domenica, Maggio 26, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / NICCHI TER, IL FERGUSON DELL’AIA

(Luca Russo) – Tra il blitz della Juventus, che ha sconfitto non meritandolo quasi per niente un Palermo volitivo e per la verità mai così determinato e sul pezzo come contro i campioni d’Italia in carica; la pronta risposta del Napoli, che davanti agli appena 20mila del San Paolo ha incartato col minimo sforzo e con un Gabbiadini finalmente vivo, combattivo e decisivo un Chievo non in palla, diversamente da quanto accaduto nelle precedenti cinque uscite, e penalizzato dalla serata storta del suo custode Sorrentino; e il ritorno al successo casalingo del Parma, a cui è bastato un lampo di Evacuo per accecare un Albinoleffe venuto al Tardini con la sola preoccupazione di non prenderle, ieri è passato in secondo piano il voto dei 346 delegati dell’Associazione italiana arbitri riunitisi a Fiumicino per scegliere il nuovo presidente. nicchiL’ha spuntata Marcello Nicchi, al suo terzo mandato consecutivo, un record a tutti gli effetti dal momento che dalle parti dell’Aia non era mai accaduto che una presidenza fosse così longeva. 242 i voti raccolti dal 63enne ex arbitro internazionale contro gli appena 95 dello sfidante Antonio Zappi, la cui candidatura è stata sostenuta dal designatore Braschi e che sette anni fa fu scelto proprio da Nicchi affinché rivestisse l’incarico di responsabile del servizio ispettivo, compito in cui il 51enne viterbese si è disimpegnato con ottimi risultati. 242 a 95: si fosse trattato di una partita di calcio, avremmo detto o scritto che non c’è stata storia. E in effetti i numeri ci parlano chiaro: il derby tra la continuità e il cambiamento è stato vinto a mani basse dalla prima. Evidentemente gli obiettivi centrati da Nicchi dal 2009 (anno della sua prima elezione) a oggi – ne citiamo giusto qualcuno: la ritrovata autonomia dell’associazione, il ritocco verso l’alto dei rimborsi, l’introduzione dei biglietti aerei prepagati per gli associati delle isole, la possibilità concessa ai fischietti di rivedere le proprie gare e capire gli errori commessi e il rinnovo a cifre superiori dell’accordo di sponsorizzazione con l’assicurazione Eurovita – hanno convinto i delegati dell’associazione a dargli ulteriore fiducia e a sbriciolare la candidatura dello sfidante Zappi, che nel suo manifesto elettorale si è limitato a parlare di “necessità di un ricambio per ripartire con slancio e continuare un percorso positivo, tre mandati sono troppi e stonano con i principi delle grandi democrazie, ne bastano due e se dovessi vincere cambierei questa regola”, di riunione della Can di A con quella di B e della voglia di rompere il tabù dei direttori di gara chiusi in loro stessi, che in caso di elezione avrebbe invitato a parlare con la stampa per motivare le loro scelte in campo. Temi triti e ritriti ed evidentemente incapaci di far breccia nei 346 di Fiumicino, che al cambiamento tanto desiderato dallo sfidante hanno preferito la continuità proposta dal presidente uscente. Sposando in questo modo la linea di Nicchi, che alla vigilia del voto, spinto dalla necessità di fronteggiare e neutralizzare le cariche dello sfidante, che lo ha accusato di voler privatizzare l’Aia, ha dichiarato: “Dunque, se una squadra ha un allenatore che ha vinto diversi campionati, lo si manda via perché occupa il posto da troppo tempo?”. No, secondo il voto di ieri. E così dopo il Ferguson vero e che per 27 anni ha guidato il glorioso Manchester United, ventiquattro ore fa a Fiumicino sono state gettate le basi per una sua copia, che rischia di venir fuori meglio dell’originale: Marcello Nicchi, il Ferguson dell’Aia… Luca Russo

9 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / NICCHI TER, IL FERGUSON DELL’AIA

  • Nicchi me lo ricordo “molto simpatico” quando eravamo in A.

  • Ho avuto modo di conoscere il presidente Nicchi in alcune serate, devo dire che mi ha sempre fatto un ottima impressione, saldo nel cercare di estirpare la violenza, in particolare verso la classe arbitrale, in questo sport. Sono felice che possa continuare il lavoro. Tre mandati possono sembrare tanti, e lo sono, ma non ci sono alternative di spessore allo stato attuale.

  • THE ROCK

    Apolloni deve adeguare i suoi schemi ai giocatori che dispone.
    MAI fare adeguare i giocatori ai suoi schemi altrimenti molti giocano fuori ruolo e rendono la metà..
    Se col Sanbenedetto non cambiamo modulo
    SCONFITTA CERTA.
    Non sempre c’è il micio a togliere le castagne dal fuoco e a mettere in secondo piami il modulo mortuario
    A proposito di castagne….

  • THE ROCK

    Vi doco perché la partita con la Sambenedettese è decisiva in caso di sconfitta.
    Ora hanno un punto più di noi e una partita in meno quindi 4 punti di vantaggio.
    Se perdiamo i punti sono7
    Ci troviamo nella stessa situazione prima di Pordenone.
    Se perdevamo con loro andavamo a 8 punti dalla vetta.
    Se perdiamo col sambenedetto andremo a 7 punti da loro.

  • THE ROCK

    Nei giornali sportivi il Venezia è dato per favorito.
    I titoli sono tutti per loro
    Noi abbiamo ahime solo i titoli di…. coda.
    Non siamo una squadra cinica
    Abbiamo bisogno di 10 occasioni per fare un gol.
    Così non si va lontano
    San Benedetto è un crocevia.
    Se siamo i più forti dimostriamolo sabato.
    E CAMBIAMO STO CAZZO DI MODULO SUICIDA.

  • Pencroff

    Sig. The Rock, le Sue dapacità matematiche si confernano ogn’ora sublimi, mai banali, una continua scoperta. Mi pernetta però un modesto appunto: i campionati non li decidono i giornali.

    • THE ROCK

      No. I giornali contrano eccome.
      Condizionano gli arbitri che nel dubbio favoriscono la squadra favorita e che, come in questo caso ha allenatori di grido
      Condizionano i giocatori avversari che per molti di loro incontrare la favorita del torneo e la prima in classifica osannata dai giornali e molti di loro se la fanno addosso dalla paura e condizionano anche i giocatori che si sentono forti con autostoma a livelli siderali.

  • ASSIOMA

    dipende se i giornali svolazzano che le palle ancor mi girano…..

    nella peggiore andiamo tutti al cine…

  • pencroff

    ..e i francesi che s’incazzano….

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