SPECIALE CARMINA PARMA di Luca Savarese / DA MILANO AL TARDINI: SI SCRIVE DOMENICA DELLA PROMOZIONE, SI LEGGE COMPENDIO DELLA VITA

“Ci sono delle domeniche mattine in cui ti devi svegliare ed andare, così come sei, mocassini, infradito o scarpe da tennis, perché anche tu sei chiamato a portare la fiammella di un sogno.

Ci sono delle domeniche mattine in cui la liturgia della tua squadra ti vuole invitare a delle nozze, che hanno bisogno anche dei tuoi occhi.

Ci sono delle domeniche mattina, in cui da Milano si va in treno di corsa all’Ennio, per immergersi nella sfida delle sfide, Parma-Delta Rovigo, quella che può portare i crociati un gradino più in su, dalla D alla Lega Pro, il tutto dentro su una Scala, con la s maiuscola, di emozioni. Il mio viaggio assieme ad Ale Pallone, inizia ora, inizia da qui, stazione centrale di Milano”.

(Luca Savarese) – Così è iniziato l’iter mio e del fido Ale Pallone, alla volta di Parma domenica, per la giornata della verità. Sveglia ore 7.30, borsa, pc e via. I crociati, giunti ad un nuovo appuntamento con la storia, in questa occasione, mi perdoneranno Gaia Brunelli e Sandro Melli, non possono essere visti su Sky: bisogna vederli dal vivo, come si fa con un paese. Van bene le cartoline, ma quando c’è di mezzo un’impresa, servono gli occhi. I nostri, hanno cercato di essere spalancati, come due bambini, che paradossalmente, per vedere la loro squadra del cuore giocare in casa, devono andare in trasferta.

Scopriamo, in mattinata, una città silenziosa, dove la primavera si vuole accomodare e lambire la Pilotta, il Duomo ed inverdire un po’ qua ed un po’ là tutto il ducato. Dopo una camminata lunga e distensiva, che nemmeno fanno a Central Park, decidiamo di spendere il nostro tempo dedicandoci a due tappe. Un salto al Barilla Center, vogliamo mangiare presto per arrivare all’Ennio pronti per lasciarci nutrire dalle emozioni dei ragazzi di Apolloni. Due sostanziosi hamburgher all’ Hamburgheria Eataly fanno il caso nostro. Poi via verso il tempio dell’Ennio, per respirare il clima, per venir coinvolti dal pre Parma-Delta Rovigo.

Ed eccoci in Piazzale Risorgimento. Nomen omen…

Vediamo l’arrivo dei rispettivi pullman delle squadre, scorgiamo il direttore nonché addetto stampa nei suoi saporiti scatti, uno più incisivo dell’altro. Fabio Lauria, tra gli ultimi a scendere dal mezzo, ci manda un saluto.

Dopo aver preso le bandierine celebrative gustiamo tutta la delicata fragranza della tribuna stampa, le sue scalette nere, i suoi banchi dotati, di numeri, spine, monitor. Sono le 14.20, sul prato i giocatori si scaldano, anche se fa piuttosto caldo e la Curva Nord è un puzzle di coreografie e bandieroni svolazzanti. Non stiamo nella pelle, tutto questo ben di Dio parmigiano, per noi due meneghini e crociati, è grasso che cola. Una puntatina giù nella sala buffet? Perchè no? Così, quasi fosse una sorta di dessert al nostro primo pasto, grazie anche all’accondiscendenza di uno steward, facciamo accomodare nei nostri palati, eleganti fette di prosciutto crudo, calde polpettine, succulenti focaccine, il tutto, accompagnato da bicchieri di Lambrusco e Malvasia. Scorgiamo anche l’angolo caffè, che non ci facciamo mancare. La pancia del Tardini, con le sue sale delle sorprese, ci sembra il regno del Bengodi o Eldorado e noi, due esploratori capitati lì, non per caso. Risaliamo, lo spettacolo del campo, dopo quello del cibo, sta per iniziare. Distinta delle formazioni, monitor che dal campo mette la partita dentro di sé, canzoni che s’innalzano, Aida che suona.

Quando i giochi sono iniziati da pochi minuti, arriva di gran carriera vicino a noi, piazzandosi alla mia destra, Saverio Montingelli, che già ebbi il piacere di conoscere nella sala stampa dello stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo, il 17 febbraio 2014, allorquando il Parma di Donadoni fece la voce grossa sulla dea. Il giornalista di RaiSport chiede a me ed a Patruno informazioni sul Parma, sulla partita, sul campionato, sul Delta Rovigo. Diventiamo improvvisamente il suo piccolo bigino. Intanto Guazzo apre le marcature.

Poco dopo, un misto di euforia, caldo ed adrenalina da ultima curva, sento la testa pesantissima, come fosse lontana dal corpo e vedo l’Ennio sotto sopra, mentre i miei occhi diventano semi sbarrati. Non mi sono mai sentito così. Chiedo aiuto ad Ale, che chiede a Montingelli di andare a chiamare qualcuno. Saverio corre, abbandonando il suo lavoro, per la mia salute. Si precipita Dondi, che con una gentilezza rara, mi fa stendere, mettendo qualcosa di solido sotto le mie gambe. Mi sento un po’ meglio. Che strana sensazione, io disteso in tribuna stampa i calciatori in piedi in campo. Non voglio perdermi nemmeno un istante del match, ma mi consigliano di andare in infermeria. Mi propongono di andarci in barella, rifiuto l’ipotesi, non mi va che nel giorno della gioia, passi una barella tra gli spalti, tra i giornalisti e le autorità. Due steward mi accompagnano così con l’ascensore e raggiungo l’infermeria. Sono bianco e stranito. Mi mettono su un lettino, con una carineria unica, mi visitano, mi controllano la pressione, mi applicano la puntura per rilevare gli zuccheri, mi rilassano, mi chiedono di me. Io dentro l’infermeria del Tardini e fuori un boato che fungeva come la matita fermasangue di quella specie di mio mancamento. Voglio andare a continuare il mio Carmina, mi dicono di aspettare ancora. Quando si accorgono che non sono più bianco, mi danno il permesso di tornare alla partita. Saluto e ringrazio tutta la troupe, una giovane dottoressa con un paio di occhialini neri davvero rassicurante, una signora e due più anziani signori. Percorro alcuni passi, mi volto indietro, li risaluto con la mano: mi sembra di tornare in campo, mentre sul campo è finito il primo tempo, per me pare iniziata un’altra vita. Sto bene, mi è tornato il colorito, e posso gustarmi ancora la gara e tutto ciò che propone. Alessandro è rincuorato dal mio ritorno. Puntuale ritorna per l’inizio del secondo tempo anche Montingelli che, si riposiziona vicino a me, dicendomi: “A volte capita, sarà stata un po’ di tensione”.

La tensione, invece, sul campo, dopo che i rodigini avevano trovato il pareggio, finisce del tutto in zona Cesarini, quando Corapi trasforma il rigore promozione. Il ruggito madido di felicità del Tardini è una carezza che ti s’infila nel petto e lo fa suo. Abbraccio Ale, sorrido a Saverio: che regalo poter assistere in diretta, dal vivo a questo finale e non nell’infermeria o in qualche ospedale. La palla che entra in porta somiglia alla mia salute di nuovo dentro me e penso che davvero le persone e la propria squadra, certe volte vadano all’unisono.

Nella bolgia post partita, riusciamo a dare la mano ad Apolloni, assistiamo alla conferenza stampa, perdendo un treno, ma il treno promozione non potevamo perderlo. Ritorniamo, mentre vediamo Majo in versione Nibali seguire il pullman con dentro gli eroi e fuori i primi caroselli. In treno sui seggiolini distendiamo le bandierine. Quando, verso Codogno, passa il controllore, non ci chiede i biglietti ma ci fa: “Allora è vero che il Parma ce l’ha fatta, adesso dove giocherà, in quella che una volta si chiamava serie C vero?” Quello che ora si chiama realtà è questa domenica, bizzarra, inattesa, piena di tutto, di discese ardite e di risalite, come la vita, come questo Parma. Luca Savarese

CLICCA QUI PER IL COMPENDIO DEI VIDEO EMOZIONALI DI PARMA-DELTA ROVIGO

CLICCA QUI PER LA FOTOGALLERY DELLA PROMOZIONE, A CURA DI GIOVANNI ARMANI ED ALESSANDRO FILORAMO

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

CARMINA PARMA, di Luca Savarese / GUAZZO, PAREGGIO RODIGINO E POI SAN CORAPI DAL DISCHETTO: È PROMOZIONE E IL TARDINI DIVENTA UNA DISCO A CIELO APERTO

4 pensieri riguardo “SPECIALE CARMINA PARMA di Luca Savarese / DA MILANO AL TARDINI: SI SCRIVE DOMENICA DELLA PROMOZIONE, SI LEGGE COMPENDIO DELLA VITA

  • 21 Aprile 2016 in 00:11
    Permalink

    Bellissimo racconto!

  • 21 Aprile 2016 in 13:39
    Permalink

    In dialetto parmigiano si chiama : sigolla …
    ..
    senso di malessere…svenimento….et similare …
    ..
    il Parma, a volte, gioca brutti scherzi ma, quest’anno, non ha scherzato molto…sempre sui pezzi ( le altre squadre ) e sempre giu’ pesante…
    ..
    auguri ” poeta” ..riprenditi tranquillamente x altre partite, gioie ed emozioni ..

    morosky

  • 21 Aprile 2016 in 19:50
    Permalink

    Bellissimi i video che raccontano la felicità parmense sui volti di Luca e Alessandro, due fidi crociati in viaggio da Milano!

    Complimenti per il Carmina di Luca, che con parole sapienti narra del meritato ritorno tra i professionisti della mitica squadra del Parma!

    WE ARE PARMA anche da parte di un’ interista e saluti a Majo (ho visto tutti i video da te realizzati : complimenti per il lavoro!)
    Maria Teresa (Teresita)

I commenti sono chiusi.