CARMINA PARMA, di Luca Savarese / LIEDHOLM DIXIT: “CUORE CALDO E TESTA FREDDA”, MA LA TESTA DI LONGOBARDI E’ CALDISSIMA…

(Luca Savarese) – Il mister del Legnago è Andrea Orecchia. Le orecchie dei tifosi del Parma si aprono, pochi secondi prima della partita, a suon di fumogeni. Legnago Salus, ma la salute, stando alla classifica, è tutta crociata. Benassi, vista l’assenza di Cacioli, si piazza al centro della difesa con Lucarelli. Parte bene il Legnago, Falchetto, però, per fortuna di Zommers, vola basso. Orecchia deve essersi fatto ascoltare ed i suoi si muovono bene nei primi minuti di gioco. Il Parma si fa vedere con un pallone filtrante veloce calciato da Corapi, che ritorna nella sua posizione di centrocampista centrale ed abbandona le zone più avanzate del campo: palla per Longobardi che non riceve, ma applaude l’invito del compagno. Quando Broso decide di tirare di destro da due passi, Zommers fa sapere di essere una sicura saracinesca. I primi ventisei minuti sono un batti e ribatti, più che un canto dei fioretti, un festival delle spade. Poi Longobardi prende la clava e sveglia la noia, tiro, palla deviata e corner. Il continuo sbandieramento dei tifosi gialloblù sembra un’onda della serenità, una calorosa primavera di colori. Il Legnago è tutt’altro che timido e pigro, ma piuttosto spigliato e propositivo e riesce sia a controllare le folate parmensi sia a creare qualche grattacapo alla formazione di Apolloni. Orecchia, con una giacchetta della tuta completamente celeste, dà ordine ai suoi su come calciare una punizione. I brividi, positivi, per i crociati arrivano ancora da Longobardi e dal suo destro, che appare potente ed esce di poco. legnago parma gol di longobardiLongobardi c’è. Il portiere Cybulko, che dal nome sembra un personaggio dell’Adelchi manzoniana, è attento su una conclusione da destra, non troppo forte, di Melandri. Il Parma scende, ma non riesce ad imprimere il passo fatale del suo gioco. Il secondo tempo si apre con il sole, non quello meteorologico, ma con il raggio di sole che spunta sulla cabeza di Longobardi che batte a rete, facendo esplodere la torcida parmense in terra veneta.

Unus testis nullus testis dicevano i latini. Un testimone nessun testimone, invece della testa dell’ex Sestri Levante, sono testimoni i compagni, il mister, lo staff ed il pubblico crociato che impazzisce di gioia. Una deviazione aerea da bomber nato, una girata cattiva e di giustezza. A volte, basta usare la testa per uscire dai momenti d’impaccio. Cristian la usa sia come dose di impegno infinito alla causa e sia come strumento del mestiere per grandi segnature. Il due a zero di Mazzocchi è un lob che non ha nulla da invidiare ai colpi di uguale fattura delle serie superiori e che suggella l’ottima tempra atletica unita ad una pregevole cifra tecnica del centrocampista ex Rimini arrivato nel mercato di gennaio, una vera scheggia della natura.

Gigi Apolloni appoggiato, sul finale, alla panchina, con una mano si tocca il collo. Il magico viaggio del suo Parma in quarta serie, decollato già da tempo, continua, sereno, snello, vincente. I suoi passeggeri, sanno offrire soluzioni sempre diverse. Settimana scorsa la rovesciata di Lauria, oggi la testa di Longobardi ed il pallonetto di Mazzocchi. Nella domenica delle palme, il Parma ne lascia due ramoscelli in quel di Legnago. Luca Savarese

5 pensieri riguardo “CARMINA PARMA, di Luca Savarese / LIEDHOLM DIXIT: “CUORE CALDO E TESTA FREDDA”, MA LA TESTA DI LONGOBARDI E’ CALDISSIMA…

  • 21 Marzo 2016 in 00:28
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    Longobardi Lauria e Giorgino han saltato tante partite, giocatori che fanno la differenza in questo campionato, ce lo stanno ricordando uno per volta

    • 21 Marzo 2016 in 11:42
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      E nonostante questo siamo rimasti lì sopra fino ad adesso… segno che comunque Galassi e Apolloni hanno fatto un signor lavoro con questa squadra per farle raggiungere i risultati che ha raggiunto.

  • 21 Marzo 2016 in 00:32
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    Il viaggio è quasi giunto a destinazione. Prepariamoci a scendere 🙂

    • 21 Marzo 2016 in 08:55
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      Scendere è un temine che non gradisco 😀

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