IL COLUMNIST / Qualcosa di buono nel Parma c’è ed è sotto gli occhi di tutti. Ma concretamente riesce a vederlo solo chi ha la capacità di svincolarsi da preconcetti e andare più in là della prima impressione

(Luca Russo) – Non ho ancora frequentato il Supercorso di Coverciano, né ho intenzione di farlo in futuro: preferisco restare confinato nella cerchia dei tanti Einstein che di calcio ci capiscono poco o nulla (copyright Mourinho) piuttosto che diventare, per l’appunto, un Mourinho qualunque. Pertanto, quando scrivo di pallone, parto sempre dalla convinzione profonda e sincera di esprimere semplicemente le mie opinioni, non delle conoscenze tecniche o delle verità assolute e inoppugnabili. Premesso ciò, ritorno a quanto ho già cercato di spiegare in sede di commento alla vittoria del Parma sull’Albinoleffe: osservando i Crociati in azione, non ho avuto la sensazione di una squadra che gioca male, non fino al punto di meritarsi tutte le critiche che nelle ultime settimane le sono piovute addosso e che hanno colpito ovviamente pure il suo allenatore. L’impressione è che ormai alla proposta tecnico-tattica di Apolloni la tifoseria e una consistente fetta di addetti ai lavori abbiano appiccicato un’etichetta che sarà difficile scollare anche nell’ipotesi, naturalmente remota, che i gialloblù si mettano improvvisamente a fare il Barcellona, scordandosi di essere un’onestissima compagine di Lega Pro, progettata sì per vincerla, ma non per dominarla a mani basse. È lo stesso meccanismo, ma di segno opposto nel nostro caso, per cui si tende a glorificare sistematicamente il presunto bel gioco di formazioni e allenatori di massima serie come Napoli, Sassuolo e Fiorentina, tra i club, e Montella, tra gli allenatori, indipendentemente dal tenore degli spettacoli che offrono settimanalmente. Della serie: una volta che ti sei guadagnato la fama di undici che ricama calcio o allenatore che predica e fa praticare il cosiddetto soccer propositivo, non te la toglie più nessuno, nemmeno quando di buon calcio ne dispensi pochino. Prendiamo il Napoli: tutti ne parlano un gran bene, e avranno le loro buone ragioni, ma guarda il caso le uniche due volte che l’ho visto all’opera, contro Bologna e Chievo, alla vittoria ci è arrivato grazie alle maglie larghissime delle retroguardie avversarie e alla generosa “complicità” di due portieri abbastanza validi come da Costa e Sorrentino. Beh, a queste condizioni, e di fronte ad avversari diciamo così un po’ distratti, perfino una selezione parrocchiale riuscirebbe a conquistarsi un 6 in pagella e a combinare qualcosa di buono e bello. Lo stesso dicasi per Sassuolo e Fiorentina: se l’anno passato in effetti hanno pennellato calcio, e non distribuito calci, a ‘sto giro difficilmente gli riescono le bollicine, e allora non di rado devono accontentarsi del brodino di un 1-0 brutto, sporco, cattivo, ma assai funzionale alla classifica. Tanto per capirci, due domeniche fa i viola hanno superato la Roma col minimo scarto e per effetto di un rigore che se l’avessero dato alla Juventus…apriti cielo; e ieri sera contro un Milan chiuso a riccio e con la sola licenza di ripartire in contropiede non hanno superato i confini di uno 0-0 che in pochi avrebbero pronosticato, considerata la propensione allo show di Sousa e appunto Montella. D’altra parte, il Sassuolo spumeggiante e tambureggiante dell’annata 2015/2016 ha lasciato spazio ad una formazione che oggi fatica ad essere altrettanto festaiola e che in linea di massima ragiona e riparte di più e spancia di meno. Segno che, quando non ti chiami Barcellona, il fatturato di un luna park e gli utili del tiki taka possono andar bene per divertire, non per graffiare. Eppure sia in un caso che nell’altro qualcuno continua a raccontarci la storiella del bel giuoco, malgrado sia in un caso che nell’altro non se ne stia vedendo poi così tanto. A proposito dell’Aeroplanino: dove è finito il tecnico che quando si è accomodato sulle panchine di Catania e Fiorentina ci ha fatto stropicciare gli occhi una domenica sì e l’altra pure? Me lo chiedo perché i rossoneri in modalità “mordi e fuggi” visti a Firenze mi son parsi più una squadra del pratico Mazzone (o Mondonico o Sonetti) che non una dell’esteta Montella. Il quale, in barba alle sentenze del rettangolo verde, continua ad esserci “venduto” come uno di quelli che preferisce la poesia alla prosa e il fioretto alla sciabola. C’è poco da fare: per i tifosi e per chi si occupa professionalmente di calcio pare che l’unica cosa che abbia un peso significativo sia la prima impressione, e non pure quelle successive. Per questa ragione, Napoli, Fiorentina, Sassuolo e il coach del Milan sono e saranno a lungo sinonimi di bellezza, pure quando nelle loro opere se ne dovesse ravvisare poca; e Apolloni continuerà (chissà per quanto tempo ancora) ad essere considerato dalle nostre parti alla stregua di un tecnico difensivista, poco abile coi cambi e nella lettura del match e nel complesso inadatto a coltivare le non trascurabili ambizioni della piazza, sebbene il Parma – il Parma allenato da Apolloni, mica da qualcun altro – ci stia dimostrando che: con un calcio ragionato, avvolgente, e non travolgente, l’avversario riesce a ingabbiarlo e a dominarlo; in difesa, al netto di un paio di sviste dovute ad un’applicazione al momento poco matura della trappola del fuorigioco, tiene di più che nelle prime giornate; sa attaccare come fosse un illusionista, e cioè attirando l’avversario sul lato forte per poi azzannarlo lungo quello debole, strategia che contro l’Albinoleffe è stata adottata in almeno un paio di circostanze; e che per ora gli manca solo la lucidità necessaria per convertire in altrettante esultanze l’enorme volume di occasioni da gol che crea. Qualcosa di buono, insomma, c’è ed è lì sotto gli occhi di tutti noi. Ma concretamente riuscirà a vederlo solo chi avrà la capacità di svincolarsi dai preconcetti e andare un metro più in là della prima impressione. Luca Russo

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

IL COLUMNIST / AI CROCIATI NON SERVE VERTICALIZZARE: SONO PIU’ EFFICACI QUANDO SI ESIBISCONO NEL CALCIO RAGIONATO, AVVOLGENDO L’AVVERSARIO, SENZA TRAVOGERLO

22 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / Qualcosa di buono nel Parma c’è ed è sotto gli occhi di tutti. Ma concretamente riesce a vederlo solo chi ha la capacità di svincolarsi da preconcetti e andare più in là della prima impressione

  • 26 Settembre 2016 in 10:18
    Permalink

    concordo con quanto riportato e già precedentemente segnalato. l’ etichetta data per buona parte dei tifosi a Gigi rimarrà per mesi. e se riuscirà a portarci in B si dirà che in B servono altri allenatori e avanti così. come scrissi prima del Pordenone l’ importante in questa fase sono i risultati. per il bel gioco c è tempo. e comunque la fortuna non aiuta tutti ma gli audaci…quindi avanti così che fin che son i 3 punti va bene.

  • 26 Settembre 2016 in 11:08
    Permalink

    Russo nessuno dice che non ci sia “qualcosa” di buono, quello che la gente si chiede è se quel “Qualcosa” sia sufficiente a vincere il campionato. Ad Apolloni non si chiede il BEL gioco, ma si chiede UN gioco che è ben diverso dal bel gioco.

    • 26 Settembre 2016 in 11:50
      Permalink

      esatto,per il momento mi sembra che non sia sufficiente questo buono,per vincere diretto. e questa non e’ opinione e’ matematica

  • 26 Settembre 2016 in 11:09
    Permalink

    Cito l’articolo “preferisco restare confinato nella cerchia dei tanti Einstein che di calcio ci capiscono poco o nulla (copyright Mourinho) piuttosto che diventare, per l’appunto, un Mourinho qualunque. Pertanto, quando scrivo di pallone, parto sempre dalla convinzione profonda e sincera di esprimere semplicemente le mie opinioni, non delle conoscenze tecniche”

    Iniziare un articolo dicendo che non si conosce la materia e si ha l’intenzione di ignorarla (Vantarsi di non studiare e non essere disposti a farlo è una virtù adesso?????) ma si ha la presunzione di scriverne comunque ergendosi sopra gli altri poichè sono così presuntuosi di parlarne è veramente un colpo di genio.

    Studia la materia, nel calcio ci sono cose oggettive che sono qualle del tipo: ” a differenza di Venezia Nocciolini a destra non scendeva in difesa contro l’albinoleffe ma coprivano quell’area di campo Giorgino e Coly allargandosi maggiormente rispetto alla gara con il Venezia” , poi esistono le opinioni sull’efficacia di questo che possono divergere anche tra Trapattoni e Conte e tra Allegri ed Ancellotti. Ma venire qui a vantarti di non voler imparare e criticare le opinioni di altri poichè indegni di comunicare le proprie idee in quanto tu sei fiero di non imparare, fa capire perchè ci siamo ridotti a Velenoso come apice del blog.
    Continua così, non studiare e vantatene se ti fa piacere, cita Mourinho (una checca isterica che insulta chiunque ha più visibilità di lui), scrivi di Higuain ed il Napoli tanto qui c’ è Velenoso che apprezza, se comunque vuoi studiare un po’ non aver paura, il calcio, i suoi moduli, le sue interpretazioni, i suoi schemi sono cose semplici, alla portata di ogni essere umano con un barlume di intelligenza, non ci vuole un genio a comprendere cosa succede in campo, non ci vuole Ancellotti, Scala, Conte, Apolloni o De Zerbi, loro applicano le idee poichè hanno il materiale ma non è che ci sono misteri insondabili poi lo vedi cosa succede in campo, senza bisogno di essere Mourinho.

    • 26 Settembre 2016 in 11:44
      Permalink

      olè abbiamo uno che ha studiato a Coverciano ed ora in avanti scriverà lui gli articoli…………….ah no è un semplice commentatore del forum.

      • 26 Settembre 2016 in 12:17
        Permalink

        Tu pensi veramente che uno non possa parlare di Calcio solo perchè non ha fatto il corso a Coverciano? ti posso garantire che ci sono moltissime persone che hanno giocato magari 20 anni in eccellenza/promozione e ne capiscono molto più di calcio dei molti che escono da coverciano. No perchè se ad alcuni non fosse ancora chiaro come funziona il corso di Coverciano ve lo spiego. Tu paghi e loro ti lasciano il patentino. Difficilissimo averlo, ci vogliono proprio delle competenze assurde…

        • 26 Settembre 2016 in 13:51
          Permalink

          No ovviamente non lo penso, ma visto che Luca Russo aveva premesso che erano sue opinioni e se leggi bene il commento di “Figlio Prediletto” cita testualmente “si ha la presunzione di scriverne comunque ergendosi sopra gli altri poichè sono così presuntuosi di parlarne è veramente un colpo di genio” fa intendere che POCHI possono parlare di calcio qui dentro……..

    • 26 Settembre 2016 in 13:44
      Permalink

      Mi auguro Sig. Gatto Molle, pardon Figlio Prediletto, non se ne abbia male se le faccio notare che nel suo messaggio si è contraddetto in più di una circostanza….

      Se per discutere di calcio ci fosse bisogno del patentino di allenatore, le redazioni giornalistiche, i bar e i circoli d’Italia non sarebbero che dei deserti. E ammesso e non concesso che quella di giornalista sportivo specializzato in questioni calcistiche sia una professione – perché in realtà la è quella di giornalista nelle sue due sfumature che separano il mondo dei professionisti dall’universo dei pubblicisti -, è evidente che per esercitarla non sia necessario passare prima da Coverciano. Poi, ci si dovrebbe metter d’accordo con sé stessi: se per parlare (o scrivere) di pallone devo studiare la materia fino al punto di conseguire il patentino da allenatore, lo stesso dovrebbero fare coloro che, volendo dibattere e/o comporre di soccer esattamente come fa il sottoscritto, mi invitano a frequentare la rinomata scuola toscana. La legge, diciamo così, è uguale per tutti, o no?

      Quanto al resto, la materia preferisco studiarla sul campo e vederla riflessa negli occhi degli altri, perché spesso le valutazioni degli altri aiutano a capire se le proprie, pur rispettabili che siano, possano avere un qualche fondamento o non averne affatto. Aggiungo: non è raro che le opinioni altrui mi siano di sostegno nella formazione della mia, ma non sempre: perché di parsimonia ce ne vuole sia nell’utilizzo della presunzione che in quello dell’umiltà. In più se “il calcio, i suoi moduli, le sue interpretazioni, i suoi schemi sono cose semplici, alla portata di ogni essere umano con un barlume di intelligenza, non ci vuole un genio a comprendere cosa succede in campo”, allora ho un motivo in più per non fare un salto a Coverciano. In fondo non servono gli Ancelotti, gli Scala, i Conte, gli Apolloni o i De Zerbi per capirne, oppure ho inteso male ciò che ha scritto?

      Per chiudere, non mi vanto di non voler studiare la materia o addirittura di ignorarla, riconosco (e ci mancherebbe!) che c’è gente più qualificata del sottoscritto per occuparsi di questioni tecniche e tattiche, ma a me bastano i 23 anni di calcio visto dal vivo e in tv per scriverne senza la pretesa di diffondere verità assolute e inoppugnabili.

      Cordialmente

    • 26 Settembre 2016 in 14:38
      Permalink

      sono molto d’accordo con Russo è molto meno con la saccente disanima di Figlio Prediletto.
      Ognuno a partita finita può trarre i giudizi che vuole, perché il gioco del calcio è semplice e complesso all stesso tempo.
      Semplice per le teorie e gli schemi adottabili, complesso per l’assoluta decisiva incidenza degli episodi, tanto più fondamentali se la differenza tecnica ed atletica non è elevata, come in tutti i campionati Italiani dalla Serie A alla promozione.
      Ad esempio, Il primo tempo di Parma AlbinoLeffe giudicato da molti insufficiente, può essere giudicato invece intelligente, per non aver concesso ripartenze all’avversario (salvo una volta a fine tempo), facendo correre gli avversari
      senza costrutto e dando loro l’impressione di poter portare a casa tranquillamente punti, minando la loro concentrazione, venuta puntualmente meno ad inizio ripresa.
      Quindi le letture, come sempre possono essere diverse e tutte plausibili. Avere il rispetto delle opinioni altrui, mi sembra quantomeno saggio, sopratutto se presentata con umiltà come fatto dal sig. Russo
      Ognuno esprime la sua opinione senza la pretesa di avere in tasca là verità

  • 26 Settembre 2016 in 11:40
    Permalink

    Caro Luca Russo anche io non ho frequentato il super corso di coverciano, ma posso tranquillamente dire che il prima tempo del parma è stato imbarazzante… posso dire che non abbiamo un centrocampo che verticalizzi, posso dire che i nostri centrali sono bravi tatticamente e fisicamente ma non sono eccelsi nella velocità’…
    credo che tutto questo sia innegabile… come innegabile sia il fatto che il buon gigi ha tolto il giocatore che meglio interpreta in questo momento la fase offensiva (nocciolini) per mettere garufo che non ha mai passato la metà campo, posso dire che dal quel momento in parma ha rischiato il pareggio diverse volte, posso dire che giorgino pur impegnandosi non è dal lega pro, posso dire che simonetti ha poco a che fare con una squadra che vuole vincere il campionato…. mi chiedo come mai gente come guazzo miglietta melandri benassi che hanno giocato già la lega pro vengano utilizzati sempre negli ultimi 10 mimuti, mi chiedo ma se nocciolini avesse avuto la febbre nella trasferta di pordenone di cosa staremmo parlando adesso???
    Nessuno vuole fare il maestro ma quando i cambi fatti da colui che dovrebbe dare una svolta alla squadra, sono quasi sempre peggiorativi una qualche domanda bisogna farsela… poi possiamo continuare a volerci bene ma credo che a maggio sara’ il male di tutti…..

  • 26 Settembre 2016 in 11:41
    Permalink

    …io penso non tanto che i tifosi abbiano dato un etichetta o meno ma che Apolloni se la sia guadagnata malamente…
    è un allenatore che ha avuto pochi risultati positivi in carriera..spesso esonerato dopo poche partite…
    …è testone e cocciuto nel suo modo di essere e se alla fine avrà ragione tutti lo osanneremo…ma per ora sta faticando davvero…
    con la squadra che ha non può permettersi di chiudersi a riccio facendo giocare Nocciolini come terzino in fase difensiva dopo pochi minuti che è iniziata la partita e rischiando nelle prime azioni dell’Albinoleffe 5azioni da gol fermate per offside….non puoi permetterti di subire gli avversa per tutti gli ultimi 15minuti perchè devi difendere l 1-0…soprattutto se giochi in casa..io sinceramente come altri sabato sera abbiamo rivissuto la stessa partita giocata contro il venezia e fortunatamente gli avversari erano di basso calibro…
    forse Apolloni dovrebbe dare più ascolto alle critiche ed essere più umile…

  • 26 Settembre 2016 in 13:40
    Permalink

    davvero singolare sta storia di coverciano,stai a vedere che in 43 anni di stadio non mi son reso conto che in realta’ giocavano a boccette,comunque visto che pago, permettetemi di dire se lo spettacolo e’ stato di mio gradimento,il cliente ha sempre ragione

  • 26 Settembre 2016 in 13:42
    Permalink

    Siamo un po’ migliorati, forse anche grazie a una miglior condizione fisica. Tuttavia, molto resta ancora da fare. Molto dipende da un 3-5-2 troppo difensivo.

  • 26 Settembre 2016 in 14:27
    Permalink

    Il problema è che se vogliamo giocare con il 352 deve sempre esserci in campo uno tra nocciolini o melandri su una fascia e uno tra nunzella e garuffo sull’altra, altrimenti non abbiamo nessuno dei 2 che spinga e veniamo schiacciati nella nostra metà campo. Puoi permetterti i 2 terzini come esterni se stai vincendo 2-0 o più a 10 minuti dalla fine ma se li metti a 40 minuti dalla fine come è successo con il venezia rischi di prenderla in quel posto.

    E comunque con gli uomini che ha a disposizione(e questo di certo non è colpa sua, ma di qualcun’altro), soprattutto adesso che ha perso coly per un paio di mesi, il modulo più idoneo è un 442 con Nunzella e Garuffo terzini. Melandri,Nocciolini,Ricci,Mazzocchi,Messina a giocarsi i 2 posti di esterni del centrocampo.
    La spina dorsale della squadra è già delineata (Lucarelli, Canini, Corapi, Scavone, Evacuo, Calaio).

    Con questi dovremo cercare di rimanere il più possibile agganciati al gruppo di testa aspettando gennaio per poi intervenire sul mercato per coprire le lacune lasciate scoperte quest’estate. Se si sceglie il 442 come modulo il primo acquisto da fare è lésterno sinistro di centrocampo. Poi un bel centrocampista in grado di non far sentire la differenza tra i 2 titolari e le riserve.

    Miglietta,Baraye,Guazzo dovrebbero partire.

  • 26 Settembre 2016 in 14:28
    Permalink

    Sinceramente mi dispiace che l’autore dell’articolo abbia così poca considerazione dell’opinione dei lettori del forum, perchè se lui è riuscito a vedere qualcosa di buono in quello che fino ad ora il mister ci ha fatto vedere, beh…beato lui. Sabato personalmente di buono ho visto solo il risultato e parte del secondo tempo. Come i più hanno fatto fatto notare, per certi versi mi ha ricordato molto pa partita casalinga col Venezia, dove nell’ultima parte abbiamo pensato solo a difendere oltrepassando raramente la metà campo, dove i centrocampisti giocavano sempre dietro la linea del pallone e sovente sulla linea dei difensori, lasciando gli attaccanti isolati nel deserto della zona offensiva. Poi per carità, lungi da me considerarmi uno dei tanti Mourinho, ma sinceramente basta tenere gli occhi aperti per vedere certe cose. Per esempio l’ennesimo primo tempo regalato agli avversari, dove di gioco, e non dico di bel gioco, ma di gioco se è visto davvero poco. Sinceramente mi annoio molto a vedere giocare il Parma quest’anno, ma se vinciamo va bene così, ma è in dubbio che il nostro allenatore non sia ancora riuscito a mettere in campo una squadra in grado di dare certezze a noi tifosi, ma tutt’altro…la paura di prendere gol sopratutto nella parte finale delle partite è sempre presente. Poi fortunatamente (a parte col Venezia ovviamente) fino ad ora c’è sempre andata bene. I cambi dire che sono tardivi è poco e prima di sostituire un giocatore lascia che muoia in campo.
    Neppure io sono mai andato a Coverciano caro Russo, ma la considerazione di chi non la pensa come lei penso che non debba mai mancare. Il calcio è molto semplice da capire per tutti.

    • 26 Settembre 2016 in 16:22
      Permalink

      Ho molta considerazione dell’opinione di chi ha voglia di leggermi, altrimenti non mi produrrei in un esercizio del genere. Non ho mai visto qualcuno che opera in questo settore, scrivere solo per sé stesso, ma sempre per condividere insieme agli altri il suo punto di vista. In questo caso ho utilizzato lo spazio che qualche anno fa mi è stato offerto a mo’ di palestra in cui allenare la mia passione per la scrittura nel tentativo di offire ad Apolloni e alla squadra una carezza dopo che han passato le ultime settimane a incassare solo ceffoni.

  • 26 Settembre 2016 in 17:29
    Permalink

    E continuerà ad incassarne,come ritengo giusto che sia, fino a quando riuscirà a dare una parvenza di gioco alla squadra, perchè le partite non si vincono solo con le giocate dei singoli ma ci deve essere una solida base per poterla spuntare alla lunga. Quindi il signor Apolloni è giusto che si prenda le sue critiche dato che fa parte del suo mestiere e se ha le spalle abbastanza larghe le saprà anche superare incassare e chissà che da qualche critica non possa trarre spunti preziosi per migliorarsi, perchè penso ne abbia molto bisogno.
    Personalmente anche se siamo a 3 punti dalla prima non mi ritengo soddisfatto da ciò che ho visto in campo, non tanto per il rendimento dei giocatori, che obiettivamente vedo impegnarsi tantissimo, ma il più delle volte sembra non sappiano cosa fare in campo, e l’allenatore non sembra riuscire mai riuscire ad aiutare la squadra a partita in corso. Spero che da qui in avanti il mister mi smentisca, ma nutro sinceramente molti dubbi sulle sue capacità se mi devo basare su quello che si è visto fino ad ora.

  • 26 Settembre 2016 in 18:00
    Permalink

    Apolloni non ha mai brillato come tecnico se no evidentemente non l’avremmo preso dal Lentigione dove era stao chiamato da un patron amico per un onesto campionato da metà classifica. Questo penso sia palese, così come è palese che l’anno passato il divario tra noi e i nostri competitors era talmente marcato che anche mia nonna avrebbe vinto il campionato. Nè mi risulta che Apolloni abbia un curruculum talmente vincente da potersi considerare immune da critiche (viene pernacchiato Conte tanto per dirne una), nè che sia un innovatore o un santone. Fatte queste premesse (doverose), l’onesto Apolloni, pur non venendo dalla scuola di Bobby Robson ha però ricevuto dall’area tecnica una squadra a detta di tutti gli addetti ai lavori da Aosta a Filicudi incompleta nel reparto nevralgico. Cosa per altro onestamente confessata anche dal meno scafato del duo, ovvero il modesto Galassi, che poveretto ingenuamente a luglio parlava di mezzali da prendere entro ferragosto, salvo lasciare spazio alla comunicazione del collega più avvezzo alle telecamere e microfoni (d’altra parte lo fa come secondo mestiere). Collega che dichiarava di avere chiuso un grande mercato. Il povero Apolloni quindi, sicuramente non il primo della classe, ma nemmeno il secondo, si trova tra le mani una squadra diciamo “fortina”,. non fortissima e incompleta. E li casca l’asino. Se faccio un grandissimo mercato va bene anche il tecnico “onesto”, se faccio un mercato incompleto ci vorrebbe il tecnico fenomeno. Cosa che oggettivamente Apolloni non è. Quindi caro Minotti la colpa del gioco scarso è la tua.

  • 26 Settembre 2016 in 18:04
    Permalink

    Perchè onestamente non possiamo pretendere da Apolloni quello che Apollini non può dare. Apolloni vince e convince se gli dai una squadra nettamente più forte delle altre, se no si arrabatta. Gli hanno dato una squadra diciamo del livello di altre 4 o 5 e infatti è 4 o 5.

  • 27 Settembre 2016 in 08:48
    Permalink

    Sai cosa Davide? Che molti addetti ai lavori dicono che il Parma è una “corazzata”, tu sostieni che sia “fortino”. Dove sta la verità?
    A me l’impressione che mi ha dato nel primo tempo con il Venezia dove abbiamo stra dominato con la capolista è stata che abbiamo effettivamente una “corazzata”, una spanna sopra gli altri.
    Il problema diventa però che il manico non è proprio quello adatto, perchè si è visto che in condizioni ideali la squadra rende, ma quando l’allenatore comincia a scazzare la formazione iniziale e pure cambi a partita in corso, beh li diventiamo “fortini” e forse anche “balordini”.
    Certo come dici tu il problema del centrocampo è oggettivo, ma nel complesso un allenatore con la A maiuscola riuscirebbe a supplire a ciò…ma noi abbiamo Gigi…tant’è

  • 27 Settembre 2016 in 09:24
    Permalink

    basta sentire calaio’ che il massimo che riesce a dire su apolloni e’ ALLENATORE PRUDENTE che non e’ certo un complimneto per uno che allena la squadra favorita nel campionato ovvero l antitesi della mentalita’ vincente !!!!!!!!!! innutile negarlo e’ inadeguato per una squadra che vuole vincere d altronde la sua carriera fatta di esoneri dopo modena la dice lunga ………se poi adesso perde anche di umilta’ (ho sentito nelle interviste con ampollini ) allora siamo alla frutta
    Innitile difenderlo il parma non ha gioco e non e’ organizzato per dire il pordenone pur nella pochezza tecnica vedi che l a squadra ha un gioco ed e’ organizzata il parma no vive solo sull assolo ora di calaio opra di evacuo non ha gioco ha l idee confuse apolloni sul modulo sui cambi su tutto poi cosa vuoi alle volte per caso ci si azzecca ma non e’ un allenaotre vincente e vedrete dopo parma che carriera’ fara’ tornera nei dilettanti

  • 27 Settembre 2016 in 10:26
    Permalink

    La dimostrazione poi che non ha ancora dato un gioco alla squadra, sta nel fatto che fino ad ora hanno segnato solo le punte.
    Sintomo questo che che i centrocampisti pensano più a coprire(molto male e molto bassi) che a proporsi in avanti. Dopo sei giornate nemmeno un gol di un centrocampista o di un difensore?Vi sembra normale?A me no….

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI