IL COLUMNIST / COMPLETEZZA, QUESTA SCONOSCIUTA

(Luca Russo) – Completezza, questa sconosciuta. Se seguissimo con più attenzione e interesse gli sviluppi della massima serie, ci renderemmo conto che non c’è una sola grande formazione di A alla quale non manchi qualcosa per definirsi compiuta. La Juventus è alla perenne ricerca di un metronomo che renda più scorrevole e cadenzata l’impostazione della manovra. Né Hernanes né Lemina vengono considerati adatti allo scopo, sebbene il brasiliano sia riuscito a contenere i danni nel minuto in cui gli è stata affidata la cabina di regia. Nemmeno Pjanic ha dato risposte confortanti in tal senso: il bosniaco distribuisce qualità e pennella giocate di spessore se utilizzato da mezzala o dietro le due punte, ma la gestione del ritmo è un’arte che non ha ancora imparato. Anche alla Roma hanno un problema simile. E infatti Spalletti si è limitato ad aggirare l’ostacolo, non a superarlo, delegando la ricerca della porta avversaria agli affondi in velocità e in contropiede dei suoi uomini di fascia, Salah da un lato e Perotti dall’altro. In riva all’Arno, laddove l’incantesimo Sousa pare sia svanito con l’avvio della sua seconda stagione sulla panchina della Fiorentina, oltre a un tessitore di gioco – ruolo che non può essere affidato a Borja Valero, più efficace se galleggia tra le linee sulla trequarti – si cerca pure un attaccante che abbia maggiore familiarità col gol. Kalinic non è più il centravanti di razza dell’anno passato (e forse non lo è mai stato), Babacar non riesce a togliersi di dosso l’etichetta di eterna promessa e Zarate, per quanto stia avvicinandosi a piccoli passi ad una condizione fisica perlomeno decente, non ha ancora metabolizzato a dovere i problemi di salute della moglie, per cui mentalmente non può dirsi libero e sereno. Centravanti col fiuto della rete che manca anche al Napoli. Sì, loro avrebbero Milik, infortunatosi gravemente con la maglia della propria nazionale, ma dell’assenza di un attaccante di scorta in grado di trovare la via dell’esultanza con la stessa regolarità del titolare o dell’ex Higuain se ne discuteva ben prima del guaio occorso al polacco, dato che Gabbiadini viene ritenuto più seconda punta che finalizzatore in senso stretto. Per ora Sarri pare voglia arrangiarsi impiegando Mertens nella posizione di falso nove. Soluzione che può essere valida per gestire un’emergenza momentanea, non una carenza strutturale nel lungo periodo. Partenopei ai quali farebbe un gran comodo pure un difensore centrale, dato che Koulibaly, tutt’altro che impeccabile sabato scorso nel big match contro la Roma, prima o poi dovrà giocoforza rientrare in officina per sottoporsi a un tagliando. La Lazio, invece, in difesa e in avanti è a posto, tuttavia sconta la mancanza di un uomo che non faccia rimpiangere Biglia, fermo in infermeria per un problema di natura muscolare. Cataldi potrà bastare fino al rientro dell’argentino? All’Inter se la passano decisamente peggio. Si è a caccia di un difensore centrale affidabile almeno quanto Miranda, perché i passaggi a vuoto di Murillo son diventati troppo frequenti. Il rendimento di Banega è stato assai altalenante: come Borja Valero della Fiorentina, diventa immarcabile se lasciato libero di scorrazzare tra le linee e ricamare per Icardi, lo si deprime se gli si chiede di armonizzare la manovra. Tanto per capirci, anche ai nerazzurri servirebbe un regista, in attesa di capire cosa farà da grande Kondogbia. Quella messa complessivamente meglio delle sue concorrenti per un posto in Europa, inaspettatamente è il Milan. Il paradosso è lampante: una squadra priva di una panchina profonda e di ricambi all’altezza dei titolari; che si è dovuta reinventare in difesa; che a lungo dovrà fare a meno di Montolivo; e che dal mercato (low cost) ha ricevuto solamente giocatori buoni per allungare l’elenco delle riserve, si è issata al secondo posto della classifica a sole cinque lunghezze dai campioni d’Italia in carica. E qui il merito è del manico. Montella ha riciclato, rigenerandolo, ciò che già era in suo possesso. Paletta e Bacca, che han passato l’estate con la valigia pronta sul letto, sono diventati i testimonial del rinascimento rossonero. A Niang è stato detto che è centrale nel progetto milanista, con conseguenze positive sullo stato d’animo dell’attaccante esterno francese, mai così concentrato e disponibile al sacrificio e alla partecipazione come quest’anno. L’infortunio di Montolivo è stato affrontato non annunciando l’immediato ricorso al mercato, ma affidando le chiavi del centrocampo al giovane Locatelli, al quale il tecnico ha chiesto un impatto soft sulla squadra e suggerito di limitarsi a fare cose semplici e riservare particolare attenzione alla fase di non possesso. Col risultato che il mediano nativo di Lecco col Chievo non ci ha fatto stropicciare gli occhi, però ha distribuito certezze ai suoi compagni, dandogli più ordine ed equilibrio. Di cui ha beneficiato lo slovacco Kucka – altro elemento destinato all’anonimato e ora rifiorito grazie alla cura Montella – che adesso può finalmente occuparsi corpo e anima all’interdizione, senza però rinunciare di tanto in tanto a qualche licenza poetica, tipo il missile terra-aria che domenica scorsa a momenti buttava già la porta difesa da Sorrentino. Nel complesso l’Aeroplanino non ha valorizzato gli ultimi arrivati, scelta logica dal momento che il mercato del Diavolo non si è meritato nemmeno una sufficienza stiracchiata in pagella, ma ha preferito impiegare meglio (ovvero diversamente) gli elementi della vecchia guardia. E per farlo non ha avuto paura di snaturare il suo gioco, piegando le proprie idee alle esigenze di classifica. Il Milan di Vincenzino ha ben poco, se non addirittura nulla, della Fiorentina di Vincenzino. Tanto abbottonati e controllati sono i rossoneri di oggi, quanto offensivi e spavaldi erano i toscani di ieri. Segno, questo, di profonda ed estrema intelligenza tattica da parte del tecnico campano. Ed è proprio l’esempio del Milan che dovrebbe indurre i tifosi e certi giornalisti parmigiani ad essere meno critici rispetto all’operato del direttore sportivo Crociato Galassi. Se anche in Serie A è pieno di formazioni incomplete, non si vede perché altrettanta incompletezza, ammesso che di incompletezza si tratti, non debba essere perdonata a una compagine di Lega Pro. Peraltro, il lavoro del nostro D.S. in sede di allestimento della rosa è da benedire con una votazione tendente all’alto. Ok, probabilmente al momento ci mancano un difensore centrale più continuo di quelli attualmente a nostra disposizione e un mediano in grado di dirigere il traffico meglio di Corapi. Però va anche aggiunto che la rosa di cui disponiamo è così lunga da consentire al tecnico Apolloni di trovare soluzioni simili a quelle escogitate da Montella al Milan. Badate bene: non si pretende che l’allenatore laziale tradisca il suo credo sull’altare dei risultati, ma che molto più semplicemente semini un atteggiamento e costruisca alternative tattiche che favoriscano un impiego migliore e possibilmente differente da quello attuale degli elementi che già vestono la casacca gialloblu. Compito che è nelle sue corde, senza alcun dubbio. Non serve, per capirci, che il club faccia shopping a gennaio. Ne abbiamo dibattuto un paio di giorni fa. Visto che la difesa non è solida, affidabile e impenetrabile come vorremmo, si alzi il baricentro della squadra, la si metta nella condizione di tener la palla più degli avversari, così da fare in modo che il reparto arretrato difenda meglio e il meno possibile. E considerato che Corapi va in affanno se chiamato a dettare i tempi della manovra quando la squadra è allungata, si accorcino sensibilmente le distanze tra i reparti, così che il mediano calabrese non sia costretto a distribuire la palla per mezzo di passaggi ad alto coefficiente di difficoltà. Spesso la duttilità e l’inventiva pagano più di un portafoglio bello gonfio. Suvvia, dal momento che il frigo di casa nostra è abbastanza pieno di provviste, perché andare a fare la spesa al mercato? Luca Russo

20 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / COMPLETEZZA, QUESTA SCONOSCIUTA

  • 19 Ottobre 2016 in 19:59
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    Varo Luca Russo il fatto che a noi non manca solo una cosa ma mancano molte cose.
    Una difesa non gruviera
    Un metronomo
    Concentrazione
    Voglia di giocare
    Voglia di sudare
    Voglia di pressare
    Voglia di stupire
    Appetito ( non abbiamo fame)
    e tante altre cose che non sto qui ad elencare per non tediarti
    e un inno rok che pungoli la squadra quandro entra in campo deconcentrata

  • 19 Ottobre 2016 in 20:54
    Permalink

    Ho letto sul web che il comune ha concesso in affitto per 8 anni
    lo stadio al nostro Parma.
    Ringrazio la società.

    Aspetto conferma. Grazie

    • 20 Ottobre 2016 in 01:12
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      Il comune ha emesso un bando (atteso da mesi).

      La notizia uscita su Repubblica inizialmente e poi ribattuta da altri che lo stadio era già stato concesso al Parma non era esatta poi è stata successivamente corretta.

  • 19 Ottobre 2016 in 21:15
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    Lo stadiobin affitto e un ottima notizia ora l ennio deve essere un fortino rovente untimamente vincono in troppi

  • 19 Ottobre 2016 in 21:20
    Permalink

    Secndo me anche il problema portiere va chiarito ecin modo rapido si diceva da mettere vicino a zommers un secondo affidabile un alterego possibile titolare poiche kristops si assenta con la nazionale ma coric e un secondo affidabile?lo stesso zommers non mi convince completamente un po a sentito il passaggio di categoria

  • 19 Ottobre 2016 in 21:46
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    Zomers mon ti convince?
    Ma che devecfare quel povero cristo, pararti un meteorite?

  • 19 Ottobre 2016 in 23:36
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    Per me, la squadra è pure completa, anzi. Ci vorrebbe qualche esubero. Il problema resta sempre il manico.

  • 20 Ottobre 2016 in 09:02
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    Secondo me invece , a gennaio prenderanno un ” medianaccio” esperto, tuttofare, militesente, brutta presenza, rognoso e “cattivo”, automunito, termoautonomo, uso “sbroccamento” di tutto ciò che passa dalle parti del centrocampo con immediata riacquisizione della palla e successivo rapido ripristino della nostra azione offensiva: tanto per capirci una via di mezzo tra Corapi & Giorgino con una stazza tipo Benassi , ergo, tosto e codigno quanto basta.

  • 20 Ottobre 2016 in 09:23
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    Per i tifosi so che non è un problema nè un argomento che godono molto ma ora, alla luce dell’ ” infortunio” del ragazzo in prova , non tesserato), ma in via di esserlo, x la società si pone il quesito / “obbligo” morale ??
    di tesserarlo comunque ?
    di curarlo , ovviamente !!
    e, forse, di non venire meno, “nel qual caso fosse stato fatto”, alle parole spese nei confronti del calciatore…
    ..
    mi metto sia nei panni dell’atleta che in quelli della società, entrambi sono di fronte a un caso atipico dove un infortunio avvenuto graverebbe in modo pesante su entrambe le parti ..
    credo che comunque, se avessero raggiunto anche solo accordi verbali, il ragazzo verrà tesserato, giusto per confermare correttezza e coerenza da parte di una società seria, solida e coscienziosa …
    lo auspico …poi, a gennaio si vedrà…

    • 20 Ottobre 2016 in 13:17
      Permalink

      Io non credo proprio che il Parma debba per forza tesserarlo per “obblighi morali”…se accordi verbali ci sono stati questi sono comunque vincolati all’integrita’ fisica del giocatore! Penso fosse chiaro a tutti! È dispiace a tutti ma se si è fatto male appena prima di essere tesserato non ci si può fare niente! Non siamo nella posizione di poterci permettere uno slot over occupato da un giocatore infortunato!

  • 20 Ottobre 2016 in 09:30
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    “Ed è proprio l’esempio del Milan che dovrebbe indurre i tifosi e certi giornalisti parmigiani ad essere meno critici rispetto all’operato del direttore sportivo Crociato Galassi.”
    Mi permetto ma questa è davvero troppo. A parte che si vedrà a fine anno dove sarà il Milan, che penso sia solo un fuoco di paglia avendo una rosa inadeguata e poi come si fa a paragonare la serie A con la Lega Pro. Se il Milan non compra, male che vada non va in Europa, non rischia cmq la retrocessione. E a gennaio i cinesi buttano dentro della pila per rinforzare la rosa.Se Galassi (e Minotti), che solo lei e tutta la stampa prostrata celebra, canna qui non si va in serie B con conseguenze non trascurabili. Mi sembra un tantino diversi gli scenari..e non mi risulta qui siano in arrivo centinaia di milioni cinesi, al più qualche carneade in prova.
    Ma le faccio una domanda. Siccome G&M hanno lavorato da dio e hanno messo su una rosa top, mi spiega cosa ci voleva allora a completarla e togliersi anche questo piccolo problema della incompletezza?

    • 20 Ottobre 2016 in 10:13
      Permalink

      ragionamento sconnesso.

      Il Milan male che vada non va in Europa
      Ma cosa scrivi? Ma riesci solo ad immaginare che riflesso abbia sui bilanci la partecipazione alla Champions League? Sicuramente almeno paragonabili, in proporzione, ad una promozione del Parma.

      non rischia comunque la retrocessione?
      altra perla. Per questo neanche noi; almeno questo spero sia un dettaglio condiviso

      Capisco il desiderio di dimostrarsi sempre contro, ma cerca di supportare questo tuo protagonismo con idee più chiare.

    • 20 Ottobre 2016 in 15:29
      Permalink

      Caro lettore Davide, lei crede davvero che andare sul mercato a gennaio a far man bassa di calciatori ci dia la garanzia d’essere promossi in B a fine stagione? Ci si potrebbe provare, se il Parma non avesse deciso un anno e mezzo fa di sposare una filosofia gestionale diversa da quella che governa le scelte di altri club, ma non è detto che una tale mossa porti alla risoluzione dei nostri guai. Ripeto: il Parma Calcio 1913 è diverso da quei club che esonerano il tecnico o rivoluzionano la rosa nel bel mezzo del campionato. Scordatevi iniziative del genere. Detto questo, continuo ad essere convinto che Apolloni possa far meglio e spremere più successi coi giocatori che già sono a nostra disposizione. Delle volte per risolvere un problema basta osservarlo da un’altra prospettiva.

      • 21 Ottobre 2016 in 09:42
        Permalink

        Infatti la rosa non va sconvolta a Gennaio. Semplicemente andava completata in agosto, cosa che non è stato fatto.

  • 20 Ottobre 2016 in 10:12
    Permalink

    Cerco che l’infortunio di Cà è davvero una barzelletta..

  • 20 Ottobre 2016 in 10:17
    Permalink

    Sig. Luca buongiorno,

    in merito all’affitto del Tardini,
    proprio ora ho letto sul web e precisamente
    sulla pagina: “il Caffè quotidiano”:
    Tardini e Parma Calcio: un contratto suggella altri otto anni d’amore.
    “La durata della concessione è stabilita in anni otto a decorrere dalla data di sottoscrizione del contratto. La concessione non è rinnovabile. Alla scadenza della concessione lo stadio e tutti gli spazi ed aree di pertinenze come sopra indicate dovranno essere riconsegnate in stato di efficienza, salvo il normale degrado d’uso” stabilisce la partecipata del Comune, Parma Infrastrutture”.
    Premetto che sono assai contento,
    ma ufficiarlo direttamente dal sito del Parma,
    non sarebbe meglio?

    • 20 Ottobre 2016 in 10:37
      Permalink

      Le ho già risposto stanotte chiarendo che la notizia in questione (che il Caffè Quotidiano aveva ripreso da Repubblica Parma) è errata. E’ stato soltanto emesso il bando per l’assegnazione. Ma l’assegnazione stessa, va da sé, non è ancora avvenuta.

  • 20 Ottobre 2016 in 10:44
    Permalink

    Allora Sig. Luca Russo,

    consiglierei ha chi ha scritto sul Il caffè quotidiamo

    di modificare il titolo e soprattutto l’articolo.

    Non vorrei mai che succedesse…….

    sa a Parma non aspettano altro…..

  • 20 Ottobre 2016 in 11:09
    Permalink

    Gent.mo prices,
    perchè secondo Lei il Milan ha allestito una rosa per puntare alla Champions o alla spero in Dio in attesa del money cinese?Il Milan non ha programmato nulla in estate, il ragionamento suo non è connesso non il mio.
    Io infatti dico che non si deve pendere come esempio una squadra (il Milan) butatta su a caso in assenza di money, in attesa dei nuovi proprietari. In teoria il Parma avrebbe dovuto programmare un mercato scientifico teso a minimizzare i rischi (purtroppo presenti anche in caso di rosa sulla carta perfetta) di una mancata promozione.

  • 20 Ottobre 2016 in 14:35
    Permalink

    Davide ciao,
    in barba a cosa poi replicheranno altri, il mercato scientifico di cui parli ( visto pure il tanto tempo che c’era per attuarlo ) non pensi che, comunque, possa, ovviamente, essere stato legato a meri fattori economici ?
    Mi spiego, prima che qualcuno intervenga asserendo che i denari ci sono, che il budget qui o il budget la, ecc, ecc, :
    se per esempio è stato contattato il giocatore
    PINCO XXX YYYY PALLINO DE SOUSA RIBEIRA RODRIGUEZ MORTACCI SUA
    e, per scendere, sputa casino, in lega pro, ti chiede 400/500 mila euro anno è evidente che la richiesta sarebbe stata fuori budget e mercato giusto ?

    l’anno scorso, ad esempio, sono stati “ciccati” solo gli acquisti di Sereni ( che non ha dato le risultanze sperate soprattutto per motivazioni proprie in quanto il calciatore sono convinto che fosse valido ) ed in parte Guazzo che però ha già dimostrato in questo inizio di campionato di essere un giocatore valido ed affidabile ( alla luce anche di una preparazione fatta deall’inizio, con il gruppo, e senza problemi fisici come successo nel 2015 )

    Non sempre gli acquisti, anche + in alto, da parte di squadre di livello superiore, portano la resa / rendimento previsti in fase di mercato: credo cmnq che, nonostante possa esser tardi ( ma non credo proprio ) a gennaio se c’è da migliorare nessuno vieta di farlo, sfoltendo, scambiando, rottamando, incentivando e, comunque, prendendo sul mercato ciò che serve e che in questo momento difetta, per quantità, per reparto, per MIGLIORAre
    NON TROVI ???

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