LA LEGA PRO CHE VERRA’ CON LA NOVITA’ “FINAL EIGHT” – nota divulgativa dell’avvocato Paolo Malvisi

Paolo Malvisi (*) – I campionati di Lega Pro e Serie D sono entrati nelle fase finale, le prossime partite saranno importanti per stabilire le squadre promosse, la griglia playoff e playout e le retrocesse. In vista proprio della prossima stagione di Lega Pro, c’è ancora molta incertezza sulla composizione dei gironi; l’unica certezza è rappresentato dal numero delle squadre che saranno 60, 20 per ogni girone e a breve inizierà la bagarre per i ripescaggi. Al termine della stagione la Lega Pro potrà contare su 54 squadre, partirà quindi la caccia ai sei posti rimanenti e tante società sono pronte a chiedere il ripescaggio. Infatti, nonostante il blocco stabilito l’anno scorso nell’ultima stagione dalla Federcalcio, saranno reintrodotti i ripescaggi per riequilibrare l’organico a sessanta club. Di sicuro sei, pertanto; quattro tra le retrocesse dalla attuale Lega Pro e due da individuare tra i dilettanti. Saranno scelte in base ad una graduatoria, privilegiando, logicamente, le società che offriranno maggiori certezze, finanziarie e di continuità nella gestione. I criteri che verranno presi in considerazione non sono stati ancora comunicati, ma le ultime indiscrezioni aprono importanti scenari: vi saranno probabilmente maggiori controlli, garanzie bancarie articolate. Più elevato sarà il monte ingaggi tanto più onerosa sarà la garanzia fidejussoria richiesta. Sarà presumibilmente abolita la richiesta di denaro a fondo perduto.

È chiaro che la crisi economica nella quale si dibatte la categoria, fa prevedere che vi saranno delle difficoltà per alcune Società. Dovessero pertanto registrarsi defezioni, si ricorrerebbe a una chiamata suppletiva. In questo caso, agli ipotetici ripescati (o ammessi), sarebbe richiesto il deposito di una corposa, ulteriore, fidejussione a garanzia.

La vera novità poi, riguarderà la coda dei playoff. Infatti, come anche confermato dal neo presidente Gabriele Gravina, la Lega Pro è pronta a varare una vera e propria Final Eight. Format che prevede l’accesso diretto in B per le prime classificate, mentre le seconde – assieme alla vincitrice della Coppa Italia Lega Pro – sarebbero ammesse agli ottavi di finali, mentre le squadre dal terzo al decimo posto si sfideranno in gare “secche” per accedere agli ottavi di finale. Le otto squadre promosse si giocherebbero l’ultimo posto promozione in una Final Eight che vorrebbero far disputare in una sola città italiana, come avviene per il campionato Primavera. Paolo Malvisi (*)

(*) Membro dell’AIAS, Associazione Italiana Avvocati dello Sport

Stadio Tardini

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87 pensieri riguardo “LA LEGA PRO CHE VERRA’ CON LA NOVITA’ “FINAL EIGHT” – nota divulgativa dell’avvocato Paolo Malvisi

  • 22 Aprile 2016 in 09:22
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    Faccio una domanda aperta a tutti…un po’ provocatoria…ma mi interessa conoscere il parere davvero di tutti, da piu moderato al piu sfegatato, dal piu intellettuale al piu ignorante…

    Leggo in questi giorni su qualsiasi testata…qualsiasi social…e tutti dichiarano in coro…”IL PARMA DEVE TORNARE DOVE GLI SPETTA”.

    Ok, io vorrei sapere, secondo voi, precisamente…DOVE GLI SPETTA?

    Ringrazio il Direttore se vorrà concedermi questo spazio…

    Ringrazio chi risponderà…

    • 22 Aprile 2016 in 09:56
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      Bene. Spazio alla proposta. Io suggerisco una serie a sostenibile. Cioè da cavarsi soddisfazioni senza rovinarsi e rovinare gli altri

      • 22 Aprile 2016 in 12:05
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        ma magari! come aveva dichiarato Carra voi datemi 30-40 milioni di diritti tv poi ne parliamo. Insomma il Parma in serie a prendeva bei soldini e penso che una società che ci sappia fare, ne faccia un ottimo uso,senza dover ricapitalizzare ogni ogni anno,aggiungere debiti su debiti o fare operazioni di finanza creativa.Però un passo alla volta che la cavalcata va gustata tutta e quest’anno lo dimostra.

  • 22 Aprile 2016 in 10:17
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    Concordo col Direttore, una serie A (maiuscola) dove coltivare giovani talenti e forgiarli per le Big.
    Va da sé che una competenza professionale a livello dirigenziale e tecnico, possa portare anche alla partecipazione di competizioni europee o vittorie in Coppa Italia, del resto il primo Parma di Scala, non ancora inquinato dai soldi “finti” di Tanzi è riuscito ad ottenere tali risultati in equilibrio.

    • 22 Aprile 2016 in 10:41
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      Esatto. Qualcuno mi ha chiesto una articolessa di fine stagione: non so se l’accontentero’, però non mi dispiacerebbe cimentarmi su un tema tradizionalmente a me molto caro sul quale c’è in piena sintonia la società. E cioè che mi picarebbe che i nostri tifosi fossero più contenti di una reale gestione virtuosa che garantisca la, permamenza sostenibile nei quartieri alti del calcio, piuttosto che della preoccupazione su quanti soldi hanno intenzione di spendere. Il parma di scala mi era sempre stato più simpatico di quello seguente proprio per quello. Scegliere prima gli uomini che i campioni e saper creare alchimia è stato il segreto di scala, che mi pare sia stato raccolto dai suoi eredi minotti e apolloni

      • 22 Aprile 2016 in 14:44
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        E il Parma di Scala è la dimostrazione che senza spendere follie si posso raggiungere traguardi impensabili! Che nemmeno il Parma delle spese folli e dei campionissimi è riuscito ad eguagliare… E secondo me, anche se in modo nettamente minore da quello di Scala, pure il Parma di Prandellimfatto di giovani promessem faceva divertire molto!

  • 22 Aprile 2016 in 10:58
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    Io penso che i modelli societari ( intendo tecnico & settore giovanile non conoscendo le loro condizioni economiche ) da seguire, in Italia, dovrebbero essere :

    Atalanta…Empoli…Chievo ..Sassuolo …

    adottare una sana politica di giocatori giovani con alle spalle settori giovanili importanti e fruttiferi di risultati oltre che di giovani sfornati al calcio professionsitico;

    dare priorità al calciatore italiano ( i talenti ci sono a Roccabianca come a Pantelleria, a Madregolo come a Bolzano, a Traversetolo così come a Montecreto )
    ..
    al momento, essendo una società giovane e nuova, mi piacerebbe che arrivasse alla serie B come Baraye…
    di seguito, una volta stabilizzate le fondamenta, assettata al meglio la struttura societaria con strutture e indotto, fare dei programmi, e qui mi allineo al Direttore Gmajo, e dare corpo alla scalata alla serie A con basi solide, credibili e fattibili, questo x restarci senza perenni sofferenze seguendo sempre la politica dei passi piccoli e ben distesi..
    ..

    • 22 Aprile 2016 in 16:19
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      Il Sassuolo è un bel modello se hai una proprietà che tutti gli anni ci mette 15 milioni

      • 22 Aprile 2016 in 16:36
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        Ecco, questo è il punto. Non è nei principi fondanti di questa società sperperare milioni a ufo…

        • 22 Aprile 2016 in 16:50
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          Meno male ci mankerebbe sarebbe grave

          Siamo già stati scottati più di una volta

          Abbiamo già dato basta e poi basta

          FORZA PARMA

      • 22 Aprile 2016 in 22:00
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        quanto?15? Fai 28 per la precisione.

      • 23 Aprile 2016 in 09:14
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        facciamo anche 30

    • 23 Aprile 2016 in 13:50
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      Scusi Mauro, ma non mi parli di modello da imitare come Lei ha accennato, ma le ricordo che le squadre modello hanno preso a piene mani il vivaio del Parma Calcio, a zero lire e per me è una vera vergogna approfittare delle disgrazie altrui per farsi belli. Tutte le squadre che vanno per la maggiore si sono capofitte suoi nostri gioielli, è uno schifo. Ma come Lei sa la farina del diavolo va a finire in crusca. Tanto Le dovevo.

  • 22 Aprile 2016 in 11:04
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    parma in serie a con progetto simile a quello dell’empoli

    • 22 Aprile 2016 in 13:50
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      Secondo me è improbabile un progetto simile all’Empoli

      Naturalmente con tutto ii rispetto x i toscani ci mankerebbe

        • 23 Aprile 2016 in 16:12
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          Direi che già lo siamo caro direttore… la nostra società per come è composta è UNICA in Italia… gli altri possono solo imitarci 😉

  • 22 Aprile 2016 in 11:18
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    Ho iniziato a tifare Parma quando faceva lo Yo-Yo tra serie C e serie B, poi grazie all’ampliamento della serie A, l’ho visto salire in A e credevo fosse il massimo della sua aspirazione, poi l’ho visto vincere coppe nazionali ed internazionali, a quel punto ho pensato forse arriverà anche lo scudetto, poi l’ho visto retrocedere, risalire, fallire ed infine rinascere. Dire ciò che gli spetta è dura. Se riduranno la serie A, come sembra, diventerà difficile arrivarci. Probabilmente vedrò un altro Yo-Yo tra A e B.

    In merito all’articolo riporto quello che ho letto riferito alla riunione dei giorni scorsi.

    “Si è svolta il 21 aprile presso la sede della Lega Pro a Firenze un assemblea informale presieduta dal Presidente Gravina.
    Durante l’incontro sono state illustrate le nuove linee guida che saranno portate in FIGC il prossimo 26 aprile, che riguardano i criteri di ammissione al campionato di Lega pro per la stagione sportiva 2016-2017.
    Tra le novità l’introduzione del tetto massimo sul budget complessivo riguardante la parte sportiva ossia i calciatori e lo staff tecnico. Tale soglia sarà di €.1,5 milione sulle retribuzioni lorde fisse. In caso di eccedenza dovranno essere garantite dal rilascio di fidejussioni bancarie/Assicurative secondo una crescente e proporzionale sistema di contribuzione.
    La fidejussione per l’iscrizione al campionato sarà di €. 350.000,00, oltre alle fidejussioni rilasciate dalle banche da questa stagione sportiva potranno essere rilasciate anche da società assicurative.
    Potrebbe essere fissato anche il tetto massimo anche sui contratti per ogni singolo tesserato che non dovrà superare l’importo lordo €.70.000,00.”

    Non so se verranno approvate tutte o solo in parte ma credo che sia un inizio per rendere la Lega Pro sostenibile dal punto di vista economico, poi ovviamente ogni società si comporterà come vuole, ma a quel punto si prenderà la responsabilità dei propri fallimenti senza incolpare il sistema.

    • 22 Aprile 2016 in 23:37
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      Non credo che lo yo yo tra a e b possa essere economicamente sostenibile. O meglio: c’è chi lo adotta scientemente come sistema per abbassare i costi (con rifondazioni tecniche e dismissioni dei più costosi), anche se noi, sulla nostra pelle, abbiamo ben imparato cosa sia significata la retrocessione del Ghiro nel 2007-08 mantenendo gli stessi costi della A e abbassando i ricavi… Io penso che se si lavora su ricavi (certi) cercando di non superarli coi costi si possa fare calcio sostenibile. La potenza economica della proprietà deve esser di garanzia di continuità, per il sostegno finanziario, ma non certo una mucca da mungere, come, purtroppo, ancora in tanti sperano, memori degli antichi fasti. Ma le lezioni dovrebbero essere imparatae. E il costo sociale di tanti anni di serie A “drogata” è stato pagato dalle tante vittime dei due fallimenti. Ambizione sì. Ubris no…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 22 Aprile 2016 in 11:46
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    Gentile Direttore, la domanda per me non è corretta perchè (purtroppo) “dove gli spetta ” è una frase priva di senso.
    Il Parma storicamente nei suoi 103 anni di storia la A l’ha fatta per 23 anni sicchè 80 anni di campionati minori, quindi se si parla in termini storici e meritocratici possiamo dire che la serie C e la B sono la nostra casa.
    Altrettanto vero è che fare 17anni consecutivi di Cui 15 con qualificazioni europee consecutive e relative vittorie ci ha dato una nobiltà che pochissime in Italia possono vantare.
    Io credo che in un calcio come quello moderno dove valgono i soldi e non la maglia, o I tifosi parlare di meritare o essere titolari di diritti alla A sia un grandissimo errore poichè nessun club (eccetto Juventus,Inter e Milan) hanno diritto di qualcosa e mai verranno tutelati dalle istituzioni per prima cosa, e poi soprattutto per il simbolo o la città che rappresentiamo; sfido chiunque a provare il contrario.
    In ultimo il nostro posto riflette quello che i magnifici 7 investiranno . (Es: Sassuolo,Cremonese, Pro Vercelli,Chievo,Catania)

    • 22 Aprile 2016 in 17:08
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      Io non credo che il metro debba essere il soldo, anche se si è abituati da anni, nel calcio, a ragionare su chi spende di più. Io penso sia meglio ragionare su chi spende meglio, e soprattutto su chi sa scegliere al meglio le risorse umane, in luogo di fare la collezione delle figurine. Lucarelli, l’altra sera a Calcio e Calcio, ha fatto l’esempio del Pisa dei Morrone, Paci etc. con diversi elementi di A, che poi non è riuscito a salire, anzi manco aveva centrato i play off… Peraltro penso che l’errore più grande che si possa compiere è tirare per la giacchetta i vari big…
      insomma si tratta di essere “moderni” (o “antichi”), smettendola di ragionare con la logica del calciomercato degli ultimi 30 anni… Io penso sia anche anti-educativo insistere con paginate e trasmissioni con ipotetici rivelazioni di mercato, specie in tempi in cui si fatica a finire il mese nelle famiglie normali…
      Circa il “dove gli spetta” ho già chiarito cosa si intende in una precedente risposta: nessuno accampa diritti o pretese di nulla, perché sappiamo bene che qualsiasi cosa ce la dovremo meritare senza sconti, scorciatoie o grimaldelli…

      • 22 Aprile 2016 in 20:25
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        Non per provocazione, è una domanda vera.
        Perché nessuno riesce a restare in B o in A solo con i proventi televisivi, la vendita di giovani e gli sponsor? Perché il Parma in questo suppone di poterlo fare a differenza degli altri? Si ha già coscienza di quanti talenti vendibili ed a quale prezzo ci saranno nei prossimi 5 anni?

        Io che sono un libero professionista e non ho idea pratica di come si gestisce una cosa del genere, a parte i proclami di non buttare i soldi e di non voler figurine per i tifosi, vedo che la serie D si è fatta con mezzi economici, strutture ecc. Superiore agli altri e da quello che trapela anche la Lega Pro verrà fatta con molti soldi. Questo cozza con “noi riusciamo con meno degli altri perché il mercato non si fa più con i milioni di una volta”. Da fuori pare che senza soldi i giocatori forti non vengono e sono necessari per partecipare a certi campionati, tanto che il Parma ha già dichiarato tramite Lucarelli ed altri che cercherà di fare uno squadrone, e se è vero non penso che ci vorranno 4 lire. Spenderemo meno soldi delle altre squadre che tenteranno la promozione?

        • 23 Aprile 2016 in 00:40
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          La lega pro è la più complessa per il rapporto non ottimale tra costi e ricavi, sicché si cercherà di starci il meno tempo possibile. Motivo per cui penso che ci sia l’intenzione di allestire una squadra competitiva profondendo tutte le risorse necessarie per questo. Il ragionamento sull’equilibrio costi e ricavi è più facile farlo quando i secondi sono ragguardevoli come in B o in A. E quando hai 40 milioni di entrate è da irresponsabili spendere di più. Non solo: se ti indebiti e continui ogni anno ad aumentare il debito non è che vai molto lontano. La gestione del portafoglio è errato che sia nelle stesse mani di chi deve fare quadrare i conti. E nel calcio, in generale, ci si lascia prender troppo la mano. Ribadisco che non è il player trading su cui si deve puntare, quanto ad incrementare gli introiti di sponsorhip, etc.
          Il fatto di non voler fare la collezione di figurine non è un proclama, né un ritornello: ma il vero “segreto” di Scala. Con calciatori non famosi, e neppure “campionissimi”, grazie alla gestione del gruppo, seppe conquistare trofei in Italia e all’Estero con ragguardevoli piazzamenti di campionato, cosa che con molte più risorse a disposizione e di conseguenza calciatori di grido, riuscì meno facilmente nell’epoca di “Stefanino”.
          Cordialmente
          Gmajo

        • 24 Aprile 2016 in 00:14
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          C’è un comune denominatore tra tante società di a e b : la mancanza di liquidità. Nonostante girino tanti soldi, in a soprattutto, molti club hanno bisogno di chiedere prestiti alle banche, le quali pongono interessi che fanno lievitare i debiti. I soldi servono per pagare in tempo calciatori, staff e fornitori, i quali, se non pagati, mettono a loro volta more, aumentando il debito. e alla fine i nodi vengono al pettine. La forza di questa società è, a mio modesto parere, quella di poter pagare regolarmente gli stipendi di tutti, evitando di indebitarsi con banche e fornitori. E scusate se è poco….

  • 22 Aprile 2016 in 12:09
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    direttore non capisco questo passaggio, si parla di squadre che andranno ripescate e si dice “Di sicuro sei, pertanto; quattro tra le retrocesse dalla attuale Serie b e due da individuare tra i dilettanti. “. ma le quattro retrocesse dalla serie B non sono ripescate in lega pro, vanno in lega pro appunto per la retrocessione… immagino che le 4 ripescate si riferiscano alle retrocesse dalla lega pro stessa… o sbaglio?

  • 22 Aprile 2016 in 12:13
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    Ecco un punto fondamentale penso sia questo, la scelta degli uomini prima che dei calciatori e dei nomi, la dimostrazione la sia è avuta anche quest’anno. Non sempre il nome fa la differenza. Un Baraye non doveva essere un goleador,non aveva numeri in carriera in tal senso,eppure è stato scoperto attaccante e magari è potuto crescere anche sotto l’aspetto mentale, un Longobardi è stato fondamentale fuori e dentro il campo,o un Cacioli o un Giorgino.E tutto questo gruppo fantastico, che non so quanto verrà mantenuto, ma a cui va un grazie enorme. E per la serie A è troppo presto parlarne e troppo avvelenata per noi.Quando ci arriveremo penso che saremo un modello.

  • 22 Aprile 2016 in 12:20
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    Io sono cinico,
    Per me non gli spetta proprio nulla di diritto,
    solo un pazzo non concorderebbe sul fatto di avere una società sostenibile che non fallisce, ed è la stessa cosa che mi auguro io, questo però non significa niente di per sè poiché dove arrivare in questo caso dipende dalle potenzialità economiche della proprietà che io francamente ho capito avere una potenza di fuoco eccelsa per la Lega Pro e poi non so, Majo che è all’interno magari si rende conto di cosa potrà fare la società se mai approderemo in B.

    Io non faccio parte di quelli che pensano che basti fare un settore giovanile dove crescere campioni, farli giocare tre anni in A e poi farceli strappagare dalle big, io crederò fattibile questa cosa solo quando qualcuno mi spiega perchè le altre società non lo fanno, o meglio chi lo fa con buoni risultati comunque non si garantisce in questo modo una sostenibilità, io credo che se fatte per bene alcune cose come il settore giovanile, la caccia agli sponsor ed entrate simili possano di certo garantire entrate ma non una permanenza tra le 20 squadre di serie A nemmeno B, penso che in alcune fasi possano esserci imprevisti che se non si ha una proprietà solida e ricca che copre prima o poi si crolla, “prendo i diritti televisivi, vendo due giovani ed io non ci metto una lira l’abbiamo già visto come finisce”, il calcio non è sempre programmabile come la produzione di tasselli, ti si possono infortunare 4 giocatori ad ottobre oppure il settore giovanile non produrre niente di ottimo per 5 o 6 anni e mille altre variabili che non si possono sostenere pensando di avere ogni anno frotte di giovani da lanciare in A o in B e code fuori dalla porta di sponsor.

    • 23 Aprile 2016 in 00:07
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      La ringrazio poiché ritiene eccelsa la potenza di fuoco per la Lega Pro (ci sono taluni che – non si capisce bene in base a cosa – arrivano persino a dubitare di questo, come facevano persino per la D, salvo poi, a posteriori, al contrario asserire che fossimo una superpotenza…), ma non vedo perché tale potenza di fuoco non dovrebbe valere per la B e per la A. La compagine societaria, infatti, considerata nel suo insieme e singolarmente, penso possa esserci invidiata anche da club della massima serie. Ciò non significa, però, che ci si debba illudere (illudere?!?) che loro diano il cervello all’ammasso “rovinandosi” col calcio.
      La differenza rispetto ad altri club meno blasonati è che il Parma può vantare introiti decisamente superiori: le entrate della scorsa stagione – solo di sponsorizzazioni – erano paragonabili a quelle di club di B o persino di A. Questo ha fatto sì che l’esborso per ogni singolo socio fosse assai contenuto. Ovviamente la cifra aumenterà per la C (dove il gap tra ricavi e costi è strutturalmente superiore), e così via per la B e la A, ma anche i ricavi, in questo caso, aumenteranno in modo altrettanto esponenziale.
      Quindi per tenere la barra a dritta del bilancio non si tratterà di indovinare solo i calciatori da poi rivendere (il player trading non dovrebbe esser considerato la principale fonte di sostegno) ma continuare a mantenere, anzi incrementare, lo stesso feeling con gli investitori. Cosa, ribadisco, possibilissima in B e in A dove, rispetto ai costi, le entrate non sono esigue, con una corretta e oculata gestione, senza che ci si faccia esageratamente prendere la mano.
      Convengo sul fatto che la proprietà solida e ricca debba garantire in caso di imprevisti: si tratta, però, di non rendere strutturali gli imprevisti, e di continuare a vivere sul credito come han fatto certe nostre vecchie conoscenze.
      “Prendo i diritti televisivi, vendo due giovani ed io non ci metto una lira l’abbiamo già visto come finisce”, beh, se le ambizioni sono stra-esagerate, se manco le due lire si mettono, se la gestione è tutt’altro che virtuosa, se si usa il Parma come bancomat personale di famiglia, se lo spreco è all’ordine del giorno, è chiaro che si va a finire male.
      E’ vero che il Parma del GhiLeo è scivolato su una serie di sfighe (la licenza uefa che ha comportato spese straordinarie, la malattia al cuore di Biabiany che ha fatto saltare la vendita), ma è altrettanto vero che se non ci fossero state queste sfighe non si poteva continuare a campare con la politica di spostare avanti il pallone, continuando a farsi anticipare i diritti tv (mi sa che si fosse arrivati sino a quelli di tre anni dopo…), a giocare con le plusvalenze, a non pagare nessuno, salvo i calciatori all’ultimo secondo possibile dell’ultimo giorno tra mille salti mortali. Chi cammina sul filo di nylon è fisiologico che prima o poi perda l’equilibrio. E’ chiaro che gli imprevisti possano capitare anche a chi è coscienzioso, ma il modo di superarli è differente rispetto a quello dei saltafossi.
      Infine: io ho grande fiducia nella capacità di Scala e dei suoi eredi di selezionare gli uomini, ingrediente alla base della difficilissima ricetta dell’alchimia. Non è facendo la collezione di figurine che si vincono i campionati, ma sapendo creare dei gruppi di lavoro funzionanti. Cosa che il buon Apolloni, sebbene criticato da chi non lo ha capito e che pensa solo a criticare perché non gioca uno piuttosto che un altro, ha saputo ben fare.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 23 Aprile 2016 in 00:52
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        Direttore la società riuscirà a confermare tutti gli sponsor di quest’anno?

          • 23 Aprile 2016 in 13:48
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            Infatti intendevo avremo ancora un grande contributo….

  • 22 Aprile 2016 in 12:51
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    Concordo in pieno direttore!!! Prima le persone,poi i giocatori!

  • 22 Aprile 2016 in 13:21
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    Parma in serie A che lotta per l’Europa … Ed anche di più

  • 22 Aprile 2016 in 13:28
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    Torno a commentare dopo tanto tempo…. Innanzitutto vorrei esporre una mia considerazione riguardo l’apertura della Serie C (io la Lega Pro la chiamo ancora C in quanto secondo me il termine Lega Pro non ha molto senso….) a 60 squadre: come scritto anche nell’articolo questo comporterà ad una serie di ripescaggi dalla D alla C e secondo me potrebbe portare ad un inizio posticipato del campionato….non credo infatti che si riesca a trovare così agevolmente almeno 6 società che dalla D possano salire alla C rispettando tutte le clausole proposte anche dall’articolo.
    Esprimo anche un parere riguardo al commento dell’utente LucaDena: come blasone il Parma meriterebbe la serie A e senza neanche star li tanto a discutere ma dal momento che questa è una società nuova e il blasone che ha è ereditato dal vecchio Parma A.C. (il Parma di Tanzi che, correggetemi se sbaglio, dal crack Parmalat uscì pulito tant’è vero che a Ghirardi fu consegnato addirittura in attivo), l’attuale Parma Calcio 1913 per ora merita di stare in Lega Pro e spero dal profondo del cuore che il prossimo anno meriti la B e poi la A. Un passetto alla volta, con calma, ci potremo togliere di nuovo delle soddisfazioni….Credo anch’io che il ruolo, se così lo vogliamo chiamare, del Parma sia quello di far crescere talenti da rivendere poi ai club più prestigiosi ma è in questo modo che una società si autofinanzia e quindi può andare avanti….poi magari capita la stagione in cui arrivi a metà classifica e quella in cui vinci le coppe….chissà, sperèma bén e FORZA PARMA!

  • 22 Aprile 2016 in 13:40
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    dove gli spetta, gia’ …… se gli spetta fara’ da spettatore,sai che palle

  • 22 Aprile 2016 in 14:01
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    Io sarei per un modello stile Sassuolo rimodulato secondo lo standard Parma, ossia giovani di qualità per lo più italiani, però rispetto al Sassuolo senza affidarsi ad un unico finanziatore ma bensì ad un gruppo di imprenditori, però dal punto di vista tecnico il Sassuolo potrebbe essere un punto di riferimento.

  • 22 Aprile 2016 in 14:14
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    Direttore cosa ne pensa dell’interesse di MIKE PIAZZA ad entrare nel parma calcio????

  • 22 Aprile 2016 in 14:42
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    Direttore c e qualcosa di vero sulle voci su mike piaazza?

  • 22 Aprile 2016 in 15:05
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    Veramente Piazza potrebbe entrare in società? Non si arrabbi direttore la fonte è un giornale importante e volevo sapere una sua opinione, detto questo mi bastano quelli che ci sono

    • 22 Aprile 2016 in 16:40
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      Che il suo nome fosse abbinato alla Reggiana non è una novità… Sul Parma, come noto, era abbinato un anno fa… Un ritorno di fiamma non mi pare credibile…

  • 22 Aprile 2016 in 15:13
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    2 commenti riguardo all’articolo….
    Proprio oggi sulla gazzetta dello sport c’è un’intervista al presidente della lega pro il quale afferma di voler completare i gironi a 60 squadre con le squadre B della serie A.
    Seconda cosa non mi sembra corretto che una squadra retrocessa dalla lega pro venga ripescata….allora piuttosto sarebbe più giusto considerare le seconde della serie D!

  • 22 Aprile 2016 in 15:14
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    Ecco che ritorna Mike piazza! Direttore ha letto?

    • 22 Aprile 2016 in 15:41
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      Spero che sia una boutade. . Mo, basta!!

    • 22 Aprile 2016 in 16:34
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      Queste voci mi ricordano quelle di un anno fa, stagione che, come dice Lucarelli, abbiamo “seppellito” e che vorrei fosse dimenticata. Il Parma Calcio non è in vendita…

  • 22 Aprile 2016 in 15:38
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    ” Un passo alla volta mi basta”

    (gandhi)

    • 22 Aprile 2016 in 16:42
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      Volendo anke due passi ma con piedi buoni

      Certo con una società solida e competente

  • 22 Aprile 2016 in 16:15
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    Questo Gravina la lega pro a 60 l’ha barattata per essere eletto, ennesimo omino del calcio italiano. Bastava pensare al bene comune (del mondo calcio in italia) per andare nella direzione totalmente opposta, riformando pure a b e primavera, che fanno pena.
    Al Parma, come a tutte le altre squadre non spetta niente, vince e sta in alto il piu meritevole, o almeno cosi dovrebbe essere. Per ora sul campo meritiamo la c, speriamo di fare ancora meglio ma coi play off formato circo Orfei non sarà semplice

    • 22 Aprile 2016 in 16:53
      Permalink

      Intendiamoci: il sondaggio lanciato dal nostro lettore non va inteso come diritto divino a stare in una determinata serie, e che per farlo debba avere aiuti o lasciapassare. Visto che si dice spesso il luogo comune che il Parma deve ritornare dove gli compete, il quesito è secondo voi dove dovrebbe stare il Parma. Ma è palese che quel posto, qualsiasi esso sia, se lo dovrà ri-conquistare con le sue forze…

      • 22 Aprile 2016 in 17:28
        Permalink

        Esattamente…

        Io nel frattempo mi sto gustando le risposte…

        attendo ancora un po’ per arrivare ad una coclusione…nel frattempo sono contento di vedere che la domanda ha avuto molto risalto…

        grazie Direttore…

        • 22 Aprile 2016 in 18:10
          Permalink

          La conclusione potrebbe essere un articolo, non un semplice commento… Una raccolta chiosata dei pareri da elevare al rango di pezzo…

          • 23 Aprile 2016 in 12:14
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            Avrei tirato giu due righe, non so quanto interessanti, ma se ha il piacere di dare un occhiata…dato che non è la prima volta che mi invita…

        • 22 Aprile 2016 in 19:06
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          La mia risposta non voleva sminuire la domanda è solo che per come la vedo io è difficile prenderla alla lettera nel senso che conta il campo e dunque a mio parere la serie a spetta più al chievo che se la guadagna sempre rispetto ad altre piazze che magari hanno un bacino d’utenza più ampio, un tifo caloroso ma per vari motivi non un progetto valido.
          Poi vabbè, sono di parte ma credo che il Parma, al di là della gestione scellerata del passato, abbia saputo far bella figura anche in serie a, ce lo riconoscono tanti avversari. Più in generale credo ci siano le condizioni ambientali per proporre qualcosa di valido e magari singolare anche ai massimi livelli

          • 23 Aprile 2016 in 00:29
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            Durante la gestione scellerata sono transitati da Parma fior fiori di giocatori (Giovinco, Cassano etc.) e dal punto di vista sportivo il bilancio del Leo non è vituperabile. Del resto quando portava quei giocatori, a parte quel rompiballe del Grillo Parlante, a tutti stava bene: anzi, tutti lo spronovano. Ecco, quindi, che ribadisco che la lezione del passato debba essere imparata. Per questo quando ancora sento gente che chiede quanti soldi la proprietà vuol metterci mi viene da inorridire… L’errore più grande che si possa commettere è quello di tirar per la giacchetta i big pretendendo che profondano immense risorse.
            Cordialmente
            Gmajo

      • 22 Aprile 2016 in 19:18
        Permalink

        Il posto che gli compete … è un quesito suggestivo e retorico, legato a quello che eravamo, ma che non siamo più. È demagogico dire qual’è il posto che ci compete perchè sarà semplicemente il posto che questo NUOVO parma si saprà meriitare sul campo.

        Io ripeto un passo alla volta mi basta, perchè ficordo il Parma dei tempi d’oro ma anche la morte del Parma. Quello che stiamo vivendo è una storia NUOVA.
        Diventeremo quello che saremo capaci di essere.
        E quello che ci meriteremo avrà sempre valore doppio perchè guadagnato con le nostre forze, e non è retorica.

    • 23 Aprile 2016 in 09:18
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      letto approvato e sottoscritto

  • 22 Aprile 2016 in 18:11
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    Se arriva Mike Piazza voglio anche Corrado che ormai avrà finito di fare i conti!E Nuccilli no?
    Magari li mettiamo insieme tutti e 3 e li sommiamo ai G7 e poi aspettiamo anche che l’uomo del gas sistemi i suoi guai giudiziari e facciamo venire anche lui, perchè parla bene l’italiano e abbiamo bisogno di un comunicatore.
    Avremo un G11. Direttore Generale prenderei Schinelli direttamente da Carpenedolo e come commercialista Galimberti. Sempre aspettando Kerimov che prima o poi arriva!

    • 22 Aprile 2016 in 21:16
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      Mi ricordo ancora di quel personaggio televisivo che definiva Giuli un signore con la s maiuscola!

  • 22 Aprile 2016 in 18:54
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    L’avv. Malvisi ha spiegato benissimo perchè il prossimo anno sarà obbligatorio vincere di nuovo il campionato: non possiamo permetterci la roulette russa della post-season.

  • 22 Aprile 2016 in 21:14
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    SALVE IO VORREI CHIEDERE A TUTTI CHE DITE ALLA LEGA IL DERBY NON SI TOCCA COME LO VOLIAMO NOI LO VOLETE ANCHE VOI DA 20 ANNI NON CI SI INCONTRA E POI PER ME NON E’ SOLO UN DERBY MOLTO DI PIU’

    • 23 Aprile 2016 in 00:24
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      Guarda, con me sfondi una porta aperta. E’ chiaro però che i facinorosi e quelli che aspettano questa occasione per darsele di santa ragione fanno il male di tutti gli altri – la maggioranza – che lo aspettano per divertirsi e vivere un’emozione. Io, personalmente, riterrei una gravissima sconfitta – non solo per il calcio, ma anche per le due provincie interessate – se, come pare leggendo i giornali reggiani (oggi ripresi dalla gdP), un’autorità intendesse vietare questa trasferta. Non mi pare che viviamo in zone ad alto disagio sociale e penso che se altrove si disputano gare in contesi ben più pericolosi e con infrastrutture meno all’altezza, si debba esser pavidi a non prendersi responsabilità.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 23 Aprile 2016 in 06:58
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        Io spero che ci sia il derby e che ci sfottiamo ed insultiamo per tutti i 20 anni passati senza incidenti, però non possiamo nemmeno essere ipocriti, se si farà il derby qualche rissa e scaramuccia nella più ottimistica delle ipotesi ci sarà, spero davvero che dopo la società non si strappi i capelli perchè non si è stati biologici e si finga di cascare dalle nuvole, come quelli che vanno dal 1953 allo stadio e fanno gli indignati perché sentono un coro offensivo contro qualcuno come se non lo avessero mai udito prima.

        • 23 Aprile 2016 in 08:44
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          Ci sono dei lati negativi nel calcio che andrebbero superati.
          Se parma reggiana ci sarà e sarà aperta al pubblico spero che non ci si farà compatire.

      • 23 Aprile 2016 in 17:55
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        secondo me da quella porta aperta e’ scappato il suo insegnante di italiano

  • 22 Aprile 2016 in 22:13
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    Meraviglioso ed entusiasmante: non esistono più parole per descrivere un’eccellenza della divulgazione parmigiana come il prof.Malvisi, uomo di rara bellezza e di sopraffina cultura, divulgatore eccellente. Un uomo mai banale, che entusiasma per la delicatezza con cui traccia la strada che permette al tifoso di divertirsi imparando.
    Ossequi
    Anna

    • 23 Aprile 2016 in 09:20
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      sempre in calore la Fanerani

    • 23 Aprile 2016 in 14:02
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      Ci mancherebbe pure che adesso lo mettiamo agli onori dell’altare poi la frittata è fatta.

  • 23 Aprile 2016 in 10:43
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    Mike Piazza, Gilardino, Amelia, Brienza, reggiani terrorizzati…..
    non è che vogliono distrarci da qualche cosa?

  • 23 Aprile 2016 in 10:51
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    Gli Ultras di venti anni fa erano quasi giovani, adesso sono quasi anziani. Non vedo un grande potenziale di violenza, magari più ironia o sarcasmo.

  • 23 Aprile 2016 in 11:44
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    Buongiorno a tutti,
    vorrei ricordarvi un certo Padova che sfornava giovani che poi sono diventati campioni. I nomi li sapete già. Noi abbiamo preso solo Benarrivo e ci è scappato di un nulla Del Piero, perchè vi dico questo?
    Ci sono giovani di valore nelle categorie inferiori basta avere il criterio di scegliere bene e un pò di fortuna. Non interessano stranieri, noi siamo il Parma ITALIANO. GRAZIE.

  • 23 Aprile 2016 in 12:53
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    Rispondo a Morosky e ad altri: partendo dal presupposto che sono d’accordo sul fatto che il Parma non si debba ispirare a nessuno ma rappresentare un modello originale, non è detto che sia così fuori dal mondo una qualche analogia col Sassuolo (molti sostengono che questa società non sia esattamente un esempio di virtuosismo economico): innanzitutto ricordo che alla prima conferenza un nome che era stato tirato fuori da Barilla era stato proprio quello di Squinzi (a proposito della fede calcistica che li lega…); poi penso alla cura con la quale i modenesi stanno generando un grande settore giovanile, aspetto che dovrebbe diventare uno degli assi portanti del progetto Parma; penso infine, aspetto più importante, al modo in cui il Sassuolo rimpingua le casse societarie, non con aumenti di capitale, ma con sponsorizzazione della Mapei, formula questa che ad almeno tre proprietari del Parma, potrebbe portare numerosi benefici a livello di immagine (già ad oggi vedi sponsorizzazione del settore giovanile e femminile).

    • 23 Aprile 2016 in 14:58
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      Il settore giovanile del sassuolo è quello del defunto Parma trapiantato…

  • 23 Aprile 2016 in 16:18
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    Che poi io vorrei farvi una domanda (a tutti, direttore compreso), perchè accontentarsi di essere un Chievo?

    Con il modello attuale di società potenzialmente puoi avere un numero di soci con una potenza economica tale da eclissare la maggior parte delle squadre di serie A con i loro padri padroni (da soli).

    Inoltre da quanto ho capito l’idea della società è di avere uno stadio di proprietà per quando risaliremo in Serie B, vi immaginate il potenziale di una cosa del genere? Unita alle abilità di marketing di gente come Ferrari?

    Sarò troppo entusiasta ma noi rischiamo di diventare il Borussia Dortmund italiano e l’unica vera alternativa all’egemonia dei gobbi tra 4-5 anni… Questo naturalmente se la situazione rimane ad essere la attuale ma io confido che così sarà… e non sto nella pelle!!!

    • 23 Aprile 2016 in 17:34
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      Sono il primo a dire che mi piacerebbe diventassimo un modello. Circa le potenzialità, io ne sono ben conscio, anche se è altrettanto manifesto che l’attuale compagine proprietaria pone al primo posto la sostenibilità con costi e ricavi che debbono stare in equilibrio in prospettiva senza eccessive iniezioni della proprietà.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 23 Aprile 2016 in 22:30
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    Ciao Gabriele
    Non si è più parlato del centro sportivo di collecchio. È già stato acquistato dal Parma ?
    Grazie e ciao

    • 23 Aprile 2016 in 23:41
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      No e dubito che ciò possa accadere a breve, visto che non è (al momento) certo un affare

  • 24 Aprile 2016 in 12:35
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    Ho semplicemente citato 4 squadre che, indipendentemente dal fatto che non conosco i loro assetti societari, budget e bilanci, ben stazionano stabilmente in serie A con discreti risultati con la valorizzazione di numerosi giovani..
    detto questo non deve essere una vergogna prendere ad esempio valori positivi…gestioni propositivi
    ..
    ricordo pure che quando le altre squadre iniziavano la preparazione estiva..( 15 luglio 2015..circa) il Parma calcio 1913 era ancora in fase di gestazione nella pancia di mamma “G7″…andandosene ad iscriversi il 27 luglio successivo..
    nel frattempo i giovani calciatori del settore giovanile, sciol
    tisi svincolati a seguito del fallimento , si accasavano al Sassuolo chiamati dal ex responsabile Palmieri..vi faccio pure presente che da 3 ..4.. partite a questa parte vengono convocati stabilmente in panchina serie A… 4..5..di questi ragazzi ex Parma…Broh, Abelli, Corbelli, ..
    il Sassuolo non ha proprio scippato nessuno…loro si sono trovati a piedi ..non avevano garanzie da parte di nessuno e quindi hanno perseguito ognuno la propria strada.
    o qualcuno la conosce diversa ??

  • 24 Aprile 2016 in 12:36
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    Propositive

  • 24 Aprile 2016 in 12:49
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    Al riguardo della reggiana..me ne frego del cubo ..del cugino e pure dello zio…andiamo nel girone B..lo vinciamo e tanti saluti a Modena reggiana..2 Piacenza..Alessandria ,,Mantova cremonese ecc ecc ecc …il derby dei poveri non serve a nulla ..
    Dell arlia me ne frego..preferisco imbattibilità..scudetto e primo posto nel prox campionato..
    grazie
    morosky

  • 24 Aprile 2016 in 15:42
    Permalink

    Affare per chi?

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