ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese / Il 7 sulla ruota di Saint Denis. Cristiano ed Antoine, a voi. La sfida tra Ronaldo e Griezmann chiude Euro2016

(Luca Savarese) – Hanno entrambi lo stesso numero di maglia, il 7, anticamente sigillo d’ali destre. Loro, però, giocano al centro dell’attacco e spesso, molto spesso, fanno impazzire le difese. Uno è alto e fisicato, sembra un bronzo di Riace trapiantato nel palazzo del pallone, l’altro è basso e brevilineo, pare un liceale con la palla al piede. Il primo è nato, il 5 febbraio (acquario, anche se sembra più uno squalo…) del 1985 a Funchal, gioiellino marinaresco di 112.000 abitanti, capoluogo della regione autonoma di Madera, appartenente al Portogallo. L’anno prima, nel 1984, la Francia aveva alzato al cielo, francese, il suo primo europeo. L’altro invece è nato a Macon, città più meridionale della Borgogna, a 65 km da Lione, che si estende sulla riva occidentale della Saona, in Francia, il 21 marzo (incipit di primavera) del 1991. L’anno dopo, la Danimarca, avrebbe vinto il suo primo e fin qui unico europeo. Se googli i loro nomi, come delle loro progressioni sul campo, arrivano subito, battendo, sul centesimi di secondo altri omonimi. Sveliamo l’arcano, togliamo le maschere, a dir il vero, poco resistenti. Et voilà, Cristiano Ronaldo ed Antoine Griezmann, gli assi, i teodofori di Portogallo e Francia alla finalissima di Saint-Denis di questa sera. Cristiano con un colpo di testa, saltando più in alto dell’Elevador di Santa juxta (ascensore presente a Lisbona e fabbricata, guarda un po’, da Gustav Eiffel, il padre della pariginissima Tour) in semifinale ha rimesso i galletti Gallesi nel pollaio e fatto felici i suoi portogalli. Antoine, con un rigore ed un tunnel al gigante Neuer, ha ridimensionato i tedeschi e fatto gioire i galletti blu. Esemplari, efficienti, delle punte moderne o meglio contemporanee, di quelle che cioè devono sapere fare tutto: attaccare, difendere, correre, sorprendere. Griezmann, che ama sorseggiare il mate, stessa bevanda di Papa Francesco per il probabile novello papa francese, sarà pure piccolino, ma i suoi muscoli delle gambe paiono euro-2016-portogallo-franciaquelli di uno scalatore. Cristiano, modellato da Skopas, ha fatto del muscolarismo affinato la sua quinta essenza, ma, da quando si è accorto che da solo non bastava, senza grilli per la testa, si è messo a servizio dei compagni e degli allenatori ed ha iniziato non solo a convincere ma pure a vincere ( Champions 2014, Pallone D’oro 2014, Champions 2016). Antoine, da quando ha sbagliato il rigore nella finalissima di Champions tutta meneghina dello scorso 28 maggio, proprio al cospetto di Cristiano Ronaldo, che mise dentro il penalty decisivo, non si è perso un attimo d’animo, si è rimboccato le maniche e dal bianco-rosso dell’Atletico Madrid è passato al blu-bianco-rosso della Francia. Entrambi si sono presentati alla rassegna continentale più con il pungolo della critica puntato addosso che tra una coltre di tenere carezze. Dopo la prima deludente gara contro la Romania, Deschamp, uno che di calcio ne capisce e che riportò madama in A nel 2007, nella prima fase della seconda gara contro l’Albania non lo ha messo in campo. Appena entrato, il ragazzo ha capito la lezione: quel rigore era dimenticato ed in nazionale si deve pensare solo al risultato. Cross di Ramy, lui ci mette la testa, gol. Il sogno di De Biasi e Tramezzani finisce, mentre comincia il suo. Lo chiamano petit diable, piccolo diavolo, ma è biondo come un angioletto. Ottavo di finale. I transalpini sono sotto contro l’Irlanda. Per un attimo la grandeur pensa di uscire dal proprio euro. Lui, però, Antoine, s’ispira ad Usain Bolt, uno che della corsa, ha fatto la sua ragione di vita; scatto, sgarro alla difesa irlandese, riceve una palla tesa di Sagna, gol. Ma non basta, dopo quel pari capisce che è arrivato il momento di fare quello che di solito fa uno come Cristiano Ronaldo: segnarne un altro, capovolgere la situazione, sconvolgere le pupille, di prodezze. Nuova corsa, questa volta con la palla, dribbling, sinistro secco, gol. Il piccolo Griezmann porta la Francia ai quarti. Gli occhi che guardano la tour, devono abbassarsi per vedere lui, le petit Antoine, che illumina i cuori blu. Al balletto dei quarti partecipa, con un cucchiaio, alla cinquina scaccia Islanda. Vanno via i Geyser, resta Griezmann, un giocatore-geyser, nel senso che genera, all’improvviso, dal prato, gas di gol e di emozioni. Completa l’opera con la doppietta in semifinale alla Germania. 6 gol, solo Platini aveva fatto tanto in un europeo, anno 1984, Roi Michel ne impallinò nove. Cristiano aveva un anno. Avvio acido di torneo anche per il satanasso lusitano. A secco contro l’Islanda, cilecca dal dischetto contro l’Austria, la sua rivoluzione la comincia dinanzi ai magiari, che piega con una doppietta, che contiene un tacco divino (forse non a caso si chiama Cristiano…). Ecco cosa servono i muscoli: agli ottavi corre più dei tecnici ma un tantino indolenti croati, segue l’azione della riscossa, Renato Sanchez lo serve, lui tira una mina, Subasic non trattiene, Quaresma segna. Ronaldo è vivo e non è più fine a sé stesso, come Ibra nella Svezia, ma figlio generoso del suo Portogallo. Dopo i rigori contro la Polonia, decisi ancora dal vecchio trivela Quaresma, in semifinale va in scena la lectio magistralis: stacco matto di testa, solo Pelè forse era in grado di saltare così, gol. Poi tiro, dove Nani, il suo fido scudiero, in scivolata fissa il due a zero. Bale è stato battuto, ma ora c’è Griezmann, un altro numero 7, che va bene che ha già battuto nell’ultimo atto della Coppa dalle grandi orecchie, ma la finale dell’Europeo è un’altra cosa. Lui lo sa bene. Nel 2004 c’era, a Lisbona, diciannovenne e con la maglia numero 17. Non era ancora CR7,un’azienda, ma un giovane artigiano che si affacciava alla professione. Restò in campo tutta la partita, vide il calcio d’angolo di Basinas, sentì l’impatto del pallone colpito di testa da Charisteas, si accorse che Socrate e Platone erano venuti a banchettare in suolo portoghese e a prendersi la coppa. Era una promessa. Oggi è una messe di raccolti infiniti, ma occhio a Griezmann. Parigi, anche per le petit diable, val bene una messa. Luca Savarese

12 pensieri riguardo “ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese / Il 7 sulla ruota di Saint Denis. Cristiano ed Antoine, a voi. La sfida tra Ronaldo e Griezmann chiude Euro2016

  • 10 Luglio 2016 in 12:26
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    Je vous remercie pour votre enthusiasme pour moi e pour la France
    Merci beeaucoup pour l’ enthusiasme des supporters du Parme football
    Mercie et chapeau
    Antoine Griezmann
    ma pour mes amis du Parme
    seulement
    Grizou.

  • 10 Luglio 2016 in 13:12
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    Tifo Cristiano Ronaldo. Di vedere vincere i francesi proprio no.

    • 10 Luglio 2016 in 13:29
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      Io i francesi invece li amo non per niente sonio il fantasma del Louvre.
      Cristiano Ronaldo nemmeno sa cos’è il Parma, Grizou invece ci ha chiamato amici.
      Luca preparati stasera con Grizeu in campo non ce ne sarà per nessuno e i francesi saranno i campioni.
      A proposito Parma è la città più parigina d’italia o no?
      Poi quando vedo giocare Griesmann chissà perché mi viene in mente Mazzocchi………e Mazzocchi gioca nel Parma….

      • 10 Luglio 2016 in 22:24
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        Durante la telecronaca,su sky han detto che Griezmann è un giocatore VELENOSO…

        • 10 Luglio 2016 in 22:45
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          È vero Majo, è come un cobra velenoso.
          Quando sembra vivacchiare ti uccide col suo veleno ed è per questo che mi piace.

  • 10 Luglio 2016 in 23:53
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    Mi spiace ma griezmann ha fatto buttare via come pogba.onore a cristiano Ronaldo!!!

    • 10 Luglio 2016 in 23:55
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      Beh. Semmai onore a eder e a tutti gli altri. Grande costacurta

      • 11 Luglio 2016 in 00:02
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        Certo. La squadra ha giocato da squadra. Si sono aiutati, hanno lottato. Un tributo ma non dei poemi !! anche a CR7 che ha avuto sfortuna.

        Sono molto contenta perché tifo sempre per gli sfavoriti .

  • 11 Luglio 2016 in 00:38
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    Ha vinto il Portogallo non certamente Ronaldo.
    Siete sicuri che con lui in campo il Portogallo avrebbe vinto?

  • 11 Luglio 2016 in 21:07
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    Veh Fantasma dal luvr, sit mei ste a Parigi? Dabò at pensi che al stradò, la citadela, via Pizzi i sian di toc ed Parigi? Ragas, pià in til curvi…. rendiv cont!

  • 11 Luglio 2016 in 21:09
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    Al pù bò le ste al porter, Patrisio

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