CARMINA PARMA di Luca Savarese / CALAIO’ FA IL GUTTUSO E TRASFORMA LA SOFFERTA TELA DUCALE IN UN PICCOLO CAPOLAVORO

(Luca Savarese, video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913) – Alla fine il Parma esce dallo stadio Raffaele Mancini con i tre punti, portati a casa grazie ad una nuova perla, la quinta, di Emanuele Calaiò, un lusso per la categoria. Come se una classe del liceo avesse Giorgio Bocca come professore d’italiano, come se aspiranti cuochi fossero in squadra con lo chef Antonino Cannavacciuolo, come se nella partitella al parco ad un certo punto spuntasse lui, quello scafato che sa come si gioca al pallone e ci mettesse due secondi, masticando gomma americana, per mostrarlo. Entra come Nottola di Minerva sulla partita e la graffia, di capoccia, come un leone mattiniero. Ecco l’essenza distillata dei grandi giocatori: possono fare anche cinque minuti ,ma te li moltiplicano di godimento, trasfigurandoli, in un un tempo tendenzialmente infinito. Non che fosse brutto il quadro generale prima del suo ingresso, al minuto 74, ma mancava qualcosa: i pennelli in campo correvano avanti e indietro in cerca del tocco risolutore, della pennellata vincente; ma niente, mica la si trovava. Bravo Apolloni a capirlo e ad inserire il pittore Calaiò. Solo lui poteva infatti dare alla tela, en plain air sul prato di Fano, il disegno decisivo, l’ultimo colore azzeccato. E così la forza vitale che trasudava dalle opere del suo concittadino Renato Guttuso, si è inserita, puntuale, nel centro dell’attacco parmense, creando, con la complicità di una palla con tutti i giri giusti scolpita dallo scultore scelto Corapi, un gol in zona Cesarini (che pure si chiamava Renato ed era marchigiano).

Cala il sipario? Rete al tramonto? La critica ancora si divide sulla titolazione del capolavoro. Quel che è certo, è che senza di esso, il Parma a Fano non avrebbe vinto e sarebbe stato aspirato da un altra tela in bianco e nero, sostanzialmente anonima e, come ce ne sono tante. Ecco cosa può realizzare, chi ha frequentato la pinacoteca della serie A, nelle botteghe della Lega Pro.
L’inizio, però, più che un’ora di arte sembrava di assistere ad una lezione di geometria, dove le figure piuttosto precise nei rapporti, uscivano fuori dai ragazzi di mister Cusatis, che con le scorribande dell’intraprendente numero 7 Umberto Cazzola mettevano in ambasce la fascia sinistra ducale. Parma contratto, attendista ed anche molto nervoso, come dimostrano i tre gialli colti da Baraye, Evacuo e Nocciolini. Il senegalese fermava con un’entrata troppo vigorosa un’azione marchigiana, il bomber di Pompei imitava la mano de Dios e con le cinque dita aggiustava un cross di Nunzella, infine l’attaccante toscano faceva sentire i tacchetti ad inizio ripresa. Va bene la foga ma bisogna anche controllarla ed occhio alle furbizie, gli arbitri non sono mica stupidi.

lancio-maglie-fano-parmaIl Parma ha saputo tener botta e soffrire insieme senza sfilacciarsi in inutili egoismi. Quando questa sembrava essere l’antifona alla gara è arrivata la testa, dolce, dell’Arciere. A volte la differenza tra una normale e sofferta amministrazione ed un piccolo capolavoro è sottile; devi avere gente in grado di farla, insomma uno bravo ad essere sia giocatore che pittore, in una sola parola, anzi due, Emanuele Calaiò. Luca Savarese, video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913)

3 pensieri riguardo “CARMINA PARMA di Luca Savarese / CALAIO’ FA IL GUTTUSO E TRASFORMA LA SOFFERTA TELA DUCALE IN UN PICCOLO CAPOLAVORO

  • 30 Ottobre 2016 in 19:35
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    Guttuso dipingeva molto meglio, Gattuso invece ci metteva l’anima, nessuna analogia

  • 31 Ottobre 2016 in 00:55
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    Ultime 3 partite giocate contro le ultime 3:

    -Forlì-Parma 3-5: partita fantozziana contro la peggior squadra del girone. Abbiamo vinto dopo essere stati due volte in svantaggio;

    -Parma-Mantova 1-0: gol su rimpallo. Per il resto il Mantova ci ha dominato in casa;

    -Fano-Parma 0-1: partita da 0-0 risolta dalla zampata di un campione.

    Cosa succederà quando affronteremo squadre molto più forti?

  • 31 Ottobre 2016 in 17:21
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    Meglio non pensarci…

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