiedeva: cosa ci vuole a questo punto, Brolin, per passare il turno? (pensando a tattiche o cose simili..) E Brolin candido e sorridente : 4 goals! E così andò. Quasi incredibile, no? Mitici tutti.
      Quel Parma non c’è più ma ne possiamo costruire un altro. Io so che c’è la faremo. Non so quando ma succederà.

      • Quel Parma finiva la preparazione estiva disputando partite “addirittura” a Lagrimone..(chi non sa dov’e è a circa 3 quarti d’ora da parma). quel Parma che finito l’allenamento in cittadella, quando tutti stavano raccogliendo le loro cose, mostrava ancora uno Zola che continuava a tirare le punizioni fino che uno Scala sorridente non gli urlava : Gianfranco noi andiamo! I tempi sono diversi, in tutto. Ma ripeto, arriveremo. Ci credo.

        • Il c’è la faremo è un errore del correttore ( si fa per dire) automatico che non ho controllato, me ne scuso.

  • Simone T.

    Infatti sono d’accordo con te. Se scala avesse usato le parole che hai usato tu, nulla da dire. Ma mi sembra che sia stato fin troppo categorico se le rileggi bene e la cosa mi ha spiazzato non poco.. Un minimo di entusiasmo ai tifosi lo devi anche lasciare

  • Fourth of May

    Si ma non mi sembra il caso di fare una analisi dettagliata di una frase. Per ora la società è stata quasi perfetta. Chiudiamo la pratica e valutiamola sulla squadra che approntera’ per cercare di vincere immediatamente la lega pro e sugli investimenti che farà nel fondamentale settore giovanile. Poi altri ragionamenti se del caso andran fatti in futuro purtroppo non prossimissimo

  • Simone T.

    È vero, ed è proprio per questo che hanno stupito le parole del presidente. Lui che è sempre molto attento e misurato in ciò che dice sì è lasciato sfuggire una frase che almeno a me ha smontato molto.i ragionamenti che fate mi trovano pienamente d accordo, ma il problema è che evidentemente non sono gli stessi di Nevio. Poi se magari si è espresso male non saprei, ma lo spero

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