CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone – C’è ancora tanto da lavorare, però bisogna farlo bene ed essere creativi, senza appiattirsi su posizioni standard, per evitare di essere prevedibili e banali

(Gianni Barone) – L’occasione è stata la prima partita stagionale in cui si mettono in campo vecchi e nuovi giocatori, in cui si verifica lo stato di forma di tutti i componenti la rosa, e in cui si è soliti pensare quale tipo di lavoro, sotto ogni aspetto, si deve affrontare per arrivare al meglio per l’inizio della stagione ufficiale. E allora ecco, che, come l’anno scorso, si affronta il meglio del calcio dilettantistico (principalmente Eccellenza e Promozione) per vedere sul campo quello che i primi giorni di ritiro hanno prodotto. La grande attenzione, per il folto pubblico presente sugli spalti, è decisamente rivolta ai nuovi, ben otto, tre in campo nel primo tempo e cinque nel secondo, mentre per il tecnico, probabilmente, l’occasione per verificare quale sistema di gioco più addice alla squadra che si sta, con il mercato, costruendo. Quindi tra passato e futuro, tra i due tempi, difesa a quattro nella prima frazione e difesa a tre nella seconda, con varianti e flessibilità negli altri reparti con attacco a due o tre punte, fermo restando un centrocampo a tre che ha visto, però, cambiando gli interpreti, fra i due tempi, sviluppi di gioco differenti. All’inizio, il tecnico Apolloni, ha presentato per otto undicesimi, quasi tutti i giocatori confermati dalla passata stagione, le uniche novità sono rappresentate dal portiere Coric, dal difensore centrale Coly, e dal tanto atteso attaccante Evacuo. Quindi difesa a quattro con Lucarelli e Coly, appunto, al centro e Messina e Ricci ai lati; centrocampo a tre con Giorgino play e il duo d’interni Corapi, Miglietta, in avanti spazio per le sgroppate da destra di Mazzocchi e i tagli interni, partendo da sinistra di Melandri (autore di due reti) attorno al perno centrale offensivo Evacuo (in gol di testa su azione d’angolo). Nella ripresa cambio radicale di sistema di gioco con difesa a tre inedita con Il giovane Dodi insieme al confermato Benassi e al neo acquisto Benucci (classe 96), davanti, in mezzo Miglietta con la coppia di mezze ali formata da Baraye, a destra, e Scavone, a sinistra; mentre in attacco largo alla coppia Guazzo Nocciolini, abili nell’incrociare sin dai primi sviluppi dell’azione per tentare di aprire la difesa centrale avversaria ben orchestrata dal ruvido, ma efficacissimo Ramundo. Sulle fasce laterali hanno dimostrato di avere già buona gamba i neo acquisti Garufo (a destra) e Nunzella (a sinistra). L’impressione è che Il Parma quest’anno si dimostrerà abile nel cambiare, a seconda dell’avversario e dello sviluppo della gara, aspetto tattico per poter fronteggiare al meglio le difficoltà del campionato, che mai come quest’anno, si rileverà ben al di sopra, come livello tecnico, dei normali standard della serie C. Nella gara di ieri la selezione Dilettantistica si è dimostrata avversario di tutto rispetto, tenuto conto della differenza di categoria, infatti il Ravanetti Team ha tenuto testa con onore agli attacchi degli uomini di Apolloni e ha messo in mostra alcune buone individualità quali Il difensore Margini (ex Bibbiano dal prossimo campionato alla Piccardo e Savorè) e soprattutto il centrocampista Paolo Ruffini (ex Vigor Carpaneto prossima squadra Fidentina) che, coi suoi tocchi di sinistro, di prima, alla Van Haneghem, ha illuminato, nel primo tempo, il gioco d’attacco della sua squadra costringendo Lucarelli e suoi compagni di reparto a movimenti difensivi di chiusura non sempre agevoli. E a proposito di Van Haneghem andando in là con la memoria alla Nazionale olandese del ’74 sarebbe bello riproporre modelli di calcio come quello praticato da quella squadra in cui tutti i giocatori partecipavano a delle due fasi con grandissima disinvoltura e flessibilità. Non si tratta di un modello di calcio obsoleto in quanto proponendo uno schieramento senza punti di riferimento si possono benissimo presentare sviluppi di gioco, spesso, imprevisti e soprattutto imprevedibili per gli avversari. Quindi è auspicabile che una squadra, che secondo il volere del proprio tecnico, vuole, rispetto allo scorso torneo, cambiare veste tattica, percorra la strada della flessibilità tattica e della imprevedibilità del gioco. E sotto questo aspetto qualcosa, allo stato molto embrionale si è visto, tipo gli inserimenti di Corapi, nel primo, e di Scavone, nel secondo, oppure gli smarcamenti fuori linea di Noccolini e Guazzo sempre nel secondo tempo. La frase ricorrente in questi periodi della preparazione è che c’è ancora tanto da lavorare, però bisogna lavorare bene ed essere creativi, ad ogni livello, sotto ogni aspetto, senza appiattirsi su posizioni standard, per evitare di essere prevedibili e banali. Oltre al pubblico di fede crociata sulle tribune si sono notati diversi allenatori e direttori sportivi di squadre dilettantistiche parmensi, anche per loro l’occasione per verificare come una squadra di calcio si prepara al salto di categoria, sempre molto rischioso oltre alla possibilità di vedere in campo il meglio del calcio minore parmensi tra i quali spiccavano i sempreverdi Anceschi (78) e Roncarati (76) che il prossimo anno guideranno l’attacco della Langhiranese nel Campionato di Promozione, che per la presenza di tanti calciatori di livello superiore, potrebbe considerarsi una sorta di Eccellenza due. Ma tornando al PARMA molti si aspettano ancora qualcosa dal mercato e altri la conferma e l’esplosione di chi lo scorso anno giocava in serie B, nel frattempo prosegue la preparazione in attesa di riuscire ad avere, quanto prima, la rosa al completo. Ciò che tutti gli allenatori auspicano, ma che raramente ottengono. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).