VIAGGIO IN PROVINCIA di Luca Savarese / SANTINO D’ORCOLANO, EUGUBINO VERACE, CERAIOLO E SOSIA DI GIGI MERONI

(Luca Savarese) –  Gubbio oltre aver ospitato per diversi anni la fortunata serie tv Don Matteo, vive per la Festa dei Ceri, in programma domani, come in ogni 15 maggio. Tutta l’elegante cittadina umbra si riempie di ceri, diventando una sorta di città della luce. Uno dei più folcloristici interpreti dell’evento fu Santino d’Orcolano, un vero cosmopolita del cero. Mattatore indiscusso, prima di entrare nella leggenda dei ceri, era lui stesso una luce: simpaticissimo, brillante, eugubino verace, esperto di tartufi, imbattibile nella caccia alla lepre e amante dell’allegria contagiosa. Santino, oltre che ai ceri, pensava anche al Gubbio, che seguiva in santino orcolanotrasferta accompagnandolo con la sua dolce fisarmonica. Tra i tamburi che al solito ritmano i passi delle formazioni, è strambo e quasi naif trovare uno che suona la fisarmonica. Santino era così, eugubino delicato ed emozionato, sanguigno e passionale. Potevi trovarlo dappertutto, a mangiarsi una bella focaccia al testo oppure a bere quartini di buon vino di Cascia, o a far una scopa fino alle prime luci del mattino. Una volta, si ruppe un braccio e nessuno si aspettava che partecipasse alla kermesse ceraiola, invece si presentò tutto ingessato, per la serie, piuttosto morto, ma i miei amati ceri, non posso perdermeli mai. Quando lo vedevi, capivi che un pezzo di vita sana, con un’immensa voglia di divertirsi e senza paura di vergognarsi, passava per Gubbio. Nella cittadina-gioiello umbra, moltissimi anni prima San Francesco aveva ammansito un lupo, nei pressi dove oggi sorge la chiesetta della Vittorina. Santino non ammansiva nessun lupo, però i cuori, quelli si, che quando lo vedevano, stavano bene. Inoltre, capello lungo nero e baffi, molti gli avevano affibbiato il nome di Meroni, per la somiglianza con la celebre e sfortunata ala del Toro degli anni sessanta. Santino detto Meroni, un nome una garanzia. Di vitalità. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.