CARRA A LETTERE AL DIRETTORE (TV PARMA): “NON CI SARÀ UN SEGUITO ALL’INCONTRO CON ROSSI. ORA CERCHIAMO UN DIRETTORE COL QUALE POI SCEGLIERE IL TECNICO. MORRONE È UN PERSONAGGIO DAVVERO TRASCINANTE”

luca-carra-a-lettere-al-direttore(www.parmacalcio1913.com) – L’amministratore delegato del Parma Calcio 1913 Luca Carra ieri sera, giovedì 24 novembre 2016, è stato ospite in diretta negli studi di Tv Parma della trasmissione “Lettere al Direttore”, a cura del direttore della Gazzetta di Parma e di Radio Tv Parma Michele Brambilla, condotta dal coordinatore della redazione dell’emittente cittadina Giuseppe Milano. In studio anche il telecronista Carlo Chiesa, il giornalista della Gazzetta di Parma Paolo Grossi e il pubblicista collaboratore di Bar Sport Guglielmo Trupo.

DAL CANALE UFFICIALE YOU TUBE DEL PARMA CALCIO 1913 I VIDEO CON GLI INTERVENTI DELL’A.D. DEL PARMA CALCIO 1913 LUCA CARRA A “LETTERE AL DIRETTORE”

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“L’incontro con Delio Rossi non è stato l’unico in queste ore: stiamo ancora lavorando. La voce su Delio Rossi era già circolata da un po’ ed in effetti un contatto con il mister c’era stato. Ci siamo incontrati mercoledì sera: abbiamo avuto un confronto, perché era veramente la prima volta che lo incontravamo. E’ stato un incontro conoscitivo, ma non ci sarà un seguito. Delio si è rivelata una persona molto schietta e molto sincera: ci ha detto che lui non se la sentiva. Non abbiamo neanche parlato di dettagli o accordi contrattuali. Lui ha detto che onestamente gli interesserebbe molto, però non conoscendo la categoria e i giocatori sarebbe in difficoltà a prendere in mano la situazione. E’ stato veramente correttissimo. Adesso, ma era così già da prima, l’obiettivo principale è il direttore sportivo: il contatto con Delio Rossi è avvenuto in tempi più rapidi rispetto ad altri, però noi, ovviamente, cerchiamo di identificare prima quella che sarà la figura di un direttore sportivo, perché ci sembra corretto che sia poi il direttore sportivo a darci le indicazioni su quella che sarà la guida tecnica della squadra”

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“Di nomi, sui siti o sui giornali, ne ho letti anche di più rispetto a quelli da voi proposti nella tabella: stiamo valutando e stiamo cercando di conoscere, anche personalmente, alcune figure, perché ci interessa capire quale potrebbe essere l’idea di progetto che hanno per Parma”

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“Non è facile identificare il profilo giusto. Noi abbiamo parlato prima del direttore sportivo, ma abbiamo analizzato anche alcune figure di allenatori. Non è semplice, nel senso che c’è bisogno di una figura di allenatore che abbia esperienza, e che quindi conosca la categoria, c’è bisogno di un allenatore che a noi piacerebbe avesse anche voglia di investire sui giovani per creare un progetto pluriennale e nello stesso tempo, però, c’è bisogno di un allenatore che abbia un carattere per affrontare uno spogliatoio come il nostro che non è uno spogliatoio di ragazzini, perché ci sono alcuni giocatori importanti. Quindi è una figura un po’ complessa quella che noi avremmo in mente, da identificare come allenatore”

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“Con Nevio, e contestualmente con le altre tre figure, Gigi, Lorenzo e Andrea, è stato difficile separarsi. Come ha avuto occasione di dire Marco Ferrari in conferenza stampa, noi li abbiamo ringraziati infinitamente, perché l’anno scorso credo che Nevio abbia svolto un ruolo importante nella rinascita di questa società e nello stesso tempo nel generare entusiasmo. Da una parte la proprietà parmigiana, dall’altra figure come Nevio che erano simboli della storia del Parma Calcio, credo che abbiano dato un grosso contributo. Dopo un anno e mezzo di lavoro, magari più a contatto con Gigi, rispetto ad altri, ma anche con Nevio, ci si affeziona anche, nel senso che si passano giornate a soffrire e altre a gioire e momenti più o meno belli. Quindi è sicuramente una scelta molto dolorosa. Elegger il prossimo presidente non è al momento la nostra priorità: la società ha un vice presidente, ci sono io come amministratore delegato: le figure più urgenti riguardano l’area tecnica”

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“E’ sbagliato, in questo momento, individuare in Galassi e Minotti i due responsabili: credo che le colpe siano un po’ di tutti, a partire dalla società fino all’ultimo. Comunque la nostra è una rosa che, con tutti i problemi e tutte le critiche, ha comunque fatto 25 punti: se fosse una rosa così scarsa, probabilmente non li avrebbe fatti. Quindi, ripeto, i limiti e le colpe credo che siano da dividere fra tutti: non bisogna cercare per forza un colpevole. Il fatto che tutti e quattro (cioè i tre, poi si è aggiunto Nevio che si è dimesso) siano andati via è perché si è ritenuto, come da loro stesse parole, che il progetto tecnico fosse portato avanti da tutti e quattro. E non è per dire avete sbagliato: non ci interessa dare delle colpe, in questo momento. La valutazione che è stata fatta dalla società, dopo le ultime partite, nonostante qualche segnale di miglioramento e non si è interrotto prima, anche se convengo che si sarebbe potuto fare, è perché si è sempre cercato di dare fiducia a chi, secondo noi, di calcio ne sa più di noi, perché comunque da Nevio, a Lorenzo, a Galassi sicuramente sono più preparati di me per quello che riguarda gli aspetti tecnici, Si era visto qualcosa, a livello di miglioramenti, dopo Pordenone, col Gubbio, e lo stesso primo quarto d’ora col Padova; poi alla fine non si sa cosa sia successo. A Macerata, ad esempio, c’è stata una involuzione… Quindi la valutazione non è stata fatta tanto per l’ultima partita, quanto sul fatto che in cinque mesi ci fosse un percorso di crescita che noi, onestamente, non abbiamo visto. Si è valutato che ci fossero poche possibilità, andando avanti così, di raggiungere un obiettivo. Il fatto che non avessimo già pronte delle alternative testimonia della massima fiducia che era stata riposta nello staff che era stato scelto e a cui era stata delegata la gestione dell’area sportiva. Io, per primo, non ero contento, ma avevo visto e si cercava di vedere quelli che erano i possibili segnali di miglioramento della squadra. Ma nelle ultime due partite c’è stata una involuzione, anziché migliorare. Quindi il fatto che non fosse premeditato o il fatto che non ci si fosse preparati prima a una sostituzione, ti dimostra quanto, invece, la proprietà, delegando, aveva dato fiducia e riponeva ancora fiducia nello staff tecnico. E’ stata una goccia lenta che poi ha riempito il vaso…”

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“Corini, come tanti altri allenatori, come Mandorlini, Scazzola, ce ne sono altri che hanno fatto bene in Lega Pro, e in categoria superiore… Ma non è stato contatto Corini, così come avevo detto per Scazzola: stiamo valutando tanti profili, perché non è che vogliamo l’elenco degli allenatori per metterci a telefonare a tutti e chiedere chi è che vuole venire a Parma. In questi giorni io personalmente, ma non solo, riceviamo tantissime telefonate o email di persone che vogliono venire a Parma, che si propongono, che vorrebbero incontrarci per spiegare. Ma prima, ripeto, noi vorremmo identificare una figura di direzione tecnica-sportiva, dopo di che, assieme a lui, andremo a valutare, anche in base alla rosa che abbiamo, quali sono gli allenatori che possono andare. Tempi? Come abbiamo detto ieri in conferenza stampa, non abbiamo fretta. Questo non vuol dire che aspetteremo un mese. Non abbiamo fretta vuol dire che se dobbiamo prenderci un giorno o due in più per avere un quadro completo della situazione, ce li prenderemo”

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“No. Non è stato contattato Guidolin, come non sono stati contattati gli altri”

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“Tanti allenatori che hanno fatto bene in Lega Pro poi hanno proseguito il discorso perché magari si era creato il gruppo giusto per fare il doppio salto. Avete citato Mandorlini, prima era stato nominato Scazzola che aveva vinto con la Pro Vercelli e poi ha allenato in serie B, quindi non è necessario che, ottenendo una promozione, poi si debba cambiare poi l’allenatore”

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“Apolloni è una persona che stimo, che ha lavorato benissimo l’anno scorso, perché ha fatto un campionato eccezionale, non perdendo nemmeno una partita; capisco la delusione di Vito Copelli, presidente del club a lui dedicato, e lo saluto. Come dicevo prima la colpa va un po’ suddivisa tra tutti. Non è piaciuto a nessuno leggere o sentire tanti attacchi indirizzati solo a Gigi quando non credo sia stato l’unico responsabile, visto che lo siamo stati un po’ tutti”

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“Sabatini è un ottimo professionista che però è abituato a livelli ben diversi rispetto a quelli dove si trova il Parma attualmente. Magari ci penseremo in futuro… Gregucci è un allenatore, tra i tanti, che in questo momento sono liberi e sono svincolati. Conosce bene la categoria? Sì, ma non c’è solo lui, ce ne sono anche altri che han già fatto questa categoria”

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“Vorrei spendere una parola per Stefano Morrone, perché è stato veramente eccezionale per la disponibilità che ci ha dato, fin da subito, per l’entusiasmo e la carica che ha dimostrato sia nello spogliatoio che in campo, fin dal primo giorno. La sera in cui gli avevamo chiesto se aveva voglia di prendersi questa responsabilità, di seguire la squadra in questi giorni, fin che si chiariscono le situazioni, mentre eravamo nel mio ufficio, sulla mia scrivania aveva già iniziato a segnare i nomi per ipotizzare una formazione che aveva in mente. E aveva detto che voleva andare a casa subito perché voleva andare a vedere le partite dell’Ancona. Devo veramente ringraziarlo perché è stata una nota molto positiva e che ha dato subito entusiasmo. Un personaggio veramente trascinante. Tutto è successo martedì sera: c’erano questi due o tre giorni per fare allenare la squadra. Sta preparando lui questa partita e quindi è corretto che guidi lui la squadra ad Ancona”

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“Non ho idea di quali siano le cifre degli ingaggi di Marino o Sabatini, ma credo che siano lontane da quelle che ci sono in Lega Pro, ma nello stesso tempo dobbiamo cercare di trovare la soluzione migliore per dare la possibilità a questa squadra di lottare fino in fondo. Quando si è scelto di fare quello che voi chiamate ribaltone, cioè questo cambiamento societario, è stato calcolato che ci sarebbe stato un extra budget”

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“Luca Baraldi è già stato a Parma tante volte, ma non credo che sia né un direttore sportivo né un allenatore: quindi, in questo momento, non è un profilo che stiamo cercando. Se Morrone può esser confermato, qualora facesse bene con l’Ancona? Adesso è prematuro dirlo: lui ci ha dato la sua disponibilità e sa che lui, in questo momento, sta aiutando la squadra e la società in questo momento. Io mi auguro che Morrone sia bravo: lui ha detto che ci metterà tutto quello che ha, perché ci tiene, e non solo per lui, a vincere questa partita. Sappiamo com’era in campo e lo stesso atteggiamento ce l’ha in questi giorni mentre guida gli allenamenti, quindi non può che fare bene. L’altra sera, dopo l’allenamento, abbiamo parlato con i giocatori e sono convinto che una reazione ci sia”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “CARRA A LETTERE AL DIRETTORE (TV PARMA): “NON CI SARÀ UN SEGUITO ALL’INCONTRO CON ROSSI. ORA CERCHIAMO UN DIRETTORE COL QUALE POI SCEGLIERE IL TECNICO. MORRONE È UN PERSONAGGIO DAVVERO TRASCINANTE”

  • 25 Novembre 2016 in 17:39
    Permalink

    C’è un allenatore che lo scorso anno ha detto che ci avrebbe allenato anche in D. Indovinate di chi sto parlando?

    • 25 Novembre 2016 in 20:08
      Permalink

      Guidolin

  • 25 Novembre 2016 in 19:56
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    Apolloni?

  • 25 Novembre 2016 in 20:03
    Permalink

    Mi sa che è uno che conta un po’di balle

  • 26 Novembre 2016 in 10:09
    Permalink

    Comunque adesso Galassi, Minotti ed Apolloni rimarranno a libro paga fino a giugno 2018. Alla faccia del calcio biologico!

I commenti sono chiusi.

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