CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone – SONO SEMPRE I GIOCATORI CHE FANNO LA DIFFERENZA

(Gianni Barone) – “Sono sempre i giocatori a fare la differenza e non lo schema tattico” e “ Non mi è piaciuta la manovra delle mezze ali che si chiudevano eccessivamente gianni-barone1_thumb.jpgrendendo, in tal modo, più complicate le giocate”. Partendo da questi due virgolettati del tecnico Apolloni si possono fare diverse considerazioni sulla prima ufficiale del PARMA della stagione, senza bisogno di sfondare porte aperte e senza ricorrere a critiche troppo premature per il momento. Intanto con piacere, per i cultori del calcio d’altri tempi, si apprende che chi gioca a centrocampo viene definito di nuovo mezzala e non più interno come introdotto e abusato nel linguaggio degli zonisti della prima ora e nipotini di Arrigo vari. Poi entrando a piedi pari nel tattichese puro bisogna capire cos’è che effettivamente non è piaciuto al tecnico del PARMA nel gioco delle mezzale. Premettendo che l’allenatore, in questi casi, è sempre il critico migliore, occorre stabilire, innanzitutto, a cosa si riferisce, quando dice si chiudevano eccessivamente, alla fase di attacco e di possesso o alla fase di difesa e quindi di non possesso? Andando per esclusione, analizzando i principi tattici da seguire, si potrebbe ipotizzare di escludere dal discorso la fase difensiva o di non possesso ricordando che, in questi casi, occorre introdurre, nella spiegazione, una terza fase quella di transizione, e qui ormai nel tattichese ci siamo dentro fino al collo, però dopo aver capito in che fase ci troviamo cercheremo di fare la traduzione in italiano per buoni cittadini. Quindi niente fase di non possesso perché i vari principi di azione ritardatrice, concentrazione, equilibrio, controllo e limitazione in difesa sembrano essere stati rispettati, ci proiettiamo nelle altre fasi in cui escludendo i principi dello scaglionamento (rispettato), dell’ampiezza (di pertinenza degli esterni e di chi effettua i cambi di gioco o di campo), rimangono da analizzare altri tre principi e cioè la penetrazione o inserimento, la mobilità e ultimo tema, a me molto caro, l’imprevedibilità. Apolli-Scala dopo Parma-PiacenzaQuesti ultimi sono connessi l’uno con l’atro, e forse Apolloni si riferiva proprio a questo. La mancanza di inserimenti delle mezzale, dovute ad una non perfetta mobilità portano a mancanza di imprevedibilità. Quindi tre principi non rispettati che rendono, in tal modo, più complicate le giocate. Tradotto le mezzale si chiudono in spazi stretti anziché cercare di aprire, con gli inserimenti coi tempi di gioco appropriati, alla possibilità di giocate semplici ed efficaci. Tradotto, ancora meglio, la mancanza di abitudine ai movimenti da parte di giocatori, che forse non hanno mai avuto nelle loro esperienze, questo tipo di mobilità e capacità d’inserimento, ha indotto il tecnico a formulare il rilievo di cui si diceva prima. Come correggere questo piccolo difetto tattico? Cambiando uomini nel reparto? Ma i giocatori sono questi e forse il solo Scavone è abituato a questo tipo di movimento per averlo fatto l’anno scorso in B con la Pro Vercelli, oppure introducendo, con allenamento, altre soluzioni che sono già alle viste del tecnico, vedi Baraye schierato, lui, da mezzala. Infine, in ultima analisi ,cambiando lo schieramento del reparto non più a tre, ma due mediani affiancati e un trequartista a supporto delle punte, che sono e lo stanno già dimostrando decisamente di categoria superiore (Guazzo ed Evacuo in attesa di Calaiò). Sono sempre i giocatori a fare la differenza e non lo schema tattico è stato risposto a chi ha cercato paralleli tra il 3-5-2 del Parma e quello di altri illustri allenatori vedi Conte. I sistemi di gioco sono scatole vuote da riempire con il contributo, il lavoro e il gioco che i giocatori sanno mettere sul campo su sollecitazione dell’allenatore. Non si vince con lo schema, e neanche coi paragoni anche se il sistema adottato ha, nella storia, squadre che lo hanno praticato con ottimi risultati però ognuno è diverso dall’altro. Quello di Scala, del Parma anni novanta, era diverso da quello dell’Udinese di Zaccheroni e di Spalletti mentre i più recenti Torino di Ventura o Juventus di Allegri o dello stesso Conte non sono paragonabili a quello che Cosmi ha praticato col Perugia o pratica adesso con il Trapani in B. Morale ognuno ha il suo 3-5-2 che si merita, fatto sta che questo sistema è quasi un marchio di fabbrica italiano perché laddove è stato praticato in Europa, fuori dai nostri confini, ha sempre fallito ed è stato abbandonato, vedi Van Gaal a Manchester. Restando però al Parma ben vengano questi discorsi di relativismo tattico in un quadro in cui la squadra sta crescendo dal punto di vista fisico e della motivazione che permette a tutti, una volta subito lo svantaggio, di reagire in maniera importante. ParmaPiacenzaLucarelli1-750x330Per il resto buone notizie dalla vittoria in Coppa col Piacenza, bene gli esterni, ma non è una novità, bene la difesa, sicura in Coly e dove Garufo riesce a surrogare bene Benassi e dove, soprattutto giganteggia Lucarelli che può permettersi inserimenti a centrocampo con lo qualificano come un lusso per la categoria. Discorso Piacenza non è nel girone del Parma e non possiede neanche un organico di pari livello, però sembra una squadra tosta per la C, quindi capace di mettere in difficoltà le formazioni più forti, anche se ieri aveva in campo, dal primo minuto, ben 5 under 21 a fronte di uno solo (il portiere Coric) schierato dal Parma, ha mostrato grinta, temperamento, organizzazione, difettando solo un po’ in fase d’attacco, perché non dispone, nel reparto, di giocatori del valore tecnico di quelli del PARMA. Gianni Barone

 

(Foto di Giovanni Padovani per www.parmacalcio1913.com)

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

11 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone – SONO SEMPRE I GIOCATORI CHE FANNO LA DIFFERENZA

  • 8 Agosto 2016 in 16:59
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    A proposito di giocatori che fanno la differenza. se non sbaglio si era detto(lko aveva detto galassi e poi lo aveva rimarcato Majo) che entro il 15 sarebbero arrivati 2 giocatori, uno è Calaio adesso manca l’altro che dovrebbe essere il Difensore centrale.

    • 8 Agosto 2016 in 18:57
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      Circa la scadenza ferragostana per l’arrivo di due giocatori, le dichiarazioni furono di Galassi, Majo si è limitato a fare da portavoce. Non è lui ad occuparsi di calciomercato, argomento che peraltro lo arrapa assai poco 😉 attendiamo eventuali notule di annunzio circa il prossimo acquisto, solo allora sapremo di chi si tratterà, ora come ora direi di confidare nella Gestione Sportiva, che mi pare stia lavorando egregiamente e secondo scaletta.

      • 8 Agosto 2016 in 19:59
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        L’importante è che non arrivi Abel Gigli se no lo mettiamo assieme a Coric e formano una bella copia. Gigli ha solo una cosa di buono, il procuratore!

      • 8 Agosto 2016 in 20:48
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        Alessandro volevo chiederti che sensazioni hai riguardo a Baraye, rimane? Si sta appassionando al suo nuovo ruolo o può essere un problema (IO c’è lo vedo interno di centrocampo)? È la prima domanda dopo anni che non mi risponderà il direttore. ……grazie

        • 8 Agosto 2016 in 21:17
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          Intanto ti ringrazio della considerazione, arrivare al livello di Gabriele è dura…la mia sensazione, al momento tale rimane in attesa con le ferie di assistere a qualche allenamento e sgambata in più, è che Baraye si stia applicando molto sul nuovo ruolo e sia tranquillo. Di qui a dire se rimarrà, beh, non mi pronuncio, il calciomercato è facile alle smentite 😉 se dovessi scommettere però direi che rimarrà e farà un buon campionato

    • 8 Agosto 2016 in 23:24
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      L’altro giocatore mancante è il nuovo Guazzo detto IL CALABRONE

  • 8 Agosto 2016 in 19:34
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    leggo un linguaggio “Majesco” .. chi si cela dietro questo nickname?!?
    🙂

  • 8 Agosto 2016 in 23:21
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    Baraye a Pinzolo l’ho visto tatticamente perfetto
    Quello che ieri mi ha sorpreso oltre la metamorfosi del CALABRONE è stato il pubblico.
    Caldo caldissimo sembrava di essere in serie A.
    C’è da sistemare un poco la difesa e poi siamo a posto.
    Si sa quanti abbonamenti sono stati fatti finora?

  • 8 Agosto 2016 in 23:51
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    Se abbiamo fatto bene la fase difensiva è perché a centrocampo avevamo uno schieramento che prediligeva la fase di contenimento. Sinceramente oltre a Corapi, solo Simonetti ha le caratteristiche per inserirsi bene in avanti.
    Per quanto riguarda gli altri, non sono ancora giudicabili.

    • 9 Agosto 2016 in 01:07
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      ma secondo voi esiste uno TIPO Corapi, non proprio uguale, ma TIPO… potrebbe farci molto comodo…

  • 9 Agosto 2016 in 17:50
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    bo ,io tutta sta gran differenza contro una squadra di ragazzini mica l’ho vista,mistero della fede calcistica,speriamo che guazzo entri a 4 minuti dalla fine e ci faccia un eurogol,questo si lo posso sperare

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