CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MI HANNO RUBATO L’IDEA… CIOCOLATE’

(Gianni Barone) – Mentre gran parte della critica plaude al PARMA e alle intuizioni tattiche del suo tecnico, esiste ancora una minoranza, composta da giornalisti e tifosi non allineati, che sostiene che il PARMA, visto nelle prime sei giornate, al di dei risultati ottenuti, non convinca appieno per il gioco che esprime e per l’atteggiamento definito, a tratti troppo attendista, e comunque non in linea con quello che dovrebbe essere il comportamento di una grande squadra della categoria Lega Pro. Lasciando perdere i discorsi legati alla tattica e al sistema di gioco adottato in maniera prevalente, che in ogni caso stuzzicano ancora gaz-parma-3-5-2l’interesse di qualcuno, vista la pagina del giornale locale dedicata al parere di rinomati ed autorevoli ex giocatori del Parma degli anni d’oro di Scala sul 3-5-2, sotto accusa è finita, secondo alcuni, la mentalità della squadra, a volte troppo sparagnina o comunque votata all’attesa se non addirittura al difensivismo più sfacciato. Nella diatriba non si è parlato di catenaccio, perché sarebbe stato oltremodo fuori luogo, però si è arrivati a mettere in discussione, quello che la realtà delle ultime due vittorie ha evidenziato. E cioè il famigerato atteggiamento, qualcuno vorrebbe un Parma offensivo, ultra-offensivo, capace di macinare, durante tutto l’incontro, una serie di azioni d’attacco, a loro modo di vedere, degne di una grande squadra che ha il dovere, in virtu’ dell’enorme potenziale tecnico che possiede, di dominare ogni partita dal primo all’ultimo minuto soprattutto quando si affrontano formazioni modeste come l’ALBINOLEFFE che appartengono alla categoria solo grazie ad un ripescaggio. Il fatto che il Parma non abbia ancora dimostrato di essere una corazzata vera e propria autorizza, ripeto ad una minoranza, di esercitare un diritto di critica, che francamente, andando un po’ sopra le righe, risulta anche fastidioso e può scatenare reazioni di nervosismo da parte di chi, questo PARMA lo ha costruito, e cerca in ogni modo di migliorarlo. Lo ripeto, lasciamo perdere le questione di lana caprina legate al sistema di gioco scelto, il discorso si sposta sul perché una squadra dovrebbe scegliere di non giocare o per lo meno di aver paura di farlo e di accontentarsi. Nessun allenatore si sogna di dire ai suoi di giocare per non perdere, anche se lo pensa. Viene in mente un aneddoto legato a Bruno Pesaola, detto il Petisso, allenatore argentino in Italia negli anni 60/70, il quale prima della partita soleva dire ai suoi: “dobbiamo giocare in attacco per tutta la partita!”. Al che al termine di una gara in cui, da buon catenacciaro quale era, aveva subito il gioco avversario per tutti e novanta i minuti, quando un suo giocatore, in maniera un po’ impertinente, gli faceva notare che la partita era andata in modo decisamente opposto a quanto lui aveva previsto, ecco che il buon Petisso, con tutta la sua benevolenza rispondeva con un “Lo so dovevamo giocare in maniera diversa, ma gli altri, forse, mi hanno rubato l’idea”. Quanti sulla scia di questa lezione si sentono derubati delle proprie idee al termine di una partita? Quindi accantoniamo, per un attimo il discorso legato al se il 4-2-3-1- è meglio 3-5-2,. Ognuno sceglie il sistema che crede e non è detto che uno sia migliore o più offensivo dell’altro. E smettiamo di sottilizzare su tutto solo per il gusto di far polemica e d’invidiare le squadre degli altri gironi che sono a punteggio pieno. Il Foggia di Stroppa nel girone C, e l’Alessandria di Braglia nel girone A, giocano entrambe con il 4-4-2 , cosa vuol dire che questo è il sistema vincente, offensivo degno di una grande squadra? Non credo. Giochiamo coi numeri, ma con tranquillità, sapendo che ciò che conta sono gli sviluppi di gioco che una squadra è capace di esprimere ed d’interpretare, il resto conta poco. E prima dell’avvento della zona quando tutti giocavano con lo stesso modulo a uomo, come si impiegava il tempo che oggi si spreca ad esercitare il sacro diritto di critica? E poi diciamola tutta: gli allenatori sono pagati anche per cambiare idea, prima che qualcuno gliela la rubi, anche nel corso della stessa partita altrimenti non si spiegherebbe come mai il PARMA ha rimontano a Pordenone, e neanche perché lo stesso allenatore TEDINO, per tornare a vincere dopo la sconfitta col PARMA abbia accantonato il 4-3-3 per un 4-2-3-1 vincente a Macerata. Restiamo tutti in lizza rubandoci a vicenda le idee: questo dovrebbe essere il motto del giorno. Ciocolaté. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

13 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MI HANNO RUBATO L’IDEA… CIOCOLATE’

  • 26 Settembre 2016 in 11:44
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    uno poi guarda la classifica dopo 6 giornate e si deve chiedere se e’ stato troppo critico se non fastidioso.

    oh poi arrivare secondi o decimi non e’ che sia tutto sto dramma,il calcio e’ bello perché e’ avario,l’importante e’ la salute

  • 26 Settembre 2016 in 12:05
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    …gli articoli di Gianni mi piacciono…sempre pacati e ragionati…
    io dico solo che sabato abbiamo rischiato in maniera impressionante…e ripeto come detto prima che siamo stati fortunati ad aver di fronte l’albinoleffe che come dice lei è fortunata ad essere stata ripescata…però noi abbiamo rischiato…

    • 26 Settembre 2016 in 15:42
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      Ma abbiamo rischiato cosa? Nel primo tempo hanno provato qualche azione ma sempre in fuorigioco e nel secondo tempo si, abbiamo rischiato, però di farne 5. Poi con la storia che sono abusivi perchè ripescati francamente si è un po’ stufato! Giocano nel nostro girone? bene allora sono in Lega Pro! Adesso tutti osannano la Sambenedettese ma se poi per assurdo sabato vinciamo 3 a 0 qualcuno dirà che in fondo è una squadretta che l’anno scorso era in serie D (…come Nocciolini tra l’altro, vero?). Ragionando in modo diverso, va considerato che, in media, in campo ci sono tre o quattro titolari dello scorso anno e che una parte importante della squadra ancora non è al massimo della forma, per cui le prestazioni non esaltanti ci possono stare, per ricreare una squadra vincente serve un po’ di tempo non le chiacchiere.

      • 26 Settembre 2016 in 16:19
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        …guarda vatti a rileggere i miei commenti…e noterai che io ho lodato Nocciolini più di una volta durante lo scorso campionato di serie d….
        io ho solo detto che nel secondo tempo l’ultimo quarto d’ora abbiamo sofferto molto…magari non hanno creato grandi occasioni ma hanno giocato molto più loro di noi…
        i loro cinque fuorigiochi hanno fatto vedere che qualche problema c’è stato…uno poi non è stato fischiato dal direttore di gara…
        …concordo anche io che se non avessero avuto Coser in gran forma probabilmente avremmo chiuso la partita molto prima…

  • 26 Settembre 2016 in 12:56
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    Sinceramente trovo fastidioso e supponente il modo nel quale si pongono gli esponenti della società al sopraggiungere di qualsiasi critica dall’esterno. Sentire un Presidente parlare alla squadra definendo “porcate” le critiche (legittime e giustificate) ricevute da parte degli organi di stampa dopo la partita persa contro il Venezia, e ascoltare un allenatore alterarsi perché un opinionista osa fargli notare che il primo tempo contro il modesto Albinoleffe è stato a dir poco imbarazzante, mi lascia esterrefatto.
    Fare per lo meno finta di ascoltare i pareri altrui potrebbe magari giovare alla causa. Si dice cha a questa squadra manchi un regista. Osservazione vera e incontrovertibile. Ecco perché quando vedo Miglietta (un signor regista per la categoria) condannato eternamente alla panca dopo aver sbagliato la partita di Modena (lui insieme agli altri tredici), mi domando se il tecnico abbia effettivamente bisogno di un regista per esprimere il proprio gioco. Manca un trequartista. Altrettanto vero. Allora perché non provare nel ruolo Baraye, anziché snaturarlo in un ruolo da mezz’ala che, nonostante quanto ci viene raccontato, è quanto di più lontano esista dalle sue caratteristiche tecniche e tattiche. A questo punto tanto valeva cederlo e liberare un posto per un over più idoneo a certi compiti. Ultimo. La convivenza attualmente impossibile di Evacuo e Calaiò. Tenere largo sulla fascia la punta più in forma della squadra, sacrificando il suo apporto in zona gol e (soprattutto) un giocatore come Melandri, nato per coprire quella zona di campo, mi sembra piuttosto autolesionistico.
    Sono d’accordo con l’autore dell’articolo. Non è questione di modulo o numeri, ma mettere gli interpreti giusti nel posto giusto potrebbe essere una buona idea. Senza offesa, naturalmente…

  • 26 Settembre 2016 in 13:21
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    Ovviamente
    faccio parte
    della minoranza.
    Le palle agli attaccanti
    ARRIVANO
    ma loro davanti al portiere
    si auto ipnotizzano
    si c _ _ _ _ o addosso
    dalla paura
    e
    CIABATTONO
    Però se sabato vinciamo
    contro la capolista
    ( perché la Sambedettese con
    una facile partita da recuperare
    è la capolista virtuale)
    lo scenario
    CAMBIA
    DRASTICAMENTE
    Purtroppo sottoporta
    NON SIAMO CINICI.
    Quanto ci manca
    MAZZOCCHI
    e la sua velocità
    alla BOLT.
    Sulla fascia potrebbe fare
    la differnza.
    Ora è come se avessimo
    4 punti virtuali di distacco
    sulla Sambenedettese
    Se perdiamo andiamo a
    -7 e tutto diventera’ quasi
    PROIBITIVO
    infatti
    VENEZIA
    PORDENONE
    SAMBENEDETTESE
    BASSANO
    REGGIANA
    e altre
    ci supererebbero
    e poi sarebbe dura
    molto dura
    recuperare.
    Eppure sulla carta
    SIAMO I PIÙ FORTI
    però
    a volte verso la fine della gara
    sembra che la paura
    da BRACCINO CORTO
    la faccia da padrone
    e ci offuschi la.mente.
    Ma Baraye
    ha la peste?
    Lui almeno sottoporta
    era cinico
    e non sbagliava
    NIENTE
    ma dimenticvo
    ORA È IN ESILIO
    Ora fa il centrocampista
    O MEGLIO
    il buom GIGI
    non gli fa fare più
    nemmeno quello
    O MEGLIO
    Apolloni gli ha tolto
    LA LICENZA DI SEGNARE
    e forse anche la voglia
    di restare al Parma.
    Se sabato non si vince
    prevedo
    UNA SETTIMANA DI FUOCO
    Se poi addirittura
    si dovesse perdere.
    SI SALVI CHI.PUO’

    • 26 Settembre 2016 in 19:09
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      Ma va a ciapà i ratt!!

  • 26 Settembre 2016 in 13:29
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    Abbiamo rischiato di fare una goleada….doveva finire 4/5-0 nessun pericolo subito e gara dominata…dovevamo solo chiuderla prima!

    • 26 Settembre 2016 in 13:49
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      Se rischiamo di farne 4 o 5, son gli altri ad essere di una pochezza imbarazzante; quando invece ne facciamo solo uno o addirittura nessuno siamo noi quelli inadatti al calcio. E’ più o meno questo il metro che si sta adottando nel valutare le prestazioni di una squadra profondamente rinnovata rispetto all’anno scorso e alla quale, se il mondo del calcio non funzionasse alla rovescia, si dovrebbe concedere quel minimo di tempo per trovare la cosiddetta chimica, cosa che in altri sport di squadra, tipo il basket, una volta che la trovi non la smarrisci più. Poi puoi anche non trovarla e arrangiarti, si fa per dire, con altre armi, ma almeno ci avrai provato, senza strozzare sul nascere il lavoro di un allenatore, Apolloni, che ha diritto di sbagliare e di avere tempo esattamente come ce lo hanno tutti i suoi colleghi (e ripenso a De Boer)…

  • 26 Settembre 2016 in 13:53
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    Molte critiche sono ancora figlie del secondo tempo scellerato contro il Venezia. Lì è stata una vera e propria cacchiata di Apolloni che lo ha un po’ marchiato a vita. Speriamo migliori in fretta.

  • 26 Settembre 2016 in 14:22
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    Magari fosse solo il 2° tempo col Venezia, Luca (delle 13:53)…… vogliamo parlare dei 90 min. col Modena? e dei 90 col Lumezzane? e dei 90 col Santarcangelo? e dei primi 50 col Pordenone? e dei primi 45 con l’Albinoleffe?

  • 26 Settembre 2016 in 14:26
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    Effettivamente la gara col Venezia
    PER ME e sottolineo PER ME
    e la sconfitta più bruciante
    che ricordo negli ultimi
    20 anni
    Dal Paradiso
    al purgatorio
    all’inferno
    In 2 minuti
    con la difesa
    fino allora imbattuta
    subire due gol
    su errori madornali
    nella partita
    più importante dell’anno.
    Con onestà intellettuale debbo
    però dire che la gara col Pordemone
    mi ha fatto gioire
    come poche volte
    negli ultimi
    20 anni
    Ora c’è all’orizzonte la SAMBENEDETTESE.
    e secondo il riultato che otterremo
    o cancelleremo
    VENEZIA
    o cancelleremo
    PORDENONE.
    MEDITATE. BENE SULLE ULTIME MIE QUATTRO RIGHE.
    Vincendo cancelleremmo in modo deginitivo
    VENEZIA
    Perdendo cancelleremmo in modo definitivo
    PORDENONE
    Sabato sera sapremo finalmente se
    VIVREMO
    o
    MORIREMO.

  • 26 Settembre 2016 in 15:33
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    A me non è mai piaciuto il 352 ma mi chiedo come mai tutti questi esperti di tattica non abbiano detto che occorre un calcio piu propositivo etc quando ci stavano lavorando nel pre campionato. Dopo aver visto queste prime partite è chiaro che puoi contestare di tutto e di piu.
    Non capisco poi come si possa dire che sabato non si è rischiato nulla, le occasioni le hanno avute ma hanno sempre ciabattato al tiro.
    O tiene fuori evacuo oppure si gioca cosi, non ha nessuno che sa rifinire o saltare l’uomo, l’unica ala è indisponibile, in mezzo siamo contati

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