martedì, Aprile 23, 2024
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I METEORismi di Lorenzo Fava / FELTSCHER IN DUE ANNI A PARMA MOSTRÒ SOLO DOTI DA BALLERINO E UN FISICO DA RUGBISTA

(Lorenzo Fava) – Mi perdonerà il lettore Diego se, nella puntata odierna – per altro, l’ultima di questa edizione estiva 2016, dal momento che l’inizio del campionato di Lega Pro è dietro le porte -­­­­­­, non sono riuscito lorenzofavaa trovare il video da lui richiesto (o comunque una fonte che ne testimoniasse la veridicità) una settimana fa nello spazio commenti. Tuttavia, non ho potuto non esaudire il suo desiderio di rivivere le non esaltanti gesta di quel calciatore che il roseo Andrea Schianchi in una puntata del talk show di Tv Parma “Bar Sport” avrebbe definito essere come «il nonno di Alessandro Lucarelli». Eh sì perché, a prescindere da questa boutade della penna della Gazzetta dello Sport, un bel “METEORismo” dedicato a Rolf Günther Feltscher Martínez non me lo avrebbe negato nessuno.

Svizzero di nascita (Bülach, 6 ottobre 1990), ma venezuelano di nazionalità Rolf Feltscher è il fratello minore di Frank, giocatore – quest’ultimo – che nel 2008/2009 aveva provato ad affacciarsi alla Serie A indossando (o meglio, non indossando visto che non ebbe mai modo di essere schierato) la maglia del Lecce; dopo una lunga trafila nel settore giovanile degli svizzeri del Grasshopers, iniziata nel lontano 2001 quand’egli era ancora in tenera età, Rolf fa il suo debutto ben presto anche in prima squadra: nell’estate 2007, a diciassette anni ancora da compiere, viene schierato contro il San Gallo, match che segna il suo esordio nel calcio professionistico dei “grandi”. E da quel momento rimarrà in pianta stabile nella rosa del Grasshoppers, in cui milita anche il Frank e Rolf Feltscherfratello Frank. I due riescono a giocare assieme per l’intera stagione 2007/2008, prima del succitato trasferimento salentino di Frank per l’annata successiva. Nel poco blasonato campionato svizzero, i fratelli Feltscher in campo non spiccano di certo per qualità e fantasia, ma il loro talento viene esaltato da un servizio fotografico fatto in Svizzera che mette in risalto la loro unica qualità. Dopo l’esperienza di durata triennale al Grasshoppers, con cui aveva collezionato 72 presenze in assoluto (considerando le coppe varie), il 17 agosto 2010 il quasi ventenne Rolf viene tesserato dal Parma FC, che comunque, impressionato da un fisico più simile a quello di un rugbista (184 cm per 74 kg, così riportano le fonti ufficiali), gli aveva concesso di disputare le amichevoli estive agli ordini di mister Pasquale Marino.

Feltscher nasce terzino destro, ma all’occorrenza si trasforma anche in centrale di una difesa a quattro: tutti lo identificano come l’alter ego ideale del più esperto Zaccardo, chiamato a portare la carretta in una stagione lunga e faticosa. Eppure, il mister siciliano che aveva avuto modo di studiarlo per tutto il ritiro estivo non lo schiera in campo neanche per sbaglio; Feltscher e la sua maglietta con il numero 2 rimangono ogni maledetta domenica a prender freddo in panchina. La tanto desiderata “prima volta” con la casacca crociata Rolf+Feltscher+Parma+FC+v+Citta+di+Palermo+gcCTsXz5taclarriva solo sul calar della stagione, con il nuovo tecnico Franco Colomba, subentrato all’esonerato Marino e chiamato a salvare Crespo e soci, che gli concede uno scampolo finale nella gara Chievo-Parma, finita 0-0. Era il 6 marzo 2011; da lì a fine stagione il giocatore svizzero-venezuelano si ritaglierà lo spazio di due gare da titolare: la prima, grazie alla concomitante squalifica di Zaccardo, contro il Palermo il primo maggio 2011 (entra nel collegamento ipertestuale per rivedere gli highlights della partita) con tanto di intervista nel post partita (di cui sotto), la seconda in occasione dell’ultima di campionato (22 maggio) contro il Cagliari con gli emiliani fortunatamente già salvi. Tre presenze per un totale di 193 minuti giocati.

 

Rolf+Gunther+Feltscher+Martinez+FC+Parma+v+iN3clQscYullMa proprio quando la sua avventura parmigiana sembrava in rampa di lancio, ecco il fatale portone sbattuto in faccia. Nella stagione 2011/2012 rimane nella rosa a disposizione di mister Colomba, che sembra non disprezzarlo troppo ma che non lo schiera praticamente mai. L’esordio stagionale avviene alla nona nel turno infrasettimanale del 26 ottobre: fu una disfatta (4-1) contro il Milan di Cassano e Ibrahimovic e i novanta minuti disputati dal terzino destro venezuelano non furono affatto semplici. Da quella sera, con più ombre che luci a San Siro, si era avuta la netta sensazione che Feltscher non fosse un giocatore da Parma; e i fatti lo avrebbero dimostrato col tempo, con il nostro sempre più fuori dagli schemi di Colomba prima e Donadoni poi.

Di lì al termine della stagione Feltscher avrebbe collezionato altri tre gettoni (due spezzoni, contro il Catania a dicembre e contro il Novara a maggio e una gara da titolare contro il Lecce a quattro giornate dalla fine). Un vero e proprio oggetto misterioso, messo in campo soltanto in caso di gravi defezioni nel reparto difensivo. Ma il suo vero valore lo aveva dimostrato nell’estate 2010 quando, da nuovo arrivato, in occasione della presentazione della squadra al pubblico di Salsomaggiore Terme (che aveva ospitato per qualche giorno il ritiro dei crociati), si era reso protagonista di una performance vocale-danzante di cui (per fortuna) non è rimasta traccia alcuna sul tubo. Ma se qualcuno fosse in possesso di quel video – considerato un reperto storico di un certo valore – non si tiri indietro!

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Dopo 7 presenze, zero gol, una ammonizione e una media voto insufficiente Rolf Feltscher, quel ragazzo che più che un calciatore a molti sembrava un rugbista (non solo per le evidenti doti fisiche, ma anche per i piedi non troppo educati), viene mandato in prestito in Serie B per maturare un po’ di esperienza e tornare – magari – un giorno a Parma con più credenziali. Ebbene, il pubblico del Tardini non ha più avuto modo di rivederlo dal giorno del suo addio: i prestiti al Padova prima (6 partite giocate) e al Grosseto poi (15 presenze) nel campionato cadetto 2012/2013 si rivelano dei fischi colossali. Il Parma decide di liberarsene e così nell’estate 2013 viene venduto in Svizzera, al Losanna, dove soggiorna solo per dodici mesi: il tempo di disputare 16 partite che Rolf fa di nuovo le valigie e tenta l’avventura tedesca con il Duisburg, club di 3. Liga (l’equivalente della nostra Lega Pro). La stagione 2014/2015 è positiva, infatti al primo anno insieme ai suoi nuovi compagni centra l’obiettivo del ritorno in Zweite Liga, feltscher800-1440075630da cui però è prontamente retrocesso nell’ultima stagione al termine dei play out. L’esperienza biennale tedesca di Feltscher si è conclusa in questa estate, dopo un bottino di 57 partite, 2 gol, 9 assist, 8 cartellini gialli ed uno rosso. Nelle scorse settimane l’ex Parma ha trovato collocamento nel Getafe, squadra spagnola fresca di retrocessione in Segunda Division, con cui ha già debuttato. Lorenzo Fava

LE PRECEDENTI PUNTATE DEI METEORISMI DI LORENZO FAVA

1. METTI UNA SERA DA TITOLARE CONTRO IL MILAN: BREVE E DIMENTICABILE STORIA DEL FLOP RISTOVSKI (10.07.2016)

2. KUTUZOV, LA PUNTA PIÙ AFFAMATA A TAVOLA CHE NON SOTTO PORTA CHE OGGI GIOCA A HOCKEY… (17.07.2016)

3. PELLÈ, A PARMA TUTTO PETTO E NIENTE ARROSTO. DA POCO È ENTRATO NELLA TOP 5 DEI PIÙ PAGATI AL MONDO (24.07.2016)

4. BETTARINI, BREVE MORDI E FUGGI AL PARMA PRIMA DELLA VITA DA SHOWMAN (31.07.2016)

5. LUCAS DE SOUZA, IL “NUOVO EMERSON”? NO, UN PREVEDIBILE BUCO NELL’ACQUA (07.08.2016)

6. IL FANTASMA DI PABON: DA POSSIBILE RIVELAZIONE A CARNEADE IN CERCA D’IDENTITÀ (14.08.2016)

4 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava / FELTSCHER IN DUE ANNI A PARMA MOSTRÒ SOLO DOTI DA BALLERINO E UN FISICO DA RUGBISTA

  • crociato77

    feltscher gioco in cagliari parma in trasferta

  • Il modello pippone.

  • Grazie Lorenzo! Gran bel bidone! Mamma mia! Peccato per il video, ma il roseo ne ha sparate talmente tante che potresti con calma andarle a ripescare!

    • Non stento a crederti. Anche nel salotto di Calcio&Calcio il suo nome era spesso citato nei duelli rusticani tra il roseo e il saltimbanco… Con relativi vertiginosi paragoni/accostamenti

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