I METEORismi di Lorenzo Fava / METTI UNA SERA DA TITOLARE CONTRO IL MILAN: BREVE E DIMENTICABILE STORIA DEL FLOP RISTOVSKI

(Lorenzo Fava) – Estate 2014, Parma. Anzi, quartier generale di Collecchio. Lo “scandalo” della mancata concessione della licenza UEFA al club emiliano rimbomba ancora, a distanza di un paio di mesi, tra le mura del centro sportivo di allenamento dei crociati; è il primo nefasto e sibillino segnale di una stagione che si rivelerà fallimentare, in qualsiasi senso. Il secondo campanello d’allarme è l’immobilismo sul mercato, almeno sul fronte acquisti: nessun colpo, solo partenze illustri – tanto: «Siamo gli stessi dell’annata precedente, meno  Parolo» (cit. Donadoni) –; perciò, si pensa a mettere una toppa alle falle createsi, inserendo nella rosa diversi elementi di cui il Parma FC deteneva la proprietà del cartellino, ma che nel ducato ancora non avevano messo piede o perché erano stati spediti in “squadre satellite” o perché mandati a farsi le ossa in categorie inferiori. Uno dei problemi fino ad agosto inoltrato riguarda il ruolo di terzino destro: il rientro alla Fiorentina di Mattia Cassani per fine prestito aveva inizialmente posto un grande punto interrogativo nello scacchiere di mister Donadoni che, allenamento dopo allenamento, si era convinto di trovare in Stefan Ristovski un possibile sostituto (almeno fino al ritorno in maglia crociata dello stesso terzino ex Hellas, Genoa e Palermo, protagonista assoluto a Parma fino a pochi mesi prima, al termine della campagna estiva di mercato).

Ed è proprio con Ristovski che quest’oggi inauguriamo l’edizione 2016 de “I METEORismi”: quel giovane ragazzo di origine macedone su cui si sarebbe dovuto (e voluto) impostare la stagione del famoso «andiamocela a riprendere!» e che invece si è rivelato come uno dei flop più clamorosi mai visti in questa ultima decade al Tardini. Eppure, le premesse sembravano essere positive, perché il terzino destro nato a Skopje nel 1992 era reduce da una stagione (quella 2013/2014) in grande stile al Latina in Serie B: le 33 presenze con i pontini – arrivati al termine del campionato addirittura in finale play off, con mister Breda in panchina – e le prime (e uniche) 2 reti della sua carriera italiana avevano posto all’attenzione degli addetti ai lavori probabilmente il miglior fluidificante di quel torneo di cadetteria. Stefan Ristovski, acquistato nel 2010, all’età di diciotto anni, dai macedoni del Vardar (con cui già aveva disputato una ventina di gare ufficiali), dopo un iniziale ambientamento di dodici mesi con la Primavera del Parma, era stato mandato a fare esperienza alle soglie del campionato 2011/2012 in quel di Crotone, guarda caso altro club protagonista di diversi intrecci mercatali con il “nostro” ex Plenipotenziario. Con i pitagorici impegnati a conquistare fin da subito preziosi punti salvezza, il macedone non vede il campo e quindi nella finestra di mercato il Parma decide di farlo scendere in Lega Pro Prima Divisione, girandolo a tempo limitato al Frosinone, con cui gioca una dozzina di gare. L’anno successivo, a prestito terminato, il Parma non ha dubbi sul fargli disputare un’altra annata in prestito: di nuovo in B, stavolta al Bari, dove gioca 20 partite.

L’esplosione in terra laziale, a Latina, di cui vi accennavamo prima, gli vale la fiducia di un Parma disperato che se lo tiene stretto e lo inserisce tra i “big” della rosa 2014/2015. L’esordio arriva, la notte del 31 agosto, alla prima giornata in quel di Cesena: al Manuzzi, Ristovski spiana la sua maglia numero 13 ed entra, al posto di un Cassani in evidente ritardo di condizione, quando mancano otto giri di lancette al novantesimo. Il suo ingresso non servirà a dare maggiore imprevedibilità alla manovra della Donadoni’s band, che inaugurerà dunque con una sconfitta di misura un’annata davvero sciagurata. La chance della vita gli viene concessa alla seconda di campionato, quando il tecnico dei crociati azzarda il suo impiego dal primo minuto per fronteggiare le scorribande offensive dei giocatori del Milan.

Quella del 14 settembre 2014 è la prima gara da titolare del ventiduenne Ristovski in Serie A, dinnanzi per altro al pubblico di casa del Tardini. Tutti si augurano di trovare in lui un nuovo enfant prodige che possa scrivere la classica bella favola che viene in mente a tutti quelli che esordiscono nel massimo campionato italiano di calcio. Le cose, invece, non andranno così: anche perché quel Parma-Milan, terminato con il rocambolesco punteggio di 4-5, è passato alla storia come un vero e proprio festival degli errori (e degli orrori). E, grazie alla partecipazione attiva in almeno tre episodi decisivi, Ristovski si è aggiudicato il premio di peggior attore protagonista in gara. Ogni buon proposito e ogni più rosea aspettativa, infatti, era stata cancellata già a partire dal minuto 25′ del match: il rossonero Honda, arrivato fino al limite dell’area, illumina con un passaggio filtrante Bonaventura che, senza nemmeno toccare il pallone, con una finta di corpo, manda al bar il giovane macedone e trafigge Mirante. 1-0. E la tribuna mormora. Il Parma nel frattempo trova un immediato pareggio con l’incornata di Cassano, ben servito da un ispirato Jorquera; ma al 37′ il Milan torna in vantaggio, grazie al gol di Honda e in questo caso l’errore del nostro personaggio è macroscopico. Il cross dal fondo di Abate non viene letto dal numero 13 crociato, che non esegue la diagonale difensiva e lascia al giapponese la possibilità di colpire di testa da distanza ravvicinata. 2-1. E i parmigiani iniziano a capire che da quella parte del campo non potranno che essere dolori. Nella ripresa la gara non riserva sconti e sorprese: in un continuo inseguirsi e allontanarsi, le due formazioni si portano sul 3-4 e, a poco meno di un quarto d’ora dal triplice fischio, non vi è un padrone assoluto del pallino del gioco. Nonostante gli evidenti errori, il Parma di Donadoni avrebbe la possibilità di recuperare il Milan di Inzaghi, squadra tutt’altro che irresistibile. Eppure, l’allegra difesa emiliana, al 79′, decide di tendere una mano all’avversario Menez per siglare un gol tanto bello e celebrato quanto ingenuamente regalato: Mirante indugia senza uscire su un pericoloso pallone che circola nei pressi dell’area piccola, Ristovski, anziché “sparacchiare” spedendo la palla in tribuna, tenta un retropassaggio suicida che prende in controtempo l’estremo difensore, e il francesino del Milan ringrazia per il cioccolatino ricevuto depositando di tacco, spalle alla porta, il quinto gol degli ospiti. La difesa del Parma, in generale, non fa una bella figura, ma le colpe evidenti ricadono tutte su Ristovski, complice incriminato su tre gol nella cinquina ricevuta..

Donadoni capisce che inserirlo nell’undici iniziale non sia stata una bella mossa, tant’è che anche nelle successive settimane il suo impiego viene centellinato col contagocce per evitare guai maggiori. Nel successivo mercato di gennaio, dopo sole sei infruttuose apparizioni, il Parma decide di rispedirlo in Serie B, dove conclude il primo semestre del 2015 giocando 14 partite con il Latina.

A giugno, con il fallimento della società ducale, il suo cartellino viene acquistato dallo Spezia, squadra di Serie B con una forte impronta balcanica, a partire dalla guida tecnica Nenad Bjelica, che decide di non puntare su di lui: e così viene mandato proprio in Croazia, al Rijeka, squadra con cui ha disputato l’ultima stagione senza però lasciare il segno. Scaduto il prestito in data 30 giugno, Ristovski è così tornato a far parte della rosa dei bianconeri di Liguria. Ma dubitiamo che possa essere protagonista nel prossimo torneo con un team che ambirà a recitare una parte da protagonista. Lorenzo Fava

One thought on “I METEORismi di Lorenzo Fava / METTI UNA SERA DA TITOLARE CONTRO IL MILAN: BREVE E DIMENTICABILE STORIA DEL FLOP RISTOVSKI

  • 10 Luglio 2016 in 12:44
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    Me lo ricordo benissimo. Una sega pazzesca (una delle tante nell’ultimo sciagurato anno in A).

I commenti sono chiusi.

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