CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / GIGI APOLLONI, VINCENTE D’INSUCCESSO. LA FUGA DALLA VITTORIA DEI CIOCOLATE’

(Gianni Barone) – Ci sono tanti modi per riuscire a vincere, di sicuro ottenere delle vittorie è complicato e difficile, ma non diciamolo al tecnico del Torino Mihajlovic perché lui, con il classico accento slavo a metà tra quello di Boskov e quello di Kusturica, risponderebbe “Difficile è alzarsi alle quattro della mattina per andare a lavorare … miniera, non certo vincere partite di calcio”. Come non dare retta al caro, vecchio Sinisa, però ottenere vittorie nel girone in cui milita il Parma, non è mai facile e banale farlo, soprattutto quando non si gioca bene (e ci risiamo cosa vorrà mai dire??? Ma una spiegazione Pasquale Marino del Frosinone è riuscito a fornirla), quando non si riesce mai a tirare in porta, obietterebbe la critica levantina, più che mai in auge dalle nostre parti, ultimamente, quando si tratta di commentare le prestazioni del PARMA di Apolloni.

Ci sono tante maniere per vincere, e il Parma ha scelto, nelle ultime tre gare, quella meno spettacolare, la più breve, la più ovvia, quella che ha meno successo o appeal. Altri scelgono quella della forza, vedi, stando ai titoli, Alessandria nel girone A, che va avanti tritando qualsiasi avversario si presenti al suo cospetto, e non importa se prima del 5-2 finale si era fatto rimontare due gol dal Siena, nessuna critica nei suoi confronti al contrario di quello che era successo al Parma a Forlì. Altri ancora, vedi i perdenti di successo alla Zeman o alla Marino scelgono la via del gioco. Ma quest’ultima via è adottata solo da una minima parte di squadre che sono in testa ai campionati, perché, dalla A alla D, è difficile individuare squadre capaci di ottenere ottimi risultati esibendo, nel contempo, un gioco spumeggiante (chiamato Champagne ai tempi di Maifredi, non certo quelli juventini).

Ci sono le eccezioni estetiche del calcio manovrato (palla a terra partendo dalla difesa, MARINO docet) che vincono partite e qualche campionato (forse), ma il più delle volte raccolgono sconfitte ed esoneri a ripetizione proprio a causa della mancanza di continuità dei risultati nonostante il bel gioco esibito.

Ci si lamenta del poco gioco, però qualcuno definisce il girone del Parma dominato dall’incertezza, che non è una cosa cattiva in termini di spettacolo. Allora mettiamoci d’accordo meglio vincere 5-0 sempre, dominando e annoiarsi oppure cercare di vincere, in maniera cinica, 1-0 com’è successo al Parma a Fano, e annoiarsi ugualmente? Tra le due noie qual è preferibile?

Però stiamo sviando il discorso: ma agli allenatori, oltre ai numeri dei sistemi di gioco, comincia a dar fastidio anche questo discorso sul bel gioco che manca alle squadre nonostante i risultati positivi ottenuti. Da Allegri della Juve in A fino a Zattarin, primo in D con il suo Lentigione (con quattro punti di vantaggio, complimenti), abbiamo udito gli stessi concetti e le stesse considerazioni e cioè meglio vincere che giocare bene perdendo. Estremizzando, il discorso porterebbe a dire che delle belle prestazioni non sanno cosa farsene se non arrivano i punti.

Il Napoli di Sarri gioca bene ma perde, stessa cosa per il Pescara di Oddo o il Crotone di Nicola, a volte il bel gioco potrebbe anche pagare, però una squadra, raramente, riesce ad esprimerlo nell’arco dell’intero campionato, quando per raggiungere gli obiettivi, invece, occorrerebbe rinunciare alla bellezza in luogo di sano, utilitaristico ed impopolare cinismo.

Ci si accontenta, com’è il caso del PARMA e del suo allenatore di essere definiti “Vincenti d’insuccesso” piuttosto di perdenti, ma portatori di bel gioco d’ammirare. Riuscire a divertirsi e a divertire tutti (Ciocolatè) è impossibile in quanto molti sembrano impegnati a tirarsi, aldilà dei giudizi, fuori e a tentare un sorta di fuga non per la vittoria, ma dalla vittoria. Se solo il PARMA perdesse sarebbe tutto più facile e le critiche non perderebbero autorevolezza, ma, al momento non è così, il vincente Apolloni continua a non avere successo e, forse, sarà ancora così per molto o fino alla fine.

Intanto i miei maestri Sandreani e Lazaroni, mi suggeriscono che il Parma, una volta ottenuta la compattezza nella fase difensiva (zero goal subiti nelle ultime due gare), dovrebbe lavorare di più e meglio nella fase offensiva, perché se il centrocampo non riesce ad impostare è dovuto al fatto che, in avanti, i movimenti non sono coordinati o sono del tutto inesistenti (il famoso scaglionamento). Nelle ultime tre gare tre diverse coppie d’attacco, Guazzo e Calaiò a Forlì, Melandri e Calaiò col Mantova e Baraye ed Evacuo a Fano. E Nocciolini, esterno non soddisfatto a Fano. Non è però solo questioni di uomini o scelte e se a Fano, abbiamo sentito che qualcuno gridava “Ciccio scivola”, per Ciccio non s’intendeva Ingrassia, ma Corapi e a parlare non era Franco Franchi, ma Apolloni, vorremmo nelle sentire, sempre dal tecnico del Parma, frasi del tipo Felice incrocia” o “Emanuele taglia”. E in questo modo la teoria di Marino sul gioco condotto palla a terra risulterebbe in qualche modo soddisfatta. O no ? Eh? O no? Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

6 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / GIGI APOLLONI, VINCENTE D’INSUCCESSO. LA FUGA DALLA VITTORIA DEI CIOCOLATE’

  • 31 Ottobre 2016 in 22:50
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    Mettiamoci d’accordo. Son meglio i cross tesi dalla linea di fondo (che i difensori fan fatica a respingere e il portiere a intercettare) piuttosto che i cross molli da metà campo (che si può studiare la traiettoria e intervenire con comodo).
    Son meglio le triangolazioni veloci al limite dell’area ( con passaggio filtrante che mette l’uomo davanti al portiere) piuttosto che i lanci lunghi dalle retrovie (che se poi se li aspettano diventa piùvsemplice anticiparli).
    Ma di uno e dellaltro ne abbiam visto uno col Fano e uno col Mantova e ci han valso due goal e sei punti.
    Di conseguenza consiglio più cross dal fondo e più triangolazioni con passaggio filtrante.
    Alla fine è tutto semplice. Dimenticavo. Per fare gol è preferibile tirare in porta. Di testa o di piede (va bene anche di ginocchiobdi stinco e di nuca, raramente si segna con la mano) ma sostengo che tirare in porta è un ottimo metodo per pervenire alla segnatura.
    Sono felice di poter dare buoni consigli alla squadra e so che capiranno l’importanza di seguire i dettami tecnici testé enunciati.

  • 31 Ottobre 2016 in 23:25
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    Quoto il gallo di castione il mihliore chisro lucifo lampante

  • 1 Novembre 2016 in 00:18
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    Apolloni ama il 3-5-2? Bene, ma che almeno si provi Mazzocchi a destra, Simonetti al centro e Baraye in attacco.

  • 1 Novembre 2016 in 08:09
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    Antonello, metà mej chi did lì

    • 1 Novembre 2016 in 16:52
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      era poco lucido…..e’ lampante

  • 1 Novembre 2016 in 10:05
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    ma dai ancora con sta storia,mo basta,siamo inguardabili.
    siamo una squadra che gioca in terza serie con calciatori piu’ o meno integri messi in campo senza una logica e un domani,e dulcis in fundo i nostri avversari sono spesso squadre di quarta serie ripescate.
    tira fuori ancora il napoli che gioca bene ma perde ahahaha,la juve gioca meglio e vince allora ,mo di lavor compagni

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