martedì, Aprile 23, 2024
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I METEORismi di Lorenzo Fava / IL FANTASMA DI PABON: DA POSSIBILE RIVELAZIONE A CARNEADE IN CERCA D’IDENTITÀ

(Lorenzo Fava) – Da sempre questa rubrica si dimostra attenta e sensibile alle richieste dei lettori; ed è proprio da una curiosità di uno di questi (un timido affezionato che si è firmato con lo pseudonimo di Noscrimalese – che starebbe per “Non scrivo mai ma leggo sempre”) che nasce il sesto meteorismo dell’edizione 2016. Tuttavia un numero dedicato a questo calciatore non sarebbe lorenzofavapotuto tardare ancora per molto tempo.

Stiamo parlando del colombiano Dorlan Mauricio Pabon, nato a Medellín il 24 gennaio del 1988, che nell’estate 2012, come tutti ben ricorderanno, era sbarcato a Parma a furor di popolo forte di una nomea che lo presentava ai tifosi come uno dei prospetti più importanti di tutto l’intero panorama sudamericano. Ovviamente, come tutte le storie che settimanalmente tratto per i “METEORismi“, anche in questo caso tutto si è concluso con il classico happy end: ovvero, un preannunciato fiasco. Eppure all’arrivo del “Memín” (soprannome affibbiatogli derivante da un cartone animato messicano rappresentante una scimmia) tanti tifosi, più o meno giovani – apprendendo le sue gesta tramite video internet -, sognavano di poter rivedere, una ventina di anni più tardi, la reincarnazione del sempre amato Tino Asprilla, anch’egli colombiano dal dribbling facile e dalla corsa felina. Le somiglianze c’erano tutte, già a partire dal fisico brevilineo (168 per 73 kg), indiscutibile punto di forza di un Pabon che sembrava essere un mostro nel gioco dell’uno contro uno e, soprattutto, anche un discreto goleador. Almeno, stando ai numeri che fino all’estate 2012 era stato in grado di mettere in bella evidenza.

Infatti, la sua esperienza biennale, dal 2008 al 2010, tra le fila dei colombiani dell’Envigado, in cui aveva realizzato 16 gol reti in 67 partite, gli era servita da trampolino di lancio per approdare dapprima in Nazionale (debutto il 9 settembre 2009, in una gara giocata contro l’Uruguay) e poi all’Atlético Nacional del Medellín, uno dei tre club storici (assieme e a Millionarios e Santa Fe) img_5000_0della Categoría Primera colombiana. E proprio con la maglia biancoverde del club della sua città natale, il “Memín” era riuscito a dar lustro a tutto il suo talento. Già a partire dalla prima stagione si sarebbe capito che quel ragazzo col soprannome da cartone animato avrebbe lasciato il segno: 7 gol in 21 partite. Meglio ancora Pabon era riuscito a fare nel 2011, realizzando addirittura 21 reti in 41 partire di campionato (più le 5 messe a segno nelle 10 partite della Coppa nazionale): un rendimento utile non solo al giocatore stesso ma anche all’Atlético Nacional che, grazie alle magie del proprio attaccante, era riuscito guadagnarsi il pass per la Copa Libertadores 2012, la Champions League del Sud America. E fu proprio in quella kermesse che avvenne la definitiva consacrazione nel panorama continentale di Dorlan Pabon, che divenne il vice capocannoniere con 7 marcature, soltanto una in meno della star del Santos, un certo Neymar… NeDorlan+Pabon+Parma+FC+Official+Headshots+Jzr2Ow76JIXll frattempo anche nella Categoría Primera la media realizzativa restava altissima: 8 gol in 11 apparizioni. Numeri da fuoriclasse che, uniti a giocate funamboliche e raffiche di gol (clicca qui per vedere alcune delle sue originarie prodezze), avevano convinto l’area mercato del Parma, capeggiata da Preiti e Leonardi, a puntare tutto su di lui nell’estate 2012.

Tutti erano pronti a scommettere sul “Memín“: indimenticabile la definizione dell’agente FIFA Sabatino Durante che, durante un collegamento telefonico nella puntata del 26 giugno 2012 di Calcio&Calcio Estate, avevano coniato per lui un curioso paragone: «Sarà il nuovo Juary». Il Frambo, noto tifoso crociato, pochi giorni più tardi, aveva dato annuncio di un’importante referenza, quella proprio di Tino Asprilla che gli aveva confidato che Pabon si sarebbe rivelato più forte di lui. E le aspettative erano state rispettate già a partire dal debutto in amichevole contro il Levico, quando la seconda punta colombiana, come testimonia il video di cui sotto, con un poderoso tiro su calcio piazzato aveva persino bucato la rete della porta avversaria.

 

Dorlan+Pabon+Parma+FC+v+Real+Sociedad+de+Futbol+cxybU_pZBrplLa prima assoluta in Serie A, però, non aveva dato gli esiti sperati: il 25 agosto 2012 nel Parma, di scena alla Juventus Stadium contro i bianconeri di Conte (partita persa per due reti a zero), la sua stella non aveva affatto brillato. Tant’è che mister Donadoni aveva optato per il cambio dopo soli 57 minuti. Il dopo partita era stato più acceso che mai, con l’opinionista Massimo Mauro che a Sky, durante l’intervista con il tecnico del Parma, non le aveva mandate a dire, criticando fortemente il colombiano: «In Serie B ce ne sono 15 più forti di lui». Decisamente più pacata e saggia la replica di Donadoni che aveva asserito che sarebbe stato impossibile dare un giudizio universale dopo una sola partita: ne sarebbero servite almeno dieci o dodici.

Tutti noi eravamo scandalizzati dall’esternazione di Mauro, al quale però ben presto avrebbe dato ragione il tempo. Infatti con il passare delle partite le prestazioni di Pabon si dimostravano essere sempre più inefficaci, sterili e povere di contenuto. Forse, complice anche una difficile situazione familiare che aveva

serie.a.quarta.giornata.2012.2013.dorlan.pabon.fiorentina.parma.azione.750x450 costretto il ragazzo a compiere  diversi viaggi in Colombia per far visita al figlio malato; di certo non un periodo semplice. Ma sul campo il funambolo non riusciva a dimostrare il valore che gli internauti avevano potuto ammirare guardando i video di repertorio di quando giocava nel campionato colombiano. Durante il periodo in crociato di gol in Serie A nemmeno l’ombra; l’unico squillo era arrivato nel mese di dicembre quando con una rete, nella gara di Coppa contro il Catania (clicca qui per rivedere l’intera sintesi del match e i commenti dallo studio di Rai Sport, ndr), aveva contribuito a portare in vantaggio i crociati, grazie ad una pregevole girata di prima intenzione.

Ma, dopo 12 apparizioni in A senza gol, il suo destino era ormai segnato ed era lontano da Parma. A gennaio il “Memín” era andato in prestito agli spagnoli del Betis Siviglia, ma

Real Betis' Dorlan Pabon (R) scores past Sevilla's goalkeeper Antonio Alberto Bastos "Beto" during their Spanish first division soccer match at Benito Villamarin stadium in Seville April 12, 2013. REUTERS/Marcelo del Pozo (SPAIN - Tags: SPORT SOCCER) SOCCER-SPAIN/

contestualmente il cartellino era stato ceduto ai messicani del Monterrey, club in cui si sarebbe trasferito a partire dalla successiva finestra di mercato: nonostante alcune (poco comprensibili) smentite di rito da parte della dirigenza emiliana, Pabon non era più un giocatore crociato e il suo era diventato un vero e proprio intrigo internazionale. Anche perché le prestazioni nella Liga spagnola, nel corso dei mesi, erano andate migliorando e avevano destato impressioni positive. Otto gol in sedici presenze e soprattutto prestazioni di alto livello che avevano fatto venire l’amaro in bocca a chi, fino a poco tempo prima, non aveva creduto in lui: in particolare, Pabon era risultato decisivo, dapprima, nel derby di Siviglia che il Betis, sotto di tre gol a zero, era riuscito a pareggiare anche grazie a una sua rete e ad un suo assist vincente e, poi, nella gara contro il Barcellona al “Camp Nou”, in cui, nonostante il ko dei suoi compagni, era riuscito a segnare e a ricevere i complimenti in persona di sua maestà Messi.

Poi, col sopraggiungere dell’estate, si era formalizzato il trasferimento annunciato in Messico, al Monterrey, che dopo 6 partite condite da 3 marcature, lo pabon-sciarpa-monterrey_thumb.jpgaveva rispedito in Spagna, con la formula del prestito: con il passaggio al Valencia, in cui avrebbe poi militato per la stagione 2013/2014, Pabon aveva sancito un piccolo record, ovvero aver effettuato quattro trasferimenti in un solo anno (Parma, Betis, Monterrey e, appunto, Valencia). Ma la seconda avventura spagnola non si era rivelata affatto esaltante come la precedente. Il tecnico dei bianco-arancio-neri Juan Antonio Pizzi lo aveva utilizzato con il contagocce (solo 13 partite disputate), nonostante Pabon avesse siglato comunque 3 reti. Nel gennaio 2014 il carneade Pabon si preparava a fare le valige e a oltrepassare nuovamente l’Atlantico con un volo che lo avrebbe portato in Brasile. Al San Paolo, una delle squadre più blasonate del territorio carioca. Ma anche in questo caso Pabon non era riuscito a lasciare una traccia tangibile di sé (7 partite, 1 gol). Di lì, l’immediato ritorno al Monterrey squadra in cui milita tutt’ora e con cui ha ripreso confidenza con la via del gol. Nel campionato messicano, dove si è reso protagonista con 32 gol in 62 partite dal 2014 ad oggi, sembra aver ritrovato l’identità smarrita da tempo. Ai più attenti non sarà sfuggita la sua attuale partecipazione ai giochi Olimpici di Rio con la Nazionale di calcio della Colombia.

Non sapremo mai qual sia il reale valore di Pabon. Né soprattuto quanto avrebbe potuto dare di più al Parma se non fosse stato silurato fin da subito. Senz’altro, però, possiamo affermare che le sue gesta a Parma lo hanno avvicinato non tanto a Tino Asprilla, quanto più a un altro suo connazionale, Johnny Esteiner Montaño (il cui ricordo, come testimonia il METEORISMO che realizzai nel luglio di due anni fa, è tutto fuorché qualcosa di memorabile). Lorenzo Fava

LE PRECEDENTI PUNTATE DEI METEORISMI DI LORENZO FAVA

1. METTI UNA SERA DA TITOLARE CONTRO IL MILAN: BREVE E DIMENTICABILE STORIA DEL FLOP RISTOVSKI (10.07.2016)

2. KUTUZOV, LA PUNTA PIÙ AFFAMATA A TAVOLA CHE NON SOTTO PORTA CHE OGGI GIOCA A HOCKEY… (17.07.2016)

3. PELLÈ, A PARMA TUTTO PETTO E NIENTE ARROSTO. DA POCO È ENTRATO NELLA TOP 5 DEI PIÙ PAGATI AL MONDO (24.07.2016)

4. BETTARINI, BREVE MORDI E FUGGI AL PARMA PRIMA DELLA VITA DA SHOWMAN (31.07.2016)

5. LUCAS DE SOUZA, IL “NUOVO EMERSON”? NO, UN PREVEDIBILE BUCO NELL’ACQUA (07.08.2016)

12 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava / IL FANTASMA DI PABON: DA POSSIBILE RIVELAZIONE A CARNEADE IN CERCA D’IDENTITÀ

  • A me Bolano piaceva e sicuramente non è da considerare un flop.

    • Ah, su Bolano sono d’accordo, Luca… Ma il topic è Pabon 😁

  • Che bidon!! Mi ricordo che all’epoca si facevano trasmissioni tv intere su Pabon con tutti gli esperti del caso che dicevano: “deve prendere confidenza con il calcio italiano, poi fara miracoli”.
    Molto meglio Reginaldo 🙂

  • Crusader ultras supporters

    tino asprilla e bolano 2 grandi giocatori ma pabon lasciamo perdere

  • guarda, di Pabon mi ricordero’ che mi ha fatto capire che a parma il 99% dei tifosi non capisce nulla di calcio e beve da fonte.

  • Sui problemi familiari di Pabon ci sono molti dubbi, visto che si era trasferito al Monterrey per “stare più vicino alla famiglia”, per poi trasferirsi poco dopo in Spagna, al Betis, squadra satellite della Doyen Sports..

  • Bravo Luca, bell’articolo sui nostri bidoni! Aspetto con ansia Feltcher con annesso il parere di Schianchi estrapolato da bar sport! Che ridere!!!!

    • Grazie, Diego. Esaudirò la tua richiesta. Feltscher ci sta benissimo. Però non sono Luca, ma Lorenzo…

  • Si,scusa Lorenzo!! Ero appena stato su da paglia quando ho scritto!!😆😆😆

    • No problem, Diego! Sei perdonato.
      A differenza della signora che stamane, sbagliando numero per ben due volte, mi ha telefonato e mi svegliato al grido di “Buon ferragosto!!!”…

  • Noscrimalese

    Grazie Lorenzo dell’approfondimento!

    Tanta roba questo colombiano, riprendiamocelo! : D
    Sì come dice Diego anche il buon Feltscher è stato proprio da dimenticare

    Alla prossima

  • acqua passata macina ancora e proprio spendendo soldi per questi bidoni che tutto ha avuto inizio vedi alla voce fallimento

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