IL COLUMNIST / IL CALCIO AVVELENATO DALLA CULTURA DEL SOSPETTO E’ ALLA BASE DELLA INFELICE ESTARNAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA SAMBENEDETTESE

(Luca Russo) – Metti un sabato baciato dal sole e accarezzato da una temperatura dolcissima come succede solo di questi tempi; una partita che se vi avessero detto essere di serie B, voi manco ve ne sareste accorti che in realtà era di Lega Pro, visto il ritmo altissimo che le è stato impresso dai calciatori di Sambenedettese e Parma e considerato il nutritissimo carico di vibrazioni, duelli all’ultima scivolata, botte e risposte che ne hanno arricchito il tabellino al di là dei gol segnati da Mancuso, Nocciolini, Lulli (che rete! Giù il cappello!) e Calaiò; e una tifoseria, quella di casa, che per numerosità, capacità canore e pazienza (al Riviera il calcio che conta non si vede da parecchi anni) meriterebbe di esibirsi su ribalte di ben più alto spessore e di tifare per uno squadrone di Champions League, non di essere relegata in seconda serata e ingabbiata in terza serie. Però poi bisogna metterci pure il resto, e cioè il brutto della giornata, che si è materializzato nella sua coda e che ha ridimensionato, rimpicciolendolo significativamente, quanto di bello si era visto in precedenza. Tutto nasce da una gomitata di Radi su Guazzo in area di rigore marchigiana, la palla è lontana, ma il direttore di gara rileva il fallo e adotta i provvedimenti del caso: penalty per il Parma e cartellino rosso al difendente rossoblù. Niente da eccepire, se vivessimo su un pianeta governato dalla sportività e dalla conoscenza delle regole invece che avvelenato dalla cultura del sospetto. Ma considerato che insomma in questo paese la dietrologia quasi mai va fuori moda, non vedo perché a San Benedetto dovrebbero risultarne immuni e dimostraci che al contrario di quanto accade presso altre piazze loro, proprio loro non sono a secco di fair play. Naturale dunque che i tifosi della Samb dopo il rigore messo a segno dal numero 18 Crociato inizino a insultare Lorenzo Minotti presente in tribuna centrale al fianco di Maurizio Compagnoni di Sky, e che al fischio finale salutino il Parma intonando un “ladri!” che avranno sentito anche nella gentile e assai graziosa Ascoli Piceno. Così come è naturale, proprio al lume dell’assenza della lucidità e dello spirito sportivo di cui sopra, che a fine partita il patron dei marchigiani, Fedeli, decida non di gettare acqua sui toni infuocati della contesa, ma di alimentarne le fiamme e le annesse polemiche. Lo fa in sala stampa, laddove dapprima sputa veleno su Calaiò, definito ex calciatore, dato che si è ridotto a giocare in Lega Pro, e ignorante, perché a suo dire durante il match a più riprese avrebbe insultato l’arbitro; e poi si scaglia violentemente contro il Parma, che secondo il suo parere e in virtù del rigore che gli è stato “ingiustamente concesso” sarebbe favorito dal Palazzo nella corsa alla promozione. Naturale, ma non troppo. Detto che con un presidente avvezzo a vestire i panni del capopopolo il popolo non può comportarsi che da popolo, e cioè cedendo alla tentazione di trasformarsi in popolino, mi sento in dovere e avverto la piacevole necessità di issarmi a difesa sia di Calaiò che del Parma.

Chi mi conosce almeno un po’ o legge ciò che compongo lungo queste colonne, sa benissimo che faccio dell’imparzialità l’unico attrezzo di lavoro nell’esercizio delle mie funzioni, per cui le mie produzioni, se vogliamo definirle in questo modo, non sono ottenebrate dal tifo perché io stesso non sono accecato dalla passione dalla quale sono stato “scelto” il 21 marzo del 1993 (punizione di Asprilla, Sebastiano Rossi che resta fermo e… il resto è una storia che già conoscete). Fatta questa premessa, vorrei ricordarle, presidente Fedeli, che il mondo del calcio è logicamente pieno di atleti che ambiscono alle categorie superiori, in nome sia dei soldi che del prestigio e di una maggiore visibilità mediatica; mentre è assai più raro che si scelga di scendere qualche gradino più in basso, con tutte le rinunce che una decisione del genere comporta, sentiero battuto da Calaiò, che proprio per aver compiuto questo tipo di passo merita rispetto e grossa considerazione, sia parte dei tifosi, suoi o avversari che siano, che della critica. In più, se giocare in Lega Pro significa, a sentir le sue parole, convertirsi in ex giocatore, cosa dovremmo dire di lei e della sua squadra che insomma la serie B vi siete scordati come è fatta (al netto delle sue esperienze da dirigente a Terni, Latina e Ancona)? Che lei è un ex presidente e che la sua squadra è una ex squadra di calcio, solo per il fatto di partecipare a un torneo di così basso rango? Oppure siete iscritti alla Champions League e nessuno, ma nessuno per davvero, se ne è accorto? Delle due, l’una: se Calaiò scendendo di categoria è diventato un ex calciatore, allora lei, Fedeli – che da quando è presidente della società marchigiana ha assaggiato solo la serie D e a partire da quest’anno la Lega Pro – e la sua squadra – lontana dai piani alti da diverse stagioni – siete nell’ordine un ex presidente e una ex squadra di calcio, a meno che non giochiate in A all’insaputa delle altre formazioni di massima serie. La Lega Pro è uguale per tutti, e tutti sono uguali di fronte alla Lega Pro, o no? Diversamente mi toccherebbe richiamarla alla coerenza, merce da sempre rara nel mondo del pallone, San Benedetto del Tronto inclusa. Quanto al fatto che secondo le sue tesi ovviamente non documentate il Parma godrebbe dei favori del Palazzo; farebbe fatturare il suo blasone in termini di sudditanza psicologica da parte delle giacchette nere nei riguardi della casacca Crociata; e, per quanto appena scritto, parrebbe “condannato” alla promozione in B, le rispondo citandole un paio di numeri e un solo episodio. La formazione di Apolloni, così sponsorizzata e spinta dai poteri forti (è il suo parere, o sbaglio?), è sesta in classifica a quattro punti di distanza dal Pordenone primo e un punto sotto la sua Samb (che peraltro ha una gara da recuperare), ha perso in casa contro il Venezia nei minuti di recupero e pareggiato un paio di partite che una squadra politicamente influente avrebbe invece portato a casa con l’aiutino decisivo e prezioso di un arbitro accomodante, ma questo lei non lo sottolinea, e non lo sottolineano nemmeno quelli che ieri han dato dei ladri a Evacuo e compagni. Inoltre in occasione di un calcio piazzato ottimamente battuto da Lucarelli, la palla ci è sembrata oltrepassare la linea di porta: in caso di gol/non gol, e in genere nel dubbio, perché favorire i più deboli, e cioè la sua Samb, negando la gioia della rete, anche quando non si trattasse di rete, alla formazione che è nelle grazie del Sistema? Io, sul punto, ieri pomeriggio ho provato a farla riflettere, facendole notare che lei tende a ricordare e a citare in causa solo ciò che le fa comodo, i presunti torti subiti dai suoi – presunti perché le due espulsioni come il rigore c’erano – trascurando in maniera scientifica tutto il resto, dal gol/non gol in occasione di quella punizione del Capitano alle entratacce, talune border line, e alle provocazioni “elargite” dalla sua squadra a quella ducale, sulle quali l’arbitro romano ha fatto come le tre scimmiette che “non vedo, non sento, non…fischio”. Lei ha replicato al mio quesito dicendomi che avrei dovuto vergognarmi, invitandomi a non prendere più la parola e promettendomi che, se avessi osato farlo, si sarebbe esentato dal porgermi una risposta. Nel giro di una quarantina di secondi una specie di Bignami di quel che un buon presidente non dovrebbe mai fare, né con la stampa “amica” né con quella neutrale. Perché se è questa l’educazione somministrata per mezzo dei media ai propri tifosi, è normale che al primo fischio contro si mettano a dare dei ladri agli altri. Ma tant’è. Dopo un’esternazione pressoché identica di Tommaso Ghirardi in una conferenza stampa di qualche anno fa divenuta virale dalle nostre parti, ho ancora il “coraggio” di meravigliarmi di certe uscite presidenziali. Dovrei averci fatto il callo, e invece… Luca Russo

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10 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IL CALCIO AVVELENATO DALLA CULTURA DEL SOSPETTO E’ ALLA BASE DELLA INFELICE ESTARNAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA SAMBENEDETTESE

  • 2 Ottobre 2016 in 23:13
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    Il tipico italiano medio: non vinci/perdi e c’è sicuramente un complotto dietro. Lasciamolo vaneggiare.

  • 2 Ottobre 2016 in 23:43
    Permalink

    Ma chi è questo Luca Russo? E’ un vezzo il sistematico errore di punteggiatura o al giorno d’oggi è tollerabile su internet?

  • 3 Ottobre 2016 in 08:13
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    Ma il rigore era NETTO.
    La verità è che certi presidenti fanno di tutto per apparire e pur di farlo per avere visibilità anche se negativa, sono disposti a sputtanarsi.
    Calaiò è stato offeso da un uomo dallo spessore di una
    cartavelina, non valeva la pena nemneno difendersi da un uomo piccolo piccolo, non meritava nemmemo la replica.
    Nella partita di ritorno spero che i boys non dimentichino questo presidente e con qualche striscione ironico lo sputtanino per bene ma forse lui è quello che vuole per apparire e gli faremmo un regalo sputtanandolo anche se con ironia e allora ignoriamolo come se non esistesse.
    Non parliamone più di questa nullità altrimenti faremmo il suo gioco

  • 3 Ottobre 2016 in 13:34
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    è un anatra?

  • 3 Ottobre 2016 in 15:06
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    volevo fare i complimeti a LUCA RUSSO non ho mai capito come un napoletano possa tifare parma (avendo una delle squadre piu amate nella sua citta’ ) non avevo sentito il filmato dell’intervista di FEDELI perche mi sembra una cosa abbastanza scontata nel calcio capita abbastanza spesso di avere una visione distorta della relta’ da parte di questi presidenti capopopolo…….. oggi l ho sentita e faccio i complimenti a luca russo l unico che ha avuto le palle di dire le cose come stanno dove erano tutti gli altri grandi professionisti di parma ? con l e gambe sotto la tavola immagino visto la stazza di alcuni peraltro il furbo fedeli si e messo nel sacco da solo perche’ ha ammesso la gomitatta e siccome il regolamente e’ una cosa certa automaticamente era rigore per cui l ignorante era lui ma luca russo ha avuto il coraggio di dire la sua non solo contro fedeli ma in quell inferno di san benedetto (un conto e dirlo a milano o bologna ma a san benedetto !!! non si sa come finisce ) dove quei giornalisti di parte schifosi facevano finta di nulla e insistevano ad aizzare fedeli mentre dovevano andarsene tutti difronte a un comportamento dl genere ………..poi effetivamentere la punizione di lucarelli forse era goal il portiere quando se ne accorto si e ben girato velocemnte prima ddell arrivo dell arbitro

    • 3 Ottobre 2016 in 22:03
      Permalink

      Grazie per aver apprezzato il mio intervento a difesa del Parma e in risposta a Fedeli, che ha accusato la società Crociata di essere protetta e aiutata dal cosiddetto Palazzo, senza però essere in possesso nemmeno di una prova che accreditasse la sua ingiuriosa e irrispettosa tesi. Ingiuriosa e irrispettosa anche nei riguardi del direttore di gara, dei suoi assistenti e in genere del loro operato.

  • 3 Ottobre 2016 in 15:29
    Permalink

    Forse nessuno ha ancora capito in che categoria ci troviamo.
    La lega pro è questa signori miei.
    E questo è solo l’inizio.
    Fortunati di non trovarci nel girone del Sud.
    (e’ ancora peggio).
    Parliamo tanto di moralità e di educazione ma ricordiamo
    col Venezia al Tardini?
    Quando qualche tifoso (abbonato della tribuna)
    si è permesso di offendere i parenti di Apolloni?
    (una era la figlia).
    FIGURACCIA……

    Ossequi.

  • 3 Ottobre 2016 in 17:05
    Permalink

    No no, mi permetto di dissentire:
    la categoria di appartenenza non c’entra x nulla in merito all’educazione, alla civiltà ed al buon gusto;
    non faccio distinzioni di ordine di posto nè di stadi:
    chi è becero rimane becero ed ottuso sia in tribuna con giacca e cravatta sia in curva con jenas e maglietta, sia tra i ragazzi ultras, il popolo delle curve, sia tra i signori per bene, “distinti”, tribunaioli, vips..o vippetti di turno…

    il rispetto vuole elargito e preteso ed è sacrosanto sotto tutte le latitudini e stadi, dal nord al sud e da est a ovest..
    ..
    l’gnoranza, la stupidità, il vandalismo e la delinquenza teppistica vogliono banditi da tutte le parti, allo stadio, al cinema, per la strada, nelle scuole, al mercato…in ogni luogo frequentato da normali esseri umani …uomini, donne e bambini..

    ..
    sotto questo punto di vista non esistono amatori, dilettanti, serie C o champions league…

    la violenza, sia verbale che psicologica oltre che fisica …va bandita, combattuta e contrastata, adottando gli opportuni porovvedimenti e pene, non duri ma durissimi….
    vedi altri paesi + evoluti, seri e rigorosi…sicuramente meno buonisti, garantisti ed innocentisti….
    ..
    pugno duro ( se serve ..anche nei denti )

  • 3 Ottobre 2016 in 18:11
    Permalink

    mauro moroni “morosky” hai perfettamente ragione.
    L’educazione deve però partire dal Tardini.
    Non aspettiamo che sia educata la tifoseria avversaria.
    diamo l’esempio come in passato….

    N.B. è pure vero che il gioco di Apolloni fa partire l’embolo,
    ma quanto meno cerchiamo di contare fino a 80…….

  • 4 Ottobre 2016 in 09:15
    Permalink

    grande Lorenzo…
    non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso…

    ma…per cullare queste idee, da parte dei ns cosiddetti ” amici pseudo tifosi energumeni blateranti idiozie”
    bisognerebbe essere in possesso degli elementi base..
    corpo, cervello, neuroni…spina x attaccare il medesimo al mattino…
    ..cosa che, spesso, manca a parecchi ..

    ( a volte pure a me ..) e , in quei gg li…me ne sto a casa…non parlo e non scrivo…così faccio meno danni ..
    non risolvo il problema ma, almeno, ne sono consapevole e provo a migliorare le cose…

    at salut …mauro

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